quando si usa quella a 2 vie e quando quella a 3 vie?
in caso es. di 2 zone con 2-3 termosifoni ciascuno; quindi su piccolo
impianto
>quando si usa quella a 2 vie e quando quella a 3 vie?
Quella a 3 vie si usa quando la caldaia fornisce anche l'acqua ai
sanitari, oltre che ai termosifoni.
--
Byebye from Verona, Italy
Bernardo Rossi b.r...@tin.it
> On Tue, 18 Jan 2011 12:33:20 +0100, den <spa...@not.not> wrote:
>
>>quando si usa quella a 2 vie e quando quella a 3 vie?
>
> Quella a 3 vie si usa quando la caldaia fornisce anche l'acqua ai
> sanitari, oltre che ai termosifoni.
per quale motivo?
cio� comunque d'estate ci troviamo nella situzione di termosifoni spenti =
come in inverno con zone chiuse
>> Quella a 3 vie si usa quando la caldaia fornisce anche l'acqua ai
>> sanitari, oltre che ai termosifoni.
>
>per quale motivo?
Quando apri il rubinetto, quella valvola provvede a mandare l'acqua
calda ad esso invece che ai termosifoni.
Quando richiudi il rubinetto, l'acqua calda torna ai termosifoni.
Ciao
"Bernardo Rossi" <b.r...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:578bj6da9m1uu7vte...@4ax.com...
La tre vie e', di solito, quella della zona prima servita
dalla caldaia e serve per assicurare comunque un ritorno
in caso di termosifoni chiusi.
La 3vie si utilizza quando le due zone hanno temperature di mandata
diverse, ad esempio una zona a radiatori e una zona a pavimento. Allora
la zona a T più bassa usa la valvola a 3 vie per miscelare l'acqua di
mandata con l'acqua di ritorno.
Poi c'è la 3vie che distingue riscaldamento da acqua sanitaria, ma è un
altro discorso.
Se le zone sono tutte con la stessa mandata prevista, ad esempio tutte
a radiatori, e le distingui solo come tempi di apertura e chiusura a
seconda dei termostati locali, puoi benissimo usare valvole a due vie.
Unica precauzione: o metti un compensatore o un bypass, perchè se tutte
le valvole chiudono e la caldaia ha ancora acqua calda dentro, la pompa
interna continua a spingere e andrebbe a spingere sul chiuso.
Ciao
Alberto
> Se le zone sono tutte con la stessa mandata prevista, ad esempio tutte
> a radiatori, e le distingui solo come tempi di apertura e chiusura a
> seconda dei termostati locali, puoi benissimo usare valvole a due vie.
> Unica precauzione: o metti un compensatore
sarebbe?
>o un bypass, perchè se tutte
> le valvole chiudono e la caldaia ha ancora acqua calda dentro, la pompa
> interna continua a spingere e andrebbe a spingere sul chiuso.
ma la caldaia non ha già uno suo di bypass?
tra l'altro non ho capito se è inglobato direttamente dentro lo scambiatore
acqua-acqua;
ad esempio d'estate la caldaia invece di mandare l'acqua ai termosifoni la
fa girare direttemente dentro se stessa scaldando così tramite scambiatore
l'acqua sanitaria;
sta usando quindi il percorso del bypass interno?
Il motivo per cui si mette una tre vie nella prima zona
e' proprio questo.
Per ovviare al fatto che le caldaie, soprattutto le economiche,
non hanno il bypassa tra mandata e ritorno.
Il bypass del circuito di riscaldamento di norma e' all'esterno
e lo vedi.
Quello che dici tu estivo non c'entra, in estate la mandata verso
il riscaldamento e' normalmente chiusa.
Io ho seguito la parte elettrica per una caldaia che serve alcuni
appartamenti, ogni appartamento ha una valvola a due vie comandata dal
termostato; sulla valvola c'ᅵ un contatto che, solo a valvola completamente
aperta, si chiude; ho messo i tre contatti in parallelo e collegato al
contatto di partenza della caldaia.
Il risultato ᅵ che se anche solo una delle valvole ᅵ aperta la caldaia
parte, se sono tutte chiuse la caldaia funziona solo per l'acqua sanitaria
(circuito indipendente).
Saluti
Fabio
--
"Il problema dell'umanitᅵ ᅵ che gli imbecilli sono sicuri di se, mentre gli
intelligenti sono pieni di dubbi." Russell
Però quando l'ultima valvola chiude, la caldaia dove sfoga l'acqua
calda che ha dentro? Ti assicuri che a quel punto la valvola a 3 vie
commuti sul sanitario?
Altrimenti torniamo al discorso iniziale, ossia che serva un bypass
idraulico...
A parte il fatto che per principio non uso mai logiche elettriche o
software per prevenire problemi idraulici o meccanici. Il sistema deve
essere robusto di suo, anche ad elettronica strinata. Invece nel tuo
caso, il parallelo (che ovviamente sarà fatto quantomeno con diodi, non
con una semplice immorsata comune), in caso di un banale falso contatto
ti può danneggiare irreparabilmente la pompa interna della caldaia...
Alberto
E' un oggetto che concettualmente fa da polmone fra la caldaia e le
zone, che perᅵ a questo punto devono essere servite da pompe esterne
alla caldaia. Sostanzialmente, tralasciando per semplicitᅵ il discorso
dell'acqua sanitaria che fa un giro suo, la caldaia spinge con la
propria pompa l'acqua calda verso il compensatore, e aspira l'acqua di
ritorno dal compensatore stesso. Poi le singole zone aspirano, ciascuna
con una propria pompa, acqua calda dal compensatore e vi sparano dentro
l'acqua di ritorno del proprio circuito. Quindi il compensatore fa sia
da bypass (se nessuna zona aspira, l'acqua puᅵ comunque uscire dalla
caldaia e circolare nel compensatore), sia da polmone per compensare le
diverse portate delle singole zone. Ad esempio, le zone a pavimento e
le zone a radiatori hanno portate molto diverse, inoltre a volte va una
a volte va l'altra a volte vanno entrambe, quindi una singola pompa
(quella interna alla caldaia) non potrᅵ mai essere tarata adeguatamente
per fornire la giusta portata al sistema nelle varie situazioni.
>
>> o un bypass, perchᅵ se tutte
>> le valvole chiudono e la caldaia ha ancora acqua calda dentro, la pompa
>> interna continua a spingere e andrebbe a spingere sul chiuso.
>
>
> ma la caldaia non ha giᅵ uno suo di bypass?
Non sempre.
Spesso sᅵ, quindi basta verificarlo.
> tra l'altro non ho capito se ᅵ inglobato direttamente dentro lo scambiatore
> acqua-acqua;
>
> ad esempio d'estate la caldaia invece di mandare l'acqua ai termosifoni la
> fa girare direttemente dentro se stessa scaldando cosᅵ tramite scambiatore
> l'acqua sanitaria;
>
> sta usando quindi il percorso del bypass interno?
Puᅵ essere, ma secondo me ᅵ una cosa diversa.
Comunque non possiamo fare supposizioni, basta che tu verifichi nella
documentazione della tua caldaia. E ad ogni buon conto, un bypass
esterno non costa molto ed ᅵ un elemento di sicurezza notevole
(sicurezza nel senso di salvare la caldaia, non che ti fai male se non
ce l'hai).
Alberto
Concordo, la tre vie o il bypass in caldaia sono proprio la sicurezza
in piu'.
il solo motore pero' di quello a sfera costa minimo 120-130 euro
e la valvola tre vie sui 90 euro;
mentre il motore per soluzione a pistone sui 50 euro;
come si fa a valutare se serve a sfera o a pistone?
dipende dal numero di termosifoni della zona?
inoltre ho visto che ci sono i motori sia a 220 che 24 volt;
si usano quando l'uno o l'altro?
---
consigli marca particolare o che hai usato per tali valvole di zona?
idem per bypass;
riguardo valvole di zona (da piccola ricerca),
es x caleffi ha il tee interno č fisso mentre giacomini regolabile,e su
catalogo caleffi dice che le soluzioni regolabili possono creare rumori o
stararsi; mi sembra strano tale cosa; ovviamente il parere č di parte
idem confronto bypass tra le 2 aziende, una ha anche spurgo aria mi sembra;
ma perchč dentro si creano bolle e serve manutenzione?
serve inoltre comunque ogni tanto ripulire causa formazione di
incrostazioni da calcare che puo' blocccare la molla?
Premessa, di idraulica me ne intendo quasi nulla. Cosa significa far
commutare sul sanitario?
La caldaia in questione ha circuiti differenti per acqua sanitaria e
riscaldamento, ha una commutazione interna, o funziona con acqua sanitaria o
con il circuito dei caloriferi. Ad esempio se apri l'acqua calda commuta su
sanitari e smette di inviare acqua calda ai caloriferi, fino a quando non
chiudi il rubinetto.
Da ignorante in materia non capisco perchè serva commutare un circuito
chiuso (fatto con acqua puzzolente) nel sanitario.
> A parte il fatto che per principio non uso mai logiche elettriche o
> software per prevenire problemi idraulici o meccanici. Il sistema deve
> essere robusto di suo, anche ad elettronica strinata. Invece nel tuo
La robustezza sta nella semplicità: i contatti non possono rimanere chiusi
se la valvola chiude il passaggio dell'acqua, inoltre c'è un controllo anche
a livello di consensi dei termostati.
> caso, il parallelo (che ovviamente sarà fatto quantomeno con diodi, non
Mi puoi spiegare l'utilità dei diodi? Sono 3 semplici contatti puliti in
parallelo. Grazie.
> con una semplice immorsata comune), in caso di un banale falso contatto ti
> può danneggiare irreparabilmente la pompa interna della caldaia...
>
> Alberto
Per come sono fatte le valvole direi che è un'ipotesi molto, ma molto
remota, è molto più facile una mancata accensione (contatto ossidato); c'è
comunque in serie un relè comandato dai termostati.
Saluti
Fabio
--
"Il problema dell'umanità è che gli imbecilli sono sicuri di se, mentre gli
Non 'dentro' il sanitario, ma 'a scambiare' con l'acqua sanitaria.
Hai detto bene quando dici che la caldaia o scalda i termosifoni o
scalda l'acqua sanitaria.
Ma è qui che mi sfugge il tuo sistema. Quando la caldaia NON deve
scaldare l'acqua sanitaria, ma le viene richiesto di scaldare i
termosifoni, accende il bruciatore e poi inizia a spingere con la pompa
l'acqua calda verso i termosifoni. Quando i termostati dicono "basta
calore", la pompa non deve assolutamente spegnersi subito, ma deve far
circolare l'acqua ancora per un certo tempo, diciamo dai 2 ai dieci
minuti, per evitare che a lungo andare la struttura della caldaia si
devasti. Però tu hai detto, se ho capito bene, che coi termostati
comandi direttamente le valvole a due vie delle zone. Adesso, ci sarà
un momento in cui è rimasta in chiamata una sola valvola, e questa
valvola ad un certo punto si chiude perchè il termostato dice basta.
Ecco, in questo momento, con tutte le valvole a due vie chiuse, dove
sfoga l'acqua calda spinta dalla pompa, che deve assolutamente rimanere
accesa ancora per qualche minuto?
Per questo dicevo che O c'è un bypass interno alla pompa, O devi
accertarti che la pompa spinga l'acqua verso lo scambiatore sanitario.
>
>> A parte il fatto che per principio non uso mai logiche elettriche o
>> software per prevenire problemi idraulici o meccanici. Il sistema deve
>> essere robusto di suo, anche ad elettronica strinata. Invece nel tuo
>
> La robustezza sta nella semplicità: i contatti non possono rimanere chiusi se
> la valvola chiude il passaggio dell'acqua, inoltre c'è un controllo anche a
> livello di consensi dei termostati.
Non capisco cosa tu intenda...
Vuoi dire che non è ammissibile che una valvola resti per qualche
motivo chiusa anche mentre dai consenso alla caldaia?
Che so, un morsetto allentato, la valvola inchiodata in chiusura, ecc?
Ecco, se ne sei sicuro tu, diciamo che io faccio un ragionamento simile
a quello della classe A della Mercedes. Un'auto deve essere stabile di
suo, come pesi, sospensioni, ecc..., non devo affidare la mia sicurezza
ad un sistema elettronico che può avere bug, difetti di cui non ti
accorgi finchè non ti serve, ecc...
>
>> caso, il parallelo (che ovviamente sarà fatto quantomeno con diodi, non
>
> Mi puoi spiegare l'utilità dei diodi? Sono 3 semplici contatti puliti in
> parallelo. Grazie.
Non posso spiegarti l'utilità dei diodi se non dici come hai fatto il
circuito.
Io lo immagino così: il termostato ha un contatto pulito. Questo
contatto pulito quando chiude mi dà tensione Vdc ad una elettrovalvola
NC e me la apre.
Questa stessa tensione mi eccita un relè che mi dà il consenso alla
caldaia e me la fa partire. Però se attacco le 3 'tensioni' allo stesso
primario di un relè, vado anche ad alimentare le 3 valvole insieme.
Quindi immaginavo 3 diodi che rendessero unidirezionale la logica, da
valvole a primario e non viceversa.
Ma magari il tuo circuito è completamente diverso, cosa ne so.
>
>> con una semplice immorsata comune), in caso di un banale falso contatto ti
>> può danneggiare irreparabilmente la pompa interna della caldaia...
>>
>> Alberto
>
> Per come sono fatte le valvole direi che è un'ipotesi molto, ma molto remota,
> è molto più facile una mancata accensione (contatto ossidato); c'è comunque
> in serie un relè comandato dai termostati.
Continuo a non capire come tu possa garantire lo sfogo dell'acqua calda
nei minuti successivi all'interruzione della chiamata dell'ultimo
termostato.
Se sono stati inventati fior di sistemi idraulici per gestire questa
fase di spegnimento senza affidarsi all'elettronica (e io, da ingegnere
informatico, condivido pienamente questa strada), non vorrei che tu
abbia sottovalutato un passaggio fondamentale per salvaguardare la
caldaia...
Alberto
Chiarissimo, grazie! Non ero assolutamente a conoscenza del problema.
> Non capisco cosa tu intenda...
> Vuoi dire che non è ammissibile che una valvola resti per qualche motivo
> chiusa anche mentre dai consenso alla caldaia?
No, intendo che per come è costruita la valvola è molto improbabile che a
valvola chiusa vi sia il contatto chiuso... certamente la sfiga ci vede
benissimo, però è molto molto improbabile. Per avere un ulteriore garanzia
ho un rele collegato con i termostati che interrompe il consenso.
> Non posso spiegarti l'utilità dei diodi se non dici come hai fatto il
> circuito.
> Io lo immagino così: il termostato ha un contatto pulito. Questo contatto
> pulito quando chiude mi dà tensione Vdc ad una elettrovalvola NC e me la
> apre.
Per semplicità diciamo che fino a qui corrisponde.
> Questa stessa tensione mi eccita un relè che mi dà il consenso alla
> caldaia e me la fa partire.
Ecco perchè non ci capivamo, la caldaia non si aspetta una tensione per
partire, ma semplicemente la chiusura di un contatto; in pratica ho due fili
dalla caldaia che se uniti fanno partire il riscaldamento se aperti fanno
spegnere.
> abbia sottovalutato un passaggio fondamentale per salvaguardare la
> caldaia...
>
> Alberto
Sicuramente, infatti non ne ero a conoscenza e gli idraulici non hanno detto
nulla in merito, mi studio subito una soluzione.
Saluti
Fabio
Se di questo impianto ne hai parlato con l'installatore idraulico, e
questo ha dato l'ok, significa che con ogni probabilità la tua caldaia
ha il bypass interno...
Alberto
Mi informer� di sicuro, grazie!
Saluti
Fabio
> Quando i termostati dicono "basta
> calore", la pompa non deve assolutamente spegnersi subito, ma deve far
> circolare l'acqua ancora per un certo tempo, diciamo dai 2 ai dieci
> minuti, per evitare che a lungo andare la struttura della caldaia si
> devasti.
questo aveveo letto ma non ricordo bene il motivo; mi sembra che l'acqua
calda non deve rimanere ferma ma deve comunque circolare, credo per
evitare di rovinare es. guarnizione 'polmone' di sfiato etc.;
� come quando l'auto si spegne e la ventola comunque continua a girare
perch� comunque a nche se il motore � spento le temeprature son ancora alte
in tutte le componenti (quindi � come se la macchina fosse ancora accesa);
pero' le elettrovalvole che hanno micro-interruttore di fine corsa
sono una fregatura per la cadaia se si collegano quindi senza passare per
una scheda elettronica che appunto dovrebbe far girare ancor un po' la
pompa quando gli arriva il comando di chiusura?
� la scheda elettrnica a dare questo ulteriore tempo oppure � un qualcosa
di interno alla pompa stessa che ogni volta che gli arriva il comando di
chiusura comunque ritarda la stessa?
da quanti anni fai tali collegamenti?
ma hai notato se usano di piu' le valol a a due o a tre zone e se
mettono il by-pass o sui collettori se impainti con molte zone o se
in prossimit� della caldaia se impainto picccolo
Si, grossomodo il concetto ᅵ quello, semplificando.
>
> pero' le elettrovalvole che hanno micro-interruttore di fine corsa
> sono una fregatura per la cadaia se si collegano quindi senza passare per
> una scheda elettronica che appunto dovrebbe far girare ancor un po' la
> pompa quando gli arriva il comando di chiusura?
Proprio per questo esistono strumenti idraulici (e che quindi si basano
proprio su 'giri di tubi' e non su consensi e contatti), come il bypass
o il compensatore, che consentono questa circolazione anche a valvole
chiuse.
> ᅵ la scheda elettrnica a dare questo ulteriore tempo oppure ᅵ un qualcosa
> di interno alla pompa stessa che ogni volta che gli arriva il comando di
> chiusura comunque ritarda la stessa?
E' la scheda. Tant'ᅵ che nelle caldaie di livello medio-alto ᅵ un tempo
impostabile.
Ciao
Alberto
Zero! Non � assolutamente il mio lavoro! Non mi piacerebbe :-)