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Saldatrice ad inverter

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Franco Querci

unread,
Apr 30, 2002, 5:09:10 PM4/30/02
to
Qualcuno di lor signori ha uno schema di una saldatrice ad inverter?
Il mio elettricista se l'è fatta ma non vuol darmi lo schema (vecchia
ruggine)
Grazie Franco

--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

paulhass

unread,
May 1, 2002, 5:29:42 PM5/1/02
to

Franco Querci <franco...@tin.it> wrote in message
ddaf6ac571b87aa0e8...@mygate.mailgate.org...

> Qualcuno di lor signori ha uno schema di una saldatrice ad inverter?
> Il mio elettricista se l'è fatta ma non vuol darmi lo schema

Delle due, l' una :
- il tuo elettricista è un gran contaballe
- tu sei un inguaribile ottimista
Cordialità.

Paul

Natale Novello

unread,
May 2, 2002, 4:20:12 AM5/2/02
to
"paulhass" <paul...@tiscalinet.it> wrote in message

> Delle due, l' una :
> - il tuo elettricista è un gran contaballe
> - tu sei un inguaribile ottimista
Quand'ero ragazzo provai a fare una saldatrice ad arco con i carboncini
di una pila alcalina, a parte che facevo saltare il contatore di casa
Qualche cosina l'ho pastrugnata ....
Che ne pensi ?
Natale

!max!

unread,
May 2, 2002, 8:56:52 AM5/2/02
to
"Natale Novello" ha scritto:

> Quand'ero ragazzo provai a fare una saldatrice ad arco con i carboncini
> di una pila alcalina, a parte che facevo saltare il contatore di casa
> Qualche cosina l'ho pastrugnata ....
> Che ne pensi ?

Non che ci sia tutta questa scienza elettronica in una saldatrice; sono più
che altro protezioni e sicurezze che distinguono una saldatrice scrausa da
una seria. Certo una saldatrice ad inverter è tutta un altra cosa, li oltre
che alle protezioni c'è anche una bella parte elettronica. Ad ogni modo sono
d'accordo con Paulhass ma con la differenza che secondo me le alternative
che lui pone sono vere entrambe.
--
Ciao
!max!

* Scarta gli operatori logici per rispondere *


paulhass

unread,
May 2, 2002, 8:05:42 PM5/2/02
to

Natale Novello <nnov...@wanadoo.fr> wrote in message
11de07642235e2c871...@mygate.mailgate.org...

> Qualche cosina l'ho pastrugnata ....
> Che ne pensi ?

Tutto il bene possibile !
Ma, per sola mia curiosità, ora porti gli occhiali ?
Cordialità.

Paul

Natale Novello

unread,
May 3, 2002, 3:22:02 AM5/3/02
to
"paulhass" <paul...@tiscalinet.it> wrote in message
> Tutto il bene possibile !
> Ma, per sola mia curiosità, ora porti gli occhiali ?
Non ancora ;-)

!max!

unread,
May 2, 2002, 8:59:54 AM5/2/02
to
"Franco Querci" ha scritto:

> Qualcuno di lor signori ha uno schema di una saldatrice ad inverter?
> Il mio elettricista se l'è fatta ma non vuol darmi lo schema (vecchia
> ruggine)

Anche avendo il disegno in CAD quotato di un Lamborghini Diablo ciò non
vorrebbe dire poterselo costruire !! Non basta uno schema elettrico trovato
in Internet o disegnato da un "allegro" elettricista per costruirsi una
saldatrice ad inverter.
Dammi retta: comprala e lascia perdere l'autocostruzione.

Franco Querci

unread,
May 4, 2002, 4:01:16 PM5/4/02
to
Bene! Fà piacere avere un pubblico che ti stima.
Concettualmente una saldatrice ad "inverter" se per inverter si intende
i diodi controllati, è costituita da un trasformatore possibilmente
toroidale per abbassare la tensione e portare l'amperaggio a valori
sopra
150 ampere, di un generatore di onde quadre con duty-cycle variabile
(strettisce l'onda quadra girando un potenziometro), e di più diodi
controllati che lasciano passare la corrente solo se sul gate c'è
tensione
(Onda quadra).
Questo permette di parzializzare la tensione in uscita e quindi la
corrente.
Tutto il resto è optional.
Il problema è che non vorrei inventare tutto in quanto le prove portano
via
un sacco di tempo ed altre persone hanno già fatto gli errori che
commetterei
io. Condiderate che:
1) Alle fiere si trovano diodi controllati da 600-1000 amper usati
ma buoni per 3 euro cad.
2) il circuito di controllo si può fare con integrati, un 555 oppure
un PIC
3) in tutte le città c'è qualcuno che avvolge trasformatori
toroidali
costerà un 50 euro
vi saluto e ci sentiamo

"!max!" <gibsonA...@hotmailNOT.com> wrote in message
news:aatdhp$rpv$1...@fe2.cs.interbusiness.it

paoPaura

unread,
May 4, 2002, 4:22:37 PM5/4/02
to

> costerà un 50 euro
> vi saluto e ci sentiamo
>


.......Vabbeh che il Signore ha fatto il mondo in 7 giorni,pero che con 50
euro ti costuisci una saldatrice ad inverter mi sembra un po ottimista la
cosa.

ciao

pao


IlGatto

unread,
May 5, 2002, 4:58:39 AM5/5/02
to
che se sei ancora vivo devi ringraziare il contatore !!

ciao


paulhass

unread,
May 5, 2002, 8:08:51 PM5/5/02
to

Franco Querci <franco...@tin.it> wrote in message
b9147e154ce0db3427...@mygate.mailgate.org...

> Concettualmente una saldatrice ad "inverter"
> è costituita da un trasformatore possibilmente
> toroidale per abbassare la tensione
> di un generatore di onde quadre
> e di più diodi
> controllati
> Tutto il resto è optional.

Allora è vero che sei un inguaribile ottimista ! :-)
Una saldatrice ad inverter si può considerare formata da 5 stadi :
- primo raddrizzatore, che converte la 220 volt di rete in corrente
continua
- inverter vero e proprio, che trasforma la tensione raddrizzata del
primo stadio in una tensione alternata ad onda quadra di elevata
frequenza (60 KHz, ad esempio)
- trasformatore, che abbassa la tensione ad onda quadra del secondo
stadio ad un valore inferiore, sempre ad onda quadra ad alta frequenza
- secondo raddrizzatore, che trasforma la corrente del 3 stadio in corrente
continua, e la rende disponibile ai morsetti di uscita
- stadio di controllo, che a seguito dell' impostazione della corrente
che fa l' operatore sul pannello, mantiene costante tale valore agendo
elettronicamente sull' inverter vero e proprio (stadio 2).
Oggi è domenica, ed avendo un po' di tempo mi sono divertito a contare
i componenti interni della mia piccola saldatrice inverter :
- 2 ponti raddrizzatori
- 9 diodi SCR
- 24 diodi di raddrizzamento da c.s.
- 2 zener
- 4 transistor
- 4 circuiti integrati
- 1 optoisolatore
- 6 condensatori alta capacità e tensione di lavoro
(in alluminio polarizzato, 560 micro 400 VL)
- 2 trasformatori
- 2 induttanze (di cui una con filo da 4 mm di diametro !)
- 35 condensatori da c.s.
- 1 trimmer da c.s.
- 1 potenziometro
- 55 resistenze da c.s.
- 9 resistori di potenza
- 1 relè da c.s.
- 2 piastre in vetronite doppia faccia per c.s.
- 1 ventola di raffredamento
- 5 componenti non identificati
Morsetti, fusibili, , led, dissipatori di calore (molto grandi),
interruttori, cavetteria, ecc. ecc. : quanto basta.
Per quanto riguarda il costo, fammi tu un preventivo.
La concorrenza è feroce, ed il produttore se avesse potuto
risparmiare uno solo dei componenti, lo avrebbe fatto volentieri !
Il fai-da-te và benissimo, ma se fatto senza presunzione.
Cordialità.

Paul

EMazzaglia

unread,
May 6, 2002, 3:02:00 AM5/6/02
to
"Franco Querci" <franco...@tin.it> scrisse:

>Bene! Fà piacere avere un pubblico che ti stima.
>Concettualmente una saldatrice ad "inverter" se per inverter si intende
> i diodi controllati, è costituita da un trasformatore possibilmente
>toroidale per abbassare la tensione e portare l'amperaggio a valori
>sopra

L'idea che avevo considerato io ,qualche tempo fa', era di utilizzare uno step-down
(analogo al sistema utilizzato nei moderni alimentatori x computer :quel piccolo torello
trasferisce 300W !) :cosi' eviti il ponte sul secondario e il secondario stesso ! Il
problema principale l'ho incontrato nel reperire il torone in ferrite necessario per
trasferire l'energia (~3kW).
Oggi si trovano MOS da 200V (li metti a 2 a 2 in serie) 60A in contenitori TO247 a medio
costo (meglio se allo sfascio) !
Per un controllore sperimentale un 555 va piu' che bene.
Qualcosa tipo LM78S40 della National (AN-711 ad es.) controlla Vout e corrente ...
Nella stessa AN si possono trovare alcune considerazioni sia sugli alimentatori step_down
(step_up se parti da una batteria d'auto ad es., ma povera batteria !) , sia sulla
costruzione e dimensione del toro.

La chiave risolutiva del problema si chiama "mercatino dell'usato", visto che il materiale
da me citato (che occorre integrare con altro citato da paulhass) costa una cifra che non
giustifica il fai-da-te se non nell'aspetto ludico&gratificante.
Qualche mese fa ho comprato dei gruppi UPS (APC) per 10.000 cad. :dentro ho trovato un
sacco di roba in ottimo stato...

Saluti elettrici.

!max!

unread,
May 6, 2002, 4:42:14 AM5/6/02
to
"paulhass" ha scritto:

Visto che il mio lavoro consite (non solo ma anche) nel fare preventivi di
materiale elettronico direi che posso fare io un analisi dei costi. Anche
non avendo esattamente i codici dei dispositivi e non sapendo le dimensioni
dei trasformatori (a grandi linee posso immaginarne la portata) ma una stima
grossolana dei costi potrebbe aggirarsi, all'ingrosso e per volumi (quindi
non 1 solo pezzo ma almeno un centinaio) sugli 80?. Chiaramente considerando
a grandi linee io prezzi di mercato ed ipotizzando che i 4 integrati siano
dei volgari circuiti CMOS tra cui un 555 e qualche porta logica. Se
all'ingrosso sono 80 ? di componenti vuol dire che al dettaglio, acquistando
tutto nuovo spendi come minimo 200?.....e pure trovando un negoziante
onesto.
Facendo una stima veloce con i prezzi RS (noto catalogo di materiale
elettronico) siamo a circa 280? di materiale. Il tutto senza considerare il
contenitore metallico esterno, i morsetti per saldare, un eventuale
amperometro e gli accesorri (indipensabili) per la saldatura.

> La concorrenza è feroce, ed il produttore se avesse potuto
> risparmiare uno solo dei componenti, lo avrebbe fatto volentieri !

Su questo non esiste il benchè minimo dubbio, e non solo tra i produttori ma
anche tra noi poveri venditori di componentistica.
Ho un piccolo aneddoto che rende bene l'idea di come i produttori di CS (in
genere) facciano per risparmiare anche solo 50 eurocent:
per impostare alcune configurazioni a livello hardware su alcuni PCB vengono
montati dei "dip-switches" che altro non sono che interruttori a levetta in
miniatura che somigliano molto a dei circuiti integrati. Un costo
approssimativo per un oggetto simile da 8 poli si aggira nell'intorno dei
55-60 eurocent. Poichè in parecchi PCB la configurazione di questi
interruttori viene fatta una sola volta in tutta la vita del circuito,
alcuni produttori montano al posto del dip-switches 8 resistenze da 0 ohm
(so che pare assurdo ma esistono sul serio) che andranno poi a tagliare col
tronchese a scheda ultimata per configurare i parametri richiesti dal
circuito. E il risparmio c'è tutto perchè 8 resistenze costano in tutto 1
eurocent.

!max!

unread,
May 6, 2002, 5:52:52 AM5/6/02
to
"Franco Querci" ha scritto:

> Bene! Fà piacere avere un pubblico che ti stima.
> Concettualmente una saldatrice ad "inverter" se per inverter si intende
> i diodi controllati,

Diodi controllati ?!!?! Forse volevi intendere TRIAC ed SCR.....o MOSFET di
potenza.....o TRANSISTOR di potenza.

> è costituita da un trasformatore possibilmente
> toroidale per abbassare la tensione e portare l'amperaggio a valori
> sopra
> 150 ampere,

Prendendo come tensione di saldatura il canonico 48V ciò vorrebbe dire avere
un trasformatore paragonabile a quello di una normale saldatrice "stupida"
con manopolone e vite senza fine sul nucleo di un trasformatore da
20Kg......quella si che costa 50?, ma c'è solo un tasformatore però....e
pure scadente !!!

> di un generatore di onde quadre con duty-cycle variabile
> (strettisce l'onda quadra girando un potenziometro), e di più diodi
> controllati che lasciano passare la corrente solo se sul gate c'è
> tensione
> (Onda quadra).
> Questo permette di parzializzare la tensione in uscita e quindi la
> corrente.

Interessante tipo di regolazione. Se così fosse avresti sui poveri diodi una
caduta di tensione di qualche volt (anche solo10) ma con una corrente di
150A. Dunque, 150 * 10=1500Watt. indubbiamente conveniente come
elettroutensile non trovi; potresti addirittura usarlo come stufetta
elettrica per l'inverno ! ;-))
Se cade la tensione non è vero che cade anche la corrente. La corrente NON
si regola parzializzando la tensione di uscita ma APRENDO e CHIUDENDO ad
alta frequeza una giunzione a semiconduttore di adeguata potenza, sia questa
un TRANSISTOR di potenza un MOSFET, un TRIAC o un SCR.
La cosa da tenere in seria considerazione su una saldatrice è che l'arco
elettrico è un CORTO CIRCUITO secco sullo stadio di uscita. Nella tua
analisi lo stadio di uscita è direttamente affidato ai DIODI e non oso
immaginare cosa potrebbe succedere a livello elettrico a quelle povere
giunzioni mentre scocca l'arco elettrico !! Così a naso allo scoccare
dell'arco la giunzione CE va in saturazione, la base si "sfonda" e
l'oscillatore viene attraversato dalla stessa corrente che hai
sull'elettrodo.......non penso di dover andare oltre.

Riprendo un attimo ciò che ti ha già spiegato "paulhass" apportando qualche
piccola correzione:

1 - stadio raddrizzatore della tensione a 220V da AC in DC (senza
trasformatore). Questo stadio è caratterizzato da 4 diodi di potenza in
configurazione a ponte e 2 o 3 condensatori ad alta tensione (min 400V) da
almeno 680uF. Si ottiene così una tensione di circa 294VDC. Si tendono ad
usare più capacità elettrolitiche al posto che una sola di capacità
superiore per limitare l'elevata induttanza serie tipica dei condensatori
elettrolitici. In questo modo si evitano "spike" di tensione sul SOURCE del
MOSFET del secondo stadio che renderebbero difficoltosa e rischiosa la
regolazione del duty cycle.
2 - Stadio di oscillazione (inverter). Quello che hai previsto anche tu.
Questo stadio agisce solitamente sul GATE di più MOSFET (2 o 4) ad alta
potenza con Vgs minima di 400V.La frequenza può arrivare anche a 100Khz ed
il duty cycle è variabile da 1 a 99%.
3 - Stadio di trasformazione. La tensione pulsante a 294VAC in arrivo dal
secondo stadio viene abbassata a circa 50VAC tramite uno o due
trasformatori. I trasformatori in questione devono avere un elevata banda
bassante (in terminidi V/usec) in modo da poter trasportare la tensione
pulsante del secondo stadio che può avere anche una frequenza di 100Khz (nei
modelli più evoluti). Il vantaggio di trasformare la tensione a frequenza
elevata è, oltre che a quello di poterla regolare in maniera "non
intrusiva", quello di poter montare un trasformatore molto più piccolo (a
livello di dimensioni)e più efficiente. E sono proprio questi i vantaggi di
una saldatrice ad inverter.
4 - stadio raddrizzatore - la tensione trasformata e ad alta frequenza viene
di nuovo raddrizzata e livellata per essere poi disponibile sui morsetti di
uscita.
5 - stadio feedback - E' composto da una o più resistenze SHUNT a bassissimo
valore ohmico (circa 0,1ohm) ma di elevata potenza in cui passa la corrente
di saldatura. Ai capi della/e resistenza/e è montato uno stadio
amplificatore in configurazione strumentale con la funzione di "current
sense amplifier". Tale amplificatore acquisisce la caduta di tensione ai
capi della resistenza e così facendo calcola la corrente che fluisce in quel
momento; tale controllo va poi ad agire passando in un fotoaccoppiatore di
isolamento sullo stadio 2 di oscillazione e corregge finemente il duty
cycle dell'oscillatore in modo da far corrispondere la corrente richiesta
dall'operatore con quella effettiva di saldatura.

Se ritieni di essere in grado di sviluppare un circuito del genere con 50?
ti consiglio vivamente di mandare un curriculum ad un produttore di
saldatrici, avresti un posto di lavoro assicurato ! :-))

Vitt

unread,
May 6, 2002, 1:15:06 PM5/6/02
to
!max! ha scritto:

> Poichè in parecchi PCB la configurazione di questi
>interruttori viene fatta una sola volta in tutta la vita del circuito,
>alcuni produttori montano al posto del dip-switches 8 resistenze da 0 ohm
>(so che pare assurdo ma esistono sul serio) che andranno poi a tagliare col
>tronchese a scheda ultimata per configurare i parametri richiesti dal
>circuito. E il risparmio c'è tutto perchè 8 resistenze costano in tutto 1
>eurocent.

Potevano risparmiare anche 1 eurocent.
Chi indovina come?

--
Bye
Vitt

EMazzaglia

unread,
May 6, 2002, 1:04:24 PM5/6/02
to
"!max!" <gibsonA...@hotmailNOT.com> scrisse:

Mi permetto di anticipare Franco.

>"Franco Querci" ha scritto:
>> Bene! Fà piacere avere un pubblico che ti stima.
>> Concettualmente una saldatrice ad "inverter" se per inverter si intende
>> i diodi controllati,
>
>Diodi controllati ?!!?! Forse volevi intendere TRIAC ed SCR.....o MOSFET di
>potenza.....o TRANSISTOR di potenza.
>

SCR=silicon controlled rectifier (spero di aver scritto bene) =diodi controllati al
silicio

>> è costituita da un trasformatore possibilmente
>> toroidale per abbassare la tensione e portare l'amperaggio a valori
>> sopra
>> 150 ampere,
>
>Prendendo come tensione di saldatura il canonico 48V ciò vorrebbe dire avere
>un trasformatore paragonabile a quello di una normale saldatrice "stupida"
>con manopolone e vite senza fine sul nucleo di un trasformatore da
>20Kg......quella si che costa 50?, ma c'è solo un tasformatore però....e
>pure scadente !!!

Coi nuclei di ferrite si possono trasferire le medesime potenze che con i nuclei
convenzionali in acciaio , con un peso ed un ingombro molto minori.

>Interessante tipo di regolazione. Se così fosse avresti sui poveri diodi una
>caduta di tensione di qualche volt (anche solo10) ma con una corrente di
>150A. Dunque, 150 * 10=1500Watt. indubbiamente conveniente come
>elettroutensile non trovi; potresti addirittura usarlo come stufetta
>elettrica per l'inverno ! ;-))

No, se i diodi controllati (SCR) li metti all'ingresso del trafo, inoltre la tensione sui
sullodati quando sono ON e' intorno a mezzo Volt (con piccole variazioni nell'ambito della
corrente normale di utilizzo)


>La cosa da tenere in seria considerazione su una saldatrice è che l'arco
>elettrico è un CORTO CIRCUITO secco sullo stadio di uscita.

Se misuri la tensione con un tester troverai circa 20 Volt con piccole variazioni al
variare della corrente.
Il corto c'e' se l'elettrodo si incolla , ma allora interviene il sistema di regolazione
della corrente max .
...mi fermo qui, purtroppo non ho il tempo di ragliare oltre. :-)).

ciao.

Giampi_news

unread,
May 6, 2002, 3:02:24 PM5/6/02
to

"Vitt" <vitt....@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:ck8ddu0p2f2ujoen5...@4ax.com...

> Potevano risparmiare anche 1 eurocent.
> Chi indovina come?

Ponticellando???
--
Giampi_braccino corto_news


!max!

unread,
May 7, 2002, 3:51:30 AM5/7/02
to
"Vitt" ha scritto:

> Potevano risparmiare anche 1 eurocent.
> Chi indovina come?

se stai pensando ai ponticelli come il Giampi sei fuori strada. Il
ponticello ha un costo di materiale si inferiore (anche se di poco) alla
resistenza ma un costo di montaggio molto più alto in quanto deve
necessariamente essere montato a mano a scheda ultimata. A quel punto, tu
dirai, l'operatore monterebbe solo i ponticelli che servono; purtroppo però
il costo (in termini di tempo e materiale) di saldatura di anche solo un
ponticello costerebbe comunque di più del montaggio di 8 resistenze
(automatico) e della loro successiva tranciatura manuale.
Se i costi fossero uguali non avrebbero ragione di esistere resistenze da 0
ohm.

!max!

unread,
May 7, 2002, 4:21:13 AM5/7/02
to
"EMazzaglia" ha scritto:

> SCR=silicon controlled rectifier (spero di aver scritto bene) =diodi
controllati a
> silicio

Ok, a volte le terminologie USA non andrebbero tradotte.....

> Coi nuclei di ferrite si possono trasferire le medesime potenze che con i
nuclei
> convenzionali in acciaio , con un peso ed un ingombro molto minori.

Ok anche qui. Infatti in una normale saldatrice il nucleo è in ferrite.
Non credo sia comoda una saldatrice con traferro in acciaio......molto poco
"trasportabile". :-)
Ma anche qui siamo distanti dal concetto di "banda passante" di un trafo.

> No, se i diodi controllati (SCR) li metti all'ingresso del trafo, inoltre
la tensione sui
> sullodati quando sono ON e' intorno a mezzo Volt (con piccole variazioni
nell'ambito della
> corrente normale di utilizzo)

Si, ok. La caduta di tensione di un SCR è di 0,7V (cdt dei diodi al silicio)
*2=1,4V a 25°C con corrente al MAX al 70-75% di quella di rottura della
giunzione.
La domanda a questo punto è:
DOV'E LA REGOLAZIONE ?
Se metto un SCR prima (ma anche dopo) il TRAFO cosa ottengo?....come regolo
???
La risposta è solo una: TAGLIO LE SEMIONDE (così come avviene nei trapani
con regolatore elettronico della velocità). Se taglio le semionde la
trensione che cade ai capi dei diodi mi va a finire in calore.....facciamo
che taglio al massimo 10V....o forse nè tagliamo anche di più ?

E comunque, in ogni caso, parlando di questo "curioso" sistema di
regolazione (quanto meno per una saldatrice) siamo molto lontani dal
concetto di saldatrice ad inverter.....lontanissimo direi.
A meno che tu non intenda agire con un PWM direttamente sull' SCR.....perchè
in questo caso ci sarebbe veramente da ridere.

> Se misuri la tensione con un tester troverai circa 20 Volt con piccole
variazioni al
> variare della corrente.
> Il corto c'e' se l'elettrodo si incolla , ma allora interviene il sistema
di regolazione
> della corrente max .

Il corto c'è allo scocccare dell'arco E quando l'elettrodo si incolla. E
quale dovrebbe essere il sistema di controllo della corrente max. e dove
dovrebbe agire ? Sul SCR ?

> ...mi fermo qui, purtroppo non ho il tempo di ragliare oltre. :-)).

in quanto a raglio ti ho sicuramente battuto !! ;-))

Vitt

unread,
May 7, 2002, 12:39:45 PM5/7/02
to
Giampi_news ha scritto:


>> Potevano risparmiare anche 1 eurocent.
>> Chi indovina come?
>
>Ponticellando???

Acqua, acqua.

--
Bye
Vitt

Vitt

unread,
May 7, 2002, 12:39:48 PM5/7/02
to
!max! ha scritto:

>se stai pensando ai ponticelli come il Giampi sei fuori strada

Fuocherello.

--
Bye
Vitt

Giampi_news

unread,
May 7, 2002, 1:14:59 PM5/7/02
to

"!max!" <gibsonA...@hotmailNOT.com> ha scritto nel messaggio
news:ab81e7$pk5$1...@fe2.cs.interbusiness.it...

>
> se stai pensando ai ponticelli come il Giampi sei fuori strada. Il
> ponticello ha un costo di materiale si inferiore (anche se di poco) alla
> resistenza ma un costo di montaggio molto più alto in quanto deve
> necessariamente essere montato a mano a scheda ultimata.

Questa poi! Non si finisce mai di stupirsi di fronte alle esigenze della
lavorazione in serie... E' colpa della GLOBALIZZAZIONE? (Tanto per usare -
probabilmente ed una volta in più a sproposito- una parola alla moda)
--
Ciao dal Giampi


carlo zampogna

unread,
May 7, 2002, 3:15:31 PM5/7/02
to

Vitt <vitt....@iol.it> wrote in message
ck8ddu0p2f2ujoen5...@4ax.com...

disegnando lo stampato con tutti i ponticelli, da tagliare con un colpetto
di cutter ?


!max!

unread,
May 8, 2002, 5:32:50 AM5/8/02
to

"carlo zampogna" ha scritto:

> disegnando lo stampato con tutti i ponticelli, da tagliare con un colpetto
> di cutter ?

Troppo artigianale. L'attenzione che chi deve tagliare con il cutter deve
dedicare a questa operazione alza notevolmente il tempo di lavorazione. Per
non parlare del fatto che l'incisione con il cutter compromette la
verniciatura verde anti ossidante del lato rame del PCB. Verrebbe un lavoro
mal fatto e, comunque, a maggior costo.

!max!

unread,
May 8, 2002, 5:37:57 AM5/8/02
to
"Vitt" ha scritto:

> Fuocherello.

SGRUNT !
Ma come !?!
Al Giampi hai detto acqua e a me fuocherello ?
Non capisco.....
mumble mumble....mumble mumble.....

Vitt

unread,
May 8, 2002, 6:28:39 AM5/8/02
to
carlo zampogna ha scritto:


>disegnando lo stampato con tutti i ponticelli, da tagliare con un colpetto
>di cutter ?
>

Fuoco!
--
Bye
Vitt

carlo zampogna

unread,
May 8, 2002, 5:15:38 PM5/8/02
to

!max! <gibsonA...@hotmailNOT.com> wrote in message
abar82$eoe$1...@fe1.cs.interbusiness.it...
>
...l'incisione con il cutter compromette la

> verniciatura verde anti ossidante del lato rame del PCB.

niet.
La "verniciatura verde" non č affatto lě per l'ossidazione del rame, che
fatta una sottile patina di ossido si protegge da sé.
E' il "solder resist" che viene stampato in serigrafia e serve per
delimitare l'adesione dello stagno nella saldatura a onda.
ciao


Vitt

unread,
May 9, 2002, 5:17:41 AM5/9/02
to
!max! ha scritto:


>> disegnando lo stampato con tutti i ponticelli, da tagliare con un colpetto
>> di cutter ?
>
>Troppo artigianale. L'attenzione che chi deve tagliare con il cutter deve
>dedicare a questa operazione alza notevolmente il tempo di lavorazione. Per
>non parlare del fatto che l'incisione con il cutter compromette la
>verniciatura verde anti ossidante del lato rame del PCB. Verrebbe un lavoro
>mal fatto e, comunque, a maggior costo.

!max! ha ragione. Però si potrebbe non mettere il verde nella zona da
tagliare, come fosse un piazzola di saldatura.

--
Bye
Vitt

EMazzaglia

unread,
May 9, 2002, 10:30:47 AM5/9/02
to
"!max!" <gibsonA...@hotmailNOT.com> scrisse:

>Si, ok. La caduta di tensione di un SCR è di 0,7V (cdt dei diodi al silicio)
>*2=1,4V a 25°C con corrente al MAX al 70-75% di quella di rottura della
>giunzione.
>La domanda a questo punto è:
>DOV'E LA REGOLAZIONE ?
>Se metto un SCR prima (ma anche dopo) il TRAFO cosa ottengo?....come regolo
>???


>La risposta è solo una: TAGLIO LE SEMIONDE (così come avviene nei trapani
>con regolatore elettronico della velocità). Se taglio le semionde la
>trensione che cade ai capi dei diodi mi va a finire in calore.....facciamo
>che taglio al massimo 10V....o forse nè tagliamo anche di più ?

Quali semionde , scusa : tu parti dalla continua (~300 V) , la difficolta' con gli SCR sta
nello spegnerli (visto che li alimentiamo in CC)
Circuito base (in cui se te lo studi bene ti accorgi che gli SCR , pilotati da semplici
impulsi di adeguata potenza e tempo , si spengono a vicenda grazie al condensatore)
[FIDOCAD]
MC 25 15 2 1 380
LI 45 15 55 15
LI 55 15 55 25
LI 50 25 60 25
LI 50 30 60 30
LI 55 30 55 50
LI 55 50 40 50
MC 25 50 0 0 380
LI 55 15 70 15
LI 70 15 70 35
MC 70 35 1 0 130
LI 70 45 70 50
LI 70 50 55 50
LI 40 45 20 45
LI 40 20 40 35
LI 40 35 15 35
LI 25 15 10 15
LI 25 50 25 15
LI 75 15 75 35
MC 75 35 1 0 130
LI 75 45 75 50
LI 75 50 90 50
LI 90 50 90 40
LI 75 15 90 15
LI 90 15 90 25
TE 85 30 load
LI 10 43 22 43
LI 22 43 22 58
LI 22 58 4 58
LI 4 58 4 43
LI 4 43 11 43
LI 15 35 15 43
TE 6 50 pilota
TE 10 40 -
LI 70 40 10 40
SA 10 15
SA 10 40
TE 40 10 T1
TE 40 55 T2
SA 25 15
SA 55 50
SA 55 15
TE 60 25 C
TE 5 10 300 Vcc
TE 0 10 +

[da G. Figini "alimentatori e invertitori statici, 1976 (!) ]
Questo circuito non prevede pause per regolare la corrente (cioe' c'e' sempre un SCR che
conduce), ma con 4 SCR e un po' di complicazioni in piu' si ottengono le pause (in uscita
onda quadra parzializzata [a gradini]come negli UPS "stupidi") che occorrono per regolare
la corrente . Of course con questo sistema in uscita hai CA (anche se ad alta freq) per
cui occorre prevedere un ponte raddrizz. adatto alla corrente di OUT (prob. la saldatrice
di Paulhass e' di questo tipo, oggi forse si usano i MOS che si spengono da soli )

Io insisto cmq che il sistema piu' economico e' quello stile alimentatore step_down .
Certo cosi' si e' senza isolamento dalla rete =:-( .


>
>E comunque, in ogni caso, parlando di questo "curioso" sistema di
>regolazione (quanto meno per una saldatrice) siamo molto lontani dal
>concetto di saldatrice ad inverter.....lontanissimo direi.
>A meno che tu non intenda agire con un PWM direttamente sull' SCR.....perchè
>in questo caso ci sarebbe veramente da ridere.

ovviamente ;-)) , ma noi siamo ragazzi moderni e usiamo i MOS !
ciao.

!max!

unread,
May 10, 2002, 9:10:56 AM5/10/02
to
"EMazzaglia" ha scritto:

> Quali semionde , scusa : tu parti dalla continua (~300 V) , la difficolta'
con gli SCR sta
> nello spegnerli (visto che li alimentiamo in CC)
> Circuito base (in cui se te lo studi bene ti accorgi che gli SCR ,
pilotati da semplici
> impulsi di adeguata potenza e tempo , si spengono a vicenda grazie al
condensatore)

Ok, non avevo capito la configurazione. Anche se mi piacerebbe parecchio
vedere cosa cela lo scatolotto "pilota".
Siamo comunque lontani da una saldatrice ad inverter, molto lontani. Innanzi
tutto la regolazione che il "pilota" può generare ha una frequenza MOLTO
bassa rispetto a quella normalmente utilizzata per una saldatrice ad
inverter, un SCR può sopportare al massimo 1 o 2 Khz, non di più......e
anche con 4 il discorso non cambia. Secondariamente non esiste una
regolazione retroazionata della corrente; quale utilità ha una saldatrice
con questa configurazione senza una regolazione della corrente ?

> [da G. Figini "alimentatori e invertitori statici, 1976 (!) ]

E si vede ! Scusa, con tutto il rispetto che un dilettante come me abituato
agli IC deve dare a un personaggio che scrive un testo sugli "invertitori"
nel 76' , ma mi permetto ugualmente di farti notare che sono passati 25
anni....che per l'elettronica equivalgono a secoli. Nel 76' drogavano ancora
col germanio e i diodi sembravano dei proiettili calibro 7,62 !!!

> Questo circuito non prevede pause per regolare la corrente (cioe' c'e'
sempre un SCR che
> conduce), ma con 4 SCR e un po' di complicazioni in piu' si ottengono le
pause (in uscita
> onda quadra parzializzata [a gradini]come negli UPS "stupidi") che
occorrono per regolare
> la corrente . Of course con questo sistema in uscita hai CA (anche se ad
alta freq) per
> cui occorre prevedere un ponte raddrizz. adatto alla corrente di OUT
(prob. la saldatrice
> di Paulhass e' di questo tipo, oggi forse si usano i MOS che si spengono
da soli )

Spengono da soli ?... c'è qualcosa che mi sfugge.

Scusami ma secondo me stai facendo un pò di confusione. Quale dovrebbe
essere secondo te il vantaggio di una saldatrice ad inverter rispetto ad una
tradizionale ?
Se non ho la regolazione della corrente e uno stadio che mi permetta di
gestire il PWM tanto vale che uso una saldatrice col traferro mobile e ci
metto un rettificatore ad onda piena in uscita; per quale motivo dovrei
complicarmi la vita con gli SCR ? Peraltro usati in maniera impropria...


> Io insisto cmq che il sistema piu' economico e' quello stile alimentatore
step_down .
> Certo cosi' si e' senza isolamento dalla rete =:-( .

??!?!? Qui mi sono perso completamente.
Anche le saldtrici ad inverter sono "step-down"; con la particolarità però
di abbasare la tensione e regolarne contestualmente la corrente per mezzo di
uno stadio PWM ad alta frequenza. Il vantaggio dell'alta frequenza è quello
di poter "trasportare" più potenza usando trafo più piccoli rispetto a
quelli usati per "trasportare" direttamente il 50Hz della rete. L'isolamento
dalla rete lo hai nel momento in cui passi attraverso un trafo
qualsiasi.....e questo si chiama "isolamento galvanico".

--
Ciao
!max!

* Scarta gli operatori logici per rispondere *.


EMazzaglia

unread,
May 11, 2002, 9:52:46 AM5/11/02
to
"!max!" <gibsonA...@hotmailNOT.com> scrisse:

Premetto che si trattava di uno schema di principio : l'ultimo schema del volume era un
po' grande anche col fidocad.

>Ok, non avevo capito la configurazione. Anche se mi piacerebbe parecchio
>vedere cosa cela lo scatolotto "pilota".

un multivibratore con due uscite complementari ? (lascio a te il compito di
materializzarlo ...)

>Siamo comunque lontani da una saldatrice ad inverter, molto lontani. Innanzi
>tutto la regolazione che il "pilota" può generare ha una frequenza MOLTO
>bassa rispetto a quella normalmente utilizzata per una saldatrice ad
>inverter, un SCR può sopportare al massimo 1 o 2 Khz, non di più......e
>anche con 4 il discorso non cambia.

Sai che ho fatto ? Mi sono aggiornato e ho tirato fuori dalla polvere un databook della
Mot. di 2 secoli dopo , ma di un secolo fa (1993 "Thyristor device data") e ho verificato
che il Turn off time non scende sotto i 15 microsec contro i 20~30 NANOsec limite minimo
dei MOS !
Se non esistessero (?) SCR con Toff minore, avresti ragione tu (sulla frequenza non
superiore cmq a ~10 kHz).
Resta da capire a che frequenza e come lavora la saldatrice di Paulhass , visto che non mi
pare abbia citato MOS nella sua dettagliata descrizione dell'interno.

>Secondariamente non esiste una
>regolazione retroazionata della corrente; quale utilità ha una saldatrice
>con questa configurazione senza una regolazione della corrente ?

era solo uno schema di principio :devo postare lo schema completo ? (sempre con i valori
da calcolare pero') con qualche tiristore in piu' si regola pure quella.


>
>> [da G. Figini "alimentatori e invertitori statici, 1976 (!) ]
>
>E si vede ! Scusa, con tutto il rispetto che un dilettante come me abituato
>agli IC deve dare a un personaggio che scrive un testo sugli "invertitori"
>nel 76' , ma mi permetto ugualmente di farti notare che sono passati 25
>anni....che per l'elettronica equivalgono a secoli. Nel 76' drogavano ancora
>col germanio e i diodi sembravano dei proiettili calibro 7,62 !!!
>

Se ti sente il Vitt ...{sai che penso ? che le cose una volta le facevano molto
meglio...purtroppo leggevo "l'uomo ragno" & company a quei tempi [che era molto meglio di
oggi (o ero troppo piccolo per capire ? )]}

>forse si usano i MOS che si spengono
>da soli )

>
>Spengono da soli ?... c'è qualcosa che mi sfugge.

intendo dire che basta pilotarne il gate...;-)


>
>Scusami ma secondo me stai facendo un pò di confusione.

anche secondo me.

>Quale dovrebbe essere secondo te il vantaggio di una saldatrice ad inverter rispetto ad una
>tradizionale ?
>Se non ho la regolazione della corrente e uno stadio che mi permetta di
>gestire il PWM tanto vale che uso una saldatrice col traferro mobile e ci
>metto un rettificatore ad onda piena in uscita; per quale motivo dovrei
>complicarmi la vita con gli SCR ? Peraltro usati in maniera impropria...

vedi sopra.


>
>
>> Io insisto cmq che il sistema piu' economico e' quello stile alimentatore
>step_down .
>> Certo cosi' si e' senza isolamento dalla rete =:-( .
>
>??!?!? Qui mi sono perso completamente.
>Anche le saldtrici ad inverter sono "step-down"; con la particolarità però
>di abbasare la tensione e regolarne contestualmente la corrente per mezzo di
>uno stadio PWM ad alta frequenza. Il vantaggio dell'alta frequenza è quello
>di poter "trasportare" più potenza usando trafo più piccoli rispetto a
>quelli usati per "trasportare" direttamente il 50Hz della rete. L'isolamento
>dalla rete lo hai nel momento in cui passi attraverso un trafo
>qualsiasi.....e questo si chiama "isolamento galvanico".

no scusa occorrono trasformatori d'isolamento, il trafo di una saldatrice a flusso
concatenato regolabile (o a ferro saturo come impropriamente chiamate) NON isola
"completamente" dalla rete (prova a toccare l'elettrodo , che fornisce una "corrente di
potenza" a 48 V e quindi innocua) , mentre sei a piedi nudi sul pavimento , anzi no , e'
meglio di no ! ;-) senno' diventi come "electro" (o come diavolo si chiamava).

Lo step_down cui mi riferivo e' un alimentatore del tipo (principio di funzionamento) :
[FIDOCAD]
LI 40 31 41 31
LI 41 31 55 31
LI 70 30 56 26
LI 70 30 86 30
MC 82 45 3 0 200
MC 86 30 0 0 130
MC 96 30 0 0 180
LI 96 40 96 45
LI 82 45 82 51
MC 82 51 0 0 040
SA 82 30
SA 56 26
SA 55 31
MC 40 31 2 0 010
SA 82 45
LI 96 45 82 45
MC 40 45 2 0 020
LI 81 45 40 45
SA 96 30
TE 108 28 Vout
TE 27 26 Vin
SA 104 30
LI 96 30 105 30
EV 50 25 60 35
LI 60 25 65 20
LI 65 20 70 20
TE 55 15 NMOS (pilotato da un LM78S40 o da un LM3524 ad es.)
TE 65 0 STEP_DOWN principle

E' un po' il principio su cui si basano gli alimentatori di CPU direttamente montati sulle
mobo ; e non isola affatto : infatti negli AT/ATX (che devono separare dalla rete) si usa
prima un trafo di isolamento (e abbassamento) , seguito dal torello di potenza .
E' un semplice nucleo che si carica con un interruttore veloce (e picchi di corrente circa
il doppio della corrente di uscita) e rilascia l'energia accumulata tramite il diodo a
ruota libera (fast).
Come dicevo esistono integrati appositi per il controllo (come sulle mobo) :l'unica
difficolta' e' reperire il nucleo capace di reggere senza saturarsi E=(1/2)LI²sat
(Isat=corrente di picco ); cmq c'e' gente che di recente ha aperto , un po' in tutta
Italia , dei "negozi" d'usato elettronico e non solo (sarei curioso di sapere com'e' la
situazione li' a Milano).


ciao, ciao.

!max!

unread,
May 14, 2002, 5:39:57 AM5/14/02
to

"EMazzaglia" ha scritto

> Sai che ho fatto ? Mi sono aggiornato e ho tirato fuori dalla polvere un
databook della
> Mot. di 2 secoli dopo , ma di un secolo fa (1993 "Thyristor device data")
e ho verificato
> che il Turn off time non scende sotto i 15 microsec contro i 20~30 NANOsec
limite minimo
> dei MOS !
> Se non esistessero (?) SCR con Toff minore, avresti ragione tu (sulla
frequenza non
> superiore cmq a ~10 kHz).

Un Toff di 15usec implica un Ton uguale o maggiore. Praticamente potremmo
spegnere ed accendere con duty cycle 0 a 33Khz nella migliore delle ipotesi.
In realtà i 33Khz sono molto teorici, le specifiche dei tempi di
commutazione dei semiconduttori variano molto in funzione del carico e delle
tensioni in gioco. Un SCR con un tempo di off di 15usec può essere usato,
con parecchio ottimismo, per generare un PWM ad una frequenza di 2Khz; senza
tenere conto del fatto che le rampe di salita e discesa sono tutt' altro che
ripide e che il circuito di oscillazione deve avere un soncronismo pauroso.

> Resta da capire a che frequenza e come lavora la saldatrice di Paulhass ,
visto che non mi
> pare abbia citato MOS nella sua dettagliata descrizione dell'interno.

I MOS hanno package uguali ai transistor ed agli SCR (o ai triac). Se non
espressamente indicato con simbolo sul case è difficile distinguere l'uno
dagli altri.

> era solo uno schema di principio :devo postare lo schema completo ?
(sempre con i valori
> da calcolare pero') con qualche tiristore in piu' si regola pure quella.

A questo punto sono curioso di vedere la regolazione della corrente. Anche
se a questo punto i 50? di materiale sono già stati superati.

> no scusa occorrono trasformatori d'isolamento, il trafo di una saldatrice
a flusso
> concatenato regolabile (o a ferro saturo come impropriamente chiamate)
NON isola
> "completamente" dalla rete (prova a toccare l'elettrodo , che fornisce una
"corrente di
> potenza" a 48 V e quindi innocua) , mentre sei a piedi nudi sul pavimento
, anzi no , e'
> meglio di no ! ;-) senno' diventi come "electro" (o come diavolo si
chiamava).

vedi sotto !

> Lo step_down cui mi riferivo e' un alimentatore del tipo (principio di
funzionamento) :

...[cut]....


> E' un po' il principio su cui si basano gli alimentatori di CPU
direttamente montati sulle
> mobo ; e non isola affatto : infatti negli AT/ATX (che devono separare
dalla rete) si usa
> prima un trafo di isolamento (e abbassamento) , seguito dal torello di
potenza .
> E' un semplice nucleo che si carica con un interruttore veloce (e picchi
di corrente circa
> il doppio della corrente di uscita) e rilascia l'energia accumulata
tramite il diodo a
> ruota libera (fast).

Si, decisamente stai facendo un pò di confusione.
- Il trasformatore è per defizione ISOLANTE, indipendentemente da quale sia
il suo utilizzo. L'isolamento è dato dal fatto che l'energia viene
trasportata nel traferro in forma elettromagnetica. Le spire del primario
non sono in nessun modo elettricamente connesse alle spire del secondario. I
trasformatori definiti di "isolamento" non sono altro che normali
trasformatori, generalmente con rapporto spire 1:1 o 1:rad(2) che ISOLANO
GALVANICAMENTE segnali sia analogici che digitali.
- L' autotrasformatore, spesso usato per risparmiare rame NON è ISOLANTE, in
quanto la tensione trasformata (ridotta o elevata) viene prelevata tramite
una presa centrale ricavata sullo stesso avvolgimento di ingresso.
L'applicazione tipica degli autotrasformatori è nei televisori, per ricavare
i 2KV della deflessione orizzontale partendo da un 12V pulsanti e
successivamente i 20 /30 KV della tensione anodica del tubo catodico. I
convertitori da standard americano (110Vac) a standard europeo (220Vac) o
vice-versa sono spesso costruiti con il principio dell'autotrasfomatore.
Alcuni vecchi adattatori da trifase a monofase con tensioni multiple di
uscita o ingresso erano basati sullo stesso principio.
- L'induttore, ovvero quello che usi nello schema che mi hai postato, NON è
ISOLANTE. L'alimentatore step-down di cui parli sfrutta il principio della
carica di induttanza. L'alimentatore basato su trasfomatore sfrutta lo
stesso principio sul nucleo primario (che si comporta come un induttanza)
trasferendo però l'energia al secondario in forma elettromagentica.

Le normali saldatrici con traferro mobile usano trasfomratori, non
autotrasformatori nè tantomeno induttori, e sono quindi ISOLATI rispetto
alla rete. Per provare basta misurare, a saldatrice spenta, la continuità
tra morsetti di ingresso e spina di rete.....noterai con stupore che non
esiste nessun collegamento elettrico.

EMazzaglia

unread,
May 14, 2002, 11:26:39 AM5/14/02
to
"!max!" <gibsonA...@hotmailNOT.com> scrisse:

ok, l'hai voluto tu. ;-)

>> che il Turn off time non scende sotto i 15 microsec contro i 20~30 NANOsec
>>limite minimo
>> dei MOS !

>Un Toff di 15usec implica un Ton uguale o maggiore.

Nein ! Il Ton e' sempre intorno a 1 µsec [cfr. Motorola op. cit.] (per cui la quale
l'avevo trascurato).Il Toff varia un po' con la corrente.
Dunque 1 µs Ton+30µs ON +15 µs Toff+ 45µs OFF~=90µs [50% duty] (~10kHz).
e
1) Non puoi assegnare un duty (quasi) pari a zero a quel circuito.
2) I due SCR devono lavorare simmetricamente, senno' in uscita non hai una corrente
alternato simmetrica (+ altri problemi).

> Praticamente potremmo
>spegnere ed accendere con duty cycle 0 a 33Khz nella migliore delle ipotesi.
>In realtà i 33Khz sono molto teorici, le specifiche dei tempi di
>commutazione dei semiconduttori variano molto in funzione del carico e delle
>tensioni in gioco. Un SCR con un tempo di off di 15usec può essere usato,
>con parecchio ottimismo, per generare un PWM ad una frequenza di 2Khz; senza
>tenere conto del fatto che le rampe di salita e discesa sono tutt' altro che
>ripide e che il circuito di oscillazione deve avere un soncronismo pauroso.

Non e' corretto parlare di PWM per gli SCR (in generale).
L'accensione e' rapida (relativamente a 10 kHz) , per lo spegnimento, ripeto, ci pensa il
"compagno a riposo" (al circuito di oscillazione non frega niente, quando fornisce un
impulso , di durata maggiore a 1 µs, a Th1 , Th2 viene spento in 15 µs da Th1 stesso e
viceversa).


>
>> Resta da capire a che frequenza e come lavora la saldatrice di Paulhass ,
>visto che non mi
>> pare abbia citato MOS nella sua dettagliata descrizione dell'interno.
>
>I MOS hanno package uguali ai transistor ed agli SCR (o ai triac). Se non
>espressamente indicato con simbolo sul case è difficile distinguere l'uno
>dagli altri.

Allora uno dice :" componenti non identificati" e non "diodi SCR"... <grin>
(e infatti cosi' ha fatto se rileggi la sua descrizione; tutto puoi dire a Paulhass tranne
che non sia preciso come l'allineamento di un buon tornio)
mah ! ci terremo questo dubbio per sempre...
Occorre cmq considerare che i MOSPOWER sono un prodotto "recente" mentre , credo , le
saldatrici ad inverter no.
Daccordo che oggi gli SCR/TRIAC sono utilizzati solo in presenza di ZCC(zero crossing
current)/AC.


>
>> era solo uno schema di principio :devo postare lo schema completo ?
>(sempre con i valori
>> da calcolare pero') con qualche tiristore in piu' si regola pure quella.
>
>A questo punto sono curioso di vedere la regolazione della corrente. Anche


Si utilizza un circuito con momenti di non conduzione (con 4 SCR) , variando queste pause
si varia la corrente media di out.(mentre nel circuito iniziale postato c'era sempre un
SCR in conduzione).
Ti prego di credermi sulla parola( sono pigro oggi).

>se a questo punto i 50? di materiale sono già stati superati.

io non ho parlato di 50 euro ;-) , ma di rottami.


>Si, decisamente stai facendo un pò di confusione.

;-))

[stracut]


>Le normali saldatrici con traferro mobile usano trasfomratori, non
>autotrasformatori nè tantomeno induttori, e sono quindi ISOLATI rispetto
>alla rete. Per provare basta misurare, a saldatrice spenta, la continuità
>tra morsetti di ingresso e spina di rete.....noterai con stupore che non
>esiste nessun collegamento elettrico.

Io ho usato l'espressione :"NON isola completamente " a proposito dei classici trafo.
Le misura di resistenze di isolamento richiedono l'uso di apparecchi particolari
(voltametro da almeno 20 kOhm/V e generatore di almeno 200 Vcc, Megger per isolamenti tra
100 e 200 MOhm, ecc).
Cmq , per non rischiare la pelle , ho collegato il tester digitale :un puntale alla torcia
della saldatrice (classica) e l'altro ad un tubo dell'acqua ; non ci crederai mi dava 80
V AC ! e peccheeee ? ;-)) (sara' guasta ? , serio)

Il resto del discorso che ho fatto era solo relativo al mio concetto di "aliment.
step_down" (niente a che vedere coi trafo di isolamento, sia pure non galvanico).

ciao.

!max!

unread,
May 15, 2002, 4:43:59 AM5/15/02
to
"EMazzaglia" ha scritto:

> Nein ! Il Ton e' sempre intorno a 1 µsec [cfr. Motorola op. cit.] (per cui
la quale
> l'avevo trascurato).Il Toff varia un po' con la corrente.
> Dunque 1 µs Ton+30µs ON +15 µs Toff+ 45µs OFF~=90µs [50% duty] (~10kHz).
> e
> 1) Non puoi assegnare un duty (quasi) pari a zero a quel circuito.
> 2) I due SCR devono lavorare simmetricamente, senno' in uscita non hai una
corrente
> alternato simmetrica (+ altri problemi).

Vero. Ma anche con Ton così basso il discorso non cambia. Mi sono guardato
bene le curve di conduzione sia di SCR che TRIAC di potenza (almeno 25A rms)
e con quelle pendenze puoi al massimo oscillare a 3 o 4Khz

> Non e' corretto parlare di PWM per gli SCR (in generale).
> L'accensione e' rapida (relativamente a 10 kHz) , per lo spegnimento,
ripeto, ci pensa il
> "compagno a riposo" (al circuito di oscillazione non frega niente, quando
fornisce un
> impulso , di durata maggiore a 1 µs, a Th1 , Th2 viene spento in 15 µs da
Th1 stesso e
> viceversa).

Sono stato io il primo a dire che il PWM non è applicabile agli SCR ed ai
TRIAC. Ed è proprio per questo motivo che si è sviluppato il thread. Tutto
quello che dici è giusto ma quello che voglio farti notare è che una
saldatrice ad inverter NON si basa sul principio che tu descrivi. La
saldatrice ad inveter si chiama INVERTER perchè raddrizza la continua e la
fa poi oscillare con un MOS (o in un IGBT), regolando in PWM e
retroazionando un current sense dall'uscita. La regolazione che implementi
con gli SCR è niente altro che una affinazione di quello che avviene nei
regolatori di velocità per motori universali, niente di più e niente di
meno. Io non discuto sul fatto che funzioni, discuto sul fatto che NON è una
saldatrice ad inverter.

> Allora uno dice :" componenti non identificati" e non "diodi SCR"...
<grin>
> (e infatti cosi' ha fatto se rileggi la sua descrizione; tutto puoi dire a
Paulhass tranne
> che non sia preciso come l'allineamento di un buon tornio)

Lungi da me. Ti faccio solo presente che esistono più di 100000 codici
diversi per componenti discreti (tra cui SCR, TRIAC, MOS, IGBT ecc ecc.) che
difficilmente possono ricondurre ad un tipo piuttosto che ad un altro. Io
vendo componenti elettronici da più di 10 anni ma se mi trovassi di fronte
ad un TO220 3 pin con una codifica MBxxxx o 2Nxxxx onestamente non saprei
dirti di più che il produttore e l'anno di produzione.

> mah ! ci terremo questo dubbio per sempre...
> Occorre cmq considerare che i MOSPOWER sono un prodotto "recente" mentre ,
credo , le
> saldatrici ad inverter no.

Mi pare che i primi siano comparsi nel 1985, per applicazioni tipicamente
automotive di controllo trazione e, guarda un pò, negli UPS e nei gruppi di
continuità.....che sono per definizione degli INVERTER.

> Daccordo che oggi gli SCR/TRIAC sono utilizzati solo in presenza di
ZCC(zero crossing
> current)/AC.

Appunto !!! A quello servono !

> Io ho usato l'espressione :"NON isola completamente " a proposito dei
classici trafo.
> Le misura di resistenze di isolamento richiedono l'uso di apparecchi
particolari
> (voltametro da almeno 20 kOhm/V e generatore di almeno 200 Vcc, Megger
per isolamenti tra
> 100 e 200 MOhm, ecc).
> Cmq , per non rischiare la pelle , ho collegato il tester digitale :un
puntale alla torcia
> della saldatrice (classica) e l'altro ad un tubo dell'acqua ; non ci
crederai mi dava 80
> V AC ! e peccheeee ? ;-)) (sara' guasta ? , serio)

Molto probabilmente hai acceso la saldatrice ed hai misurato la diff. di
pot. tra il traferro della saldatrice stessa (messo a terra e quindi "a tubo
dell'acqua") e l'avvolgimento secondario; è verosimile misurare tensione
misurando verso terra, sempre e comunque. La misura che devi fare è
esclusivamente tra un polo della spina di rete della saldatrice (STACCATA
DALLA RETE) e la pinza della saldatrice....abbi l'accortezza di accendere
almeno l'interruttore, altrimenti avrei ragione io in ogni caso ;-))) !


--
Ciao
!max!

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EMazzaglia

unread,
May 18, 2002, 6:30:55 AM5/18/02
to
"!max!" <gibsonA...@hotmailNOT.com> scrisse:

>Molto probabilmente hai acceso la saldatrice ed hai misurato la diff. di
>pot. tra il traferro della saldatrice stessa (messo a terra e quindi "a tubo
>dell'acqua") e l'avvolgimento secondario; è verosimile misurare tensione
>misurando verso terra, sempre e comunque.

esatto , proprio perche' non c'e' isolamento :-PPPPP!

>La misura che devi fare è
>esclusivamente tra un polo della spina di rete della saldatrice (STACCATA
>DALLA RETE) e la pinza della saldatrice....abbi l'accortezza di accendere
>almeno l'interruttore, altrimenti avrei ragione io in ogni caso ;-))) !

ok, mettendo in serie al primario un elettrolitico caricato a 300 V e mettendo un tester
digitale da 10 MOhm tra la torcia e il polo libero del condensatore rilevo 0.1 V
(inizialmente il tester supera la portata di 2 V , ma poi la tensione scende rapidamente a
0.1 V con piccole variazioni ).Probabilmente avrei bisogno di un Megger...
30 GOhm !!?


Mi riservo cmq di dimostrarti (in altro 3ad !!) che una volta si saldava anche con gli SCR
, LOL.

ciao.

!max!

unread,
May 21, 2002, 5:51:46 AM5/21/02
to
"EMazzaglia" ha scritto

> >Molto probabilmente hai acceso la saldatrice ed hai misurato la diff. di
> >pot. tra il traferro della saldatrice stessa (messo a terra e quindi "a
tubo
> >dell'acqua") e l'avvolgimento secondario; è verosimile misurare tensione
> >misurando verso terra, sempre e comunque.
>
> esatto , proprio perche' non c'e' isolamento :-PPPPP!

arghh !! Ma lo fai apposta a non vedere quello che ti scrivo oppure non mi
sono accorto e ho impostato come lingua di invio mex il SANSCRITO antico
??!?! ;-)))
Se accendi la saldatrice il trasformatore TRASFORMA la tensione di
rete....risulta quindi ovvio il fatto che, misurando tra terra (tubo
dell'acqua, e quindi TRAFERRO) ci sia tensione. Il traferro è collegato a
massa e rientra sulla terra della linea di rete. La misura dell'isolamento
la puoi fare anche con un tester con 20K di impedenza, ma con la saldatrice
SPENTA ! Perchè ti devi complicare la vita con capacità da 300V caricata e
strumenti ad alta impedenza per andare a misurare la continuità elettrica
tra due conduttori ?? Quando misuri una lampadina per vedere se è buona cosa
fai, attacchi un oscilloscopio in XY ??

> Mi riservo cmq di dimostrarti (in altro 3ad !!) che una volta si saldava
anche con gli SCR
> , LOL.

Non ce nè bisogno, ho capito perfettamente il funzionamento.

EMazzaglia

unread,
May 24, 2002, 1:36:34 PM5/24/02
to
"!max!" <gibsonA...@hotmailNOT.com> scrisse:

>Se accendi la saldatrice il trasformatore TRASFORMA la tensione di
>rete....risulta quindi ovvio il fatto che, misurando tra terra (tubo
>dell'acqua, e quindi TRAFERRO) ci sia tensione.

dimenticavo di precisare che la messa a terra l'avevo esclusa .



> Il traferro è collegato a
>massa e rientra sulla terra della linea di rete. La misura dell'isolamento
>la puoi fare anche con un tester con 20K di impedenza, ma con la saldatrice
>SPENTA ! Perchè ti devi complicare la vita con capacità da 300V caricata e
>strumenti ad alta impedenza per andare a misurare la continuità elettrica
>tra due conduttori ??

Si , se mi spieghi come faccio a misurare resistenze superiori a 200 MOhm col solo tester
;-PPPPP
(a volte la vita e' necessariamente complicata).

>Quando misuri una lampadina per vedere se è buona cosa
>fai, attacchi un oscilloscopio in XY ??

a volte , non sempre ... e' complicata ;-)))

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