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Addolcitore e/o polifosfati - considerazioni e dubbi

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Bib

unread,
Dec 19, 2022, 3:34:00 PM12/19/22
to
A quanto si capisce, la normativa prevederebbe sia addolcimento
che dosaggio di polifosfati per l'acqua > 15 gradi francesi...
Pertanto l'addolcitore ridurrebbe il calcare, ma poi ci vogliono
i polifosfati per inibire la corrosione dell'acqua molto
addolcita.

Poniamo di riuscire a tarare in maniera corretta la miscelazione
per ottenere un'acqua a 8-10 gradi francesi: comunque avremmo
accumulo di calcare, ancorché più lento.

Dopodiché si può optare per addolcire la fredda o solo la calda, e
decidere con quale acqua (trattata o meno) ricaricare gli
impianti di riscaldamento. Su quest'ultimo punto c'è chi dice che
non serva l'addolcimento perché il circuito è chiuso, altri
monterebbero il gruppo di carico a valle dell'addolcitore per
buttar dentro acqua addolcita o addolcirebbero con bombola
portatile nel momento del lavaggio / risciacquo / nuova
installazione (e i polifosfati?).

Naturalmente, se si addolcisce la fredda in arrivo dalla strada,
si vorrebbe probabilmente evitare di berla, e allora magari
potremmo tirare un tubo dedicato in cucina con fredda non
trattata, così come faremmo per l'eventuale irrigazione/giardino.
Ricordandoci di bere sempre da lì.

Non so voi, ma io ho più di qualche dubbio.

Personalmente sarei per trattare solo la calda, tendenzialmente, e
per acque medie (15-20 gradi francesi) farei solo polifosfati. Se
hai 25+ gradi, allora probabilmente il calcare sarà veramente
tanto e si preferirà addolcire. La lavatrice e l'asciugatrice si
potrebbero collegare alla calda e godrebbero del beneficio del
trattamento. L'acqua tecnica degli impianti? Trattamento sì o no?


Se consideriamo i costi (e i rischi) di un addolcitore e
dell'addolcimento, a questo punto se siamo border line con la
durezza (i 15-20 gradi che si dicevano prima) risparmiamo il
dispositivo e piuttosto facciamo un lavaggio all'impianto e agli
elettrodomestici più ravvicinato?

Tanto i soffioni, gli areatori, la lavatrice... avranno sempre il
calcare dalla fredda, salvo addolcimento di tutto l'impianto (che
comunque non sarà mai totale visto che misceleremo per stare
sugli 8/10 gradi francesi).

Come la pensate?

PS: sono condizionato da una passata esperienza negativa di
addolcitore sulla fredda che la rendeva imbevibile, comportava
consumi di acqua e sale immondi...
--
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guybonet

unread,
Dec 19, 2022, 4:37:31 PM12/19/22
to
Bib <m...@privacy.net> ha scritto:
> A quanto si capisce, la normativa prevederebbe sia addolcimento
> che dosaggio di polifosfati per l'acqua >

CUT

Defangatore ed addolcitore solo a protezione della caldaia e chi
me l'ha installata mi ha già anticipato che con l'acqua dura che
abbiamo è da mettere in conto il lavaggio ogni tot anni per
evitare problemi sullo scambiatore.
--
bye Guido


>


--
bye Guy

Giacobino da Tradate

unread,
Dec 19, 2022, 4:43:12 PM12/19/22
to
Il giorno Mon, 19 Dec 2022 21:33:54 +0100 (GMT+01:00)
Bib <m...@privacy.net> ha scritto:

> A quanto si capisce, la normativa prevederebbe sia addolcimento
> che dosaggio di polifosfati per l'acqua > 15 gradi francesi...
> Pertanto l'addolcitore ridurrebbe il calcare, ma poi ci vogliono
> i polifosfati per inibire la corrosione dell'acqua molto
> addolcita.

No. L'addolcimento e' sempre lo stesso processo, puo' essere effettuato
tramite resine oppure tramite polifosfati e con entrambi i processi si
sottraggono dall' acqua in ingresso calcio e magnesio che ne causano la
durezza.

Le resine trattengono Ca e Mg tramite un legame ionico (elettrostatico)
mentre i polifosfati legano Ca e Mg tramite dei legami covalenti. Le
resine dopo si rigenerano, mentre i fosfati si consumano e basta.

I polifosfati sono solo dei composti "multipli" dell'acido fosforico,
fanno lo stesso effetto dell'acido fosforico "in meno spazio".

> Su quest'ultimo punto c'è chi dice che non serva l'addolcimento perché il circuito è chiuso, altri
> monterebbero il gruppo di carico a valle dell'addolcitore per buttar dentro acqua addolcita

Teoricamente il circuito dei caloriferi e' chiuso, ma poi aggiungi
oggi, perdi domani, l'acqua del circuito viene gradualmente viene
ricambiata e nella lunghissima distanza (lustri o decenni) il calcare
in effetti si accumula.

> (e i polifosfati?).

i fosfati sono alternativa alle resine, non sono un post-processo.

> Naturalmente, se si addolcisce la fredda in arrivo dalla strada,
> si vorrebbe probabilmente evitare di berla

vexata quaestio







--
"Le Mondine" Fan Club


Apteryx

unread,
Dec 20, 2022, 3:28:13 AM12/20/22
to
Il 19/12/2022 21:33, Bib ha scritto:
> Non so voi, ma io ho più di qualche dubbio.

il trattamento dell''acqua lo si fa quando si riempie l'impianto
aggiungendo un additivo e serve per il riscaldamento

i polifostati sono per l'acqua calda sanitaria e riducono la formazione
di calcare

Bib

unread,
Dec 20, 2022, 4:48:03 AM12/20/22
to
Il 19/12/22 22:43, Giacobino da Tradate ha scritto:
> No. L'addolcimento e' sempre lo stesso processo, puo' essere effettuato
> tramite resine oppure tramite polifosfati e con entrambi i processi si
> sottraggono dall' acqua in ingresso calcio e magnesio che ne causano la
> durezza.
>
> Le resine trattengono Ca e Mg tramite un legame ionico (elettrostatico)
> mentre i polifosfati legano Ca e Mg tramite dei legami covalenti. Le
> resine dopo si rigenerano, mentre i fosfati si consumano e basta.

Il processo mi era noto (come dici, però, Ca e Mg non vengono sottratti
col dosaggio di polifosfati, ma vengono legati ad essi e portati via con
l'acqua), ma il punto su cui mi sto interrogando è appunto se è
veramente necessario e fin quanto è utile trattare l'acqua sia con
addolcitore che con polifosfati, specialmente quando l'acqua è
mediamente dura e non dura.

Dal punto di vista chimico, viene raccomandata l'installazione di
dosatore di polifosfati onde rendere l'acqua meno corrosiva in seguito
al trattamento con addolcitore. Questo passaggio onestamente mi sfugge.

Al di là di questo, comunque, sarei personalmente e sostanzialmente
favorevole al trattamento della sola calda con polifosfati.

In tal proposito, vorrei capire due cose:

1) ha senso collegare il gruppo di carico delle caldaie alla calda
trattata con polifosfati, oppure, per esempio, risciacquare l'impianto
inserendo polifosfati (e l'inibitore di corrosione, così come menzionato
da Apteryx)? O chi se ne frega del calcare nell'acqua tecnica, essendo
il circuito chiuso?
Come scrivevo nel mio messaggio precedente, ho sentito di tecnici
(definiti rari e meticolosi) che ricaricherebbero gli impianti con acqua
addolcita con addolcitori portatili, proprio per partire con un impianto
contenente acqua trattata. Ha veramente senso?
C'è ovviamente da considerare che poi, negli anni, una parte dell'acqua
verrà sostituita a causa di lavori tipo smontaggio radiatori per
manutenzione, ma a quel punto, dopo una ventina d'anni, probabilmente si
farà un lavaggio completo con una sostituzione totale dell'acqua
dell'impianto.

2) Quale dosatore scegliere, tra sali, pastiglie, liquido...? Se ne
leggono di ogni, tra cui che il liquido rischierebbe di incrostarsi e di
bloccarsi... ma dall'altra parte mi son ritrovato qualche anno fa, in un
altro impianto, un dosatore domestico contenente un sacco di porcheria
tipo alghe. Sarei per questo favorevole ad un dosatore performante
ancorché costoso, per il quale non debba essere necessariamente rapinato
dai fornitori di materiale idraulico con pacchettini o flaconcini di
polifosfati venduti a peso d'oro.
Nel mio caso specifico c'è da considerare un consumo equivalente a
quello di due famiglie da 4 persone (circa 1 mc al giorno);

3) ha senso ricercare un apparecchio connesso ad internet per
monitoraggio continuo da remoto o sarà sufficiente un controllo / due
all'anno?

> Teoricamente il circuito dei caloriferi e' chiuso, ma poi aggiungi
> oggi, perdi domani, l'acqua del circuito viene gradualmente viene
> ricambiata e nella lunghissima distanza (lustri o decenni) il calcare
> in effetti si accumula.

Chiedevo, proprio in tal proposito, se ha senso ricaricare, almeno una
prima volta, l'impianto con acqua trattata da addolcitore e/o dosatore
di polifosfati.

>> (e i polifosfati?).
>
> i fosfati sono alternativa alle resine, non sono un post-processo.

Eeh, in realtà pare che i polifosfati vengano montati anche in presenza
di impianti di addolcimento con resine.

>> Naturalmente, se si addolcisce la fredda in arrivo dalla strada,
>> si vorrebbe probabilmente evitare di berla
>
> vexata quaestio

:-)

Giacobino da Tradate

unread,
Dec 20, 2022, 7:25:42 AM12/20/22
to
Il giorno Tue, 20 Dec 2022 10:47:59 +0100
Bib <m...@privacy.net> ha scritto:

> ma il punto su cui mi sto interrogando è
> appunto se è veramente necessario e fin quanto è utile trattare
> l'acqua sia con addolcitore che con polifosfati, specialmente quando
> l'acqua è mediamente dura e non dura.

Sono scelte pratiche, per una villetta isolata metti
l'addolcitore in cantina (che e' un ingombro) e per la caldaia di un
appartamento metti la cartuccia di polifosfati sotto la caldaia. Sono
impianti di ordini di grandezza diversi.

> Dal punto di vista chimico, viene raccomandata l'installazione di
> dosatore di polifosfati onde rendere l'acqua meno corrosiva in
> seguito al trattamento con addolcitore. Questo passaggio
> onestamente mi sfugge.

L'hai gia' detto, ma da dove l'hai presa questa affermazione? Verifica
la tua fonte.

L'acqua addolcita assorbe piu' anidride carbonica e divente acidula.
per questo non bisogna esagerare. Negli addolcitori c'e' un bypass
regolabile che a valle delle resine mescola acqua addolcita con l'acqua
dura producendo acqua "addolcita ma non troppo".

Nei polifosfati non credo che ci sia un bypass, ma sono di natura meno
definitivi delle resine.

Mettere un dosatore di fosfati a valle delle resine non ha nessun senso
e non corregge l'addolcimento ma anzi la aumenta.

> 1) ha senso collegare il gruppo di carico delle caldaie alla calda
> trattata con polifosfati, oppure, per esempio, risciacquare
> l'impianto inserendo polifosfati (e l'inibitore di corrosione, così
> come menzionato da Apteryx)? O chi se ne frega del calcare nell'acqua
> tecnica, essendo il circuito chiuso?

Io ho l'addolcitore dell'acqua fredda. L'acqua fredda addolcita passa
dalla caldaia e diventa acqua calda sanitaria addolcita.

La caldaia serve anche per i termosifoni, in questo caso l'acqua di
carico puo' essere anche lei spillata dall'addolcitore. Teoricamente e'
una precauzione superflua dato che il circuito resta sigillato, ma
negli anni l'impianto inevitabilmente viene addizionato di nuova acqua e
se questa e' dolce, evita tante rogne (alla valvola a tre vie, alle
valvole di zona ecc.).

> Ha veramente senso?

Si' ha senso, ma fai prima a prendere l'acqua di riempimento a valle
dell'addolcitore.

Filip

unread,
Dec 20, 2022, 11:02:10 AM12/20/22
to
Il 19/12/22 21:33, Bib ha scritto:

> sono condizionato da una passata esperienza negativa di
> addolcitore sulla fredda che la rendeva imbevibile, comportava
> consumi di acqua e sale immondi...

Alcune alternative. Ovviamente l'ambasciatore non porta il pene...

<https://watts-oneflow.com/it/>

<https://anticalcareposeidon.it/>

Bib

unread,
Dec 20, 2022, 5:13:00 PM12/20/22
to
Il 20/12/22 13:25, Giacobino da Tradate ha scritto:
> Sono scelte pratiche, per una villetta isolata metti
> l'addolcitore in cantina (che e' un ingombro) e per la caldaia di un
> appartamento metti la cartuccia di polifosfati sotto la caldaia. Sono
> impianti di ordini di grandezza diversi.

Non avevo mai letto una considerazione del genere, ovvero relativa agli
ingombri dell'una e dell'altra soluzione. Chiaramente mi sono note le
differenze d'ingombro di un addolcitore rispetto ad un dosatore di
polifosfati, ma tra le molte letture fatte, in nessuna viene menzionato
questo come criterio di scelta.

>> Dal punto di vista chimico, viene raccomandata l'installazione di
>> dosatore di polifosfati onde rendere l'acqua meno corrosiva in
>> seguito al trattamento con addolcitore. Questo passaggio
>> onestamente mi sfugge.
>
> L'hai gia' detto, ma da dove l'hai presa questa affermazione? Verifica
> la tua fonte.

Più o meno ovunque, se cerchi per esempio "obbligo dosatore polifosfati"
su google. Ci sono diversi richiami al DM 25 del 26 giugno 2015 ("In
relazione alla qualità dell’acqua utilizzata negli impianti termici per
la climatizzazione
invernale, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, ferma
restando l’applicazione della
norma tecnica UNI 8065, è sempre obbligatorio un trattamento di
condizionamento chimico.").

> Io ho l'addolcitore dell'acqua fredda. L'acqua fredda addolcita passa
> dalla caldaia e diventa acqua calda sanitaria addolcita.

Ma addolcisci anche la fredda che non passa per la caldaia e va
direttamente ai rubinetti?

>> Ha veramente senso?
>
> Si' ha senso, ma fai prima a prendere l'acqua di riempimento a valle
> dell'addolcitore.

Certo, a quello mi riferivo.

Quindi sostanzialmente meglio pensare ad un addolcitore a resine e
sfanculare il dosatore di polifosfati, a parer tuo?

Onestamente sono combattuto e non so come decidere. I pareri sono
discordanti, le norme non chiare, i fornitori di impianti che
tendenzialmente non sanno molto di più di "è importante addolcire,
questo addolcitore è buono e va bene fino a tot mc/h", alcune persone
che invece riferiscono che non vi sono reali necessità di trattare
l'acqua mediamente dura, altre che trattano tutta la rete, fredda
compresa...

Se il problema è un po' di calcare, che tra l'altro non si elimina mai
totalmente, ogni tot anni si deve comunque lavare gli impianti,
decalcificare la lavatrice o cambiarla, ecc...

Ah, tornando ai polifosfati scrivono anche che, nel tempo, pulirebbero
impianti incrostati e avrebbero una funzione anticorrosiva che l'acqua
addolcita a scambio ionico non avrebbe.

Un bel rebus.

Giacobino da Tradate

unread,
Dec 21, 2022, 11:43:13 AM12/21/22
to
Il giorno Tue, 20 Dec 2022 23:12:56 +0100
Bib <m...@privacy.net> ha scritto:

> >> viene raccomandata l'installazione di dosatore di polifosfati onde
> >> rendere l'acqua meno corrosiva in seguito al trattamento con
> >> addolcitore.

> Più o meno ovunque, se cerchi per esempio "obbligo dosatore
> polifosfati" su google.

copio incollo dal primo che trovo: "Per questo motivo installare
un addolcitore da collegare al rifornimento idrico della casa è la
soluzione ideale per rimuovere le sostanze incrostanti responsabili
della durezza dell’acqua. Quando però non è presente l’addolcitore,
allora è opportuno installare il dosatore di polifosfati ecc.".

Come vedi (e come suggerisce il buon senso) i due sistemi sono in
alternativa, non in sequenza.

> norma tecnica UNI 8065, è sempre obbligatorio un trattamento di
> condizionamento chimico.")

O resine o dosatore. O, o.

> Ma addolcisci anche la fredda che non passa per la caldaia e va
> direttamente ai rubinetti?

Si'. L'acqua dell'acquedotto appena arriva va all'addolcitore,
tranne due tubi che vanno a due rubinetti esterni x irrigare. Tutto il
resto che mi entra in casa (rubinetti, bagni, caldaia) gia' addolcita.

E quando ricarico (occasionalmente) l'impianto dei termosifoni, lo
ricarico con acqua addolcita.

> Quindi sostanzialmente meglio pensare ad un addolcitore a resine e
> sfanculare il dosatore di polifosfati, a parer tuo?

Io ho le resine in una casa singola e i dosatori in un appartamento,
non ricordo se hai detto come e' fatta casa tua quindi non posso
commentare.

> Onestamente sono combattuto e non so come decidere.

Ma lo devi decidere tu? metti il problema in mano al
termotecnico.

> Ah, tornando ai polifosfati scrivono anche che, nel tempo,
> pulirebbero impianti incrostati e avrebbero una funzione
> anticorrosiva che l'acqua addolcita a scambio ionico non avrebbe.

L'hai gia' detto piu' volte, ma siccome poi il problema non mi si
pone, non sono motivato ad accanirmi, ma se mi dai un link lo commento.

che possono decalcificare impianti gia' incrostati ci sta, in quanto i
dosatori rilasciano in circolo fosfati che operano anche a distanza
(certo ci vuol pazienza). L'attivita' anticorrosiva non la vedo e non
saprei commentarla.

Bib

unread,
Dec 23, 2022, 4:47:52 AM12/23/22
to
Il 21/12/22 17:43, Giacobino da Tradate ha scritto:
> copio incollo dal primo che trovo: "Per questo motivo installare
> un addolcitore da collegare al rifornimento idrico della casa è la
> soluzione ideale per rimuovere le sostanze incrostanti responsabili
> della durezza dell’acqua. Quando però non è presente l’addolcitore,
> allora è opportuno installare il dosatore di polifosfati ecc.".
>
> Come vedi (e come suggerisce il buon senso) i due sistemi sono in
> alternativa, non in sequenza.

Anch'io l'avevo impostata così inizialmente, fintantoché non è emersa la
questione "acqua acida e corrosiva da addolcitore" per cui sarebbe
comunque raccomandato anche l'uso di polifosfati.

Ad ogni modo, inizialmente ero di fatto in dubbio tra le seguenti opzioni:

a) addolcire tutta la fredda e tirare un tubo a monte dell'addolcitore
che faccia il rubinetto della cucina (oltre che mantenere a monte di
tutto la parte giardino) - soluzione che potenzialmente preferirei ma di
cui devo verificare la fattibilità, a causa della distanza del rubinetto
della cucina;
b) addolcire solo l'acqua in entrata a caldaia/boiler;
c) polifosfatare solo l'acqua in entrata a caldaia/boiler.

Il prelievo è di circa 1 mc al giorno, esclusa l'irrigazione.

>> norma tecnica UNI 8065, è sempre obbligatorio un trattamento di
>> condizionamento chimico.")
>
> O resine o dosatore. O, o.

D'accordo, ma c'è nel frattempo chi sostiene che non sia obbligatorio un
bel nulla, o che comunque si possa considerare di sbattersene e di non
trattare niente, avendo solo cura di lavare impianti/serpentine varie
più frequentemente (poiché l'addolcitore/polifosfati comunque non
eliminano mai totalmente il problema).

> Si'. L'acqua dell'acquedotto appena arriva va all'addolcitore,
> tranne due tubi che vanno a due rubinetti esterni x irrigare. Tutto il
> resto che mi entra in casa (rubinetti, bagni, caldaia) gia' addolcita.

Personalmente non credo che berrei abitualmente acqua addolcita, non
solo per quanto si legge in giro, ma anche per quella che è stata la mia
esperienza negativa con un'acqua addolcita (quasi certamente male, a
causa di scarsa o nulla manutenzione dell'addolcitore). Era veramente
imbevibile e maleodorante, e non si sapeva che la causa fosse né potesse
essere l'addolcitore: è emerso anni dopo :-/

> Ma lo devi decidere tu? metti il problema in mano al
> termotecnico.

Ognuno dice la sua: ho avuto 3 contatti, ognuno con un'idea diversa e
nessun dato oggettivo. Ahimè si parla sempre e solo di pareri
scarsamente circostanziati/argomentati.

> L'hai gia' detto piu' volte, ma siccome poi il problema non mi si
> pone, non sono motivato ad accanirmi, ma se mi dai un link lo commento.

http://www.scuolaforum.org/idraulica/591-vantaggi-e-svantaggi-nellusare-laddolcitore-acqua-potabile.html

Qui c'è una discussione con alcuni contributi interessanti.

> che possono decalcificare impianti gia' incrostati ci sta, in quanto i
> dosatori rilasciano in circolo fosfati che operano anche a distanza
> (certo ci vuol pazienza). L'attivita' anticorrosiva non la vedo e non
> saprei commentarla.

D'accordo. In ogni caso in questo paio di giorni in cui mi è rimasta
aperta la bozza del messaggio ho fatto alcune piccole modifiche
all'impianto idraulico che mi han permesso di avere già la fredda con un
entrata a sè in casa, mentre invece la calda (comune) e la fredda che
serve i bagni in azienda (ci sono 6 docce ed un consumo di circa 1,5 mc
al giorno), sono insieme con altre tubazioni.

Ergo: credo che opterò per addolcire tutto l'impianto da un unico punto,
avendo già esclusa la fredda dell'abitazione.

Su Amazon vedo un addolcitore a circa 500 euro (Water2Buy) che gode di
ottime recensioni e che viene dato con attacchi da 1 pollice e capacità
fino a 3500 litri al giorno.

Resta da capire se non rischia di essere sottodimensionato per
l'impianto che ho: la partenza è con tubi da pollice e mezzo.

Stando ai consumi d'acqua dovremmo starci abbondantemente nonostante la
strozzatura da pollice e mezzo a mezzo pollice, ma prima di procedere
vorrei avere qualche certezza in più.

Giacobino da Tradate

unread,
Dec 23, 2022, 7:32:06 AM12/23/22
to
Il giorno Fri, 23 Dec 2022 10:47:48 +0100
Bib <m...@privacy.net> ha scritto:

> fintantoché non è emersa la questione "acqua acida e corrosiva da addolcitore"

Questo e' possibile se sequestri al 100% calcio e magnesio e non
regoli correttamente il bypass. L'acqua diventa piu' o meno acidula e
l'acidita' corrode piu' o meno i metalli.

> per cui sarebbe comunque raccomandato anche l'uso di polifosfati.

I fosfati di sodio (o potassio, e in teoria) possono avere un effetto
tamponante, ma allora la soluzione e' regolare l'addolcitore, non
aggiungere problema a problema.

>> L'acqua dell'acquedotto appena arriva va all'addolcitore,
>> tranne due tubi che vanno a due rubinetti esterni x irrigare. Tutto
>> il resto che mi entra in casa (rubinetti, bagni, caldaia) gia'
>> addolcita.

> Personalmente non credo che berrei abitualmente acqua addolcita

Di solito consumo minerale in bottiglia, comunque l'acqua potabile
nella mia esperienza e' buona, il sale non e' percepibile, il sodio
del carbonato di sodio post-scambio mi addiziona ben poco rispetto al
sodio del sale marino usato per insapidire i cibi.

> http://www.scuolaforum.org/idraulica/591-vantaggi-e-svantaggi-nellusare-laddolcitore-acqua-potabile.html

Non mi pare che parli di addolcitore + polifosfati in serie.

Bib

unread,
Dec 26, 2022, 8:36:53 AM12/26/22
to
Il 23/12/22 13:32, Giacobino da Tradate ha scritto:
> I fosfati di sodio (o potassio, e in teoria) possono avere un effetto
> tamponante, ma allora la soluzione e' regolare l'addolcitore, non
> aggiungere problema a problema.
>
Non ho letto approfonditamente tutto, in ogni caso i miei fornitori di
materiale termoidraulico sono impostati nella vendita di addolcitore +
polifosfati, ed ugualmente due idraulici che mi servono mi han riferito
di vedere la stessa cosa nei cantieri.

Ad ogni modo, opterò per addolcimento e basta... sono orientato su un
W2B800 di Amazon con attacchi da pollice e capacità massima di oltre
4000 litri al giorno.

L'impianto qui parte con tubazione da pollice e mezzo, e si consumano
circa 2000 litri al giorno.

Non mi preoccupa tanto l'addolcimento, quanto la potenziale perdita di
carico, e la necessità di ricaricare molto frequentemente i sali.

Il dispositivo però è IoT e dovrebbe segnalare su app quando mancano i
sali, la qual cosa aiuterebbe non poco.

Bib

unread,
Jan 2, 2023, 7:38:54 AM1/2/23
to
Il 23/12/22 13:32, Giacobino da Tradate ha scritto:
In ogni caso, se cerchi gli schemi di installazione degli addolcitori,
troverai maggiormente schemi che prevedono filtro -> addolcitore ->
dosatore polifosfati.

Ad ogni modo, mi preoccuperò di addolcire moderatamente e tanti saluti.
Per fortuna non ho acqua molto dura.

In alcuni schemi c'è anche una valvola di non ritorno (mi pare superflua
onestamente). Credo invece utile l'installazione di un anti colpo
d'ariete per proteggere in particolar modo la scocca del filtro da
possibili rotture con conseguenti allagamenti.

Una cosa che mi sfugge è quanto si può ipotizzare in termini di perdita
di carico, considerando non solo gli attacchi dell'addolcitore stesso,
ma anche il passaggio tra le resine.

In tal proposito riflettevo anche su questa cosa: la miscelazione che si
fa tra acqua addolcita e acqua di rete è fissa e si imposta manualmente
una tantum, controllando i gradi francesi con un prelievo? In tal caso,
questo vuol dire che uno può fare questa cosa anche con dei raccordi
propri a monte dell'addolcitore e delle semplici valvole a sfera?

Buon anno :-)

Giacobino da Tradate

unread,
Jan 2, 2023, 8:55:23 AM1/2/23
to
Il giorno Mon, 2 Jan 2023 13:38:51 +0100
Bib <m...@privacy.net> ha scritto:

> Una cosa che mi sfugge è quanto si può ipotizzare in termini di
> perdita di carico, considerando non solo gli attacchi
> dell'addolcitore stesso, ma anche il passaggio tra le resine.

i raccordi di ingresso a casa sono 3/4" e i tubi di plastica hanno
scritto 12,50, la caduta di pressione del letto di resina non la so e
francamente, come diceva quel tipo...

> la miscelazione che si fa tra acqua addolcita e acqua di rete è fissa
> e si imposta manualmente una tantum, controllando i gradi francesi
> con un prelievo?

Si', nel mio il bypass e' regolabile ma fisso. E' una
canalizzazione interna alla testata Autotrol in cima al bombolone delle
resine, della serie, installi e dimentichi.

> In tal caso, questo vuol dire che uno può fare questa cosa
> anche con dei raccordi propri a monte dell'addolcitore e delle
> semplici valvole a sfera?

Devi prima fare pratica all' UCAS, se la passano hai via libera.

Giacobino da Tradate

unread,
Jan 2, 2023, 9:05:26 AM1/2/23
to
Il giorno Mon, 2 Jan 2023 14:55:18 +0100
Giacobino da Tradate <jacopino...@gmail.com> ha scritto:

> Devi prima fare pratica all' UCAS, se la passano hai via libera.

Devi prima fare LA pratica all' UCAS, se TE la passano hai via libera.

NB Queste battute me le passa il Bernardo Rossi sottobanco.

Bib

unread,
Jan 2, 2023, 4:08:08 PM1/2/23
to
Il 02/01/23 14:55, Giacobino da Tradate ha scritto:
>
>> In tal caso, questo vuol dire che uno può fare questa cosa
>> anche con dei raccordi propri a monte dell'addolcitore e delle
>> semplici valvole a sfera?
>
> Devi prima fare pratica all' UCAS, se la passano hai via libera.

E' vero che mettere giù due tronchetti di tubo e un paio di valvole a
sfera, quando c'è un bypass bello che pronto sulla testata, può
risultare inutilmente complicato, ma la ragione sarebbe quella legata
alla ricerca di maggior portata: dalla strada arriva un 2 pollici che
poi viene ridotto a 1 e mezzo, da lì si ridurrebbe ulteriormente ad un
pollice per l'addolcitore.

Di acqua non ne consumiamo molta, in effetti, e le sezioni dei tubi
parrebbero già più che generose, ma ci sono dei momenti di picco di
utilizzo per cui la perdita di carico dovuta all'addolcitore ed ai suoi
attacchi da pollice potrebbe rischiare di farsi sentire.

Con un bypass a monte partendo da un raccordo a T ridotto potrei sommare
la portata della parte addolcitore con quella dell'altro segmento e
mantenere l'uscita ad un pollice e mezzo. Probabilmente potrei montare
una valvola miscelatrice anziché due valvole a sfera? Mi ci gioco che se
metto due valvole a sfera la regolazione risulterà più difficile, tra
l'altro obbligandomi a smontare le leve delle valvole per evitare che io
stesso o qualcun altro, inavvertitamente, scombini la regolazione
toccando le leve aperte a metà strada... :-D

Tornando al discorso: confermi quindi che l'apertura del bypass l'hai
fatta (tu o l'idraulico che sia) una volta sola, quando è stato montato
l'addolcitore, facendo test sul prelievo finché sei arrivato ai gradi
francesi desiderati? Rifai i test periodicamente?

Giacobino da Tradate

unread,
Jan 2, 2023, 7:40:35 PM1/2/23
to
Il giorno Mon, 2 Jan 2023 22:08:04 +0100
Bib <m...@privacy.net> ha scritto:

> E' vero che mettere giù due tronchetti di tubo e un paio di valvole a
> sfera, quando c'è un bypass bello che pronto sulla testata, può
> risultare inutilmente complicato, ma

Ma no, il bypass dell'impianto che stai intendendo adesso, questo ce
l'hanno tutti, anch'io, perche' serve in caso di sostituzione
dell'addolcitore.

Io avevo capito che volevi regolare meglio (?) il grado di
addolcimento, bypassando parzialmente l'addolcitore, il che non ha
molto senso.

> Con un bypass a monte partendo da un raccordo a T ridotto potrei
> sommare la portata della parte addolcitore con quella dell'altro
> segmento e mantenere l'uscita ad un pollice e mezzo. Probabilmente
> potrei montare una valvola miscelatrice anziché due valvole a sfera?
> Mi ci gioco che se metto due valvole a sfera la regolazione risulterà
> più difficile, tra l'altro obbligandomi a smontare le leve delle
> valvole per evitare che io stesso o qualcun altro, inavvertitamente,
> scombini la regolazione toccando le leve aperte a metà strada... :-D

Beh buon divertimento, tu stai partendo dal presupposto che causa
addolcitore ti manchera' il flusso, non posso sapere se le tue
supposizioni sono fondate o no. Mi sembrano fisime, se il tuo consumo
richiede veramente tubazioni da un pollici e mezzo, mettici un
addolcitore industriale con attacchi da un pollice e mezzo, con tutto in
proporzione.

> Tornando al discorso: confermi quindi che l'apertura del bypass l'hai
> fatta (tu o l'idraulico che sia) una volta sola, quando è stato
> montato l'addolcitore, facendo test sul prelievo finché sei arrivato
> ai gradi francesi desiderati?

Esatto, e' una vite di regolazione nella testata.

> Rifai i test periodicamente?

No.

Bib

unread,
Jan 4, 2023, 3:20:36 AM1/4/23
to
Il 03/01/23 01:40, Giacobino da Tradate ha scritto:
> Ma no, il bypass dell'impianto che stai intendendo adesso, questo ce
> l'hanno tutti, anch'io, perche' serve in caso di sostituzione
> dell'addolcitore.

No no, non mi riferivo a quel bypass. Quello ce l'ho già.

> Io avevo capito che volevi regolare meglio (?) il grado di
> addolcimento, bypassando parzialmente l'addolcitore, il che non ha
> molto senso.

Di fatto, mi pare di capire che il bypass che hai sulla testata fa
esattamente questo, ovvero parzializzare l'entrata di acqua addolcita
(che viene sempre addolcita a 0 gradi francesi), miscelandola con quella
non addolcita. Farlo con le manopoline sulla testata, o con delle
valvole e raccordi subito prima della testata, credo sia lo stesso, con
la differenza appunto che potrei sommare la portata in arrivo
all'addolcitore a quanto mi resta a monte dal mio pollice e mezzo :-D

> Beh buon divertimento, tu stai partendo dal presupposto che causa
> addolcitore ti manchera' il flusso, non posso sapere se le tue
> supposizioni sono fondate o no. Mi sembrano fisime, se il tuo consumo
> richiede veramente tubazioni da un pollici e mezzo, mettici un
> addolcitore industriale con attacchi da un pollice e mezzo, con tutto in
> proporzione.

Una volta avevo quello. Ci sono però delle controindicazioni, oltre al
costo esorbitante di un addolcitore gigante e alla sua difficile
trasportabilità (pesa una tonnellata). In particolare, un addolcitore
gigante che deve addolcire solo 2 mc al giorno, con un bombolone abnorme
delle resine, saturerà le resine in tempi molto lunghi, molto più lunghi
dei tempi massimi di lavaggio previsti dalle normative (4 giorni, se non
sbaglio).

Pertanto, vuol dire che laverai una quantità abnorme di resine che non
sono ancora da lavare, con tutti i consumi connessi.

Per questo motivo, vorrei montare un 20 litri circa (di resine), che con
2 mc di consumo al giorno @ 20 gradi francesi dovrebbe saturarsi ogni
circa 3 giorni, se non ricordo male il calcolo.
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