Sempre per un favore ad un amico.
Questa volta ho voluto rischiare grosso: cambiare la serratura doppia mappa di un portoncino blindato.
Non funzionava più bene l'apertura dello scrocco e, i chiavistelli facevano solo due mandate e impuntando.
Non avendolo mai fatto, ho telefonato allo specialista delle serrature
chiedendogli se la poteva cambiare. Ha cominciato a dire che quella marca
lì non la facevano più, bla bla, etc etc. Ho capito subito che non era interessato alla cosa e ho provato a chiedere direttamente alla mia ferramenta di fiducia. Lì mi hanno detto che, invece, la serratura era ancora in produzione e che ne avevano una disponibile, l'ultima. Siamo andati a prenderla e poi abbiamo cominciato a smontare il portoncino.
Non è stato difficile: si trattava innanzitutto di togliere il pannello
interno. Per far questo ecco la fasi:
- estrazione dello spincino
- estrazione della maniglia e relativo quadrello di comando
- estrazione della cornice verticale sul fianco del portoncino
- estrazione della cornice orizzontale superiore
A questo punto il pannello appoggia solo sulla cornice in basso e su quella
verticale posteriore, per cui basta sollevarlo e estrarlo.
Adesso abbiamo la serratura in bella mostra, fissata con 4 viti autofilettanti di 5 sul pannello di lamiera interno. Prima di levare le viti, però, occorre
sganciare gli scorrevoli verticali, quello che comanda il chiavistello
nella parte bassa del portoncino e quello che comanda quello che va ad
inserirsi sul telaio in alto orizzontale. Fra l'altro quest'ultimo tirante
era tranciato nel mezzo e in più non aveva in alto nessuna piastrina di centraggio. Difatti non capisco come aveva potuto funzionare fino ad allora,
visto che era impossibile che potesse entrare nel suo alloggiamento sul telaio
in alto... e difatti batteva ai lati e non entrava.
Intanto abbiamo tolto la vecchia serratura e messa la nuova; anche se per mettere le viti ci abbiamo perso un paio d'ore. Il motivo era che di 4 viti
ne tornavano solo 3 mentre la quarta il foro era spostato circa 4 mm.
Quelli che la istallarono videro che quella vite non entrava e ce la lasciarono semplicemente inserita senza avvitarla.
Ma non è che potevo lasciare una serratura con solo 3 viti... che fra l'altro
mordevano sulla lamiera solo poco più di 1mm. Questo perché altrimenti
avrebbero forzato sul pannello esterno.
Per cui abbiamo tracciato il nuovo foro di 4mm e poi con il trapano si abbiamo forato la lamiera. Non è stata proprio semplice perché c'era il rischio che la punta deviasse nel foro già fatto. Comunque anche questa è andata bene e la serratura ora aveva le sue 4 viti.
A quel punto andai a casa, saldai l'asta di comando del chiavistello verticale alto e feci la piastrina di guida con un foro di 19 e due fori asolati per
il fissaggio sulla lamiera interna del portoncino.
Tornato sul posto, fissai l'asta saldata, la sua piastrina di guida e si poteva procedere al rimontaggio del pannello di legno.
Ora si andava veloci, dovevamo solo procedere nel senso inverso alla estrazione dello stesso.
Rimontato il tutto, però c'era il collaudo: i chiavistelli non scorrevano
liberi, e dovetti procedere a strappare un po gli alloggiamenti sul telaio.
Con il dremel e una fresina di 10 fu veloce e, a quel punto, la porta era a posto.
Però non ero soddisfatto se prima non riuscivo a scoprire perché la serratura
non funzionava. Mi portai via la serratura vecchia insieme alle chiavi e, sul
tavolo del garage, la aprii. A prima vista sembrava tutto in ordine, escluso
naturalmente la camma comandata dalla maniglia che essendo in alluminio
era molto consumata nei due punti di rotazione.
Praticamente la serratura si era consumata proprio nel punto più debole,
la camma di alluminio. Mi stavo chiedendo come fare per ripristinare quel
pezzo... non tanto per poi poter riutilizzare la serratura, ma solo per
riuscire a capire se il male era solo li, oppure no.
Per ripristinare i due perni di rotazione della maniglia, che erano ovalizzati, cosa di meglio dell'attak + bicarbonato?
Così ho fatto e, dopo aver rilimato con pazienza la parte eccedente di composto ho reinserito la camma in posizione.
Adesso la maniglia ruotava regolare e lo scrocco si apriva agevolmente.
Allora ho rimesso tutti i pezzi a loro posto, che prima avevo numerato,
ho rimesso il coperchio con le sue viti ed ho provato ad azionare i
4 chiavistelli. Lo scrocco si apriva bene, ma i chiavistelli facevano solo
due mandate e poi si bloccavano. Al che mi son detto che non era solo la camma
della maniglia... però non sapevo più a che santo votarmi: ora la serratura
doveva funzionare per forza... e invece no.
E qui è avvenuto il colpo di scena finale: insieme alla serratura mi ero portato dietro anche le vecchie chiavi e mi sono messo a provarle tutte.
Delle tre, una di ottone (non cromata) non ci funzionava e faceva solo
due mandate ai chiavistelli e, invece, miracolo, le altre due andavano
alla perfezione. Da precisare che erano tutte originali; nessuna era una
copia.
Conclusione: il male era si nella camma consumata, ma anche in quella
chiave di ottone grezzo più consumata delle altre.
Chiaramente, all'inizio, delle 3 chiavi non ne funzionava una.
Riflessione per il futuro: a serratura nuova, occorre tenere sempre una
originale da una parte e non adoperarla mai... all'infuori per fare delle copie e per verificare che il difetto della serratura non sia imputabile
all'usura delle chiavi.
Ecco qualche foto:
https://postimg.cc/gallery/152v0epfe/
Giovanni