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Vita media di una stufa

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Bob

unread,
Nov 4, 2005, 2:44:39 AM11/4/05
to
Salve,

ieri sera mi è sorta una curiosità a cui non sono riuscito far chiarezza: mi
sono ripromesso di esporre il quesito questa mattina qui nel NG dove
sicuramente vi sono esperti in grado (spero) di darmi una risposta.

Premessa: visto il continuo incremento del costo del metano, due anni fa ho
acquistato una stufa funzionante a legna con focolare in ghisa e
rivestimento in ceramica. Dopo due anni di utilizzo quotidiano (solo mesi
invernali) sono pienamente soddisfatto, però mi sono chiesto: qual'è la vita
media di una stufa?
Come tutti sanno, nulla è eterno e sicuramente le stufe non fanno eccezione
a questa regola di base.
Ricordo che da bambino i miei nonni in campagna utilizzavano una stufa
interamente in ghisa che a occhio aveva oltre il mezzo secolo di vita e
funzionava ancora egregiamente.

Domanda:
Ma quanto durano le stufe?
Presumo che dipenda dalla frequenza di utilizzo e dai cicli termici a cui è
sottoposta, ma le case costruttrici non accennano mai questo aspetto. O
sbaglio?
Quali sono i segni/sintomi che fanno capire che una stufa ha raggiunto il
termine dei suoi giorni e che è giunta l’ora di sostituirla?

Grazie

Bobv


--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Pekilan

unread,
Nov 3, 2005, 5:10:12 AM11/3/05
to
Bob wrote:

> Domanda:
> Ma quanto durano le stufe?
> Presumo che dipenda dalla frequenza di utilizzo e dai cicli termici a cui
> è sottoposta, ma le case costruttrici non accennano mai questo aspetto. O
> sbaglio?
> Quali sono i segni/sintomi che fanno capire che una stufa ha raggiunto il
> termine dei suoi giorni e che è giunta l’ora di sostituirla?

Piastre sconnesse, lamiere bucate, danni strutturali con conseguenti
fessurazioni (per cui i fumi ad esempio escono dai lati invece di dal
camino). Insomma, non c'e' niente di sofisticato, la semplicita'
costruttiva pone un limite semplicemente nello stato dei materiali.

Pekilan

Treequattordici

unread,
Nov 4, 2005, 7:02:19 AM11/4/05
to
Le stufe virtualmente sono eterne.
Io a casa uso due stufe economiche che appartenevano ai miei bisnonni.
L'unica manutenzione che ho fatto personalmente e' il rifacimento del
rivestimento usurato interno in mattone refrattario. Costo irrisorio
rispetto al valore della stufa e soprattutto fai-da-te.

Ho altre due stufe, una in terracotta, anche questa se correttamente
usata e manutenuta e' praticamente eterna, l'altra invece ha il
focolare in acciaio inox ed e' garantita 5 anni, e' da oltre 10 anni
che la uso ed e' perfetta.

Con la giusta manutenzione vedrai che la tua stufa ti dara'
soddisfazioni per tanti e tanti anni.

L'unico problema e' che in questi anni e' sempre piu' difficile trovare
la legna (parlo della zona del cremonese)

treequattordici

Pekilan

unread,
Nov 4, 2005, 5:02:07 PM11/4/05
to
Treequattordici wrote:

> L'unico problema e' che in questi anni e' sempre piu' difficile trovare
> la legna (parlo della zona del cremonese)

L'unico modo sicuro per avere legna oggigiorno e' piantarsi gli alberi da
se :-)
Chissa' se qualcuno si domanda: "se improvvisamente si crea un'interesse
diffuso per le stufe a legna e nessuno pianta alberi che cosa accadra' tra
dieci anni (la richiesta aumentera' i prezzi e quindi l'incentivo al taglio
indiscriminato di quello che e' rimasto dal dopoguerra).
Altrimenti facciamo come i pescatori, dieci anni di abbondanza e poi pochi
pesci.

Pekilan

Steve dei Bernardi

unread,
Nov 5, 2005, 6:36:42 AM11/5/05
to
Il 4 Nov 2005 04:02:19 -0800, "Treequattordici"
<treequa...@libero.it> scrive:

>L'unico problema e' che in questi anni e' sempre piu' difficile trovare
>la legna (parlo della zona del cremonese)

E pensare che ci sono zone dove invece con la smplice pulizia boschi e
tagli programmati di manutenzione c son comuni che con il cippato e la
legna ricavata ci stan facendo impianti di teleriscaldamento :(

Poi ci sono zone che potrebbero fornire q.tà enormi di legna con la
semplice manutenzione, un esempio per tutti il Parco del Ticino, oggi
non solo non si può tagliare manco un rametto ma nemmeno portar via
legna morta... risultato i boschi sono "impercorribili", hanno un
rischio incendio più alto e pochissimi pezzetti vengono puliti pagando
pure chi li fa. Una volta dovevi pagare tu la concessione...

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Treequattordici

unread,
Nov 7, 2005, 5:02:06 AM11/7/05
to
> Poi ci sono zone che potrebbero fornire q.tà enormi di legna con la
> semplice manutenzione, un esempio per tutti il Parco del Ticino, oggi
> non solo non si può tagliare manco un rametto ma nemmeno portar via
> legna morta... risultato i boschi sono "impercorribili", hanno un
> rischio incendio più alto e pochissimi pezzetti vengono puliti pagando
> pure chi li fa. Una volta dovevi pagare tu la concessione...

Uno dei problemi e' proprio questo, non e' consentito far pulizia dei
boschi, con conseguente degrado degli stessi.

Treequattordici

unread,
Nov 7, 2005, 5:11:16 AM11/7/05
to
Le stufe a legna (non parlo di stufe a pellet) per chi le usa veramente
per riscaldamento richiedono persone disposte a sistemare la legna con
un anno di anticipo, far manutenzione...
E' molto piu' semplice accendere la caldaia a gas, impostare la
temperatura ed avere un semplice tubo che trasporta gas a richiesta
senza alcuna fatica.

Puo' darsi che ritorni la moda delle stufe a legna, soprattutto per le
persone un po' snob che invitano gli amici a casa e mostrano il loro
nuovo gadget, quando poi si accorgeranno che ogni giorno devono andare
a prendere la legna, togliere la cenere, fare manutenzione,
ritorneranno alla loro caldaia a gas.

Per quanto riguarda i boschi c'e' molta legna che non puo' essere
raccolta, vedi sotto.

ciao

treequattordici

Pekilan

unread,
Nov 7, 2005, 8:47:32 AM11/7/05
to
Treequattordici wrote:

> Uno dei problemi e' proprio questo, non e' consentito far pulizia dei
> boschi, con conseguente degrado degli stessi.

Infatti la vera soluzione e' quella dei boschi "coltivati", come i pioppeti
per la produzione di cellulosa da carta.
In pratica i boschi "naturali" vanno salguardati, nel completo ecosistema
(quindi, come tu ricordi, anche per i legni "morti", che servono a fornire
l'humus, riportando in ciclo i minerali e metalli scarsi di cui le piante
hanno bisogno).
Invece si devono prendere i terreni incolti e piantumarli a bosco.
Inconveniente ? Per iniziare il ciclo di produzione, occorre aspettare
almeno 4-5 anni, per le piante a crescita piu' rapida, ma la piena
produzione inizia dopo 10 anni. Insomma, se si vuole la legna e' meglio
darsi una mossa.

Pekilan

tiziano

unread,
Nov 7, 2005, 9:26:02 AM11/7/05
to
Bob ha scritto:

Salve io ho due stufe in acciaio e ceramica dell'Astroflamm... non ho il
riscaldamento. Una acquistata nel 1991 ed è ancora perfetta... cambiato solo i
refrattari interni per pochi euro e un'altra acquistata nel 1999 perfetta pure
quella.

Le uniche cose da rinnovare periodicamente ogni x anni sono i refrattari
e le guarnizioni del vetro anteriore.

praticamente costo manutenzione zero o quasi

Steve dei Bernardi

unread,
Nov 7, 2005, 9:40:35 AM11/7/05
to
Il Mon, 07 Nov 2005 14:47:32 +0100, Pekilan <pek...@hotmail.invalid>
scrive:

>Invece si devono prendere i terreni incolti e piantumarli a bosco.
>Inconveniente ? Per iniziare il ciclo di produzione, occorre aspettare
>almeno 4-5 anni, per le piante a crescita piu' rapida, ma la piena
>produzione inizia dopo 10 anni. Insomma, se si vuole la legna e' meglio
>darsi una mossa.

Vero, ma non saremo mai come gli austriaci che oggi producono milioni
di MC di legname di abete "coltivando" i boschi come si deve col
risultato che la superficič boschiva pur con il prelievo enorme che
fanno aumenta ogni anno.... idem i paese nordici, ma noi siamo piů
furbi, siamo italiani, abbiamo le cose piů buone il clima migliore,
ila vita miglio... mah" :)

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