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anodizzazione fai da te

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fishbone

unread,
Jun 13, 2001, 3:28:17 PM6/13/01
to
Salve a tutti qualchno di voi nel NG che ha qualche lume su come si possa
anodizzare dei piccoli pezzi di alluminio in casa?

ciao
Fabio


carlo zampogna

unread,
Jun 13, 2001, 5:50:30 PM6/13/01
to

fishbone <ia...@libero.it> wrote in message
l9PV6.2236$7S1....@news.infostrada.it...

> Salve a tutti qualchno di voi nel NG che ha qualche lume su come si possa
> anodizzare dei piccoli pezzi di alluminio in casa?
>

si.
(ho qualche esitazione perché non vorrei incontrare le reprimenda di chi
ritiene che ogni sostanza appena più acida del limone vada maneggiata con
maschere e guanti... ma d'altra parte, qualsiasi cosa può fare molto male in
mani incaute. Cercherò dunque di rispondere dandoti le avvertenze minime
necessarie per evitare alcune invalidità permanenti. :o)

Ci sono diversi processi di ossidazione anodica, a seconda delle proprietà
ottiche, meccaniche, elettriche, decorative volute.
Un trattamento "classico" richiede un bagno di acido solforico al 15-20% in
peso. Ci sono anche processi all'acido cromico (inquinante) o acido ossalico
(velenoso) e non ne parliamo nemmeno.

OCCHIO: L'acido solforico è una brutta bestia quando è concentrato, a
contatto con la pelle fa danni irreparabili.
Per diluire l'acido solforico concentrato è tassativo versare molto
lentamente l'acido nell'acqua e MAI viceversa, perchè si sviluppa calore e
se versi acqua nell'acido concentrato il maledetto bolle e schizza e guai a
chi è vicino. Se per caso una goccia di soluzione concentrata ti va sui
calzoni ti fa subito un buco così e bruciato per giunta. Se ti ci va la
soluzione diluita ti fa un buco lo stesso, il giorno dopo, perché tu ci
metti su un po' d'acqua e non ci pensi più ma l'acqua evapora e l'acido no,
così si concentra finché buca. Ergo l'acqua non basta, se occorre
neutralizzare usa il bicarbonato.
Insomma devi proprio farla questa anodizzazione ?

Vabbè, se proprio devi, ti occorre una vasca rivestita in piombo, o una
vasca di plastica con qualche lastra di piombo alle pareti. Dimensione in
relazione ai pezzi che devi trattare, consiglierei di mantenere una decina
di centimetri almeno tra anodo e catodo.
Ti occorre anche un generatore di corrente continua che dia una densità di
corrente di circa 2 A/dm2 (Ampére al decimetro quadro, la superficie dei
pezzi da anodizzare) intorno ai 15 Volt. Chi fa le cose sul serio insuffla
aria compressa per tenere agitata la soluzione, ma non è indispensabile.
Occorre invece una buona ventilazione perché il processo sviluppa idrogeno e
ossigeno. Devi proprio farlo in casa ?

I pezzi, meglio se di alluminio puro, devono essere finiti, lucidati,
sgrassati (es. trielina) (i vapori fanno molto male al fegato e
transitoriamente al sistema nervoso); vanno fissati su un telaio di
supporto, anch'esso in alluminio, o in titanio se vuoi darti delle arie.
Esistono processi di lucidatura chimica dell'alluminio, ma lasciamo stare le
finezze se no non finiamo più.

Il telaio con i pezzi da anodizzare va messo nella soluzione e collegato al
polo positivo; le lastre di piombo sono il catodo (il polo negativo).
Temperatura 18-22°, 30 minuti. Qualcuno aggiunge in soluzione schifezze
varie, acido acetico, bicromato di potassio, schiumogeni, glicerina,
colloidi, ma tu non ci badare.

Dopo di ciò, la cosa non è finita. L'ossido di alluminio è una sostanza
vetrosa durissima, isolante; ma dal bagno escono i pezzi con uno strato
superficiale di ossido e idrossido di alluminio non compatto, poroso, molto
sensibile a grassi e impurezze.
A questo stadio i pezzi NON vanno toccati con le mani, ci lasceresti segni
indelebili.
Però si approfitta della microscopica porosità per la eventuale colorazione
della superficie.
Sciacquare bene bene bene.
Se vuoi puoi colorare i pezzi, chi fa le cose per davvero usa i coloranti
Oxanal della Ciba, da 1 a 5 g/l, ma tu puoi provare con qualsiasi cosa
perché è un processo fisico di adsorbimento. Mezz'ora, soluzione a 60°,
possibilmente agitando. (Si ottiene un colore oro con 15-30 g/l di ossalato
di ferro e ammonio, più uno schizzo di acido acetico. Penso che tu possa
anche provare con colori per stoffe, aniline, inchiostri ecc. ma non
chiedermi di più)
Sciacquare bene bene di nuovo.
Infine, che tu abbia colorato o no, occorre il fissaggio, per chiudere i
pori dello strato ossidato e rendere la superficie non assorbente e
resistente alla corrosione e all'usura. Questo è facile: mezz'ora a bollire
in acqua, meglio se deionizzata.

Ecco. Questi sono i lumi che ti posso dare. Occorre altro per dissuaderti ?
ciao
carlo

ced

unread,
Jun 14, 2001, 5:21:26 PM6/14/01
to
Bella spiegazione!!!!
ma questi acidi chi cacchio li vende????
da me al massimo ho trovato il muriatico per i cessi :-)))


"carlo zampogna" <c.zam...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:9g8nb0$7k469$1...@ID-67234.news.dfncis.de...

fishbone

unread,
Jun 14, 2001, 7:02:22 PM6/14/01
to
Molte grazie Carlo, pensavo un pelino più semplice!!!!!!!!!!


Ciao Fabio


paulhass

unread,
Jun 15, 2001, 1:32:58 PM6/15/01
to

carlo zampogna <c.zam...@tin.it> wrote in message
9g8nb0$7k469$1...@ID-67234.news.dfncis.de...

> I pezzi, meglio se di alluminio puro, devono essere finiti, lucidati,
> sgrassati (es. trielina)

Anodizzo qualche volta in proprio particolari in lega leggera,
ma la sgrassatura la faccio chimicamente. Che ne pensi ?
Immersione in soluzione al 10 % di soda caustica per alcuni minuti,
seguita da risciacquo in acqua e neutralizzazione in bagno acido
al 10 % di acido nitrico con ulteriore lavaggio in acqua.
Immersione immediata nel bagno elettrochimico come hai detto tu,
utilizzando un alimentatore con regolazione continua della tensione
e corrente (un semplice alimentatore autocostruito da laboratorio).
Questo mi permette di impostare una tensione più alta di quella iniziale,
regolando la corrente in funzione della superficie dei pezzi.
Durante il trattamento, perciò, man mano che si forma lo strato di ossido,
la tensione aumenta, però a corrente costante.
Lo sgrassaggio in soda caustica ha il vantaggio di essere piuttosto
aggressivo, ed è impagabile per eliminare piccole imperfezioni della
superficie dei pezzi, quali graffi, rigature da utensili, macchie varie,
dosando la permanenza nel bagno. A volte utilizzo il bagno di soda
caustica solamente per la finitura superficiale dei pezzi, senza ulteriori
trattamenti, per avere dei particolari con una uniforme finitura
superficiale, di un bel color argento.
Peraltro non tutte le leghe leggere si prestano in egual misura
a questi trattamenti : la migliore è l' anticorodal (quella usata per i
serramenti), seguita dal peraluman e dal duralluminio.
Nel disporre i pezzi nel bagno, ho notato che è importante non avere
"ombre" nella direzione del catodo, se i pezzi da anodizzare sono
irregolari, ad esempio con rientranze profonde di forma.

> A questo stadio i pezzi NON vanno toccati con le mani, ci lasceresti segni
> indelebili

Per la verità non ho notato questo.

> Se vuoi puoi colorare i pezzi, chi fa le cose per davvero usa i coloranti
> Oxanal della Ciba, da 1 a 5 g/l, ma tu puoi provare con qualsiasi cosa

Ecco, questo è il mio cruccio !
Ho provato la colorazione con ogni sorta di coloranti, soprattutto aniline,
ma con risultati modesti. La colorazione risulta piuttosto slavata, anche
con tinte forti. Nulla di quei bellissimi neri, rossi, azzurri che hanno i
prodotti commerciali.
Ho tentato in qualche azienda di trattamenti galvanici di avere un po' di
prodotti, ma ho avuto solo rifiuti ( e daltronde, con i tempi che corrono,
non posso che convenire e rassegnarmi).
Hai citato l' Oxanal della Ciba. Non avresti qualche canale "preferenziale"
per aiutarmi a completare i miei trattamenti ?
Basterebbero quantità irrilevanti.
Cordialità.

Paul


carlo zampogna

unread,
Jun 16, 2001, 9:47:28 AM6/16/01
to

paulhass <paul...@tiscalinet.it> wrote in message
9gdglj$a64$1...@pegasus.tiscalinet.it...
>
...

> Anodizzo qualche volta in proprio particolari in lega leggera,
> ma la sgrassatura la faccio chimicamente. Che ne pensi ?
> Immersione in soluzione al 10 % di soda caustica per alcuni minuti,
> seguita da risciacquo in acqua e neutralizzazione in bagno acido
> al 10 % di acido nitrico con ulteriore lavaggio in acqua.

benissimo, soda caustica anche 20% a 40-50°
...


> A volte utilizzo il bagno di soda
> caustica solamente per la finitura superficiale dei pezzi, senza ulteriori
> trattamenti, per avere dei particolari con una uniforme finitura
> superficiale, di un bel color argento.

ci sono anche processi di lucidatura chimica, es. con acido fosforico,
nitrico e solforico concentrati, risp. 48-31-21 % in vol. + 1% acetato di
rame, 1-3 minuti a 110°

...


> ho notato che è importante non avere
> "ombre" nella direzione del catodo, se i pezzi da anodizzare sono
> irregolari, ad esempio con rientranze profonde di forma.
>

potresti usare catodi estemporanei disposti a seconda della forma del pezzo

> > A questo stadio i pezzi NON vanno toccati con le mani, ci lasceresti
segni
> > indelebili
> Per la verità non ho notato questo.

mani pulite, evidentemente

> ...La colorazione risulta piuttosto slavata, anche


> con tinte forti. Nulla di quei bellissimi neri, rossi, azzurri che hanno i
> prodotti commerciali.

per uno strato più poroso e quindi più colorabile, qualcuno usa la corrente
alternata, sempre con il bagno 20% ac.solforico: 1.2 - 1.6 A/dm2, 7-9 V,
22-24 ° 30'

per aumentare la colorazione, potresti provare, a parte l'alternata, ad
aumentare lo spessore anodizzato (più tempo, più corrente, es. 1.5 - 2
A/dm2, 40-45'); verificare che il bagno non abbia troppo alluminio disciolto
(<10 g/l) o non sia contaminato da rame; usare acqua deionizzata; lavare
molto bene; neutralizzare tra i lavaggi con ammoniaca 1%; aumentare il
colorante nel bagno (5-10 g/l); controllare il pH, per lo più i coloranti
vanno in sol. leggermente acida, puoi mantenere il pH intorno a 5.5 - 6 con
ac. acetico, o meglio tamponare con 1 cc/l ac.acetico 40% e 8 g/l acetato di
sodio; temp. 60-70°, non di meno, non di più per non chiudere i pori;
agitare; tempo di permanenza nel bagno colorante >20'

>... Ho tentato in qualche azienda di trattamenti galvanici di avere un po'


di
> prodotti, ma ho avuto solo rifiuti

anche perché la galvanica è fatta poco di teoria e molto di esperienza
artigianale, e chi ce l'ha non la regala volentieri. Ho conosciuto un tale
meno geloso della moglie che dei suoi bagni di cromatura nera.

> Hai citato l' Oxanal della Ciba. Non avresti qualche canale
"preferenziale"
> per aiutarmi a completare i miei trattamenti ?
> Basterebbero quantità irrilevanti.

mi spiace, ma ora faccio tutt'altro e non ho più contatti, in questo temo di
non poterti aiutare

Nella letteratura trovo però indicazioni interessanti per colorare con
reazioni inorganiche, es. primo bagno in cloruro ferrico e successivo in
ferrocianuro di potassio, per il classico blu di prussia; solfato di rame
seguito da ferrocianuro di potassio per un rosso-bruno; acetato di piombo e
poi cromato di potassio per un bel cromato di piombo giallo, oppure solfato
di sodio per un colore bianco di solfato di piombo. Soluzioni abbastanza
concentrate; i pigmenti inorganici hanno il vantaggio di sbiadire quasi
nulla al sole e nel tempo rispetto ai coloranti organici.


> Cordialità.

altrettanto a te
carlo


Vitt

unread,
Jun 17, 2001, 2:28:03 AM6/17/01
to
ced nel messaggio <qV9W6.6159$uE.5...@news2.tin.it> ha scritto:

>Bella spiegazione!!!!
>ma questi acidi chi cacchio li vende????
>da me al massimo ho trovato il muriatico per i cessi :-)))
>

che ne dici di imparare a quotare?
--
Bye
Vitt

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