ma è normale che dopo aver saldato si raffreddi subito con acqua? non si ha
a causa dell'istantaneo sbalzo termico la possibilità ceh si rovini la
stessa? nb fatto da idraulico non alle prime armi;
come tecnica di saldatura credo sia la brasatura: in sostanza 2 bombole di
colore diverso e un cannello con fiamma sottile e molto chiara; per unire
poi il rame dei pezzi tipo elettrodo che messa sul rame rovente fonde
(credo sia uno stagno o qualcosa di particolare) e si va ad infiltrare tra
i 2 pezzi di rame;
ho visto che mentre su delle T totalmente in rame a parte annerirsi non si
creavano residui, nei nipless che credo avessero un rivestimnento in
ottone, praticamete si è formata tutta una pellicola nera rovinatasi poi in
tanti frammenti tipo cenere;è un prodtto scadente? è normale che si usi
tali prodotti con tale rievestimento se poi si crea tale residuo che cade
dentro al tubo etc? oppure andavano bene per un altro tipo di saldatura
sempre sul rame ma con tecnica diversa?
solo se si ha fretta di maneggiare i tubi. Inoltre riduce il
tempo di "ossidazione" del rame caldo dove non protetto dal
flux.
> non si ha
> a causa dell'istantaneo sbalzo termico la possibilità ceh si rovini la
> stessa?
di norma non si usano leghe temprabili (sono tutte piuttosto
tenere e deformabili, e tali restano anche a seguito di
trattamenti termici). L'unico aspetto su cui non fare
affidamento, è piegare e ripiegare più di una volta (e poco)
: così si, il rischio che si infragiliscano si ha. Se serve
avere una saldatura che resista ripetutamente a deformazioni
(non elastiche, di più) allora conviene stagno puro o piombo
puro. La saldatura in sé non si spezza. Se è brasata
debolmente, magari si stacca dal rame cmq.
nb fatto da idraulico non alle prime armi;
Beh, saldando tondo dolce da cls con elettrodi dolci di
acciaio, puoi farlo persino sul ferro senza temprare. Con
pezzi a perdere puramente funzionali a fare dell'altro,
quasi usa e getta, spesso lo faccio e caccio nel secchio il
ferro ancora rosso. Mai causato rotture, anche per
martellature o piegature severe.
Già se usi elettrodi più resistenti, di un acciaio più duro,
la cosa diventa invece molto rischiosa (si temprano, e le
saldature martensitiche sono una merda)
>
> come tecnica di saldatura credo sia la brasatura:
si, ma abbastanza forte. Una debole è piombo su acciaio
ruvido. Col rame la brasatura a stagno o piombo è poco meno
forte del metallo di apporto stesso, ergo idonea a tutti gli
effetti.
> in sostanza 2 bombole di
> colore diverso e un cannello con fiamma sottile e molto chiara;
si vede che già le aveva dietro. Normalmente il rame si
brasa benissimo anche con normale aria / propano. Se ha
usato l'ossigeno, era per il cannello già a tiro.
Non è che ha saldato con bacchettina di apporto (tipo quella
dorata ?). Quella è praticamente una saldatura, anche se non
penetrante. E' un po' più forte ... l'ho provata una volta
sola, ma col burner ad aria non riuscivo a fondere
abbastanza velocemente la bacchetta, si piegava soltanto. Su
questa lega non ti so dire niente (salvo che costa una
fucilata e la chiamano all'argento), non so se sia
temprabile. Chi la usa dovrebbe conoscerla.
Ah ... le leghe d'apporto commerciali sono ben collaudate,
ma ad es. usando materiali di recupero non è difficile fare
dei casini.
Tanti anni fa avevo raccattato una miriade, tipo 25 kg di
piombini da equilibratura da gommisti. Li ho fusi insieme e
ho affinato e scremato con un colino tenuto rovente.
Insomma, da una porcheria, è uscito un bel pentolone di roba
argentea.
Una parte l'ho usata per fare due collettori "gettati", una
fusione massiccia diciamo, e sin lì no problem.
Poi qualche sfrido m'è capitato di volerlo piegare. Si
spezzava come fosse ghisa, e la frattura appariva alquanto
granulosa e cristallina, altroché duttile e malleabile.
Evidentemente le proporzioni fatte alla cazzo di cane di
stagno e piombo di recupero, non hanno dato una buona lega.
Per la fusione gettata, andava bene uguale perché era
massiccia come un lingotto. Ma da saldare e raffreddare di
colpo sarebbe stata disastrosa
> per unire
> poi il rame dei pezzi tipo elettrodo che messa sul rame rovente fonde
> (credo sia uno stagno o qualcosa di particolare) e si va ad infiltrare tra
> i 2 pezzi di rame;
>
> ho visto che mentre su delle T totalmente in rame a parte annerirsi
certo che il cannello scalda tanto ...
sul resto non so dirti niente, non ho ben capito di che
materiale si tratti, sorry
ciao
Soviet_Mario
> non si
> creavano residui, nei nipless che credo avessero un rivestimnento in
> ottone, praticamete si è formata tutta una pellicola nera rovinatasi poi in
> tanti frammenti tipo cenere;è un prodtto scadente?
non saprei. Non ho mai visto arrostire l'ottone.
Il nero è ossido di rame, e si forma facilmente solo a
temperature medio alte (non sin sui 200 e manco oltre i
500-600). Lo zinco dell'ottone, ammesso di far reagire la
lega, potrebbe non essere visibile, perché l'ossido si forma
polverulento e tende a svolazzare facilmente o persino
passare nei fumi.
> è normale che si usi
> tali prodotti con tale rievestimento se poi si crea tale residuo che cade
> dentro al tubo etc? oppure andavano bene per un altro tipo di saldatura
> sempre sul rame ma con tecnica diversa?
dovrei capire se è davvero a stagno o piombo, o la saldatura
all'argento. Cmq il pulviscolo probabilmente l'acqua lo
porta via
ciao
Soviet
>
>
>
Giovanni
ciao il rame NON si tempera per raffreddamento ma per incrudimento
meccanico (piega, compressione, martellamento)
> http://www.padaniamarket.com/Enciclopedia_delle_lavorazioni/lavorazione_del_rame.php
� al contrario dell'acciaio quindi il raffreddamento rapido su una
saldatura ben fatta serve per farlo diventare "morbido".
ciao primula
Uhm, intendi che è il raffreddamento ad ammorbidirlo ?
Mi pare sia il riscaldamento precedente (che è una sorta di
ricottura casereccia), e a patto di considerare le barre
dritte, quelle appunto incrudite per essere rigide.
Con il tubo in rotoli da piegare, effettivamente non succede
sostanzialmente nada, perché sono già ricotte di loro.
ciao
Soviet
>
> ciao primula
ciao primula