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Alberto Rubinelli - Fondazione "Museo del computer"
Via Costantino Perazzi 22 - 28100 NOVARA - ITALY
Tel 0321 1856032 Fax 0321 391769 BBS 0321 392320
Mail: alb...@oldcomputers.de
Sito internet : http://www.museodelcomputer.org
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> Ho cappellato qualcosa io, oppure non si possono proprio lavare cosi' ?
> vanno portate in tintoria ?
La seconda che hai detto...
( per la risposta ho dovuto consultare la moglie perchè anch'io non lo
sapevo )
io ho lavato con estremo successo le cravatte sposche con sugo o similia
utilizzando un sistema che in passato ho usato per lavare gli abiti da sposa
ovvero la pistola detergente del compressore ad aria
basta bagnare le cravatte
poi spruzzarle con lo sgrassatore
senza mai torcerle o piegarle
possibilmente poggiate su una rete di plastica
io uso quella a maglie strette utilizzata in giardinaggio
attendere qualche minuto
poi collegare con un tubo il rubinetto alla pistola del compressore
e sciacquare sotto pressione chiudere l'acqua e continuare a coffiare
per eliminare l'acqua in eccesso
al termine stendere
la cravatta resta integra ma pulitissima
Ciao Blindo :) ogni tanto passi a trovarci eh :)
> io ho lavato con estremo successo le cravatte sposche con sugo o similia
> utilizzando un sistema che in passato ho usato per lavare gli abiti da
> sposa
> ovvero la pistola detergente del compressore ad aria
non metto in dubbio che il risultato ci sia .... pero' penso che optero'
per la tintoria :))
Ora si portano in tintoria.
Una volta, invece, quando la tintoria era roba dei signori, le cravatte,
cosě come gli abiti e i cappotti, si ripulivano in casa; si usava la
trielina.
Uno straccio bianco pulito, lo si faceva sů a mo' di tampone, in modo che
la parte che andava a contatto con il capo fosse liscia uniforme; lo si
inumidiva con la trielina e poi lo si passava senza pressare troppo sul capo
da pulire, lasciando la finestra aperta ed evitando di respirarne gli
effluvi.
Il passaggiodello straccio doveva avvenire con un movimento come di
spazzolatura. Se c'era una macchia, allora si imbeveva lo straccio un poco
di piů e si fregava con appena una pressione maggiore sulla macchia.
Poi si stirava, mai con il ferro a contatto dei capi, siano essi cravatte,
giacche, pantaloni o cappotti, ma attraverso un telo pulito mantenuto
leggermente umido; di solito si usava un fazzoletto bianco e il ferro lo si
passava senza pressare troppo, mantendolo anzi da non farlo pesare tutto sul
capo. Ma erano i ferri di una volta.
'notte
Gi
Ah, non dimentichiamo poi la chicca: una volta lavata, la cravatta e'
complicata ANCHE nella fase di stiratura, perche' non puoi passare il
ferro, che farebbe una rovinosa piega sul bordo
Essa andrebbe aperta (scucita), stirata, e poi ricucita, per darle
quella forma a cravatta che NON e' fatta comune piega stirata, se ci
guardi bene
insomma, e' complicato essere uomini di mondo, come vedi... :)
Paolo
PatchworK, ossia composizioni multicolorate di pezzi di stoffa per fare
oggetti tipo cuscini, paralumi, oggetti di arredamento.
> Ho cappellato qualcosa io, oppure non si possono proprio lavare cosi' ?
> vanno portate in tintoria ?
> Mi sento leggermente pirla ... ci tenevo pure ad un paio :(
se il gioco vale la candela, portale dal sarto,
e falle riparare :)
deve sfilare la cucitura stirare la seta rimettere il melton,
o pannetto e ricucirle
diciamo che un po' di lavora ci va,
se e' onesto ti chiedera' 20-30 euri
mica hai una foto ?
non tua delle cravattte :)
felice 6 pago
sarto
,