On 30/06/2023 11:17, Valerio Vanni wrote:
> Qual è per i gestori di corrente elettrica il limite di tolleranza
> rispetto ai 230V nominali?
>
> 15V? 20V?
23V, ma e' interessante vedere come e' cambiato l'approccio.
Finita la guerra, abbiamo la Legge 8 marzo 1949, n. 105
"Normalizzazione delle reti di distribuzione di energia
elettrica a corrente alternata, in derivazione, a
tensione compresa tra 100 e 1000 volt."
Art.1 - Tensioni nominali
I valori normali delle tensioni delle reti di distribuzione
comprese fra 100 e 1000 volt sono fissati in 125 e 220 volt nei
circuiti monofasi e in 125-220 e 220-380 volt (rispettivamente
tensioni di fase e tensioni concatenate) nei circuiti trifasi.
l'obbligo per le nuove reti partiva entro il marzo 1950 (art.2)
con deroga per le reti esistenti o completate entro il marzo 1950,
ma solo per le tensioni 160-275 volt (trifase) e se a
servizio di stabilimenti, la 500 volt concatenata (trifase) (art.3)
PS: la "380" trifase di uso comune allora, e' quella "concatenata"
che su neutro-fase presentava 220V monofase.
Per tutte le altre tensioni, il MLP stabiliva una tabella di
marcia per la modifica (art.4), termine definitivo al 23 aprile
1962, come stabilito dalla Legge 1171/1959.
Ma dopo dieci anni (marzo 1959) le tensioni di 160-275 e 500
possono essere modificate dal ministero a normalizzarsi (art.5).
Sanzione di 5'000 Lit. nel 1949, poi alzata a con Legge 417/1949
da Lit.4'000 a Lit.200'000, da decidere, suppongo, in base alla
dimensione economica del sanzionato. Guardate che nel 1949, 4'000
lire erano una cifra di tutto rispetto. Nel 1971, il minimo
sale a 38'000 lire e il massimo a 1'500'000 lire (Legge 1292/1970).
Nel 2012, cambia tutto.
DL 1/2012 art.21
c.4 - A far data dall'entrata in vigore del presente provvedimento,
sono abrogate le disposizioni di cui alla legge 8 marzo 1949, n. 105,
recante "Normalizzazione delle reti di distribuzione di energia
elettrica a corrente alternata, in derivazione, a tensione compresa
fra 100 e 1.000 volt".
La legge che stabiliva le tensioni, viene abrogata.
c.5. Dalla medesima data di cui al comma 4, si intende quale
normativa tecnica di riferimento per i livelli nominali di tensione
dei sistemi elettrici di distribuzione in bassa tensione la norma CEI
8-6, emanata dal Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) in forza
della legge 1º marzo 1968, n. 186.
come confermato anche dalla Legge 27/2012.
Le tensioni non sono piu' stabilite dal Parlamento o dai Ministeri,
ma dal Comitato Elettrotecnico Italiano, con un richiamo alla Legge
186/1968 per l'avallo della scelta del CEI (nell'art.2 si legge:
c.1 - I materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni
e gli impianti elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme
del comitato elettrotecnico italiano si considerano costruiti a
regola d'arte).
Quindi, dal 2012, non si consulta piu' la Gazzetta Ufficiale, ma
occorre consultare la norma CEI 8-6 (fascicolo 3859), poi
CEI 8-6 V1 (fascicolo 7515) e CEI 8-6 V2 (fascicolo 12947).
Il titolo e':
"Tensioni nominali dei sistemi elettrici di distribuzione
pubblica a bassa tensione"
Il prezzo del documento cartaceo e' della folle cifra di 5 euro.
La CEI 8-6 e' stata pubblicata nel 1998 da parte del CT 8/28 a
seguito di inchiesta pubblica Progetto C. 398 chiusa il 31/8/1989.
E' collegato ai documenti europei HD 472 e internazionali IEC 38.
Nella prima versione, si raccomanda gia' che la tensione 230-400
(230 su neutro fase, 400 concatenta fase-fase) debba:
"in condizioni ordinarie di esercizio della rete, la tensione
al punto di consegna non differisca di oltre il ±10% rispetto
al valore nominale"
Ma aggiungono:
"Come prima fase, durante questo periodo, le Aziende distributrici
che hanno sistemi a 220/380 V dovrebbero portare la tensione nel
campo: 230/400 V + 6% - 10%, e quelle con sistemi a 240/415 V
dovrebbero portare la tensione nel campo: 230/400 V + 10% - 6%.
Al termine di questo periodo di transizione si dovrebbe
raggiungere il valore di 230/400 V con tolleranza ± 10%."
Notare come si tratti di raccomandazioni e che la legge che attribuisce
i valori al CEI 8-6 abbia tolto ogni sanzione.
Notare come in calce al documento si menziona come in Italia la
legge 105/1949 impedisca l'applicazione della CEI 8-6 (siamo negli
anni '90).
Successivamente, la variante CEI 8-6 V1, prodotta dal CT 8 (ex CT 8/28)
e entrata in vigore dal 1 marzo 2005, aggiunge che il periodo di
transizione non deve andare oltre il 2008 (prima era il 2003).
Ovviamente tale invito e' ancora bloccato dalla legge 105/1949.
Collegamenti menzionati sono con la CEI EN 60069 (CEI 8-7)
e la CEI EN 50160 (CEI 110-22).
La norma CEI 8-6 V2 e' in vigore dal 1 maggio 2013 (quindi dopo la legge
che finalmente abroga la 105/1949), ma oggi e' inattiva.
Ora la cosa si fa interessante. Il DL 1/2012 poi Legge 27/2012
indica il CEI 8-6 come riferimento (il che implica anche le
varianti come CEI 8-6 V1 e V2).
Ora, come fa uno a sapere che deve invece consultare forse questo ?
<
https://mycatalogo.ceinorme.it/cei/item/0000019447/>
CEI EN 50160
"La presente Norma specifica le principali caratteristiche della
tensione ai terminali di alimentazione di un utente delle reti
pubbliche di energia elettrica in corrente alternata a bassa,
media, alta e altissima tensione in normali condizioni di
esercizio."
Imbarazzante poi e' la lettura della IEC 60038 ... che troviamo
menzionata da un allegato della Gazzetta Ufficiale, supplemento
ordinario del 27-9-2000 della serie generale n.226/2000. E dove,
a pagina 95, leggiamo:
"I TERMINALI O MORSETTI e i connettori usati nei circuiti di
uscita degli ALIMENTATORI , la cui tensione di uscita non è
una tensione di RETE normalizzata secondo la IEC 60038,
Tab. I, non devono essere compatibili con quelli specificati
per uso domestico o scopi analoghi, ad esempio quelle
descritte nelle IEC 60083 [1] , EN 60320, IEC 60884,
IEC 60906."
A pagina 154 leggiamo la didascalia per la IEC 60038:
"Tensioni nominali dei sistemi elettrici di distribuzione
pubblica a bassa tensione - HD 472 S1+A1"
e vediamo il riferimento alla CEI 8-6 come norma italiana
corrispondente.
Una bella sfilza di norme ... con l'ultima (fino al 2025)
la seguente:
<
https://webstore.iec.ch/publication/72877>
IEC 60038:2009+AMD1:2021 CSV
Consolidated version
Ed ecco cosa si trova su CEI (sono 8, una pure in spagnolo):
<
https://mycatalogo.ceinorme.it/risultati?text=60038&publishedFrom=&publishedTo=&withdrawalFrom=&withdrawalTo=&type=&status=&ct=&ics=&publisher=&searchOnDescription=false&searchWithdrawn=false>
di cui l'ultima disponibile solo in inglese:
<
https://mycatalogo.ceinorme.it/saiglobal/item/sg_613174_8225598/>
La versione in italiano e' la:
<
https://mycatalogo.ceinorme.it/cei/item/0000012159/>
ma e quella del 2022 ? Non meraviglia i tanti dubbi.
In ogni caso, con ragionevole (<100%) certezza posso raccontarvi
che l'evoluzione in Italia e' stata questa (tra legge 105 e norme
CEI 8-6):
fino al 1987, era 220V -10%/+10%, cioe' 198V - 242V (e qualcuno
di noi li ha visti i 198V al morsetto ENEL).
Poi e' era 230V -10%/+6%, cioe' non meno di 207V - 243,8V
Ma dal 2003 in Europa (e 2012 In Italia), abbiamo
230V -10%/+10% ovvero minimo 207V e massimo 253V
che risponde alla sua domanda.