Il 30/12/2016 23.59, gio_46 ha scritto:
> Il giorno venerdì 30 dicembre 2016 23:07:07 UTC+1, Soviet_Mario ha scritto:
>> Il 30/12/2016 21.13, gio_46 ha scritto:
>>> Il giorno venerdì 30 dicembre 2016 21:10:03 UTC+1, gio_46 ha scritto:
>>>> Il giorno venerdì 30 dicembre 2016 20:32:58 UTC+1, Tizio.8020 ha scritto:
>>>>> Il giorno venerdì 30 dicembre 2016 19:27:27 UTC+1, gio_46 ha scritto:
>>>>>> L'idraulico ci ha consigliato questo prodotto, che secondo lui è il meglio sul mercato. In effetti l'ha versato mezzo flacone nel lavandino del bagno, che scaricava lento, e abbiamo visto subito la differenza.
>>>>>> Dalla scheda di sicurezza sembra trattasi principalmente di acido solforico... pero, dopo averla letta, mi è andata via la voglia di usarlo; indipendentemente dal fatto che funzioni davvero, o meno.
>> CUT
>>
>>>>
>>>> Giovanni
>>>
>>> Ah, navigando in rete, ho trovato più casi di persone gravemente ustionate per l'esplosione sia del barattolo,
>>
>> mah ...
>>
>>> sia delle tubazioni.
>>
>> non sono esplosioni nel senso letterale, ma esplosioni da
>> vapore con spruzzamento.
>>
>> L'acido solforico concentrato sviluppa un enorme calore di
>> diluizione, quando si mescola con poca acqua. A volte quando
>> magari non è ancora sgorgato e scolato via, qualcuno fa
>> correre un filo d'acqua esplorativo, che produce un
>> cannoncino a vapore in canna (E l'otturazione fa da culatta).
>
> In effetti ora ricordo che l'idraulico aveva raccomandato di non gettare il prodotto quando nel tubo ci fosse sempre acqua stagnante...
> Però, ammettiamo che l'ostruzione faccia da culatta e il tubo si trasformi nella canna di un fucile... ma in cima è sempre aperto, per cui il vapore dovrebbe sempre sfogare dall'ingresso dello scarico. Come fanno ad esplodere le tubazioni?
>>
non so cos'abbia combinato (oltre al dichiarato) la tipa
dell'esplosione. E' possibile che si fossero ammassate
sostanze di natura insolita. Ad es. che magari avesse usato
un gel alla candeggina. Non ho elementi per fare ipotesi su
un caso strano e eccezionale. E' plausibile un vero sviluppo
di qualche GAS (anche solo CO2), e non vapore.
A quel punto il discorso diventa : quanto rapidamente la
sezione libera di tubo fa sfogare gas/vapore ? A che
velocità vengono generati ? Se le pressioni locali salgono
molto, beh, uno scarico non è nato per contenere pressioni
come la canna di un fucile ...
>> La soda scalderebbe un po' meno (ma pure lei) solo che per
>> renderla efficace necessita proprio che venga calato un
>> pentolino d'acqua già bollente, in modo che la temperatura
>> della soluzione satura salga e essa idrolizzi grassi,
>> capelli e tutto. Una parte dell'acqua bolle violentemente.
>> Infatti il consiglio è : 1) tappare con assoluta sicurezza,
>> i troppo pieni e altri sfiati, e avere guanti lunghi e un
>> grosso straccio bagnato per comprimere l'unico sfiato nella
>> piletta appena buttata l'acqua e far sfogare i rigurgiti
>> verso lo scarico.
>
> Per cui, l'esatto opposto di quando si usa l'acido solforico, giusto?
>
>> E' roba da esperienza, diciamo.
>
> In effetti nella scheda dello SGORGOSI c'è scritto espressamente prodotto per professionisti.
quantomeno, gente con familiarità a maneggiare sostanze
aggressive, che si dota di guanti adatti (lunghi e spessi),
occhiali o visiere adatte, che tiene a portata di mano una
bacinella d'acqua pulita etc.
Ad es. l'impossibilità di sciacquarsi per tempo è
responsabile di tutti i comuni danni (non oculari, lì la
cosa è meno ovvia) da acidi forti e basi forti.
A me è capitato innumerevoli volte di versarmi per sbaglio
un po' di acido solforico (non bollente !) direttamente
sulle mani, sciacquarmi entro pochi secondi, e non avere
nessuna conseguenza. Stessa cosa con la soda e potassa
caustica. Il tempo di contatto è molto importante.
Ci sono solo due acidi che non danno tempo di sciacquarsi
(anche se bisogna farlo lo stesso e ancora più velocemente)
l'acido nitrico concentrato (non di facile reperimento) e
l'acido fluoridrico concentrato (il peggiore in assoluto).
Lì si rischiano necrosi tremente, cicatrici, persino la
morte per avvelenamento.
Ma solforico e specie cloridrico se ti lavi subito non sono
molto dannosi. Salvo che negli occhi.
> Però poi questi prodotti si trovano normalmente anche al supermercato...
surrogare il cervello della gente con norme restrittive non
mi pare una soluzione auspicabile. Con l'acido solforico ci
ho pulito il bollitore con 1 kg di calcare dentro. Se andavo
ad aceto, mi sarebbero servite una ventina di bottiglie,
magari a caldo.
Insomma se ognuno facesse quel che è sicuro, non si
creerebbe problemi.
>>
>> Infine magari qualcuno si confonde, e butta pure l'acqua
>> bollente dopo l'acido solforico concentrato ... e il geyser
>> esce tipo yellowstone, salvo che è pure molto più acido.
>
> Come detto sopra, dovrebbe comunque essere solo un getto di vapore che esce dall'ingresso dello scarico,
dipende, chi sa che struttura hanno i tappi ... Magari ci
stanno varie strozzature, dell'acido si infiltra tra una e
la successiva, e libera gas nello spazio compreso, e non
sfoga bene ... boh, mica è una canna di fucile progettata
appositamente ...
> che può far molto male qual'ora uno ci stia sopra con la faccia... ma mai può provocare una esplosione interna delle tubazioni. Come, invece, sembra sia accaduto nelle cronache descritte nei link di prima.
nessuno ha chiarito cosa contenesse l'impianto. Abbiamo solo
le ovvie auto-manleve della casalinga.
Con una miscela di zucchero, clorato di sodio e acido
solforico, Molotof ha progettato le bottiglie auto
incendiarie (senza miccia).
Ora non dico che abbiano buttato polvere da sparo nel tubo,
ma chissà che minchia c'è finito. Magari una pastiglia di
triclosan (acido tricloroisocianurico) per piscine, che in
ambiente acido diventa un forte comburente della materia
organica. Dico a caso, non sappiamo niente. Magari aveva
tentato ammoniaca, candeggina, non fungeva, e giù pure acido
solforico. Non pongo limiti alla fantasia di chi ha fretta e
non ama pensare molto alle conseguenze delle azioni.
> In teoria potrebbe succedere solo se uno tappasse meccanicamente con forza il troppo pieno del lavandino e l'ingresso dello scarico. Cosa che però non mi pare sia successa in nessuno dei casi citati.
>
>
> Giovanni
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