Sarebbe da evidenziare come la "cricca" che decide su come ha da essere
regolamentato AIEO (incluso poi il suo esecutore - naturalmente libero
di fare quello che vuole con i suoi soldi - questo intervento verte solo
sul posizioni morali ed etiche di certe scelte), non hai mai fatto
processi e deciso oscuramenti su partecipanti come quello a cui e' in
reply il presente messaggio.
Cioe' il "postare" materiale non richiesto e' considerato molto piu'
grave di costanti interventi indubbiamente infiammatori (cioe' al di
fuori di ogni valutazione). Talmente grave da far avviare una procedura
rapida, al contrario di quello fatto verso comportamenti tenuti cosi' da
anni, comportamenti che, a mio parere (chiaramente e' una mia
valutazione), rendono sgradevole ai riceventi tali repliche l'esperienza
di questo gruppo.
NB: non implico affatto che lei debba essere oscurato, mi interessa solo
mostrare come operi una logica tipica come appare nel pensiero del
"burocrate nazionale medio" che e' talmente costante da potere definirla
la "tipica risposta istituzionale nazionale".
Ed esempio, mi richiama alla severita' con cui le istituzioni agiscono
nei confronti dei cittadini che "siano stati spinti da situazioni
impellenti" a violare la legge (i.e. legittima difesa) e quella verso
criminali (= "delinquenti abituali"), non di rado rilasciati subito dopo
(piu' o meno) l'arresto per cui vanno a ripetere il reato che sta a
monte dei fatti a cui il cittadino ha reagito.
Direi che e' un classico esempio di come imperversa questa mentalita che
per alcuni le regole si applicano e per altri si interpretano.
A seguito delle discussioni che sono avvenute in questo mese, e' stato
dipinto un ben specifico scenario di comportamenti permessi in questo
specifico gruppo. PRETENDO (in termini morali, ovviamente ognuno fara'
quello che la sua coscienza e' capace di imporgli) che questo
scenario/prassi di funzionamento, sia riportato nel manifesto o
altrimenti gli autori e decissori di alcuni "oscuramenti" (non importa
quanto parziali - ma gli effetti vanno ben oltre la sfera d'azione delle
scelte della "cricca") ritirino le loro decisioni.
Tra parentesi: ho verificato la faccenda dal punto di vista delle
"regole" di Usenet, ed e' risultato che il comportamento di AIOE e'
ammissibile nell'ambito che ogni provider decide autonomamente (in modo
insindacabile) quando un articolo rientra nella definizione di "spam". E
se AIOE ha deciso che un "postatore" e' uno "spammatore" in base al suo
criterio, non c'e' nulla da fare.
Anche dal punto di vista giuridico, AIOE pare in una botte di ferro,
perche' fornisce un servizio gratuito (a caval donato ...), quindi la
presentazione di un esposto sarebbe inutile.
Unico passo fattibile e' quindi di ricordare costantemente (nella firma
di ogni messaggio ?) che AIOE censura i messaggi in entrata sulla base
dei criteri arbitari/oppinabili descritti in queste settimane di
discussioni, onde ogni incauto nuovo aderente sia informato della
possibilita' di perdere contenuti. Chi "attivamente" vuole combattere
questa censura puo' anche usare il metodo della replica di parti del
messaggio (quelle piu' pregnanti) degli oscurati per ridurre l'efficacia
dell'oscuramente deciso da AIOE (rischiando pero' a propria volta
l'oscuramento). Resto dell'idea che pero' la cosa migliore e' scegliere
provider a pagamento, perche' il rapporto economico ci da' dei diritti
che i servizi gratuiti ci tolgono.
Anzi, colgo l'occasione per ricodare che da un decennio a questa parte
dalle istituzioni in tutto il mondo e specialmente un certo strapotere
di aziende multinazionali, arrivano pressioni crescenti per esercitare
censura e selezonare i contenuti di Usenet. Ebbene, solo operatori
commerciali hanno la forza economica per ricacciare in tribunali le
aggressioni dei potenti. Per esempio, se AIOE riceve minacce o
intimidazioni da istituzioni nazionali e potenti aziende, chi ha offerto
il servizio probabilmente non ha (o non a voglia di usare quelli
personali) i mezzi economici per difendersi. Invece Giganews, per fare
un esempio, ha speso cifre di tutto rispetto per fare valere i diritti
di cui al primo emendamento dei suoi clienti (ed ovviamente a difesa del
suo mercato).
L'insistere a "scroccare" servizi gratuiti rende i cittadini sempre piu'
deboli, ed e' stupido quando lo scrocco in questione e' dell'ordine di
uno o due euro al mese. Oggi poi, con le carte elettroniche ricaricabili
non e' piu' necessario fare complicati (e quindi costosi) bonifici oltre
confine (mi riferisco ad esempio, ai primi tempi di Individual.net, dove
mi capitava di spendere 10 euro per un bonifico trans-frontaliero oltre
ai 10 euro di costo del servizio in se, il che e' stata una delle
ragioni per cui sono andato a cercarmi un provider americano e cosi'
scoprire che esiste una Usenet di "archivi profondi" alternativa di
Google - ed oggi gli unici acccessibili liberamente).