Il contesto
motore asincrono monofase da 750 W per tornio parallelo.
Il problema
ottenere velocita' di rotazione inferiori a quelle ottenibili
attualmente tramite trasmissione a puleggia.
Attualmente la velocita' minima ottenibile - modificando la
combinazione cinghie-pulegge - e' 100 rpm. La massima e' 1800 rpm.
Ovviamente la regolazione e' discreta ("a salti").
Acquistando uno degli inverter presenti sul sito rs-components
("Catalogo generale | Automazione | Motori ed azionamenti | Controlli
di velocità per motori in corrente alternata "Inverter") ritenete che
sia possibile scendere sotto i 100 rpm? Per intenderci attorno ai
30-40 rpm?
Diciamo pure che non avrei problemi di coppia in quanto vorrei
utilizzare questa bassa velocita' per l'avvolgimento di molle o bobine
(e forse 10 giri/min sarebbero anche meglio).
grazie per la risposta
marco
La risposta dovrebbe essere si, ma se riduci molto la velocita` mi sa che la
potenza cali eccessivamente, essendo il motore monofase potresti avere
problemi di spunto per il condensatore che risulta troppo piccolo...
Inoltre o riduci la tensione in proporzione alla frequenza o potresti avere
surriscaldamenti...
Se devi ottenere una riduzione di 10:1 (10 rpm invece di 100) ti conviene un
sistema di pulegge...
in alternativa un motore a spazzole (in CC o in CA) con un regolatore
opportuno...
Se decidi di prendere un inverter e di provare, prima di comprarlo alla R$
($$$$) guardati intorno
Paolo
> Acquistando uno degli inverter presenti sul sito rs-components
> ("Catalogo generale | Automazione | Motori ed azionamenti | Controlli
> di velocità per motori in corrente alternata "Inverter") ritenete che
> sia possibile scendere sotto i 100 rpm? Per intenderci attorno ai
> 30-40 rpm?
Che io sappia gli inverter hanno solo uscita trifase (con ingresso monofase
o trifase secondo i modelli).
Quindi dovresti sostituire il motore con un trifase di pari potenza, (o più,
già che ci sei).
In tal caso, per quanto riguarda la riduzione di velocità non ci sono
problemi, ed il valore di coppia disponibile è ampiamente registrabile
da inverter (anche molto oltre il valore nominale del motore).
Cordialità.
Paul
Queste considerazioni sono grossolane e le ho esposte solo per rendere
l'idea ma l'argomento è molto complesso.
A presto
Stefano.
email 456sun...@libero.it
togli i numeri per l'indirizzo corretto
> Per variare la velocità di un motore asincrono occorre un inverter che
> oltre a variare la tensione applicata al motore possa variare anche la
> frequenza con un opportuno algoritmo ( che in prima approssimazione
> potrebbe essere lineare p.e. a metà tensione dimezzo la frequenza )
Scusa, ma gli inverter che ho sempre impiegato (Siemens, Telemecanique)
NON variano affatto la tensione di alimentazione al motore, ma solamente
la frequenza, e ciò vale per qualsiasi range di freguenza, dal minimo
sino a 100 Hz circa.
Quali inverter che conosci variano anche la tensione ?
E poi, quale inverter potrebbe andare bene a Marco, che ha specificato
che possiede un motore monofase ?
In altre parole, dove trovi un inverter monofase/monofase ?
Cordialità.
Paul
Può darsi che gli inverter che hai usato partono da una frequenza
minima non troppo inferiore ai 50 hz per poi portarsi ad una massima
di 100 hz in questa maniera a 50 hz il motore va in condizioni
nominali mentre a 100 hz lavora ad induzione ridotta ( per effetto
dell' aumento della frequenza ) e quindi senza condannarlo a morte ma
avendo al massimo come effetto una riduzione della coppia massima
erogabile.
Le mie considerazioni sono puramente teoriche in quanto non ho mai
fatto applicazioni di questo tipo....... fammi sapere qual'è la
frequenza minima degli inverter che conosci.
A presto
Ciao
Stefano
"paulhass" <paul...@tiscalinet.it> wrote in message news:<bg83q9$3h2$1...@lacerta.tiscalinet.it>...
Piuttosto ti ringrazio per la precisazione relativa alle uscite
trifasi: mi era assolutamente sfuggito che tutti gli inverter presenti
nel sito rs-components erogano solo uscite trifasi.
E, a questo punto, tu mi confermi, che non esistono inverter pensati
per uscite monofasi (o piu' probabilmente non ha proprio senso
pensarli). E pertanto le mie speranze di evitare di mettermi a
costruire pulegge sono vanificate.
grazie e saluti
marco
"paulhass" <paul...@tiscalinet.it> wrote in message news:<bg83q9$3h2$1...@lacerta.tiscalinet.it>...
>
> Può darsi che gli inverter che hai usato partono da una frequenza
> minima non troppo inferiore ai 50 hz per poi portarsi ad una massima
> di 100 hz
No, partono da meno10 hz (il Micromaster della Siemens addirittura
da 0 hz, cioè in pratica fà un' iniezione di CC sull' avvolgimento
di statore per la frenatura dell' indotto).
L' inverter Siemens ha una frequenza massima di 200 hz, dato puramente
teorico per quanto mi riguarda, perchè non ne ho la necessità e non
oserei mai sottoporre un motore ad una velocità quadrupla
a quella di targa.
Credo che il trattamento non gioverebbe ai cuscinetti.
Gli altri arrivano a 100 hz.
Per quanto riguarda la variazione di tensione al variare della frequenza
invece ti devo dare ampia ragione.
In effetti, alla diminuzione della frequenza diminuisce anche la tensione
di alimentazione. La cosa mi era sfuggita.
Oltrepassando i 50 hz ovviamente la tensione rimane costante a 220 volt.
Ti ringrazio dell' intervento.
Cordialità.
Paul
> E, a questo punto, tu mi confermi, che non esistono inverter pensati
> per uscite monofasi (o piu' probabilmente non ha proprio senso
> pensarli). E pertanto le mie speranze di evitare di mettermi a
> costruire pulegge sono vanificate.
Sì, è così.
Però, provando stasera qualche motore per rispondere a Stefano
Maccaferri, mi è venuta un' idea che vorrei verificare se ti può
tornare utile.
La tensione d' uscita degli inverter è di 220 volt trifase.
Quindi tra 2 solamente dei 3 morsetti d' uscita si hanno 220 volt
monofase, con (ovviamente) frequenza ampiamente variabile.
Cioè quello che ti interessa.
Però mi sorgono 2 dubbi :
- come si comporterà il condensatore del motore monofase
applicato a tale sorgente, che lavorerà non a 50 hz fissi, ma
a frequenze più basse ?
- lavorando con un carico squilibrato (cioè monofase anzichè
trifase), l' inverter non andrà in protezione, staccando la corrente
al carico ? Cioè non si comporterà come una protezione al
motore trifase che dovrebbe alimentare?
Alla prima domanda non sò rispondere (spero che qualcuno ci aiuti),
alla seconda si tratta di avere un po' di coraggio e provare,
sperando di non rimetterci un inverter da mezzo milione
delle vecchie lire.
Sentiamo comunque gli esperti.
Cordialità.
Paul
Attenzione Paul, la differenza di potenziale tra due uscite 220V sfasate tra
loro di 120° non è di 220V ma di 380V ! Per capirne il motivo prova a
disegnare due sinosoudi sfasate di 120° e vai a misurare, ad occhio, la
differenza tra il valori delle tensioni nell'istante di picco di una delle
due curve. Quando, ad esempio, una ha il picco a 220V l'altra sarà circa
a -160V: la risultante è appunto di 380V. L'unico modo che hai per sfruttare
una sola fase delle tre in uscita dall'inverter è quello di collegare tutto
ad un autotrasformatore trifase e di usare il centrostella come neutro di
riferimento per la fase che decidi di usare. Un pò come il collegamento a
stella degli avvolgimenti di un motore trifase.
> Però mi sorgono 2 dubbi :
> - come si comporterà il condensatore del motore monofase
> applicato a tale sorgente, che lavorerà non a 50 hz fissi, ma
> a frequenze più basse ?
Potrebbe non essere un problema. Sarebbe meglio sovradimensionare un po in
tensione ma non credo che possano sorgere complicazioni. Tanto più che,
comunque, il condensatore di un motore monofase andrebbe SEMPRE tolto ad
avviamento avvenuto. Si potrebbe quindi avviare a velocità di targa e poi,
una volta escluso in condensatore, andare a regolare. Oppure, visto che il
condensatore collegato deve starci pochissimo (meno di 1 sec.), si può
rischiare di farlo andare anche a frequenze più basse, considerando che più
sono basse più tempo ci metterà ad avviarsi.....è un serpente che si morde
la coda....
> - lavorando con un carico squilibrato (cioè monofase anzichè
> trifase), l' inverter non andrà in protezione, staccando la corrente
> al carico ? Cioè non si comporterà come una protezione al
> motore trifase che dovrebbe alimentare?
Questo è il punto.
Tutti gli inverter degni di chiamarsi tali hanno una protezione in corrente
su ogni fase che controlla che lo squilibrio tra le correnti non superi una
certa soglia.
Potresti risolvere, forse, usando un motore trifase di potenza adeguata come
"muletto" collegato a stella e lasciato senza carico meccanico. Il
centrostella diventa il tuo neutro e una delle tre fasi la usi per
alimentare il motore monofase. Ci sarebbe comunque uno squilibrio ma molto
meno marcato che utilizzando un autotrasformatore. Andrebbe
provato.....anche se mi rendo conto che rischiare di bruciare un inverter è
un deterrente non trascurabile !
Per come sono fatto io lo proverei....con le dita incrociate ma lo proverei
!
--
Ciao
!max!
* Scarta gli operatori logici per rispondere *
> Attenzione Paul, la differenza di potenziale tra due uscite 220V sfasate
>tra loro di 120° non è di 220V ma di 380V !
Come valore di picco. Ma come valore efficace sono 220 volt.
Altrimenti un inverter darebbe in uscita.....380 volt, il che è assurdo.
> comunque, il condensatore di un motore monofase andrebbe SEMPRE tolto ad
> avviamento avvenuto.
Sicuro ? Prova a dirlo a "Il Russo", che ripara lavatrici.
> Potresti risolvere, forse, usando un motore trifase di potenza adeguata
>come "muletto" collegato a stella e lasciato senza carico meccanico. Il
> centrostella diventa il tuo neutro e una delle tre fasi la usi per
> alimentare il motore monofase.
Cioè, se ho capito bene, vorresti alimentare un motore trifase (con
gli avvolgimenti collegati a stella) con una alimentazione trifase di 220
volt, cioè quella che dà in uscita l' inverter.
Così facendo, prelevando tensione tra una fase ed il centro stella,
avresti una bella tensione di 127 volt, e credo che "marco" non saprebbe
che farsene.
Cordialità.
Paul
quindi il tuo inverter ha in uscita 3 fasi ognuna delle quali da 127V. Cioè
adatta solo per alimentare motori trifasi collegati a TRIANGOLO ?
> > comunque, il condensatore di un motore monofase andrebbe SEMPRE tolto ad
> > avviamento avvenuto.
> Sicuro ? Prova a dirlo a "Il Russo", che ripara lavatrici.
Si, sono sicuro !
Il condensatore agisce su un avvolgimento che si chiama di avviamento
proprio per questo. Se così non fosse il motore non sarebbe più monofase ma
bifase.
> Cioè, se ho capito bene, vorresti alimentare un motore trifase (con
> gli avvolgimenti collegati a stella) con una alimentazione trifase di 220
> volt, cioè quella che dà in uscita l' inverter.
> Così facendo, prelevando tensione tra una fase ed il centro stella,
> avresti una bella tensione di 127 volt, e credo che "marco" non saprebbe
> che farsene.
Esistono inverter che danno in uscita 3 fasi da 220V ciascuna. Adatti anche
a pilotare motori che, colegati a triangolo, supportano 380V per
avvolgimento.
Il link di seguito è il manuale di un inverter costruito in Italia da SIEI,
che soddisfa queste caratteristiche:
http://www.sieigroup.com/sieiamerica/compact/vhz/quixfstand_manual.pdf
Su alcuni tipi di motori il condensatore rimane inserito sempre. Ne ho avuto
la riprova quando ho messo un condensatore per frigo (involucro in plastica,
scambio termico basso) sulla pompa dell'autoclave (che prima ne aveva uno
con cassa in metallo, quindi piů robusta e con scambio termico superiore).
Nel giro di 10 secondi il condensatore č "partito" come un bengala, al che
ho capito che ne serviva uno adatto per funzionamento continuativo.
--
Cinghiale (31, 54 RM)
'94 Punto 6 speed driver
ICQ 49579941
>
> Si, sono sicuro !
> Il condensatore agisce su un avvolgimento che si chiama di avviamento
> proprio per questo. Se così non fosse il motore non sarebbe più monofase
ma
> bifase.
>
.....in effetti i motori monofase delle lavatrici (e solo di quelle posso
parlare) possono considerarsi dei bifase. Cioè il campo magnetico rotante si
ottiene dalla corrente che passa sull'avvolgimento principale e dalla
corrente (sfasata di 90° dal condensatore) che passa sull'avvolgimento che
"abitualmente" si chiama di spunto ma in realtà serve proprio a creare il
campo...
...invece quello dei frigoriferi serve solo per lo spunto (1 - 2 secondi) e
poi viene "sganciato" dal relé...
Vero. Ma in questo caso dobbiamo parlare di motori bifasi.
I motori monofasi, quelli veri, fanno girare l'indotto non più con un campo
rotante ma pulsate e il condensatore serve solo da avviamento. In teoria, il
condensatore di avvimento dovrebbe anche essere più "capace" di quello che,
eventualmente, dovesse essere utilizzato continuamente per mantenere il
campo rotante ad avviamento avvenuto.
Se, ad esempio, vuoi far collegare un motore trifase ad una linea monofase
dovrai prevedere due condensatori (opportunamente dimensionati) per il
funzionamento continuo atti a sfasare la singola fase di 120° + 120° più un
terzo condensatore, molto più grande, da usarsi solo per l'avvimento e da
inserire in parallelo ad uno degli altri due su un avvolgimento a scelta.
Ovviamente il motore girerà anche con solo un condensatore anzi, una volta
avviato, girerà pure senza (l'ho provato personalmente con un motore trifase
da 1Cv recuperato da un autoclave), però le prestazioni migliori le avrai
usando la configurazione di cui sopra.
Bisogna poi anche distinguere motori a 2 poli da motori con più coppie
polari; i primi sono i più ostici nell'avviamento.
Vero. in effetti ho notato anch'io che sulle lavatrici viene lasciato
inserito....ma non solo su quelle.
Hai mai provato a togliere il condensatore una volta avviato ?
> quindi il tuo inverter ha in uscita 3 fasi ognuna delle quali da 127V.
>Cioè adatta solo per alimentare motori trifasi collegati a TRIANGOLO ?
Gli inverter che ho, come peraltro tutti gli altri, hanno uscita 3 fasi
ognuna delle quali dà 220 volt. Quindi sono adatti per alimentare
qualsiasi comune motore trifase 220/380 volt a 6 morsetti, collegando
gli avvolgimenti a triangolo.
> Il condensatore agisce su un avvolgimento che si chiama di avviamento
> proprio per questo. Se così non fosse il motore non sarebbe più monofase
>ma bifase.
Parliamoci chiaro.
I motori ad induzione monofasi per applicazioni industriali ed assimilate
(come il motore del tornio di "marco") sono TUTTI con condensatore
PERMANENTEMENTE inserito.
Alcuni di questi, destinati ad applicazioni in cui è necessaria una
elevata coppia di spunto, hanno un' ulteriore capacità inseribile
manualmente od in automatico (tramite un relè amperometrico)
nei primi istanti di rotazione, e che si stacca ad avviamento avvenuto.
Quest' ultima è la capacità di avviamento.
Il primo condensatore però rimane sempre inserito.
Che poi il motore sia dotato di due avvolgimenti (primario ed ausiliario)
e quindi "bifase" non ha rilevanza nel contesto della discussione,
che verte sulla possibilità di alimentare un motore monofase
(quello del tornio di "marco") a mezzo di un inverter che è una
sorgente di energia trifase.
> Esistono inverter che danno in uscita 3 fasi da 220V ciascuna.
Spero bene. Lo sono tutti.
>Adatti anche a pilotare motori che, collegati a triangolo, supportano 380V
>per avvolgimento.
Se il motore è collegato a triangolo supporterà 220 volt per avvolgimento,
non 380 volt, non ti pare ?
Ed infatti và collegato all' uscita dell' inverter, che per l' appunto....
dà 220 volt.
> Il link di seguito è il manuale di un inverter costruito in Italia da
>SIEI, che soddisfa queste caratteristiche:
> http://www.sieigroup.com/sieiamerica/compact/vhz/quixfstand_manual.pdf
Purtroppo non riesco a scaricare in tempi accettabili.
Cordialità.
Paul
...ovviamente continua a girare, ma la coppia diminuisce (di poco) e la
corrente assorbita aumenta (di poco)....
> Se, ad esempio, vuoi far collegare un motore trifase ad una linea monofase
> dovrai prevedere due condensatori (opportunamente dimensionati) per il
> funzionamento continuo atti a sfasare la singola fase di 120° + 120° più
un
> terzo condensatore, molto più grande, da usarsi solo per l'avvimento
Mi sfugge l'utilità del terzo condensatore. Dal momento che hai trasformato
l'alimentazione in una pseudo-trifase, dovrebbe avviarsi anche senza.
> Ovviamente il motore girerà anche con solo un condensatore anzi, una volta
> avviato, girerà pure senza
Certo che gira, però magari ha meno coppia, vibra e scalda parecchio per via
delle correnti di sequenza inversa con uno scorrimento of the madon.
La tensione non si da. C'è. E deve essere sempre riferita a qualcosa. A cosa
credi siano riferiti i 220V delle tue singole 3 fasi ? O, meglio, come lo
attacchi il tester per misurare questi 220V ?
> Parliamoci chiaro.
> I motori ad induzione monofasi per applicazioni industriali ed assimilate
> (come il motore del tornio di "marco") sono TUTTI con condensatore
> PERMANENTEMENTE inserito.
Se lo dici tu non lo metto certo in dubbio.
> Alcuni di questi, destinati ad applicazioni in cui è necessaria una
> elevata coppia di spunto, hanno un' ulteriore capacità inseribile
> manualmente od in automatico (tramite un relè amperometrico)
> nei primi istanti di rotazione, e che si stacca ad avviamento avvenuto.
> Quest' ultima è la capacità di avviamento.
> Il primo condensatore però rimane sempre inserito.
> Che poi il motore sia dotato di due avvolgimenti (primario ed ausiliario)
> e quindi "bifase" non ha rilevanza nel contesto della discussione,
ha rilevanza dal momento che tu hai chiesto quale poteva essere la
conseguenza di fornire ad un condensatore, con targa a 50Hz, una frequenza
più bassa. Io ti ho risposto. Lo togli a motore avviato e questi girerà
ugualmente (essendo monofase) con un impercettibile riduzione di coppia ed
un ridicolo aumento dello scorrimento. Nessun condensatore, nessun problema
nel variare la frequenza. Quando nel messaggio precedente dicevo che il
condensatore andrebbe SEMPRE tolto stavo dicendo quello che normalmente
bisognerebbe fare, e che non deve necessariamente coincidere con quello che
normalmente si fa. Vuoi mettere i costi e le problematiche di deterioramento
che un relè (a tempo o amperometrico che sia) comporta rispetto a lasciare
un condensatore sempre inserito ? Non sempre la soluzione ottimale è anche
la più pratica....
> Se il motore è collegato a triangolo supporterà 220 volt per avvolgimento,
> non 380 volt, non ti pare ?
Per l'appunto !
Definiscimi però, a questo punto, alimentazione trifase a 380V.....
> La tensione non si da. C'è. E deve essere sempre riferita a qualcosa. A
>cosa credi siano riferiti i 220V delle tue singole 3 fasi ? O, meglio, come
>lo attacchi il tester per misurare questi 220V ?
I tester non si "attaccano". Si collegano. :-)))
Il tester misura la differenza di potenziale tra le singole fasi in uscita
all' inverter (220 volt), così come se collegato alla fornitura trifase
Enel in BT misura tra le singole fasi 380 volt.
> > Se il motore è collegato a triangolo supporterà 220 volt per
>>avvolgimento, non 380 volt, non ti pare ?
>
> Per l'appunto !
> Definiscimi però, a questo punto, alimentazione trifase a 380V.....
Dicesi alimentazione trifase a 380 volt quella fornita dall' Enel o
qualsivoglia fornitore, atta all' alimentazione di comuni motori elettrici
asincroni ad avviamento diretto con avvolgimenti collegati a stella
(tensione stellata o concatenata, per l' appunto).
Idem per alimentazione trifase a 220 volt se gli avvolgimenti del motore
di cui sopra sono collegati a triangolo (tensione di fase).
Come sono andato questa volta, prof ? :-)))
Cordialità.
Paul
> > Prova a dirlo a "Il Russo", che ripara lavatrici.
> ....non è esattamente il mio lavoro, ma diciamo che lo so fare.. ;-)
Spero di non essere stato indelicato !
Oltretutto riparare lavatrici mi sembra un ottimo mestiere :-)
Cordialità.
Paul
> L' inverter Siemens ha una frequenza massima di 200 hz, dato puramente
> teorico per quanto mi riguarda, perchè non ne ho la necessità e non
> oserei mai sottoporre un motore ad una velocità quadrupla
> a quella di targa.
> Credo che il trattamento non gioverebbe ai cuscinetti.
Qualche anno fa avevo utilizzato degli inverter che arrivavano anche
fino a 400Hz. I motori erano motori speciali per inverter, non quelli
comunemente usati anche per il 380, e li faceva una ditta tedesca, della
quale ora non ricordo il nome.
Ciao.Alberto.
--
Alberto Rubinelli - A2 SISTEMI posted with Gravity 2.60b
Via Costantino Perazzi 22 - 28100 NOVARA (NO) - ITALY ICQ 49872318
E-Mail : alb...@retrocomputing.net Tel. 0321 640149
Web : www.retrocomputing.net Fax 0321 391669 BBS 0321 392320
Giusto.....me la merito.....
> Il tester misura la differenza di potenziale tra le singole fasi in uscita
> all' inverter (220 volt), cosě come se collegato alla fornitura trifase
> Enel in BT misura tra le singole fasi 380 volt
Appunto.....
Ma le singole fasi sono 220V rispetto al neutro. Neutro ricavato tramite una
trasformazione stellata (o concatenata).
> Dicesi alimentazione trifase a 380 volt quella fornita dall' Enel o
> qualsivoglia fornitore, atta all' alimentazione di comuni motori elettrici
> asincroni ad avviamento diretto con avvolgimenti collegati a stella
> (tensione stellata o concatenata, per l' appunto).
> Idem per alimentazione trifase a 220 volt se gli avvolgimenti del motore
> di cui sopra sono collegati a triangolo (tensione di fase).
> Come sono andato questa volta, prof ? :-)))
Direi benone. Un 8 non te lo leva nessuno :-D
Solo forse ti sfugge l'esistenza di inverter, di cui peraltro ho timidamente
tentato di postarti il link al relativo manuale, in grado di generare tre
singole fasi con 220V reali di potenziale (380V, quindi, tra fase e
fase...come l'ENEL !), in grado quindi di alimentare motori asincroni
trifase collegati a stella ..... ed in grado quindi di prestarsi
all'esperimento del trasformatore da me ipotizzato per essere impegati come
"variatori di frequenza" per il motore monofase del tornio di "marco".
Forse perň, a quel punto, converrebbe costruirsi un inverter monofase.....
molto piů pratico ! Oppure, ancora meglio, recuperare un motore trifase ed
usare un inverter trifase nel modo piů canonico possibile.
Vero. Ma è altrettanto vero che la coppia necessaria all'avviamento è più
alta di quella necessaria al mantenimento della rotazione. Alimentano un
motore trifase con una linea trifase non ti poni il problema in quanto un
piccolo sbilanciamento delle correnti non pregiudica il corretto sfasamento
dei vettori (ci mancherebbe !).....cosa che invece capita quando tenti di
scaricare un condensatore più velocemente di un altro.
> Certo che gira, però magari ha meno coppia, vibra e scalda parecchio per
via
> delle correnti di sequenza inversa con uno scorrimento of the madon.
Neanche più di tanto. Certo il carico applicabile all'asse è sul ridicolo ma
a vuoto quasi non ti accorgi della differenza.
> > Il tester misura la differenza di potenziale tra le singole fasi in
> >uscita all' inverter (220 volt), così come se collegato alla fornitura
> >trifase Enel in BT misura tra le singole fasi 380 volt
>
> Appunto.....
> Ma le singole fasi sono 220V rispetto al neutro.
Max....Max.....
Dovevi essere assente a scuola quel giorno !
Ed io che ho risposto anche alla domanda del Prof. :-)))
L' inverter fornisce una tensione trifase di 220 volt, che NON è riferita
a nessun neutro (che peraltro non c' è).
>Neutro ricavato tramite una trasformazione stellata (o concatenata).
Non c' è nessuna trasformazione concatenata.
Solamente se collegassi all' inverter un motore trifase 127/220 volt
con gli avvolgimenti collegati a stella potresti ricavare il neutro,
corrispondente al centro stella.
Se invece colleghi un motore trifase 220/380 volt, lo devi collegare
a triangolo, e quindi il neutro non c'è.
Per chiudere il discorso, ti sei mai chiesto qual' è il riferimento
di tensione di una terna di trasporto di energia elettrica in MT o AT,
che sono prive di neutro ?
Il riferimento è tra una fase e l' altra. Il neutro non c' entra nulla.
> Solo forse ti sfugge l'esistenza di inverter, di cui peraltro ho
>timidamente
> tentato di postarti il link al relativo manuale, in grado di generare tre
> singole fasi con 220V reali di potenziale (380V, quindi, tra fase e
> fase...come l'ENEL !), in grado quindi di alimentare motori asincroni
> trifase collegati a stella .....
Ti faccio osservare che quello che dici ( una generazione di una
corrente trifase con tensione tra fase e fase di 380 volt, partendo da
una tensione monofase di 220 volt), è IMPOSSIBILE se non c'è
un survoltore o un trasformatore trifase all' uscita.
Ho scaricato il manuale della Siei, ma non dice affatto quanto riporti.
Le specifiche sono simili a quelle degli inverter di altri produttori,
e recitano testualmente a pagina 9 :
" Output voltage : 3 phase from 0 to input voltage"
Cioè :
"La tensione di uscita è trifase e variabile da un minimo di 0 volt sino
ad un massimo che è pari alla tensione di alimentazione dell' inverter".
Che è per l' appunto quello che fanno tutti gli inverter !
Cioè fornendo loro una tensione monofase di 220 volt (misurata tra
fase e neutro) danno in uscita una tensione trifase di 220 volt (misurata
tra fase e fase).
> Forse però, a quel punto, converrebbe costruirsi un inverter monofase.....
Ecco questo è interessante !
Io non ho mai visto nè pronto da commercio nè in kit, un aggeggio
del genere. Le applicazioni potrebbero essere interessantissime.
Qualcuno ne sa di più ?
Comunque ipotizzo che ci deve essere qualche problema.
La lavatrice a velocità di centrifuga variabile che possiedo ha il motore
a collettore e non ad induzione.
Forse è solamente un problema di costo della componentistica, ma
credo che se i produttori di lavatrici adottano motori a spazzole anzichè
ad induzione qualche problema deve pur esserci per regolare la velocità
dei motori monofase tramite la variazione della frequenza di alimentazione.
Chissà se " Il Russo" ne sà qualcosa.
Cordialità.
Paul
> Se, ad esempio, vuoi far collegare un motore trifase ad una linea monofase
> dovrai prevedere due condensatori (opportunamente dimensionati) per il
> funzionamento continuo atti a sfasare la singola fase di 120° + 120° più
>un terzo condensatore, molto più grande, da usarsi solo per l'avvimento e
>da inserire in parallelo ad uno degli altri due su un avvolgimento a
scelta.
Non mi sono chiare due cose.
1) - Dici che con due condensatori si riesce a sfasare una fase di 120°.
Con un tale valore di sfasatura riusciresti a ricostruire il diagramma
circolare di funzionamento del motore in forma perfettamente simmetrica.
Per quanto ne so, un condensatore può sfasare i vettori tensione/corrente
di soli 90°.
2) - Non ho capito bene come dovrebbero essere collegati i due
condensatori per il funzionamento continuo.
Fammi capire :
se chiamo F e N i due fili di alimentazione al motore e U, V, Z i morsetti
di alimentazione del motore, e collego F con U e N con V, nonchè
collego un condensatore tra F e Z ho realizzato lo schema classico per
l' alimentazione monofase di un motore trifase.
Il secondo condensatore che collegamenti dovrebbe avere ?
Cordialità.
Paul
Il riferimento dovrebbe essere la terra....cioè il suolo.
Nei trasformatori MT BT, infatti, il centrostella (che poi è il neutro che
arriva a casa tua) è sempre collegato a terra.
> Ti faccio osservare che quello che dici ( una generazione di una
> corrente trifase con tensione tra fase e fase di 380 volt, partendo da
> una tensione monofase di 220 volt), è IMPOSSIBILE se non c'è
> un survoltore o un trasformatore trifase all' uscita.
L'inverter ha la peculiarità di creare una tensione pulsante partendo da una
tensione continua. Il primo stadio di tutti gli inverter, infatti, è il
raddrizzatore. Il secondo stadio è lo stadio oscillatore, ovvero quello che
si incarica di "parzializzare" la tensione continua, tramite MOSFET, in
modo da poterla agevolmente "trasformare" per mezzo di un avvolgimento su
nucleo ferromagnetico quale un induttore o un traformatore. Nel caso dell'
inverter per creare una trifase gli stadi di oscillazione sono 3 e sono ne
distinti in modo tale che i MOSFET lavorino sfasati per il tempo necessario
a creare 3 sinusoidi separate e sfasate, trigonometricamente parlando, di
120°. I MOSFET sono dei greti interrutori, ovvero sono in grado di
"accendere e spegnere" la continua come potrebbe fare *flash* su un
interruttore.....difficile creare una sinuoside a quel modo. Per creare la
sinusoide (necessaria per far girare un motore asincrono) si ricorre ad un
trucco, cioè quello di parzializzare il PWM (pulse width modulation, ovvero
il tempo espresso in quanto percentuale di chiusura del circuito da parte
del MOSFET) in modo da creare un andamento crescente e discendente che
rispecchia fedelmente la curva di potenza resa normamente disponibile da una
sinuoside. Questo segnale viene poi fatto passare, SEMPRE, in un avvolto
(che può essere, come ti dicevo prima, un induttore o un trasformatore), che
lo "appiattirà" facendolo somigliare in tutto e per tutto ad una sinusodie
(anche se, per la verità, un po scalettata). Non è difficile, quindi, avere
un inverter che abbia un 380 in uscita partendo da una 220 monofase.
> Ecco questo è interessante !
> Io non ho mai visto nè pronto da commercio nè in kit, un aggeggio
> del genere. Le applicazioni potrebbero essere interessantissime.
> Qualcuno ne sa di più ?
> Comunque ipotizzo che ci deve essere qualche problema.
> La lavatrice a velocità di centrifuga variabile che possiedo ha il motore
> a collettore e non ad induzione.
Penso che il problema sia sulle basse velocità, e soprattutto sui motori a
due poli.
Mi sono espresso male.
Quando la curva scende il condensatore scarica. E la curva della sinuosoide
scende doppo il primo picco esattamente ai 90°.
Preso per buono che un motore trifase, sebbene richieda sinuosidi sfasate di
120°, funziona comunque con sinusoidi sfasate anche solo di 90° (e meno),
perchè limitarsi a dargli una "bifase".......sfasiamo anche la sinuoside già
"ripassata" dal primo condensatore e sfondiamo il tetto dei 90°.....
> 2) - Non ho capito bene come dovrebbero essere collegati i due
> condensatori per il funzionamento continuo.
> Fammi capire :
> se chiamo F e N i due fili di alimentazione al motore e U, V, Z i morsetti
> di alimentazione del motore, e collego F con U e N con V, nonchè
> collego un condensatore tra F e Z ho realizzato lo schema classico per
> l' alimentazione monofase di un motore trifase.
> Il secondo condensatore che collegamenti dovrebbe avere ?
N con Z.
Ti dico anche che con questa configurazione, se attacchi un motore trifase
collegato a triangolo che faccia da "muletto", ricrei una trifase pressochè
perfetta......sicuramente meno "scalinata" di quella che ti fornisce
l'inverter.
> N con Z.
Ma hai provato in pratica a collegare un motore così configurato ?
Incuriosito (e peraltro scettico) ho fatto delle prove alimentando
un paio di motori trifase come suggerisci.
Non funziona.
Con due condensatori di pari capacità e collegati come dici,
il motore non gira, oppure gira lento con forti vibrazioni, ( l' una
o l' altra delle due condizioni dipende dalla tolleranza sulla
capacità dei condensatori), con pochissima coppia e corrente
assorbita molto bassa.
Inoltre, inserendo all' avviamento il terzo condensatore, il motore
si lancia, ma quando si scollega questa capacità il motore frena
bruscamente e torna alla condizione di cui sopra.
Insomma, per far funzionare un motore trifase con alimentazione
monofase, e con tutte le limitazioni del caso, il sistema corretto è
quello dell' unico condensatore.
Cordialità.
Paul
[ c u t ]
> Non è difficile, quindi, avere
> un inverter che abbia un 380 in uscita partendo da una 220 monofase.
Avrebbero un buon mercato.
Lo comprerei subito.
E con me molti altri, hobbisti od utenti professionali che fossero.
Ma nessuna azienda li produce.
Cordialità.
Paul
> [ c u t ]
>
> > Non è difficile, quindi, avere
> > un inverter che abbia un 380 in uscita partendo da una 220 monofase.
>
> Avrebbero un buon mercato.
> Lo comprerei subito.
> E con me molti altri, hobbisti od utenti professionali che fossero.
> Ma nessuna azienda li produce.
> Cordialità.
>
> Paul
>
...stavo leggendo il tuo msg....ma forse non ho capito bene....gli inverter
con ingresso monofase (230vac) e uscita trifase (400vac) esistono... io ho
usato quelli della telemecanique.... www.schneiderelectric.it (serie ATV08
ma credo sia obsoleta sostituita dagli ATV11)ma credo anche che altri
costruttori li abbiano a catalogo.....
Ciao ciao
Orange
> con ingresso monofase (230vac) e uscita trifase (400vac) esistono... io ho
> usato quelli della telemecanique.... www.schneiderelectric.it (serie ATV08
> ma credo sia obsoleta sostituita dagli ATV11)ma credo anche che altri
> costruttori li abbiano a catalogo.....
Sei sicuro ?
Siemens Micromaster e Siei non hanno in catalogo inverter
mono 220 /tri 380 volt.
Di Telemecanique non saprei (Scneider non mi accetta la registrazione
per poter accedere al catalogo).
Potresti controllare tu e magari postare i risultati ?
Mi faresti un grosso favore.
Cordialità.
Paul
> Sei sicuro ?
> Siemens Micromaster e Siei non hanno in catalogo inverter
> mono 220 /tri 380 volt.
> Di Telemecanique non saprei (Scneider non mi accetta la registrazione
> per poter accedere al catalogo).
> Potresti controllare tu e magari postare i risultati ?
> Mi faresti un grosso favore.
> Cordialità.
>
> Paul
>
Chiedo venia....ho toppato clamorosamente....opppssss ingresso mono uscita
tri.....ma 230/230..
Scusate
Orange
Si. 1HP trifase.
Collegamento a triangolo.
Questa è la configurazione:
la fase (F) la colleghiamo su U; il neutro (N) lo colleghiamo su V.
Capacità tra U e Z da 5uF; capacità tra V e Z da 12,5uF
Capacità d'avviamento da 80uF in parallelo a quella da 12,5uF (tra V e Z).
Il motore si lancia alla grande e, tolta la capacità d'avviamento (dopo ca.
1sec.) continua la sua rotazione senza che si osservino i fenomeni da te
descritti.
Se persisti con lo scetticismo, quando torno dalle ferie faccio un video e
lo metto in rete.
Ora vado perchè la Sicilia, regione che mi incuriosisce parecchio, mi
aspetta.
> Se persisti con lo scetticismo, quando torno dalle ferie faccio un video e
> lo metto in rete.
Persisto.
Il metodo da te descritto è cervellotico e non risponde
alle buone regole dell' elettrotecnica, nè per principio circuitale
nè per valori di capacità in rapporto alla potenza.
>Ora vado perchè la Sicilia, regione che mi incuriosisce parecchio, mi
>aspetta.
La Sicilia è l' unica regione italiana che non ho mai visitato.
Incuriosisce anche me.
Quando torni, prova a dire qualcosa in proposito.
Cordialità.
Paul