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Grassello di calce

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E. Delacroix

unread,
Jul 26, 2023, 1:03:36 PM7/26/23
to
Dovrei imbiancare un locale grande destinato a deposito/laboratorio;
comperare bidoncini di lavabile buono mi sembra uno spreco ed inoltre
non avrebbe (credo) la capacità di disinfettare come la calce. Ricordo
che mettevano sale nella calce per imbiancare in modo che nonsfarini o
che lasci il segno se ti appoggi ad una parete.

Chedevo se il ricordo circa il sale è corretto e se esiste un
additivo/fissativo moderno per fissare la calce.
--
E. Delacroix

MarioCPPP

unread,
Jul 26, 2023, 9:52:06 PM7/26/23
to
On 26/07/23 19:03, E. Delacroix wrote:
> Dovrei imbiancare un locale grande destinato a
> deposito/laboratorio; comperare bidoncini di lavabile buono
> mi sembra uno spreco ed inoltre non avrebbe (credo) la
> capacità di disinfettare come la calce.

eh come quella c'è poco, vero.

Un consiglio : mettila a "marcire" in acqua anche uno o due
giorni prima (coperta con un nylon). Impastarla dopo è molto
più facile e inoltre non farà mai grumini asciutti. La calce
ha il vizio del fango : diventa viscosa e impermeabile e i
groppi solidi dentro si idratano male

> Ricordo che
> mettevano sale nella calce per imbiancare in modo che
> nonsfarini o che lasci il segno se ti appoggi ad una parete.

non mi risulta, non l'ho né mai letto né mai sentito, e tra
l'altro non ha nessuna "ratio".
D'altra parte il sale è nemico di tutti i materiali
cementizi, ergo non lo farei a prescindere.

La calce idrata tollera (non che servano però) discrete
quantità di gesso, che rendono tedioso lavare i pennelli.
Diciamo che il gesso, essendo della stessa tinta ma a presa
idraulica e non a presa aerea, accelera i tempi di
ritinteggiatura fresco su fresco. Sulla calce pura non
bisogna avere troppa fretta di ritinteggiare, specialmente
se la stanza non è aereata strabene (es. se è a porte chiuse
e finestre chiuse, la presa potrebbe richiedere giorni,
perché con 400 ppm di CO2 non è che ci si carbonatino 5 kg
di calce facilmente). E se ritinteggi sulla calce non
carbonatata, si ridisperde e impasta il pennello, togli e
levi e fai casino. D'estate non è un problema, si lascia
aperto e fa la sua presa.

>
> Chedevo se il ricordo circa il sale è corretto e se esiste
> un additivo/fissativo moderno per fissare la calce.

beh, esistono, ma uno dei pregi della calce era la
traspirabilità totale. La calce la dai quando cerchi
traspirabilità. Se cominciamo a metterci polimeri acrilici o
vinilici, sì cessa di sfarinare, ma la traspirabilità scende.

Io mi ero fatto intere stanze, inclusi soffitti, a cemento
bianco (non calce, proprio portland bianco da 10 euri a
sacco) impastato con lattice acrilico puro. Ha
l'impermeabilità della plastica praticamente e all'usura
anche è indistruttibile. Se vuoi scalfirlo devi usare la
lama di un coltello e premere pure un po'.
Dove sfogavano i sali ha fatto le bolle, i cristalli sotto
hanno gonfiato, ma qui il problema dei sali è qualcosa di
osceno : non ho fondamenta e una delle stanze è stata una
stalla e un'altra un porcile, dove gli animali magari
cagavano sul fondo in terra. Avevo lavato i muri per mesi
con idropulitrice prima di intonacare, ma alla fine cmq dopo
i primi 5-10 anni, i muri hanno ripescato i sali da terra o
dagli strati profondi.

Paradossalmente la calce si comporta meglio alle
efflorescenze saline, sfarina un po' ma si lascia
attraversare, e ste barbette le potresti pulire
delicatamente con una spazzola. La mia pittura
indistruttibile invece non fa passare niente, gonfia come le
bolle, perché i sali non solo spingono come cristalli ma
proprio disgregano la struttura del cemento dove aderisce
all'intonaco e quindi perde la presa.

Cmq, volendo, puoi anche dare calce sola e poi quando
asciutta, darci sopra del fissativo acrilico. Dosarlo per
avere la giusta permeabilità è difficile (io non saprei farlo).

Se invece hai intonaco disastrato, fortemente disomogeneo, e
sottofondo dell'intonaco ancora più eterogeneo, dare sia un
primer turapori sia aggiungere il polimero alla pittura
regolarizza molto l'assorbimento del fondo e quindi lo
spessore delle mani. Diversamente, con calce o cemento
bianco da soli e acqua, dove il fondo succhia come una
puttana ti si ingroppa tutto, non fila più, e dove non beve
o addirittura c'è chiazze d'umido, resta liquido e attacca poco.
Quindi con fondi dissestati, i polimeri hanno i loro
vantaggi nell'evitare le zone sottili (dove non copri e si
vede il fondo) e le zone bruciate dove poi la pittura viene
spessa ma poi si scolla facilmente.

Rispetto a una pittura commerciale (tipo al rutilo), la
calce ha anche il difetto che se ad es. non hai il fondo già
bianco, serve almeno una mano in più per lo stesso potere
coprente. In compenso è di costo trascurabile.

--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
MarioCPPP

E. Delacroix

unread,
Jul 27, 2023, 6:26:46 AM7/27/23
to
Grazie per le informazioni molto precise; se ho capito bene:

1. il sale ha la stessa valenza del sale sulla coda dei merli per
catturarli facilmente.
2. meglio la calce senza polimeri per fissarla; sai che se ti appoggi
puoi sporcarti i pantaloni neri ma *non* la troverai a coprire il
pavimento e gli oggetti nel locale ... dico bene?
3. non ho affioramenti di sali, ma la popolazione entomologica è
composta da grande quantità di ragni (a giudicare dalla quantità di
ragnatele; la presenza di scorpioni conferma) insetti peraltro utili in
quanto catturano le zanzare. Ad occhio la calce potrebbe essere nociva
per gli insetti utili, dico bene?
Il locale, intonacato a regola, non vede la ritinteggiatura da decine di
anni; è a piano terra, finestrato in alto e dotato di due porte agli
estremi, quindi facilmente arieggiabile.
4. la calce copre di meno delle pitture, per cui servono più mani.

La scelta è difficile: o calce senza additivi o idropittura traspirante
la più economica. La base è idropittura di qualche generazione addietro.

In sostanza ... te cosa faresti?

--
E. Delacroix

Gianluca

unread,
Jul 27, 2023, 6:38:38 AM7/27/23
to
Il 27/07/23 03:52, MarioCPPP ha scritto:
>
> Un consiglio : mettila a "marcire" in acqua anche uno o due giorni prima
> (coperta con un nylon). Impastarla dopo è molto più facile e inoltre non
> farà mai grumini asciutti. La calce ha il vizio del fango : diventa
> viscosa e impermeabile e i groppi solidi dentro si idratano male
>

Non è meglio che si compri direttamente del latte di calce? Mettersi a
diluire il grassello...



> Dove sfogavano i sali ha fatto le bolle, i cristalli sotto hanno
> gonfiato, ma qui il problema dei sali è qualcosa di osceno : non ho
> fondamenta e una delle stanze è stata una stalla e un'altra un porcile,
> dove gli animali magari cagavano sul fondo in terra. Avevo lavato i muri
> per mesi con idropulitrice prima di intonacare, ma alla fine cmq dopo i
> primi 5-10 anni, i muri hanno ripescato i sali da terra o dagli strati
> profondi.

Nitrati, i più schifosi.
Comunque ci hai messo del tuo per peggiorare le cose ;)


Gianluca


celtico1967

unread,
Jul 27, 2023, 8:35:47 AM7/27/23
to
Mai sentito l'uso del sale.
So dell'utilizzo del latte e/o dell'albume dell'uovo da miscelare al grassello.

NoliMihiMentulamFrangere

unread,
Jul 27, 2023, 8:43:14 AM7/27/23
to
On 27/07/23 12:26, E. Delacroix wrote:
> Il 27/07/2023 03:52, MarioCPPP ha scritto:
>> On 26/07/23 19:03, E. Delacroix wrote:

snip

>
> 1. il sale ha la stessa valenza del sale sulla coda dei
> merli per catturarli facilmente.

ne sono convinto

> 2. meglio la calce senza polimeri per fissarla; sai che se
> ti appoggi puoi sporcarti i pantaloni neri ma *non* la
> troverai a coprire il pavimento e gli oggetti nel locale ...
> dico bene?

si ma poi sfarina ok ma fino a un certo punto. La calce data
bene macchia se insisti un po', non è che spolveri di base.
Il problema di fondo è spesso quello dell'assorbimento
eccessivo di acqua del fondo che causa mani "bruciate"
(ossia l'acqua viene rimossa molto rapidamente prima ancora
che possa essere iniziata la presa aerea, il ché causa
ritiro igrometrico e un residuo di granelli poco coesi.
Durante la presa aerea si verifica un'espansione
modestissima (diversamente dalla presa cementizia che è più
regolabile con additivi), che non rimedia al problema della
"bruciatura". Se la mano non è bruciata, lo strato a fine
presa è ragionevolmente solido.

> 3. non ho affioramenti di sali, ma la popolazione
> entomologica è composta da grande quantità di ragni (a
> giudicare dalla quantità di ragnatele; la presenza di
> scorpioni conferma) insetti peraltro utili in quanto
> catturano le zanzare. Ad occhio la calce potrebbe essere
> nociva per gli insetti utili, dico bene?

beh, mentre la dai sicuramente stermini tutto, è chiaro. A
fine presa cmq il pH ritorna neutro, perché tutto il Ca(OH)2
è stato convertito in CaCO3.
Chiaramente finché c'è calce libera nessuna bestiola amerà
andarci a zampettare ... ah, anche le tue mani non
ringrazieranno, ed è molto consigliabile mettere gli
occhialoni riparanti, perché pure un piccolo schizzo di
calce nell'occhio brucia come fuoco. Appena impastata ha un
pH nei dintorni di 13, è molto caustica

> Il locale, intonacato a regola, non vede la ritinteggiatura
> da decine di anni;

in ogni caso se non raspi via e irruvidisci, è più semplice
evitare la "bruciatura" delle prima mani, perché il fondo
assorbe lento. Chiaramente ha senso se le mani sottostanti
sono ben ancorate e compatte. Se si staccano, hai da raspare
purtroppo. Tutto o solo dove si stacca è questione di gusti,
di tempo e fatica. Io ai tempi di 5 stanze ho raspato sino
alla sabbia tipo 7-8 mani di vari colori, e poi ho dato
decine di litri di turapori ovunque, perché il mio fondo era
tenero e sfarinoso, nammerda proprio.

> è a piano terra, finestrato in alto e
> dotato di due porte agli estremi, quindi facilmente
> arieggiabile.
> 4. la calce copre di meno delle pitture, per cui servono più
> mani.

sì, per varie ragioni. I pigmenti industriali vengono
macinati con più cura della calce, hanno una grana
micrometrica che oltre a dare una tessitura finale setosa,
sono più coprenti a parità di sostanza (anche il calcare
della carta ha la tessitura finissima). Inoltre usano spesso
pigmenti a indice di rifrazione più alto (in passato usavano
persino la biacca al piombo !), come TiO2 che è più coprente
a parità di grana. La calce da cmq una tessitura ruvida più
tipo il lino : che per inciso imho è più gradevole da
sfiorare, il liscio liscio mi da un po' fastidio.

>
> La scelta è difficile: o calce senza additivi o idropittura
> traspirante la più economica. La base è idropittura di
> qualche generazione addietro.
>
> In sostanza ... te cosa faresti?

non so, io ho optato per la medesima soluzione uniforma in
contesti diversi (primo piano asciutto e piano terra
umidissimo, e tra l'altro sia a sud sia a nord). Ora del
secondo piano sono soddisfattissimo. Zero distacchi, puoi
lavarla con spugna abrasiva e paglietta e gli fai un baffo.
Ma sotto dove avevo i sali, in effetti non sono soddisfatto.
Le macchie di umido, non sfogandosi, sono risalite di un
mezzo metro più in alto sopra la quota precedente. Il muro
esterno è al grezzo, ma non è sufficiente a sfogare tutta
l'umidità, perché il muro è cmq 65 cm pieno, e non gli basta
asciugare da una sola faccia.


Ti dico un altro difetto delle pitture supercariche di
polimeri plastici (che sono favolosamente lavabili) :
l'inquinamento di terza mano (ora io non sono fumatore, ma
mi scaldo a legna, che è anche peggio).
Ebbene, ogni volta che fai fumi, o liberi vapori di sostanze
chimiche (es. spruzzi insetticida, fai bruciare una pietanza
o quel che vuoi), LA CALCE NON ASSORBE NULLA di composti
organici volatili. Zero, manco gli odori. Le pittore piene
di polimeri catturano TUTTO, e poi quando sono cariche,
cominciano a rilasciarlo lentamente. Alle volte
ingialliscono ma non per la luce ultravioletta,
semplicemente perché nella ricarica della stufa spargi un
po' di fumo, e sta roba finisce intrappolata nelle matrici
acriliche / viniliche, e poi quella sì, tra l'ossidazione
dell'aria e la luce, ingiallisce.
La calce non si sporca in modo "passivo" assorbendo gas. Ma
chiaramente macchie di sugo, di sangue o altro, non le lavi
mai più-
Quindi un po' dipende da che genere di sporcamento ordinario
si mette in conto di proteggersi.

A macchie di natura "oleosa" una pittura plasticheggiante
non resiste mica tanto meglio della normale calce (che in
teoria la puoi sempre lavare con acetone e tamponare con
carta ed "eluire" via la macchia). Una plasticheggiante non
la puoi sgrassare con un solvente, rischi una catastrofe.

Poi un ultimo aspetto è la manualità e i trucchi (tipo la
marcitura, la digestione a lungo in acqua pre-impasto, e la
corretta diluizione e preparazione del fondo). Le pitture
sono decisamente più facili da stendere e a prova di
inesperto, sono preformulate in modo prudente. Con la calce
sta un po' a te non fare errori.

L'errore di troppa diluizione è rimediabile : richiede però
di stendere più mani (e siccome l'asciugatura è lenta, sono
tempi biblici in totale, diciamo, a meno che non sia la
classica mano singola di rinfresco annuale).
La mano troppo spessa porta facilmente a bruciatura (quindi
poi sfarina malamente) e tessitura sgradevole (si sentono le
righe delle setole e si vedono persino gli incroci delle mani).
Insomma è difficile regolarsi bene con l'acqua.


Altra differenza : lavaggio pennelli. Per le pitture
superlavabili è come un rito religioso, con filo di acqua
calda, decine e decine di spurgamenti delle tracce più
minute, e anche così le setole è come diventassero più corte
a ogni mano, perché alla base resta cmq un sedimento duro.
Con la calce puoi usare pure acqua fredda e subito a getto e
il lavaggio non è un problema se è sommario tra uan mano e
l'altra, facendo bene giusto quello quando metti via i
pennelli per il riposo a lungo termine. Prende lenta lenta e
cmq non è meccanicamente così forte.

Ci sono mille sfumature intermedie, stavo confrontando
proprio i due casi estremi : calce nuda e cruda con una
superlavabile pesantemente infarcita di polimeri. Una
pittura così se a fine mano ti distrai e cacci il pennello
sporco in un secchio di acqua fredda, il polimero
impazzisce, salta fuori di colpo dalla dispersione /
emulsione e la pennellessa è da buttare via.

--
NoliMihiMentulamFrangere
(non mi scassate il cazzo)

MarioCPPP

unread,
Jul 27, 2023, 8:52:10 AM7/27/23
to
non sei di primo pelo manco te eh ! LOL :D :D
in effetti ricordo vagamente un documentario su un ponte
famoso (forse era quello di Mostar) in cui nel calcestruzzo
avevano messo una quantità spropositata di albumi. I
polimeri alla vecchia maniera !
Le antiche tempere erano effettivamente legate con albume o
"colle animali" (idrolizzati di collageno da raschiature di
pelli, tendini, ossa, strabolliti).

L'unico problema dell'usare queste soluzioni è che devono
essere rigorosamente usate in ambienti asciutti, no umidità
di risalita e no condensa.
Altrimenti dopo il primo anno, una volta che la calce ha
perso il suo micidiale pH iniziale, ti trovi un florilegio
di MUFFE di ogni genere, perché diversamente dai
poliacrilati, le colle proteiche sono buone da magniare.
Vale persino per seta e lana : ci sono delle farfalline che
poi fanno dei vermi che se le rosicchiano. Oh so proteine !
Tra l'altro i tappeti si diradano, la trama in cellulosa la
avanzano.

oggi come oggi latte e uovo li consiglierei solo a qualcuno
che mi sta particolarmente sui coglioni :D :D

Giampaolo Natali

unread,
Jul 27, 2023, 10:29:30 AM7/27/23
to
NoliMihiMentulamFrangere wrote:
> On 27/07/23 12:26, E. Delacroix wrote:
>> Il 27/07/2023 03:52, MarioCPPP ha scritto:
>>> On 26/07/23 19:03, E. Delacroix wrote:
>
> snip

Mi aggancio qui, saltanto a piè pari il tuo lungo, perfetto ed esaustivo tuo
intervento.

Domanda:

se, costo a parte, la tinteggiatura di questo locale fosse fatta con un
prodotto a base silicato di potassio in percentuale => del 95%
del totale, non verrebbero risolti tutti i problemi presenti e/o futuri?

Grazie.

--
Giampaolo Natali
giampaol...@alice.it

MarioCPPP

unread,
Jul 27, 2023, 1:42:23 PM7/27/23
to
On 27/07/23 16:29, Giampaolo Natali wrote:
> NoliMihiMentulamFrangere wrote:
>> On 27/07/23 12:26, E. Delacroix wrote:
>>> Il 27/07/2023 03:52, MarioCPPP ha scritto:
>>>> On 26/07/23 19:03, E. Delacroix wrote:
>>
>> snip
>
> Mi aggancio qui, saltanto a piè pari il tuo lungo, perfetto
> ed esaustivo tuo intervento.
>
> Domanda:
>
> se, costo a parte, la tinteggiatura di questo locale fosse
> fatta con un prodotto a base silicato di potassio in
> percentuale => del 95%
> del totale, non verrebbero risolti tutti i problemi presenti
> e/o futuri?
>

da quello che so per essere efficace il "vetro solubile" più
che come trattamento superficiale dovrebbe penetrare il più
possibile, quindi mal che vada dato sciolto in semplice
acqua sperando nella clemenza del muro, e possibilmente
iniettato con le flebine appese.
Questo prodotto non è coprente né un pigmento, almeno
inizialmente (ma cmq non è il suo scopo), è una forma
solubile e alcalina di silice che, per successiva
carbonatazione e diminuzione di pH, comincia a far
precipitare silice colloidale, che poi tura i pori in modo
"tombale" (nel senso che di lì non la smuove più nessuno).

In un muro spesso un trattamento di superficie (peggio se
associato alla tinteggiatura invece che fatto prima con sola
acqua a mo di primer) secondo me fa poco. La cosa ideale
sarebbe iniettarlo a partire da fil di terra per i primi
30-50 cm (una volta tappato lì, i sali in alto andrebbero a
morire seccandosi e smettendo di crescere, dopo avere
asportato la barbetta.

Io avendo i muri in arenaria spessi e porosissimi e col
costo del prodotto (che è un costo SPECULATIVO, il silicato
di potassio non sarebbe per nulla costoso, giusto un po' più
del sale di sodio, lo usano persino come adesivo per il
cartone), mi son detto : ma quanto cacchio vado a spendere ?

Ho provato a impermeabilizzare la sola superficie con
qualcosa di molto forte. Che in effetti salvo che in pochi
punti non ha ceduto, ma è bolloso e sotto è friabile, è
ripieno di quella peluria bianca fetente.
Ormai me lo tengo così e amen, non ci ho più voglia di
tribolarci dietro.

Avevo accarezzato l'idea di farmelo io, ma sciogliere la
silice in alcali non è che uno butta la sabbia nella potassa
caustica e via, a freddo, una giornata e trovi tutto
sciolto. Mi sa che bisognerebbe lavorare sotto pressione a
... boh, 200 ? 250 °C ? La silice è dura da attaccare :(
Quindi poi ho detto vabbè, fantasticherie che lasciano il
tempo che trovano.

> Grazie.

E. Delacroix

unread,
Jul 27, 2023, 2:13:26 PM7/27/23
to
Il 27/07/2023 14:43, NoliMihiMentulamFrangere ha scritto:
> On 27/07/23 12:26, E. Delacroix wrote:
>> Il 27/07/2023 03:52, MarioCPPP ha scritto:
>>> On 26/07/23 19:03, E. Delacroix wrote:
>
> snip

> Ci sono mille sfumature intermedie, stavo confrontando proprio i due
> casi estremi : calce nuda e cruda con una superlavabile pesantemente
> infarcita di polimeri. Una pittura così se a fine mano ti distrai e
> cacci il pennello sporco in un secchio di acqua fredda, il polimero
> impazzisce, salta fuori di colpo dalla dispersione / emulsione e la
> pennellessa è da buttare via.
>

E' complicatissimo, come il setup di una F1 ...

Mi sembra di aver dedotto che comunque è meglio evitare di dare la calce
in agosto, col caldo, per evitare la bruciatura.

Grazie mille per i chiarimenti e le informazioni!

--
E. Delacroix

MarioCPPP

unread,
Jul 27, 2023, 8:21:24 PM7/27/23
to
ma no, in interno no. La fai solo un filino più lunga. Il
fatto di poter aprire bene le finestre ti lascia dare una
mano al giorno, d'inverno diventa più problematico. Tanto se
la bruci succede subito, senti il pennello che si intoppa,
non scorre a modo. Vai tranquillo. Eventualmente bagna il
muro prima, magari il giorno prima.

E. Delacroix

unread,
Jul 28, 2023, 2:08:25 AM7/28/23
to
Il 28/07/2023 02:21, MarioCPPP ha scritto:

>
> ma no, in interno no. La fai solo un filino più lunga. Il fatto di poter
> aprire bene le finestre ti lascia dare una mano al giorno, d'inverno
> diventa più problematico. Tanto se la bruci succede subito, senti il
> pennello che si intoppa, non scorre a modo. Vai tranquillo.
> Eventualmente bagna il muro prima, magari il giorno prima.
>

Ah sì, ora ricordo che un vecchio muratore mi disse che la migliore
imbiancatura è data su pareti rifinite a malta fina *ancora* umida!
Una parete così trattata ha un'imbiancatura pressocchè eterna.

Riepilogando ...
1. pulisco i muri dallo sporco dei ragni;
2. bagno una parete con la pompa dei trattamenti;
3. do' una mano di calce un po' "lunga" col rullo:
4. dopo un tempo x do un'altra mano.
5. il giorno dopo rifaccio la procedura su un'altra parete:
e così via.

Il piano è corretto?

--
E. Delacroix

NummeShkassatUCazzz

unread,
Jul 28, 2023, 12:11:03 PM7/28/23
to
On 28/07/23 08:08, E. Delacroix wrote:
> Il 28/07/2023 02:21, MarioCPPP ha scritto:
>
>>
>> ma no, in interno no. La fai solo un filino più lunga. Il
>> fatto di poter aprire bene le finestre ti lascia dare una
>> mano al giorno, d'inverno diventa più problematico. Tanto
>> se la bruci succede subito, senti il pennello che si
>> intoppa, non scorre a modo. Vai tranquillo. Eventualmente
>> bagna il muro prima, magari il giorno prima.
>>
>
> Ah sì, ora ricordo che un vecchio muratore mi disse che la
> migliore imbiancatura è data su pareti rifinite a malta fina
> *ancora* umida!
> Una parete così trattata ha un'imbiancatura pressocchè eterna.

non solo loro. Parola chiave : AFFRESCO.
I dipinti in "affresco" spesso durano ancora oggi (vabeh,
l'atmosfera acida dell'inquinamento chiaramente di magnia
pure quelli). I grandi artisti facevano intonacare la parete
appena pronti a dipingere. Il muro umido riforniva poi quel
tot di umidità che favoriva la presa.

Il problema della calce è che, pur essendo a presa aerea, da
asciutta e in aria SECCA, con anidride carbonica non
reagisce AFFATTO (se non forse in tempi biblici). Quindi
anche se l'acqua non partecipa in sé alla presa, è solo la
quota disciolta nell'umidità che si carbonata.
Carbonatandosi espelle acqua, che in teoria può continuare a
catalizzare la presa

Ca(OH)2 + CO2 ==> CaCO3 + H2O

ma se l'acqua viene persa per evaporazione, chiaramente poi
devi aspettare che si riumidifichi.

A occhio, toccando il muro, non si può sapere se la presa
aerea sia conclusa o abbiamo solo della calce seccata
prematuramente, diciamo, sono entrambe bianche. Però il
CaCO3 come lo ribagni col pennello non lo risospendi, mentre
la calce seccata bagnandola rigonfia di nuovo e rischi di
levare.

Data a umido questo non succede, c'è una scorta di acqua
sufficiente per completare la presa.


Qui (dove ho demolito vecchi muri in mattoni pieni, ho visto
delle "bruciature" che voi umani. Mattoni riciclati, ancora
sporchi di argilla, che si staccavano a mano e con un solo
colpo di scalpello si staccava intera o in due tocchi lo
strato di malta di 1-2 cm, tipico segno che non si era
verificata praticamente nessuna interazione chimica
successiva alla posa e la malta si era indurita come un
corpo estraneo). Per contro ci sono i maniaci (tipo me) che
mettono a bagno i mattoni, e dopo bestemmiano perché la
malta cola, che praticamente diventa un tutt'uno inscindibile

>
> Riepilogando ...
> 1. pulisco i muri dallo sporco dei ragni;
> 2. bagno una parete con la pompa dei trattamenti;
> 3. do' una mano di calce un po' "lunga" col rullo:

io non mi ci son mai trovato bene, ma magari è un mio bias
mentale.

> 4. dopo un tempo x do un'altra mano.

dopo un giorno diciamo, non ripassare sullo stesso in giornata !

> 5. il giorno dopo rifaccio la procedura su un'altra parete:
> e così via.
>
> Il piano è corretto?

salvo il punto 4 che mi pare frettoloso. Quando una zona è
soddisfacente, non ci ripassare nella giornata stessa.



>

E. Delacroix

unread,
Jul 29, 2023, 2:42:45 AM7/29/23
to
Ok, grazie!

P.S.: spero che il nikname sia random! :)


--
E. Delacroix
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