Il 16/11/2011 00:38, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
> On Tue, 15 Nov 2011 12:28:31 +0100, felix... wrote:
>
>> Blubbo ha scritto:
>>
>>> spesso, anni fa, sentivo i miei nonni parlare di "metri di legna"
>>> oppure
>> ....................
>>
>> La legna da ardere si vende a peso, quella da costruzioni al mc,o mq
>> nel caso di pannelli.
>
> Acquistare la legna da ardere puo' essere motivo di grandi mal di
> pancia, se ci si comporta troppo da "ingegneri" :-)
specialmente se, cosa che pure accade di rado, talvolta
anche ingegneri fanno conti "ad minchiam" :-)
>
> In questo caso la saggezza popolare batte i pignoli delle misure :-)
>
> Il problema non e' tanto quello di conoscere le essenze, dopotutto
> vendere un'essenza per l'altra sarebbe chiaramente truffa.
>
> Il problema e' sapere, per dirla in termini "forbiti", quanta
> cellulosa, per una data essenza, si sta comperando.
>
> Un legno, per esempio, come l'abete pesa 7
q.li/mc,
prendiamo questo per buono
bene
> L'umidita' del legno da ardere puo' variare dal
> 15% al 40%.
pure questo per buono
> Questo significa che 1 mc di legna puo' pesare
> da 7 + 0,15 * 10 = 8,50
q.li/mc
aaarghhh ! Il sette quintali al mc già tiene in conto della
quantità media di acqua. Mica è il peso della cellulosa e
lignina anidre. (tra l'altro, per piccole variazioni di
umidità si può pure considerare costante il volume del legno
ed assumere che il posto dell'acqua persa o acquistata si
traduca in variazioni del volume pieno d'aria, nei vacuoli,
fasci cribrosi, xilema floema e quant'altro. Ma per
variazioni consistenti questo non è certo vero, il legno si
gonfia e contrae in seguito di ciò).
e infatti arriviamo al paradosso dell'abete che affonda.
Ora non è che il legno non possa mai affondare, sia chiaro.
Quando marcisce in acqua abbastanza a lungo da compromettere
la tenuta dei fasci vascolari ed ogni altro spazio, incamera
così tanta acqua da spostare l'aria (e la cellulosa è un po'
più densa dell'acqua. LA lignina non so, ma è in % minore, e
cmq al netto prevale l'effetto della cellulosa).
Però un ragionamento del genere si può fare solo in presenza
di stretta costanza della volumetria (ivi inclusa l'assenza
di fenditure durante il disseccamento ... ma quando mai ?) e
prendendo come valore di partenza la densità della massa
anidra (in tal caso 7 mi pare enorme, perché cmq è una
densità apparente, ARIA per ACQUA a volume costante)
> (tenere presente che l'acqua nel legno praticamente cambia
> di molto poco il suo volume).
eh, solo in intervalli ristretti però. Non dal 15 al 40
> Se il legname fosse pagato a peso, non sapremo se per ogni
>
q.li "pagato", la quantita' di "legno" sia 82 kg oppure solo
> 64 kg, quasi un 30% in meno.
Me ne sono accorto comprando d'estate e una volta, in
emergenza, di inverno.
>
> E' estremamente difficile valutare il grado di umidita'
> del legno. Pero', sapendo che il legno varia poco con il
> contenuto di umidita', sappiamo che il volume resta praticamente
> uguale. Naturalmente non si misura il volume pezzo per pezzo,
> ma della catasta di legan. E bene o male, questo volume possiamo
> giudicarlo ad occhio, senz'altro meglio dell'umidita'.
>
> Ed ecco perche', in tutto il mondo, anche negli Stati Uniti:
>
>
http://en.wikipedia.org/wiki/Cord_(unit_of_volume)
>
> ove si vende a volume (una "Cord" = 122 x 122 x 244),
> mentre dove si applica il sistema decimale:
>
>
http://en.wikipedia.org/wiki/Stere
>
> Quello che e' istruttivo e' guardare la foto:
>
>
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/7c/Raummeter_hg.jpg/696px-Raummeter_hg.jpg
>
> che vi mostra come dovrebbe essere "stipata" la legna di
> uno "stero" onesto (una immagine vale piu' di tante parole :-)
>
Qui l'occhio ingegneristico torna certo comodo.
Valgono anche regole più o meno empiriche tipo l'equivalente
dei diagrammi di Fuller (per la distribuzione granulometrica
nel CLS che garantisce la minore quantità di vuoti).
Per ragioni di comodità nel prelievo, ho stipato in diverse
zone della legnaia legna tutta tonda (non spaccata) a volte
tutta grossa, tutta piccola, e mista.
La quantità di vuoti è sensibilmente minore nel terzo caso
(e anche se non si direbbe, è paragonabile
nell'immagazzinamento "mono pezzatura", piccola o grossa che
sia)
>
> Il vantaggio di avere acquistato a "stero", e' che, se all'uso
> vi accorgete che il legno e' piu' umido di quello ideale, non
> avete ricevuta una fregata, acquistando un 30% di acqua, ma
> semplicemente potete optare di mettere la legna a stagionare
> ed usarla dopo alcuni mesi. Oppure, mettere la legna sopra la stufa,
> il giorno prima di usarla. In questo caso non perdete l'energia
> di vaporizzazione, perche' resta nell'ambiente, al massimo
> alzate di poco l'umidita' del locale.
>
Se uno ha un buon occhio (e sono almeno un po' di anni che
si accatasta la legna da sé), è un buon consiglio.
Diversamente è più cauto comprare alla fine di un bel
periodo siccitoso ... a meno di non trovare qualcuno tanto
ladro da innaffiare la legna ad hoc apposta per truffare.
ciao
Soviet