Lezione N° 2.
(Dove si fà ammenda delle dimenticanze pregresse,
e si gioca, senza montepremi, al quiz delle sigle astruse).
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Per prima cosa devo far notare che nel messaggio precedente,
alla voce TIPO DI IMPASTO (AGGLOMERANTE), mi
sono dimenticato di indicare quali sono le lettere identificative
dei due tipi di impasto.
Provvedo immediatamente :
- lettera "V" per l' impasto ceramico (o vetrificato)
- lettera "B" per l' impasto resinoide (o bakelitico)
Qualche volta tali lettere sono seguite da altri caratteri, del tipo
VBA, VBE, BH, ecc.
Ma voi non fateci caso.
Colgo questa occasione di caratteri aggiunti per informare che non
esiste una rigida normativa per la classificazione e l' identificazione
delle caratteristiche delle mole con un protocollo standard.
E', come dire, consuetudine d' uso e bontà dei costruttori utilizzare
un criterio comune per la designazione delle mole.
Ma non è infrequente che si deroghi da quanto sopra.
Ad esempio, quasi sempre sulle mole (a centro depresso e non)
per smerigliatrici angolari, le sigle sono abbreviate e riportano solo
i dati essenziali.
Mole speciali possono avere sigle strane, di cui io non saprei
identificare la chiave di lettura. Ad esempio, una mola in corindone
rosa marca Norton da affilatrice che uso normalmente, è marcata
AS 202 (boh !!!!). A parte la lettera iniziale "A", che vuole dire
Corindone od Alundum, il resto non mi dice nulla, ma la mola fà
benissimo il suo lavoro ed io dormo tranquillo lo stesso.
Inoltre, a volte la lettera iniziale della sigla è preceduta da un numero
che il costruttore pone per identificare un suo particolare tipo
di abrasivo, od un lotto di produzione del medesimo.
Non tenetelo in conto.
Vediamo quindi come si legge la sigla di una mola, sempre presente
in etichetta assieme al nome del costruttore ed alle misure della mola
stessa, nonchè alla velocità di lavoro e/o al numero di giri/min
massimo ammissibile.
In una sigla tipica potremmo leggere, ad esempio :
- Nome del costruttore : TYROLIT
- Dimensioni : 150 x 25 x 20 (20 è il diametro del foro)
- Vel. 30 m/sec. Max Rpm 3800
- Sigla : 38 A 46 - K 5 V BE
La sigla significa che è una mola con abrasivo di Alundum (A), di
grana media (46), la durezza è media (K), la struttura, o grado di
porosità è medio (5), il tipo di impasto è vetrificato/ceramico(V).
Come già detto, non tenete conto del primo numero (38) e delle
lettere che seguono la (V).
Bene, direte voi, e ora con questa mola cosa ci faccio ?
Vediamo quindi gli impieghi tipici delle mole, almeno per i più comuni
usi di un fai da tè.
Per praticità, dividiamo le mole a seconda della forma in tre categorie :
- piccole mole a gambo
- mole tradizionali per molatrici da banco
- mole da taglio e/o per smerigliatrici angolari
Le piccole mole a gambo sono generalmente in corindone rosa o bianco,
adatte alla sbavatura su ferro, acciaio (anche temperato), inox,
e acciaio HSS.
Hanno gambo diametro 3mm (per minitrapani) o 6 mm (per smerigliatrici
diritte). A causa delle piccole dimensioni, non hanno indicazioni di sorta
stampate, se non sulla scatola di confezionamento.
Si comprano perciò......sulla fiducia.
Sono le classiche mole da stampisti, spesso usate montate su
alberi flessibili.
Date le piccole dimensioni, (non si oltrepassa in genere i 30 mm di
diametro), vanno utilizzate con elevate velocità di rotazione,
sino a 30.000 g/m.
Le mole tradizionali da banco usate da noi hobbysti, da montare
sulle molatrici, hanno dimensioni di circa 125 - 250 mm di diametro, e
spessori da 20 a 30 mm.
Possono essere in corindone od alundum bianco, rosa, grigio, ed in
carburo di silicio, generalmente verde.
Quelle in corindone grigio a grana grossa servono per sgrossatura su
tutti i materiali ferrosi, in corindone bianco a grana media per finiture
e/o affilature sempre su materiali ferrosi.
Le mole in carburo di silicio a grana grossa per la ghisa, l' ottone,
il bronzo ed anche le leghe leggere, a grana media o fine per
i metalli duri come il widia.
Un buon corredo per il bricoleur è perciò una molatrice con due mole,
delle quali una in corindone ed una in carburo di silicio, che gli
permetteranno di affrontare con successo ogni problema di sbavatura
su ferro e di affilatura di utensili (quelli per legno esclusi).
Se non si deve lavorare il widia, la mola in carburo di silicio può essere
sostituita da una mola in corindone grigio a grana grossa ( per i lavori
più grossolani).
Parliamo ora delle mole da taglio e per smerigliatrici angolari.
Tralascio i grandi dischi da taglio delle troncatrici di una volta, che
ormai sono quasi sparite dal mercato, sostituite da quelle a lama
circolare lenta in HSS. Escludo anche i dischi da taglio diamantati
a settori, che a rigore non sono delle mole.
Rimangono i dischi da taglio e quelli per sbavatura da montare sulle
smerigliatri angolari, generalmente di tre diametri tipici : 110-115 mm
per le piccole flex (o frullini o flessibili o come volete chiamarle),
230 mm per le smerigliatrici grandi, e 180 mm per quelle intermedie,
che per la verità sono poco usate.
Tipicamente queste mole hanno abrasivo in alundum (per ferro) o
in carburo di silicio nero (per pietra o CLS). I dischi hanno spessore
grosso (per sbavatura e/o finitura) oppure spessore sottile ( per
taglio). Per non generare equivoci, o perchè i potenziali utenti di
questi utensili sono dai produttori considerati quasi come deficienti,
sulle etichette è sempre indicato in chiaro l' uso previsto.
Troveremo perciò scritto " metallo", o "acciaio" per i dischi destinati
a lavorare materiali ferrosi, oppure "pietra", "marmo" o "stone"
per quelli destinati all' edilizia. A volte scrivono anche "solo per
taglio", "solo per troncatura" sui dischi a basso spessore, oppure
"solo per sbavatura" sui dischi più spessi.
Pentiti di tanta generosità, i fabbricanti medesimi risultano più avari
di informazioni nella sigla identificativa , che si limita alla lettera
tipica
dell' abrasivo, della grana, e della durezza della mola.
Ad esempio, "A 36- P", oppure "C 24-R".0
Peraltro in ogni caso l' impasto per questo tipo di mole è di tipo "B",
cioè bakelitico o resinoide.
Se non lo sapete, esistono dischi da taglio per metallo di bassissimo
spessore ( 1 - 1,5 mm), con foro da 22 mm, a centro non depresso,
per montaggio su smerigliatrici angolari. In certi casi sono impagabili
per fare dei lavori speciali, come incisioni o rifilature che non
potrebbero essere realizzate con altri sistemi. A causa del basso
spessore, richiedono un po' di cautela nell' operarli.
Vi passo una dritta : se ne montate uno in forma stazionaria su
di una molatrice da banco tradizionale, non ve ne pentirete, e scoprirete
quanto possa essere utile !
Ci vediamo alla prossima !
Cordialità.
Paul
Vai Paul! Davvero fantastico ed estremamente chiaro nell'eposizione!
> Un buon corredo per il bricoleur č perciň una molatrice con due mole,
> delle quali una in corindone ed una in carburo di silicio, che gli
> permetteranno di affrontare con successo ogni problema di sbavatura
> su ferro e di affilatura di utensili (quelli per legno esclusi).
Ci sara' anche la lezioncina sulle mole ad acqua x utensili x legno ?
Ho comprato una mola Valex ad acqua, che a parte un leggero
"ondeggiamento" funziona a dovere...
...ma in effetti per l'acciaio temprato degli scalpelli ci vorrebbe una
mola un po' piu' morbida.
I miei scalpelli e le mie pialle stanno apettando i tuoi preziosi
consigli!
Complimenti ancora
Davide
Ti pare possibile Paul che il 38 che tu dici di non prendere in
considerazione identifichi la velocità angolare (3800rpm) ? Tra l'altro
avendo questo parametro e combinandolo con il diametro è possibile risalire
alla velocità di 30m/sec. (da me calcolata a 29,82m/sec).
--
Ciao
!max!
* Scarta gli operatori logici per rispondere *
1 - concordo appieno. Bravo, Paul, sei una forza. E grazie
>
> Ci sara' anche la lezioncina sulle mole ad acqua x utensili x legno ?
> Ho comprato una mola Valex ad acqua, che a parte un leggero
> "ondeggiamento" funziona a dovere...
> ...ma in effetti per l'acciaio temprato degli scalpelli ci vorrebbe una
> mola un po' piu' morbida.
> I miei scalpelli e le mie pialle stanno apettando i tuoi preziosi
> consigli!
>
> Complimenti ancora
> Davide
la mola ad acqua ha il grande vantaggio di non scaldare il ferro ed è più
delicata, ma non ti darà un filo perfetto e rifinito. Per quello devi
usare - a mano - la pietra ad acqua o ad olio, l'arkansas, o la mola ad
acqua orizzontale (giapponese) o la mola di feltro
Certo Paul ne saprà di più, attendiamo il suo generoso prosieguo,
eventualmente ne riparleremo
ciao e buone affilature
carlo
> Ci sara' anche la lezioncina sulle mole ad acqua x utensili x legno ?
Carlo Zampogna ha già detto l' essenziale.
In effetti, dopo la molatura ad acqua, che non stempera la lama,
è necessario almeno sbavare e meglio ancora lucidare il filo tagliente
dell' utensile.
Si adopera la pietra ad olio, premendo con leggerezza la lama
mantenuta inclinata con il giusto angolo, e descrivendo sulla
superficie della pietra una specie di 8. L'ultimo grido è la pietra
diamantata, un blocchetto sintetico sulla superficie del quale è
depositato un sottile strato di polvere di diamante. Si trova in
varie gradazioni abrasive, (220, 325, 600, 1200) e, lavorando
a secco, sostituisce anche le pietre abrasive sagomate, come
per l' appunto le Arkansas. Una indicazione sulla custodia dice che
"10-20 secondi di affilatura su questa pietra valgono 5-10 minuti
su una pietra ad olio". Non sarà proprio così, ma poco ci manca.
Io ne ho una marca DMT, grana 325, e và alla grande, tanto che
la uso anche per ravvivare il filo delle frese per metallo.
La nota dolente è il prezzo : io l' ho pagata 37 Euro.
> Ho comprato una mola Valex ad acqua, che a parte un leggero
> "ondeggiamento" funziona a dovere...
Anch' io ho un' affilatrice ad acqua Valex.
L' eccentricità delle mole si corregge rettificando la superficie con
un apposito attrezzino da impugnarsi a mano libera,, munito di rotelle
in acciaio cementato o HSS, oppure di una estremità abrasiva
diamantata. Lo stesso attrezzino è impiegato per spianare la
superficie della mola se, dopo un po' d' uso, presenta dei solchi
o delle ondulazioni.
Il massimo degli attrezzi per l' affilatura degli utensili da taglio è il
sistema della ditta svedese Tormek, costituito da una mola ad acqua
e da un disco di lucidatura in cuoio naturale impregnato in olio e pasta
abrasiva, più una serie di dispositivi di supporto e/o fissaggio per
tutti gli utensili possibili, dai ferri per pialletti agli scalpelli,
sgorbie, intagliatori, ferri da tornio e tutto ciò che taglia il legno,
compreso un regolo per fissare gli angoli di taglio ed un manuale
per l' affilatura di 130 pagine.
Prezzo in proporzione !
Cordialità.
Paul
> Ci sara' anche la lezioncina sulle mole ad acqua x utensili x legno ?
Carlo Zampogna ha già detto l' essenziale.
In effetti, dopo la molatura ad acqua, che non stempera la lama,
è necessario almeno sbavare e meglio ancora lucidare il filo tagliente
dell' utensile.
Si adopera la pietra ad olio, premendo con leggerezza la lama
mantenuta inclinata con il giusto angolo, e descrivendo sulla
superficie della pietra una specie di 8. L'ultimo grido è la pietra
diamantata, un blocchetto sintetico sulla superficie del quale è
depositato un sottile strato di polvere di diamante. Si trova in
varie gradazioni abrasive, (220, 325, 600, 1200) e, lavorando
a secco, sostituisce anche le pietre abrasive sagomate, come
per l' appunto le Arkansas. Una indicazione sulla custodia dice che
"10-20 secondi di affilatura su questa pietra valgono 5-10 minuti
su una pietra ad olio". Non sarà proprio così, ma poco ci manca.
Io ne ho una marca DMT, grana 325, e và alla grande, tanto che
la uso anche per ravvivare il filo delle frese per metallo.
La nota dolente è il prezzo : io l' ho pagata 37 Euro.
> Ho comprato una mola Valex ad acqua, che a parte un leggero
> "ondeggiamento" funziona a dovere...
> Ti pare possibile Paul che il 38 che tu dici di non prendere in
> considerazione identifichi la velocità angolare (3800rpm) ?
No, è un puro caso che nell' esempio da me citato il 38 sia
correlato al diametro della mola ed al numero di giri.
Nelle sigle delle mole marca Norton, ad esempio, si possono
leggere prefissi numerici 19A, 32A, 38A, 37C, 39C, ecc.
Invece i suffissi più comuni dopo la lettera indicativa
dell' agglomerante "V" sono BA, BE, BF, ed
anche Bf.
Credo, ma non sono sicuro, che siano indicatori delle marche
depositate di detti agglomeranti.
Cordialità.
Paul
Si', si'... mi sono munito anche di pietra sia ad olio che ad acqua
(giapponese... una figata!)
Il prob e' che la mola montata "di serie" sulla valex e' cosi' dura che
per rifare il filo a uno scalpello appena "consumato" mi ci vuole 10
minuti di mola!
Ciao
Davide
>un apposito attrezzino da impugnarsi a mano libera,, munito di rotelle
>in acciaio cementato o HSS
Non ti veniva in mente il nome?
Faccio il saputello:
ravvivamole a rotelle.
Vedi ad esempio il catalogo Utensili ABC del 1971, pagine 450, rilegato
in tela.
Che tenerezza!
--
Bye
Vitt
slurp!
quanto?
> quanto?
Si parte da 250 Euro.
Cordialità.
Paul