Vecchio messaggio:
Salve a tutti.
Chiedo gentilmente un consiglio per il seguente problema:
Il pulsante del citofono non apre piu' il cancello.Ma partiamo dall'inizio.
Inizialmente vi era un solo citofono ad aprire. Poi si e' aggiunto quello di
casa mia per cui ora sono 2.
Poco prima del cancello vi e' una scatola di derivazione in cui
confluiscono i cavi dei due citofoni responsabili di aprire il cancelletto
(i microfoni esterni sono distinti e i rispettivi cavi non passano in questa
scatola).
In questa scatola vi e' una sorta di relee che scatta e fa aprire il
cancello. L'ultima volta che l'ho visto era in condizioni disastrose
(ruggine e umidita') e riusciva ad aprire solo a malapena. Ora ha smesso di
funzionare, ma solo dal mio citofono. Non l'ho smontato per non togliere la
possibilita' all'altro citofono di aprire e poi perche con i miei tempi di
intervento la cosa sarebbe lunga. Sono andato percio' da un negozio di
elettricita' ben fornito e ho chiesto il relee che sta tra il citofono e il
cancelletto pensando fossero tutti uguali, ma sono caduti dalle nuvole
dicendomi che non gli risulta un relee con quella funzione, e che li non
dovrebbe proprio esserci. Allora ho pensato che quello fosse un marchingegno
inserito in un secondo tempo per far funzionare i due citofoni montati
separatamente in tempi diversi.
E' cosi' secondo voi? E' plausibile questa spiegazione? E perche'?
Inoltre i cavi del mio citofono che vanno al relee, oltre che attaccarsi su
due contatti del relee stesso, sono in parallelo con una specie di
batterietta o condensatorino sempre facente parte del relee mentre l'altro
citofono va ai contatti del rele senza passare per questa specie di
batterietta.Questa batterietta e' forse un amplificatore di segnale visto
che il mio citofono e' piu' distante di almento 20 m?
Infine volendolo ricomprare e volendo evitare di smontarlo per portarlo come
campione di cosa devo chiedere?
Grazie 1000 della pazienza
Superfab
Ho dato un'occhiata al relè, e non è facile, anzi impossibile, riuscire a
capire esattamente cosa ha voluto ottenere l'installatore... mi sembrano un
pò troppi fili per farci andare solo la serratura.
Fai una cosa, hai un tester? Prova a vedere che tensione arriva sui fili
della bobina quando premi l'apriporta (da staccati), dovrebbero essere
12VAC... probabilmente è stato usato un relè DC solo perchè non ne aveva
altro al momento.
Se arrivano 12VAC puoi andare a cercare un relè MONOSTABILE con bobina a
12VAC, doppio scambio, da sostituire a quello esistente... ce ne sono di due
misure, prendilo piccolo, come quello attuale, così la disposizione dei
piedini non cambia e ti sarà sufficente sostituirlo attaccando i fili PARI
PARI come sono sul vecchio.
Se la tensione è 12VAC e prendi un relè pure lui in AC allora NON dovrai
inserire il condensatore (quel "barilotto" sulla bobina) e controlla bene
che dovrebbe esserci pure un'altro componente in serie, più piccolo (come
una resistenza), che è un diodo (di solito nero con riga bianca da un lato)
se c'è elimina pure lui, se non c'è allora qualcosa non torna, può essere
che sia da qualche altra parte chissà dove...
Se le cose non coincidono posta i valori di tensione letti e se AC o DC e
vediamo come fare.
Ciao,
Enrico.
Fai una misura: poi inverti i puntali. Se la lettura resta uguale, la
tensione è alternata. Se invece la lancetta finisce sottozero, la tensione è
continua. Se alla prima lettura la lancetta va sottozero, non hai neanche da
provare ad invertire i puntali.
> poi ancora: senza cercafase e solo con il tester come si puo' individuare
il
> filo di fase nella 220 di casa ?
Metti un puntale sul cavo di terra, o su un neutro certo (se ne disponi).
Poi con l'altro prova i fili. Se la lancetta non si muove, o si muove
pochissimo, hai beccato il neutro. Se leggi 220V, la fase. Se vedi
situazioni anomale, o hai un raro sistema bifase, oppure hai qualche casino
sull'impianto.
--
Cinghiale (30, 54 RM)
'94 Punto 6 speed driver
Non per aiutarti, ma per avere la conferma se ho capito bene quando il
mio elettricista mi spiegava quello che stava facendomi in officina:
Considero il magnetermico un semplice rubinetto in grado di far
transitare al massimo 32 "litri" di corrente.
Molto all' incirca 32 A - 380 V dovrebbero essere dati da 12 kW, per
cui da ognuna delle tre prese a valle, consideriamole anche loro come
rubinetti, potranno uscire al massimo 4 kW, vale a dire 18 "litri"
Per cui, e rimango in attesa di conferma, il tuo problema va risolto con
una presa in grado di far transitare i 6 kW, tenendo conto perň di
avere una potenza Enel al contatore sufficente.
Fabbrogiovanni.
Inpostando il tester in continua, se è alternata non si muove l'ago.
Se è continua, o si muove avanti o si muove all'indietro.
Forse intendevi la stessa cosa ma non si capiva bene da come lo hai scritto.
Tutto il resto OK, scusa la precisazione ;-)
Enrico.
la terza presa al neutro a alla terza fase .( in
> particolare a una delle prese 220 va collegata una piastra elettrica da
6
> kilowatt)
La corrente richiesta vale 6000:220=27,3A...
Ok, ci stai dentro, ma occhio che una presa cee da 16 A ti si fonde, devi
usarne una da 32A... e ciò vale pure per le altre due, a meno che non le
proteggi entrambe con un ulteriore interruttore da 16A... il compito degli
interruttori automatici è appunto quello di impedire che le case piglino
fuoco ;-)
> cosi divido e bilancio l'impianto , pero' ti chedo.
> ogni presa 220, quanti ampere puo' portare ?
> ritengo 32 diviso 3 , pero' vorrei conferma..............
No, 32 cadauna.
Ciao,
Enrico.
> Non per aiutarti, ma per avere la conferma se ho capito bene quando il
> mio elettricista mi spiegava quello che stava facendomi in officina:
Spiacente di deluderti, ma non ti sei impegnato abbastanza ;-)
>
> Considero il magnetermico un semplice rubinetto in grado di far
> transitare al massimo 32 "litri" di corrente.
> Molto all' incirca 32 A - 380 V dovrebbero essere dati da 12 kW,
32A a 380V trifase fanno:
380x32x1,73=21kW
Questo perchè le fasi sono tre e sfasate di 120 gradi tra loro...
per
> cui da ognuna delle tre prese a valle, consideriamole anche loro come
> rubinetti, potranno uscire al massimo 4 kW, vale a dire 18 "litri"
Da ogni fase più il neutro puoi ricavare un terzo della potenza complessiva
ricavabile in trifase, facciamo l'esempio:
Abbiam detto che 32A a 380V trifase corrispondono 21kW... se dividiamo x tre
otteniamo 7 kw per fase che noi possiamo assorbire tra ognuna delle tre fasi
più il neutro, quindi a 220V monofase.
Se andiamo a vedere quanti A assorbiamo in tale situazione vedremo che:
7000:220=31,8A (doveva venire 32 ma abbiamo arrotondato nei calcoli
precedenti)
>
> Per cui, e rimango in attesa di conferma, il tuo problema va risolto con
> una presa in grado di far transitare i 6 kW, tenendo conto però di
> avere una potenza Enel al contatore sufficente.
Esatto, se il contatore è trifase x poter tirare fuori 6kW monofase il
contratto dovrà essere da 18kW.
Ciao,
Enrico.
ti ringrazio molto per le indicazioni.
innanzitutto preciso che la potenza disponibile al contatore enel e di circa
30 kilowatt
riepilogando se ho ben capito ( il caso che ti ho sottoposto si riferisce a
dei quadretti presenti nella cucina di bar ristorante) quando su un
magnetotermico trifase
leggo per esempio ( per fare un altro caso ) 25 A significa che posso
collegargli sernza problemi o un utilizzatore trifase da 25 A quale una
lavastoviglie da 5 kilowatt ( 25 x 220 = 5500 watt) avendo l'accortezza di
utilizzare una presa cee rossa da 32A ,
oppure diversamente dividendo le fasi per ricavare tre prese cee 220 volt ,
potrei collegare a valle tre utilizzatori da 25 A monofase , quindi con un
assorbimento di 5500 watt cadauno .
comfermami quanto mi pare di aver appreso dalla tua breve lezione o
diversamente ripetimi per cortesia i concetti di base .
ti ringrazio ancora
>
>
> Spiacente di deluderti, ma non ti sei impegnato abbastanza ;-)
> 32A a 380V trifase fanno:
> 380x32x1,73=21kW
> Questo perchè le fasi sono tre e sfasate di 120 gradi tra loro...
> Enrico.
Io mi sono impegnato, è stato il mio elettricista che mi ha tenuto
nascosto quell' 1,73.
Peccato, per una volta che pensavo di far bella figura anche in un campo
in cui non sono specializzato.
Torno a fare SOLO il fabbro.
Fabbrogiovanni.
> Io mi sono impegnato, è stato il mio elettricista che mi ha tenuto
> nascosto quell' 1,73.
Vendicati! ;-)
> Peccato, per una volta che pensavo di far bella figura anche in un campo
> in cui non sono specializzato.
> Torno a fare SOLO il fabbro.
Per carità... e se no che fai da te sei... qui siam tutti dei tuttofare
:-DDD
Ciao,
Enrico.
> ti ringrazio molto per le indicazioni.
> innanzitutto preciso che la potenza disponibile al contatore enel e di
circa
> 30 kilowatt
Occhio che 99 su 100 non ha limitatore e se fai un corto a monte del
generale ti ritrovi all'ospedale con la faccia bruciata... se ti va bene :-)
> riepilogando se ho ben capito ( il caso che ti ho sottoposto si riferisce
a
> dei quadretti presenti nella cucina di bar ristorante)
Credevo fosse per casa tua (anche se non andrebbe bene comunque metterci
mano senza sapere cosa si fa... ma vabbeh..) ed in un ristorante, dove la
potenza non manca, non ci vuole molto a fare qualche casino, farsi del male,
o creare dei sovraccarichi provocando un incendio... e poi, specie un
impianto del genere, dovrebbe essere progettato e costruito a regola d'arte
da personale specializzato.
quando su un
> magnetotermico trifase
> leggo per esempio ( per fare un altro caso ) 25 A significa che posso
> collegargli sernza problemi o un utilizzatore trifase da 25 A quale una
> lavastoviglie da 5 kilowatt ( 25 x 220 = 5500 watt) avendo l'accortezza di
> utilizzare una presa cee rossa da 32A ,
Stai facendo confusione.
O un carico trifase che assorbe 25A x fase o fino a tre carichi monofase che
assorbono 25A cadauno (limite max teorico, poi si lascia sempre un certo
margine...)
Bisognerebbe vedere se l'impianto è a norma... non sai quanti impianti coi
cavi sottodimensionati ci sono in giro, semplicemente perchè l'elettricista
che lo ha fatto 15-20 anni fa voleva risparmiare oppure andava a naso... che
l'interruttore ti permetta di assorbire 25A è un conto, se i cavi a monte ed
a valle dello stesso sono dimensionati giusti o meno è un altro, e li se non
sei in grado di valutarlo può essere pericoloso.
> oppure diversamente dividendo le fasi per ricavare tre prese cee 220 volt
,
> potrei collegare a valle tre utilizzatori da 25 A monofase , quindi con
un
> assorbimento di 5500 watt cadauno .
Teoricamente si, ma non si va mai al limite...
Non vorrei sembrarti quello che fa la paternale, ma se non sei esperto (e
non lo sei per nulla ;-), evita di giocare con impianti simili.
Ciao,
Enrico.
> quello che ti ho chiesto e' per mia curiosita ' e informazione personale,
> nonche' voglia di capire la logica della distribuzione delle prese e degli
> utilizzatori dell'impianto.
Bene, se hai altri dubbi chiedi pure.
> purtroppo l'elettricista che per ora sta spostando i quadretti in seguito
a
> un ampliamento degli spazi e delle attrezzature in parte a 220 e in parte
a
> 380 volt , non e' di molte parole e le risposte che ho avuto in seguito a
> alcune curiosita' ( quello che ho chiesto a voi )non sono state per niente
> soddisfacenti.
Sarai stato troppo invadente... ;-)
> certamente adesso grazie a te ,ho le idee un po piu' chiare .
Mi fa piacere, notte! :-)
Enrico.
>32A a 380V trifase fanno:
>
>380x32x1,73=21kW
Ma ENEL non garantisce "solo" 0,9 come cos fi della sua fornitura?
Sarebbero (se ho ragione) 19kW.
--
Ciao.
Pierluigi
> Ma ENEL non garantisce "solo" 0,9 come cos fi della sua fornitura?
> Sarebbero (se ho ragione) 19kW.
La potenza contrattuale č una potenza *attiva*, per cui il cosfi non c'entra
nulla.
>La potenza contrattuale č una potenza *attiva*, per cui il cosfi non c'entra
>nulla.
Credo di capire cosa intendi, ma avevo capito che quel cos fi č una
caratteristica della rete.
Quando chiesi lumi sulla potenza massima prelevabile attraverso un
contatore trifase da 12A mi propinarono proprio questa formulina:
12x380x1,73x0,9.
Quando io gli chiesi perchč moltiplicavano per 0,9 mi rispose (la
telefonista che stava leggendo il foglio dellle FAQ) che era il cos fi
contrattuale, ovvero il minimo che ENEL si impegnava a mantenere sulla
linea.
In sostanza io capii che era una caratteristica della rete di
distribuzione. Forse che la stessa rete ENEL "sfasi" un poco i e v?
I trasformatori? Boh!
In ogni caso di piů non so: stavo solo riportando la formuletta che
hanno detto a me.
--
Ciao.
Pierluigi
> Quando io gli chiesi perchè moltiplicavano per 0,9 mi rispose (la
> telefonista che stava leggendo il foglio dellle FAQ) che era il cos fi
> contrattuale, ovvero il minimo che ENEL si impegnava a mantenere sulla
> linea.
Non sono in grado di sapere se la signorina si è spiegata male, o se tu od
io abbiamo capito male.
Tuttavia qualcosa non mi è chiaro: all'utente non gliene importa niente del
rapporto tra potenza attiva e reattiva che c'è in rete, perché comunque
assorbe quel che gli serve e basta. Di conseguenza, a mio modo di vedere,
non ha senso dire che l'ENEL si impegna a mantenere un certo cosfi.
E'vero piuttosto che tu, utente, non puoi avere assorbimenti con cosfi più
basso di 0,9 (se li hai devi rifasare o pagare un surplus), per il semplice
fatto che tu paghi la potenza attiva, mentre l'ENEL deve dimensionare i suoi
impianti per la potenza complessiva (ossia V x I).
>Tuttavia qualcosa non mi è chiaro: all'utente non gliene importa niente del
>rapporto tra potenza attiva e reattiva che c'è in rete, perché comunque
>assorbe quel che gli serve e basta. Di conseguenza, a mio modo di vedere,
>non ha senso dire che l'ENEL si impegna a mantenere un certo cosfi.
>
Infatti dato che il cosfi` dipende dalla natura del carico, non ha senso
dichiarare che il cosfi` di rete e` pari a 0,9, sia perche` andrebbe
specificato se in anticipo od in ritardo (ovvero carico
ohmico-capacitivo o ohmico-induttivo), sia perche` il contatore misura
solo potenza attiva essendo un WATTmetro integratore, per la reattiva ce
ne vuole uno apposito cioe` il VARmetro integratore, a meno che non
abbiate il nuovo contatore elettronico.
>E'vero piuttosto che tu, utente, non puoi avere assorbimenti con cosfi più
>basso di 0,9 (se li hai devi rifasare o pagare un surplus), per il semplice
>fatto che tu paghi la potenza attiva, mentre l'ENEL deve dimensionare i suoi
>impianti per la potenza complessiva (ossia V x I).
>
si per il fatto che l'enel deve dimensionare i cavi per la potenza
apparente A=V*I (cosi` si chiama in corrente alternata),
no per il pagamento della potenza reattiva se superi una certa soglia,
in quanto non venendo misurata probabilmente viene fatta pagare
calcolandola a forfait........ anche da chi effettivamente ne assorbe
meno o per nulla.. :-))
ciao max