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http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> Non ho idea di come si sia potuto rompere pero' mi inquieta il fatto che
> all'interno ci sia questa crepa, e magari da quella fessura possa
> disperdere anche un po'.
eh.... --- una bottiglia di champagne che si � stappata ????
ghiacciando ? oppure ghiaccio tra confezioni un po molli...
che poi aumentando di volume ti han premuto...
bha.. sparo
ne
> esiste del nastro che risiste a temperatura sotto zero o della resina
> liquida, che possa avere effetto tipo stucco quando si usa su una parete?
> grazie, ciao
>
per quello che ne so io... mia esperienza a livello di freezer e frigo,,
ho visto GIUNTATi PEZZI DI LAMIERA , con sotto la resina del
rivestimento coibentazione, CON GOMMA... CON GUARNIZIONE DI GOMMA..
questo te lo do con sicurezza, se alzi un attimo il rivestimento e ci
infili la base di un 3 cm una guarnizione ... poi dovresti essere a posto.
ciao
mario
Qulcuno avr� provato a sbrinarlo con mazzotta e scalpello??? Lasciano
perdere CSI una bella colata di silicone:
http://www.utensileriaonline.it/index.php?main_page=product_info&products_id=445
Esiste un kit autoadesivo,che si può trovare nei brico,o presso un ferramenta
ben fornito.Però non credo valga la pena perchè quel tipo di schiuma si
chiama freon e la sua uscita è u vero ko per l'apparato a circuito chiuso.
In genere,questo tipo di incidente,viene provocato dalla fretta di sbrinare
il reparto frigo,o freezer con la spatola in acciaio.Ciao
>
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Sai come funziona un frigorifero???
La schiuma è l'isolante termico di rivestimento, polistirene espanso con
pentano!
Il "freon" è il gas che circola nei tubi!
Ok che anni fa espandevano il polistirene con i CFC, e il "freon" è un CFC,
ma una cosa è il circuito del gelo, altra cosa il rivestimento!
Non credo che il Original Poster sia così fesso da voler rattoppare un
frigorifero che non gela!
Sei Sicuro?
Io non ne ho mai sentito parlare,
mi sembra molto strano anche perche' sarebbe
antieconomico e quasi certamente farebbe da inibitore di
polimerizzazione.
Il gas espandente viene infatti aggiunto allo stirene
in prepolimerizzazione.
La polimerizzazione procede poi in sospensione acquosa
ed il gas resta inglobato nelle perline di polistirene.
Queste perline scaldate a vapore poi si espandono
e si incollano tra loro perche' l'operazione viene
fatta in presse idrauliche.
Ma forse Soviet potrebbe saperne di piu'....
Sě.
Potresti, cortesemente, indicarmi un qualche documento
che conferma la tua tesi?
Grazie.
Certo:
http://www.centrodellisolante.com/polistireneestruso.htm
Ok, polistirene estruso, e' cosa diversa, molto diversa
come tecnica di produzione dal polistirene espanso.
Nei frigo, ed in genere negli elettrodomestici come coibente
si usa l'espanso (quello bianco) che e' poi lo stesso
che si trova nelle vaschette alimentari.
L'estruso invece e' quello verde (o blu dipende dai marchi)
e la sua applicazione e' quasi solo nell'edilizia.
Quindi?
Quindi nell'espanso, il CFC, non ci dovrebbe essere, sempre
secondo quello che so.
C'è o non c'è?
http://www.archiexpo.it/prod/jackon-insulation/pannelli-isolanti-rigidi-in-polistirene-estruso-59334-139463.html
Perchè questo è bianco secondo quello che sai?
Perchè nello smaltimento dei frigoriferi ante-guerra trovano CFC nel
polistirene delle pareti?
E al povero rockfiller70, che ce lo ha giallo, che cosa consigli?
http://www.dottosolutions.com/venest
E sopratutto che caspita è il "polistirene espanso estruso"?
Dai che ce la fai!
Mah?
Sei polemico, perche'?
L'estrusione e' un processo successivo all'espansione.
Dire espanso estruso o estruso (sigla ufficiale XPS) e' la stessa cosa.
Dire espanso (sigla ufficiale EPS) invece significa fermarsi al
prodotto
prima della estrusione.
Ho detto verde o blu ma mica ho escluso altri colori,
il verde (dow chemical) ed il blu sono i piu' diffusi.
Mi ricordo il rosa in certi bricocenter.
Il CFC, da quello che ne so, e spero che Soviet magari intervenga
una volta tanto con il suo sapere, non e' mai stato usato
come gas espansivo (quindi solo per EPS o polistirene espanso)
, lo si usava come addittivo schiumogeno nel processo di estrusione,
ora sostituito da CO2.
E il pentano dove è finito?
http://www.focus.it/tecnologia/Come_si_produce_la_schiuma_di_polistirolo_C39.aspx
> E il pentano dove è finito?
> http://www.focus.it/tecnologia/Come_si_produce_la_schiuma_di_polistirolo_C39.aspx
Mah? Sinceremanente faccio fatica a capire quello che dici.
Senti ti copio incollo un testo dove viene descritto
il processo di produzione del polistirene espanso (EPS)
Spero ti aiuti.
L'estrusione (XPS) e' un processo diverso, si parte sempre dalle
perline
di polistirene che contengono pentano. E' diversa la fase finale
meccanica di riscaldamento e pressaggio attraverso delle
presse/trafile.
Chimicamente sono uguali(addittivi a parte) ma meccanicamente diversi
come aspetto e peso specifico.
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Il polistirolo espanso, detto tecnicamente EPS, si ottiene dal
polistirene con aggiunta di un gas pentano, attraverso un processo
industriale che consta di tre fasi: pre-espansione, stagionatura e
sinterizzazione finale.
Per conoscenza, in breve:
EPS - polistirene espanso sintetizzato
STIRENE - monomero ricavato dal petrolio e presente anche in alimenti
come frumento, arachidi, fagioli, noci, birra, vino, fragole, carne,
caffè, cannella ecc.
POLISTIRENE - polimero dello stirene, allo stato compatto è un
materiale rigido, incolore, trasparente sottoforma di granuli con
aspetto vetroso (perle) di varia granulometria(0,3 - 2,8 mm).
PENTANO - idrocarburo, liquido lievemente volatile, chimicamente
appartiene alla stessa famiglia dei più noti gas: metano, etano,
propano e butano, utilizzati come combustibili per il riscaldamento. A
causa della sua ridotta stabilità, il pentano liberato durante la
produzione di EPS, viene rapidamente convertito nell’atmosfera in
anidride carbonica e acqua, attraverso una reazione fotochimica; non
contenendo cloro, il pentano non può causare danni all fascia
dell’ozono a differenza di altri propellenti quali CFC e HCFC.
Pre-espansione: immergendo in acqua il granulo di polistirene in
quantità nota, si aggiunge all’acqua, una quantità di pentano dal 2% al
8% poi si comprime il liquido, in questo modo il pentano (insolubile in
acqua) trova la sua via di fuga diffondendosi all’interno del granulo
che quindi risulta essere caricato di questo idrocarburo(pentano) alla
fine del processo. Il granulo così trattato può essere stoccato per
qualche mese prima di subire l’espansione. Per ottenere il pallino
bianco e leggero si mettono questi granuli in una camera chiusa, che ha
una parete mobile, con la possibilità di soffiar vapor d’acqua
all’interno. Il vapore a circa 90°C determina il rammollimento della
plastica e di conseguenza il successivo rigonfiamento dovuto
all’ebollizione stessa del pentano imprigionato nel polimero. Si
ottiene quindi una miriade di sferette di schiuma di polistirolo. In
questo processo si forma, all’interno delle sferette una struttura a
celle chiuse, facendo rigonfiare pe perle fino a 20-50 volte il loro
volume iniziale.
Stagionatura: Le perle pre-espanse devono stazionare un certo tempo in
sili arieggiati, con il raffreddamento i residui di espandente e di
vapor acqueo condensano nelle singole sferette, ed in questo modo le
perle pre-espanse raggiungono la stabilità necessaria per le fasi
successive.
Sinterizzazione: le perle pre-espanse vengono nuovamente espanse e poi
lavorate in presse di stoccaggio; le brocchiere, costituite da forme
parallelopipede provviste di fori di entrata per il vapore su tutti i
lati , vengono riempite di perle pre-espanse sottoposte di nuovo
all’azione del vapore saturo, si raggiungonoora temperature di
110-120°C le perle si rigonfiano ulteriormente e diventano appiccicose,
si saldano tra di loro (sinterizzano), per effetto della loro pressione
interna, fino a formare un blocco omogeneo espanso. Dopo un breve
periodo di raffreddamento, i blocchi vengono sformati e messi in
deposito per un periodo variabile da alcuni giorni a due mesi, durante
il quale raggiungono la stabilità necessaria per le diverse
applicazioni. Di qui vengono prelevati per il taglio in lastre che
avviene con filo caldo. Ne risulta un materiale estremamente leggero
costituito per il 98% da aria e solo il 2% da polistirene mentre il
pentano evapora nel corso dell’ultimo trattamento.
L’EPS viene generalmente commercializzato in blocchi, lastre,
preformati e perle sfuse ma può essere fabbricato in qualunque forma e
dimensione, ed è adatto alle più svariate applicazioni.
Le lastre e gli altri manufatti di polistirolo, sono leggeri, la cui
massa volumica è compresa generalmente fra 10 e 50 Kg/mc. Il colore
dell’EPS è bianco, la struttura è rigida, ma tenace, non ha odore, nè
altre emanazioni, nè dà alcun prolema al contatto con la pelle, non
costituisce nutrimento per alcun essere vivente, ciò lo rende ideale
come contenitore per alimenti, settore nel quale è ampiamente
utilizzato.
E’ atossico, inerte, non contiene clorofluorocarburi(CFC), nè
idroclorofluorocarburi (HCFC); per la sua stabilità chimica e
biologica, il polistirolo non costituisce un pericolo per l’igiene
ambientale e per le falde acquifere. Anche il maneggio e le eventuali
lavorazioni meccaniche sono assolutamente innocui e in particolare non
vi è pericolo di inalazione o di manifestazione allergiche.
L’EPS in opera nella coibentazione edilizia non presenta alcun fattore
di pericolo per la salute in quanto non rilascia gas tossici, è
traspirante, permeabile al vapor acqueo, ma impermeabile all’acqua e
negli edifici isolati con EPS non si formano muffe.
E’ durevole, la sua durata è pressocchè illimitata; i fattori
ambientali non modificano le caratteristiche del polistirolo, che può
quindi garantire per un periodo di tempo illimitato le prestazioni
richieste.
Gli imballi in EPS conferiti in discarica non inquinano nè terreno, nè
atmosfera.
L’EPS è completamente riciclabile; esso infatti può essere macinato e
nuovamente mescolato al polistirene espanso vergine per produrre altri
imballi o materiali per l’edilizia.
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