Il 17/02/2018 14:50, rawmode ha scritto:
> "Soviet_Mario"
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> tantissima cellulosa (per cui è fetentissimo : si sfibra
> come cercare di tagliare una fascina a motosega).
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> .......
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> E' vagamente similare alle stecche di carbonio ovvero
> chi possiede un arco sa come sono quelle frecce, che si
> piegano quasi a meta' e poi tornano dritte.
> Ma se si spezzano e' un disastro!! cioe' se si rompono si sfribrano
> completamente.
Esatto.
Anche quando spezzi quelle bacchette al ristorante cinese
(che non so come si chiamino), non si stoccano, producono
una specie di soffione cotonato, tutto fatto di fibre, che
bucano la pelle se non stai attento).
La cosa interessante di questi materiali è il comportamento
al colpo e alla frattura : assorbono una quantità di energia
che un laterizio se la sogna. Immagino una scocca d'auto
fatta con quella roba, che smorza notevolmente gli urti.
Ovviamente per buono che sia ormai i compositi fatti
dall'uomo il bambu lo umiliano. Ma resta il fatto che poi
riciclare compositi rotti a base di vetroresine o compositi
metallo+fibre, è tutta un'altra cosa.
Senza considerare quanta meno energia costa produrre fibre
come la canapa rispetto alla fibra di carbonio.
Voglio dire : non sempre bisogna per forza mirare al non
plus ultra, se non è necessario.
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> In compenso si taglia da Dio con la moletta. Carbonizza, ma
> chi se ne fotte, però non fonde come la plastica, vengono
> dei tagli neri ma che ci si può specchiare sopra.
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> Beh, si vede che hai la corrente che te la porti appresso!!
oddio, le canne sono nel tiro di una pisciata da casa, visto
che le ho messe per consolidare la riva del torrente. Ma in
realtà mi ero portato le canne in garage, e non viceversa :
> O se no, si trovano delle impugnature in plastica, che puoi
> tenere in mano solo la lama del seghetto a ferro...
> Solo che i tagli vengono blu, ma chi se ne fotte!!;)
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