On 28/04/17 09:32, nn wrote:
> Il 24/04/2017 19:04, Gelindo ha scritto:
>
>> L'alternativa è la scatola da 4 moduli.
>> Domanda: il bipolare è obbligatorio?
>> Faccio notare che le prese sarebbero a circa 100 cm da terra e
>> completamente accessibili.
>
> Se le prese sono direttamente accessibili no...
>
> se le prese non sono accessibili, e` obbligatorio un comando (bipolare)
> individuale per ogni presa, posto (lui) in una zona facilmente accessibile.
Spieghiamo che il "minimo" papabile sarebbe un "sezionatore", ovvero un
semplice interruttore, ma visto che la differenza di costo e' irrisoria,
generalmente si opta per un magnetotermico.
> La ragione e` facilmente comprensibile... se il tuo elettrodomestico ha
> un guasto che provoca l'intervento delle protezioni, con il comando
> individuale puoi metterlo facilmente fuori servizio e continuare con le
> normali attivita`... se il comando fosse uno per tutte, avresti comunque
> un fermo delle attivita` relative a quel gruppo di prese... se li ci
> fosse attaccato il congelatore sarebbero guai (tanto per fare un esempio)
Condivido tutto, pero', leggendo, sospetto che noi tecnici diamo un
significato diverso alla parola "obbligatorio" di cui alla domanda.
Alcuni pensano a "norma", altri a "regola". Non per nulla, spesso,
mentre il tecnico utilizza il termine "normative" per in realta'
descrivere un insieme di "regole" (nel significato in cui si legge "a
regola d'arte" e non di quello di "regolamento"), il "laico" (dal
direttore/funzionario con potere assoluto di decisione al semplice
utilizzatore che si e' posto un problema di scelte o di valutazione
critica dell'operato altrui) invece legge (ovvero pensa):
"Regola di condotta, stabilita d’autorità, che ha per fine di indicare i
procedimenti da seguire."
In realta' "norma" e' un sinonimo di "regola", ecco la definizione dal
Treccani:
"Regola di condotta, stabilita d’autorità o convenuta di comune accordo
o di origine consuetudinaria, che ha per fine di guidare il
comportamento dei singoli o della collettività, di regolare un’attività
pratica, o di indicare i procedimenti da seguire in casi determinati."
(notare invece che in giurisprudenza le norme sono "classificate" a
seconda della loro "cogenza": cogenti, dispositive, suppletive,
precettive, etc. - quindi, quando un avvocato dice "norma", occorre
chiedergli la specificazione descrittiva di cosa intende)
Nell'uso comune, invece la parola "regola" appare piu' concorde:
"Modo di svolgersi ordinato e costante che si riscontra nella quasi
totalità di alcuni fatti, nel campo della natura o dell’agire umano."
Un sinonimo alternativo compatibile e' "prassi". Penso che tutti
sappiamo che le "prassi" non sono cogenti, ma una "adesione volontaria"
ad una certa procedura.
Il "popolino", cio' fa una confusione simile a quella che fa tra
"certificato" (un documento di "forte" significato giuridico) e
"dichiarazione" (un pezzo di carta che semplicemente documenta un
impegno o una affermazione del firmatario e che quindi vale quanto la
reputazione e competenza del firmatario).
Quindi, tornando al caso pratico descritto, e' indubbia l'opportunita'
(in termini di "regola d'arte") di una soluzione che permetta di
togliere l'alimentazione elettrica da un elettrodomestico la cui spina
non sia [facilmente] accessibile (cosa che capita spesso quando si
tratta di elettrodomestici ad incasso), ma poi la soluzione scelta
dipende dalla applicazione. Infatti, tutto sta nelle sue parole:
"metterlo facilmente fuori servizio e continuare con le normali attivita'"
In una cucina professionale, mettere fuori servizio tutta la cucina (o
financo tutto i locale) e' una eventualita' molto costosa per
l'interruzione conseguente di tutte le attivita' reddituali. Diventa
chiaro che il costo di un interruttore magnetotermico (basterebbe un
"sezionatore") in piu' (incluso costo di scatole, allacciamento e
cablaggio - non si tratta del mero costo di 8-20 euro di un
interruttore) diventa irrisorio rispetto anche a solo 10 minuti di fermo
di una attivita' commerciale.
Ma in ambito domestico, puo' anche essere acccettabile mettere un solo
interruttore "sezionatore" per tutta le prese del blocco cucina, con la
seccatura di dovere fermare tutte le attivita' domestiche relativa
(pero' il frigorifero e congelatore dovrebbero avere una linea separata,
perche' anche in ambito domestico una fermata troppo lunga di
frigorifero o congelatore potrebbe causare danni tali per cui il costo
di un interruttore in piu' diventa irrisorio rispetto ai danni).
Insomma, spesso le "regole" installatrici impongono ai tecnici di fare
un po' di "conti di economia spiccia" mettendo a bilancio "costi" verso
"fastidi" (il che diventa difficile quando si ragiona in termini di
sicurezza: cosa evidente nel contrasto tra la mia posizione che le prese
bipasso vanno tassativamente protette a 10A ed invece molti installatori
in contrasto con la mia valutazione, affermano che si puo' arrivare fino
a 16A - la differenza sta nella diversa valutazione della "economia" in
termini di costi tra le due soluzioni - infatti la mia interpretazione
richiede una linea doppia e prese separata, il che significa un costo
leggermente superiore in termini di impianto).