On Sat, 29 Sep 2012 13:55:11 -0700,
cugino.it wrote:
> Supponiamo di avere un Generatore Trifase con i seguenti dati di targa:
>
> - 60Kva 400v 50HZ Ampere 86,6 cosfì=0,8
>
> per cui la potenza reale sarebbe 60kvax0,8= 48kw
>
> ma se il carico è puramente resistivo non posso prelevarci 60KW=
> 1,732x400x86,6 ?
Se guarda l'offerta in commercio trovera' sempre un fattore di
potenza di 0,8 ... come mai qualcuno non ha un 0,78 oppure 0,82 ? :-)
Non mi e' chiaro cosa intenda per "generatore trifase", ma
faccio ora l'ipotesi che sia un "gruppo elettrogeno trifase".
In questo caso, per l'acquisto del generatore ci serve conoscere:
a) tensione nominale
b) frequenza nominale
c) portata di corrente sull'avvolgimento
d) potenza del motore al regime di frequenza nominale
Lei ha fornito tre dati certi:
1) Tensione = 400V
2) Frequenza = 50Hz
3) Ampere = 86,6A
ed un dato dubbio/calcolato = 60 kVA
Infatti, potremo calcolare:
P= V(p)*I(p)*(3)^(-1/2) = 400 x 86,6 x 1,732 = 59'998W = 60kW
come fatto da lei. Ma la domanda diventa:
"Il motore termico ha 80 CV di potenza continua ?"
Infatti un motore puo' fornire solo potenza reale.
In genere, a causa della generosita' (si lasciano tirare il
collo fino alla distruzione) dei motori e generatori
elettrotecnici, si dimensiona il motore termico a meno della
potenza di targa del generatore, per evitare danni. Infatti il motore
termico, se gli si chiede di piu' della potenza nominale,
semplicemente ... non c'e' la fa e si ferma
(nota: un motore termico si distrugge se lo fatte operare
a lungo in fuori giri, ma questo non avviene in un gruppo
elettrogeno, perche' il numero di giri e' controllato).
E' vero che si possono inserire protezioni elettrotermiche,
ma resta il fatto che per il motore termico, la potenza di
targa e' un limite invalicabile.
In quanto alla risposta del venditore e' possibilmente giusta se
si riferiva alle caratteristiche di potenza del "gruppo elettrogeno"
(ovvero del combinato tra motore e generatore), ma e' sbagliato nel
senso di affibbiare ad ogni alternatore un suo ... fattore
di potenza. Il fattore di potenza lo decide il carico (incluso
i cavi ... non esiste carico resistivo puro), non il povero
generatore.
In realta', commercialmente si intende considerare la potenza del
motore termico come fattore limite della potenza reale che puo' erogare
il gruppo elettrogeno, e si usa il valore convenzionale di cosfi=0,80 per
ricavarsi andando all'indietro una potenza apparente in kVA.
Ovvero, nella ipotesi che il motore termico che compone il gruppo
elettrogeno abbia una potenza di 64,4 CV (un valore preso ... a
caso ;-) si deduce che la massima potenza reale erogabile da
quel gruppo elettrogeno e' di ... 48 kW.
Ma non esiste un carico trifase resistivo puro, anzi, in
passato l'esperienza ha insegnato che l'uso tipico con
motori elettrici implica una fattore di potenza medio di
0,80 che quindi e' usato convenzionalmente come riferimento.
Il costruttore in questo modo ci dice che ha provveduto
a dimensionare i cavi per sopportare una corrente ben
superiore ai 70A richiesti per i soli 48kW di potenza
reale, ma c'e' posto anche per 17A di potenza reattiva,
risultando cosi' in una potenza apparente di 60kVA.
Ovvero, preso il cosfi=0,80 il costruttore ha ipotizzato
una potenza apparente del carico tipico collegato dal
compratore pari a P(reale)/cosfi = 48/0,8 = 60 kVA
E quindi ha dimensionato i cavi per un 60 kVA di carico apparente,
ovvero una corrente "reale" di 86,6A
Oggi c'e' il rischio che ci si colleghi tanta roba elettronica
(PC, inverter, elettronica, stereo home-theater, la cui potenza
non e' piccola, etc. senza dimenticare il collegamento di carichi
sbilanciati - monofase), oppure un grosso ufficio con centro
informatico ...
E qui salta fuori un problema.
Cosa succede si ci collego 48 kW di potenza reale con, ad esempio,
un cosfi di 0,50 ?
Che la potenza apparente caricata sul gruppo-elettrogeno diventa
di 48/0,50 = 96 kVA !!!
Il motore termico non fa una piega, perche' deve solo fornire 48kW
di potenza reale, ma sui cavi dell'alternatore passano la bellezza
di 138A e questo significa guai in arrivo.
Anche per questo e' sempre necessario inserire un magnetotermico tarato
sulla corrente di targa (in questo caso uno da 90A va bene).
Per questo motivo, quando si tratta di un gruppo elettrogeno,
si dovrebbe sommare gli assorbimenti delle potenze apparenti dei
carichi (kVA) e non le sole potenze reali (kW) e confrontarle con
la potenza indicata in kVA o meglio/ovvero, calcolare la corrente
assorbita del valore totale in kVA risultante e confrontarla con
il valore di targa della corrente massima (un fattore difficilmente
constestabile: la sezione dei cavetti e' quella e non ci piove).
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Roberto Deboni
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