Il termine “zoccola” è indubbiamente sinonimo di “puttana”, con un
differenza: la zoccola non è interessata unicamente ai soldi, come la
puttana. Viene chiamata “zoccola” una femmina affamata di sesso, e di
piacere sfrenato: ciò la rende, agli occhi dei benpensanti, ancora peggiore
della puttana, che – magari spinta dal bisogno – si vende per denaro.
A Napoli, e nel Sud, la zoccola è la femmina del topo: dal latino
“sorcula”, da sorex=topo. Prima espressione locale, oggi la parola zoccola
(e la zoccola tout-court) sono uniformemente diffuse su tutto il territorio
nazionale.
Ma perché la femmina del topo dovrebbe essere una sessuomane? Perché è
notoriamente assai prolifica. Il che lascia immaginare che il topo e la
topa (la zoccola) si dedichino ad una sfrenata attività sessuale: e che la
zoccola se la faccia con tutti i topi che le capitano a tiro.
La pesantezza e l’offensività di questo termine stanno anche nel fatto che
la zoccola vive nelle fogne, e si nutre di rifiuti. E’ quindi un essere
spregevole.
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