ah ... che ci fosse il problema "animali" si scopre solo adesso però ...
beh, cmq la sola natura del prodotto usato non basta per valutare
l'impatto.
Mi spiego meglio : c'è un defoliante erbicida TERRIBILE (il paraquat),
che è tossico anche per noi. Ma cmq è attivo a dosi bassissime, e il suo
impatto ambientale a medio termine è modestissimo.
Se invece devi ammazzare i rovi a sale, devi comprare sacchi di sale da
decine di kg (perché cmq la pioggia li diluirà e dilaverà), per
"ammendare" male il terreno. E non possiamo chiamarlo un impatto basso,
alla fine.
Altri killer casalinghi efficaci, tipo acido solforico e acido muriatico,
non si possono usare a dosi omeopatiche, ma tali da alterare per un tempo
sufficiente il pH del terreno.
Bene, la loro tossicità diretta è tutto sommato modesta, ma versare acidi
forti nel terreno ha anche effetti collaterali importanti : vengono
liberati sali solubili di tutti i metalli eventualmente presenti in forma
insolubile e inerte. E questo è inquinamento pericoloso a pieno titolo.
Nella terra ci sono miriadi di metalli pesanti "dormienti" che non
aspettano altro che una massiccia acidificazione per solubilizzarsi e
passare nella falda.
L'aceto è chiaramente meno efficace in questo senso.
Ma l'acidità prodotta nel terreno con aceto dura veramente poco : i
batteri se lo magniano subito. Quindi la vedo durissima uccidere una
pianta con aceto, salvo che sia una di quelle piante che proprio
detestano i suoli acidi, e amano il calcare. Ed è più probabile che il
killer vero non sia manco l'aceto in sé, ma sali solubili tossici che
dilava dai minerali (es. di rame, ferro 3, piombo, stronzio, terre rare
varie). Il ferro a alte conc. in particolare è estremamente nocivo e
brucia le radici (il rame non ne parliamo, ma è più raro).
P.S. su terreno calcareo l'acidificazione sarebbe veramente onerosa per
le quantità richieste, viste le capacità tamponanti elevate del suolo, e
probabilmente produrrebbe fertilizzazione più che uccisione.