Ma neanche per sogno! :-)
Per neutralizzare l'effetto pelle con il metodo multifilare
e' necessario che ogni filo sia isolato dagli altri.
Nell'ordinario cavo elettrico non e' cosi', e dal
punto di vista dell'effetto pelle, il fascio si
comporta sostanzialmente come un singolo trefolo
di pari sezione.
Inoltre, nel rame, a 50 Hz, l'effetto pelle permette
svariati millimetri di profondita', quindi proprio
non entra in gioco neanche con cavi rigidi da 6 mmq
di sezione (e si tratta di un cavo veramente "rigido").
Inoltre, il cavo deve arrivare a portate vicine a
quelle limite (per avere densita' di corrente critiche),
cosa che viene contrastata nella normativa degli impianti
domestici, dove non si permettera' mai ad un cavo di
riscaldarsi come nel caso di una linea aerea a pieno
carico (su cui, quando e' alla massima portata, ci potete
friggere le uova, anzi, bruciare anche le bistecche).
In sostanza, l'effetto pelle e' un problema per Terna e
compagnia perche':
a) le sezioni usate sono ben piu' "grosse" di quelle
nelle vostre abitazioni
b) le densita' di corrente ammesse sono ben piu' "elevate"
di quelle nelle vostre abitazioni
Ecco una tabella che indica per ogni sezione in rame quale e'
la massima frequenza fino alla quale non avremo alcun effetto
pelle nel rame, perche' semplicmente la "profondita'"
raggiunta dalle corrente e' maggiore del diametro.
Ovviamente si intende la corrente alla massima portata
(valori indicativi):
mmq Hz
--------
107 125
85 160
67 200
54 250
42 330
34 400
27 500
21 650
17 800
13 1200
10 1400
8 1700
6 2200
4 3300
2.5 5000
1.5 8500
Quindi a 2,5 mmq si puo' arrivare fino a 5 kHz di
frequenza senza che l'effetto pelle sia un problema.
La ragione della preferenza dei cavi multifilari sta
nella loro maggiore lavorabilita': e' piu' facile "tirare"
i cavi nei tubi corrugati, specialmente se ci sono tante
curve, ed e' possibile estrarre e richiudere prese
ed interruttori un numero di volte ben maggiore senza
che si spezzino i conduttori (o meglio, "l'unico"
conduttore). Quando incontro cavi rigidi, sono costretto
ad utilizzare grande cautela nell'estrarre i frutti,
per evitare che si tranci il filo rigido.
D'altra parte il cavo rigido ha i suoi vantaggi:
a) costa meno (la fabbricazione e' piu' semplice)
b) occupa meno spazio a parita' di sezione di rame
(ovvero, a pari spessore di isolante, il cavo
rigido e' leggermente piu' sottile, a pari rame)
[ma d'altra parte, a causa della sua minore
flessibilita', un cavo rigido di adatta meno
con altri cavi in un tubo stretto]
c) e' piu' facile inserire il filo nei morsetti
senza rischiare i contatti non voluti nel caso
dei cavi che, per un trefolo, magari quasi invisibile
per chi non ci vede al massimo da vicino, che si
"sposta" dal fascio durante l'inserimento
poi causa un cortocircuito, anche non subito,
ma tempo dopo terminato il lavoro di installazione
d) e' meno vulnerabile alla corrosione, dato che
offre una minore superficie a contatto con
l'umidita' e l'aria, mentre nel caso dei cavi
flessibile abbiamo un effetto capillarita' che
porta l'umidita' in profondita' dentro il cavo
Notare che il cavo rigido non si usa per sezioni oltre
un certo limite, ma si fanno cavi formati da piu' cavi
rigidi (ovvero trefoli "grossi"), perche' un cavo
rigido, ad esempio, di 6 mmq diventerebbe ingestibile,
piu' simile ad una "sbarra" a quello che si intende per
"cavo mobile".
A spanne un cavo rigido e' preferibile nella posa esterna
ovvero in ambienti corrosivi, mentre il cavo flessibile
e' preferibile dove i cavi saranno mossi spessi, anche
solo per ragioni di manutenzione.
Nella posa esterna i cavi rigidi sono anche preferibili
perche' in genere sono tratte piu' lunghe e quindi
entra anche in gioco la loro maggiore economicita'.