Adesso anche io faccio così. La mattina apro per 5' tutte le finestre
del mio piccolo bilivello 2x45mq. La temperatura si abbatte rapidamente
di un paio di gradi, in questo periodo, per poi risalire (non
altrettanto rapidamente) perché s'è cambiata solo l'aria e le "masse
calde" di mobili e mura in questo poco tempo non hanno potuto perdere
tanto calore.
E penso che sia uso quotidiano di tutti.
Ma un sistema di ventilazione meccanica lavora diversamente, e il
ricambio d'aria è continuo, programmato.
Inoltre, una volta impostato un certo funzionamento non dobbiamo starci
là a ricordare col cronometro in mano quando aprire le finestre, quando
chiudere le finestre...ti telefona una tipa e rimani con tutto aperto
per un'ora invece che 5'...circolo polare artico dentro casa: ore di
caldaia che lavora come un altoforno per tornare a regime.
Discorso a polarità opposta, per l'estate, quando entra caldo e
(soprattutto) umidità che poi i clima devono ricacciare via, vanificando
il lavoro del giorno precedente... :/
Per chi vive nei centri cittadini delle metropoli, aggiungiamoci anche
che l'aria viene filtrata, con i scambiatori a recupero di calore, e
gira meno pulviscono per casa. Io abito nella periferia romana,
praticamente in campagna, ma avverto ugualmente la semplice differenza
tra avere le zanzariere su oppure giù.
Quando quella volta l'anno che le lavi, devi essere cosciente che il
grasso nero che ci trovi sopra sarebbe entrato dentro casa.
Sarà forse una minkiata, ma il mio vecchio medico mi raccontava che
riconosceva uno che abitava in città da uno che abitava fuori, dalla
lastra toracica dei cinquant'anni...
Il problema è che bisognerebbe prendere la coscienza di imparare nuovi
comportamenti, perché alla base di tante questioni che "vanno male" non
raramente c'è solo la consapevolezza.
Uno fa una certa cosa in un certo modo e semplicemente non sa, che quel
modo di fare quella cosa porta a delle conseguenze. Non per quel singolo
caso, ma moltiplicato per decine di milioni di casi, lo fa.
C'è ancora qualcuno convinto che bruciare le falciature (o comumque un
rifiuto) sia ecologico perché la sacra fiamma benedice tutto...
Ora, se vogliamo ragionare col macro, è chiaro che "per cento euri
l'anno figurati se mi metto a sbattermi il cazzo".
Se invece vogliamo ragionare col grandangolo, oppure vedere sto mondo
almeno dall'altezza di un drone, invece che rimanere al punto di vista
dei cinghiali, magari potremmo migliorare un pò la nostra condizione.
Fotovoltaico, accumulo solare, pompe di calore, VMC, pannelli radianti,
scambiatori d'aria a recupero, case con mura e serramenti termicamente
isolanti...questa è la tecnologia che abbiamo oggi.
Mettiamoci pure un aiutino fiscale, se chi ha la fortuna di avere una
abitazione indipendente o quasi e può permettersi un miglioramento in
tal senso, non ha altre scuse che la prioria ignoranza, se non lo fa.
Vivo in un condominio con esterno a cortina, da noi è praticamente
impossibile lavorare fuori senza stravolgere l'immobile. Bisogna allora
che lavoriamo dentro...cambierò gli infissi colabrodo del '93 e
installerò un ricambio d'aria a cui avevo già pensato 3 anni fa durante
una piccola ristrutturazione, ed è molto probabile che alla fine decida
anche di sacrificare qualche cm interno delle pareti a Nord...
L'obiettivo "finale" è cercare di arrivare più vicino possibile al
generare tutta l'energia che serve da fonte rinnovabile e non finita, e
indubbiamente si deve cominciare col non sprecarla, sennò diventa
davvero difficile.
sandro