Il 02/02/2015 13:48, doc ha scritto:
> Altra cosa: se il condominio decidesse di installare BOVINAMENTE i
> contabilizzatori, cioè senza eseguire interventi sui termosifoni
> (intendo che prendono i contabilizzatori, li tarano ad occhio, li
> incollano e chi s'è visto s'è visto) non si DOVREBBERO avere ricadute
> sulla spesa del riscaldamento (lasciamo perdere la gestione degli
> apparecchi, che avrà certamente il suo costo). Fare un intervento del
> genere è sciocco. Se non mi ricordo male c'era una qualche statistica
In generale, questo può avere senso se il riscaldamento è sbilanciato.
Cioè se vi sono stanze fredde e stanze troppo calde, con il
riscaldamento acceso.
Dato che peraltro è parecchio soggettivo. Con un riscaldamento
centralizzato va a finire che si regola per eccesso. Cioè si hanno
stanze con le finestre aperte.
La prima contromossa fu: mettiamo le valvole termostatiche. Cioè
correggiamo in modo empirico il sistema, mettendo un "nano verde" che
apre e chiude il termosifone secondo quello che, per il singolo
abitante, è "caldo" (=chiude) o "freddo" (=apre).
Ma così chi aveva caldo non era incentivato a chiudere. Perché comunque
continuava a pagare lo stesso, anche consumando di meno.
Di qui, l'abbinamento valvole+contabilizzatori. Un incentivo, una
spintarella al risparmio energetico ed al consumo consapevole di
energia. La CO2 prodotta ricade sulla capoccia di tutti, in fondo.
A questo, si è aggiunto il nostro legislatore, che con la finezza che lo
contraddistingue ha stabilito che:
- in lombardia è obbligatorio per legge.
- in Emilia Romagna lo diventerà l'anno prossimo.
PUNTO!
In corso d'anno mi aspetto una ondata di installazioni fatte alla
membrum segugii, giusto per ottemperare alle norme di legge.
Immagino che anche altre regioni abbiano legiferato o stiano per farlo,
in materia. Eh, mica vorranno essere da meno... :(
QUESTE saranno installazioni che non hanno senso. Specie in immobili
completamente popolati e dotati di un impianto moderno e ben progettato.
> che riportava l'impatto sui costi del riscaldamenti dei diversi
> interventi. Se non erro la differenza tra l'installazione dei
> contabilizzatori e taratura dell'impianto contro la sola taratura
> dell'impianto aveva una differenza media del solo 5%. Parlo solo di
> contabilizzatori, senza termostatizzazione o motorizzazione delle
> valvole. Quindi, in soldoni, il problema è che nel tempo i vari
> condomini hanno cambiato i termosifoni, allungato o accorciato gli
> stessi, girato le valvole "ad cazzum"... Già un impianto in
> equilibrio porta ad un buon rendimento totale. Il resto sono
> accortezza che servono per ripartire equamente, o più equamente, i
> costi. Io non ne sono contrario affatto.
>
Diciamo che mettere i soli contabilizzatori può addirittura essere
controproducente? Cioè, non abbinarli ad un sistema con una buona
regolazione termostatica del prelievo di calore (testine termostatiche,
cronotermostiche o cronotermostati di zona, secondo le necessità) e
soprattutto ad un sistema di pompe che si regola in automatico, genera
squilibrii che potrebbero portare ad un aumento dei consumi.
Perché qualche utente che chiude il rubinetto lo si trova sempre, dato
che misuriamo quanto calore preleva.
Ed a quel punto, la pompa trova più resistenza, il flusso accelera, il
prelievo aumenta in modo più o meno disordinato e le variazioni nelle
differenze di temperatura generano maggior dispersione. In
quell'ipotesi, altro che 5%, temo...
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Ciao!
Stefano