L'ironia è una spada a due tagli:)
Sarò modesto, ma ho idea di conoscere gli infrarossi meglio
di te probabilmente.
Ad ogni modo vediamo di sistemare anche gli infrarossi nel
quadro.
La fiamma in sé è un debole emettitore, anche se migliore di
quella del metano (debolissima).
Le superfici arroventate dalla fiamma, specie di lamiera o
di pietra, diventano buoni emettitori, ed eccezionalmente
valide sono le braci (tuttavia per come sono disposte, le
braci tendono ad arroventare solo le superfici "in vista"
delle stesse).
La questione è : gli infrarossi si propagano solo in linea
retta proprio come la luce, e tutto quanto non direttamente
illuminato non dovrebbe venire "asciugato". Invece lo è.
Il caminetto non è sicuramente la disposizione più propizia
per realizzare un dispositivo raggiante, visto che ha solo
una frazione della superficie del focolare che da
sull'ambiente da scaldare, va già meglio una stufa in
lamiera collocata "fuori muro" e che irraggia in tutte le
direzioni, in linea visuale di tutte le pareti.
Io ne avevo un paio, e stare nella stanza con una di quelle
accese era sgradevole proprio a causa dell'eccessiva potenza
irraggiata.
Ora vado a pellet, con stufe praticamente convettive, la cui
unica parte blandamente radiante è il vetro, e i muri si
asciugano allo stesso modo, il che significa che
l'irraggiamento infrarosso, sebbene accelerante per le sole
pareti "illuminate", in generale non è il fattore discriminante.
La vera differenza delle stufe rispetto ai termosifoni vari
è che rimpiazzano aria umida (abitativa, dove cucini,
respiri, fai la doccia) con aria a minore contenuto di
umidità (esterna), e lo fanno costantemente anche se la cosa
non si sente.
Per cui anche se è vero che gli infrarossi sono un "calore
secco" molto efficace ad asciugare, non è quello il fattore
prevalente visto che anche le stufe ventilate, "convettive",
asciugano quanto il camino.