Il 12/08/2016 12:34, Mak ha scritto:
> Credo, ma devo ancora avere informazioni precise, ho iniziato questo
> discorso per avere un idea eventualmente da qualcuno del mestiere.
>
> In linea di massima la stazione di servizio e piccola e solo benzina
> e gasolio (ma non iniziamo con "allora lascia perdere" "ma sei pazzo"
> ecc ecc) cerchiamo di non essere esageratamente negativi anche se
> sono pienamente consapevole che lavorare in modo autonomo, in questo
> momento è un disastro.
Ok, capo.
>
> Ho fatto l'artigiano per 10 anni poi il dipendente, ma non è per me
> confacente.
Non si confà a nessuno, credimi, il signorsì... :-)
> Torniamo alla pompa di benzina, in questo momento è chiusa, quindi ci
> saranno le spese per aprire attivita quindi partita iva e
> quant'altro, e per quello che riguarda le spese nude della stazione
> ci dovrebbero essere solo le spese di riempimento delle cisterne,
> quindi si parla di 30 40 mila euro cash.
Aggiungerei il costo di una robusta assicurazione sui rischi
professionali specifici. Faccio un esempio. Tu fai nafta ad un tizio, la
sua macchina si ferma uscendo dalla tua piazzola: acqua nel carburante,
pompa d'iniezione andata, alcune migliaia di euro di danni. Se sei
assicurato, no problem. Se non sei assicurato, hai già finito
d'intraprendere...
>
> Credo che alla compagnia petrolifera, non si debba altro.
Credo che sia da valutare. E' altrettanto da valutare la presenza di
debiti pregressi (specie con i fornitori di energia, per ottenere un
RAPIDO subentro con una banale voltura). E lo stato degli impianti. Se
l'ex UTIF ti imponesse un qualche tipo di aggiornamento, che cosa hai
comperato? L'affitto dell'area?
Altro discorso da valutare con cura: vai in Comune e chiedi se lì si può
(ri-)aprire un distributore. Le distanze minime legali previste per gli
impianti di erogazione del carburante si sono molto allungate: rischi di
comprare e poi non poter aprire.
In generale, chiederei la consulenza di un bravo dottore commercialista,
prima di sborsare un centesimo. Chiedendogli espressamente di non
limitarsi al solo aspetto contabile-fiscale. I commercialisti vedono i
conti dei concorrenti e sono in grado di dirti (se glielo chiedi e se
vogliono) ben più di quel che ti serve.
>
> Se dopo un anno le cose non vanno come dovuto, le perdite dovrebbero
> essere minime, in quanto il credito per il carburante residuo ti
> verrebbe restituito.
Da verificare al momento della firma del contratto, controllando le
penali pro e contro. Chiudere perché non arriva il carburante per tempo,
non è bello.
>
> Si chiude eventualmente la ditta è buonanotte ai suonatori.
>
> L'investimento e minimo.
Se tutto quanto detto dà esito positivo, si.
>
> Chi pensa di aprire un attività senza investire un euro (avevo
> scritto ina lira ) è un illuso.
>
A me paiono pochini, 30-40.000 euro, per aprire una nuova attività, ma
se proprio non sai dove metterli, ti mando l'iban del mio conto!!! :-D