On 27/07/23 12:26, E. Delacroix wrote:
> Il 27/07/2023 03:52, MarioCPPP ha scritto:
>> On 26/07/23 19:03, E. Delacroix wrote:
snip
>
> 1. il sale ha la stessa valenza del sale sulla coda dei
> merli per catturarli facilmente.
ne sono convinto
> 2. meglio la calce senza polimeri per fissarla; sai che se
> ti appoggi puoi sporcarti i pantaloni neri ma *non* la
> troverai a coprire il pavimento e gli oggetti nel locale ...
> dico bene?
si ma poi sfarina ok ma fino a un certo punto. La calce data
bene macchia se insisti un po', non è che spolveri di base.
Il problema di fondo è spesso quello dell'assorbimento
eccessivo di acqua del fondo che causa mani "bruciate"
(ossia l'acqua viene rimossa molto rapidamente prima ancora
che possa essere iniziata la presa aerea, il ché causa
ritiro igrometrico e un residuo di granelli poco coesi.
Durante la presa aerea si verifica un'espansione
modestissima (diversamente dalla presa cementizia che è più
regolabile con additivi), che non rimedia al problema della
"bruciatura". Se la mano non è bruciata, lo strato a fine
presa è ragionevolmente solido.
> 3. non ho affioramenti di sali, ma la popolazione
> entomologica è composta da grande quantità di ragni (a
> giudicare dalla quantità di ragnatele; la presenza di
> scorpioni conferma) insetti peraltro utili in quanto
> catturano le zanzare. Ad occhio la calce potrebbe essere
> nociva per gli insetti utili, dico bene?
beh, mentre la dai sicuramente stermini tutto, è chiaro. A
fine presa cmq il pH ritorna neutro, perché tutto il Ca(OH)2
è stato convertito in CaCO3.
Chiaramente finché c'è calce libera nessuna bestiola amerà
andarci a zampettare ... ah, anche le tue mani non
ringrazieranno, ed è molto consigliabile mettere gli
occhialoni riparanti, perché pure un piccolo schizzo di
calce nell'occhio brucia come fuoco. Appena impastata ha un
pH nei dintorni di 13, è molto caustica
> Il locale, intonacato a regola, non vede la ritinteggiatura
> da decine di anni;
in ogni caso se non raspi via e irruvidisci, è più semplice
evitare la "bruciatura" delle prima mani, perché il fondo
assorbe lento. Chiaramente ha senso se le mani sottostanti
sono ben ancorate e compatte. Se si staccano, hai da raspare
purtroppo. Tutto o solo dove si stacca è questione di gusti,
di tempo e fatica. Io ai tempi di 5 stanze ho raspato sino
alla sabbia tipo 7-8 mani di vari colori, e poi ho dato
decine di litri di turapori ovunque, perché il mio fondo era
tenero e sfarinoso, nammerda proprio.
> è a piano terra, finestrato in alto e
> dotato di due porte agli estremi, quindi facilmente
> arieggiabile.
> 4. la calce copre di meno delle pitture, per cui servono più
> mani.
sì, per varie ragioni. I pigmenti industriali vengono
macinati con più cura della calce, hanno una grana
micrometrica che oltre a dare una tessitura finale setosa,
sono più coprenti a parità di sostanza (anche il calcare
della carta ha la tessitura finissima). Inoltre usano spesso
pigmenti a indice di rifrazione più alto (in passato usavano
persino la biacca al piombo !), come TiO2 che è più coprente
a parità di grana. La calce da cmq una tessitura ruvida più
tipo il lino : che per inciso imho è più gradevole da
sfiorare, il liscio liscio mi da un po' fastidio.
>
> La scelta è difficile: o calce senza additivi o idropittura
> traspirante la più economica. La base è idropittura di
> qualche generazione addietro.
>
> In sostanza ... te cosa faresti?
non so, io ho optato per la medesima soluzione uniforma in
contesti diversi (primo piano asciutto e piano terra
umidissimo, e tra l'altro sia a sud sia a nord). Ora del
secondo piano sono soddisfattissimo. Zero distacchi, puoi
lavarla con spugna abrasiva e paglietta e gli fai un baffo.
Ma sotto dove avevo i sali, in effetti non sono soddisfatto.
Le macchie di umido, non sfogandosi, sono risalite di un
mezzo metro più in alto sopra la quota precedente. Il muro
esterno è al grezzo, ma non è sufficiente a sfogare tutta
l'umidità, perché il muro è cmq 65 cm pieno, e non gli basta
asciugare da una sola faccia.
Ti dico un altro difetto delle pitture supercariche di
polimeri plastici (che sono favolosamente lavabili) :
l'inquinamento di terza mano (ora io non sono fumatore, ma
mi scaldo a legna, che è anche peggio).
Ebbene, ogni volta che fai fumi, o liberi vapori di sostanze
chimiche (es. spruzzi insetticida, fai bruciare una pietanza
o quel che vuoi), LA CALCE NON ASSORBE NULLA di composti
organici volatili. Zero, manco gli odori. Le pittore piene
di polimeri catturano TUTTO, e poi quando sono cariche,
cominciano a rilasciarlo lentamente. Alle volte
ingialliscono ma non per la luce ultravioletta,
semplicemente perché nella ricarica della stufa spargi un
po' di fumo, e sta roba finisce intrappolata nelle matrici
acriliche / viniliche, e poi quella sì, tra l'ossidazione
dell'aria e la luce, ingiallisce.
La calce non si sporca in modo "passivo" assorbendo gas. Ma
chiaramente macchie di sugo, di sangue o altro, non le lavi
mai più-
Quindi un po' dipende da che genere di sporcamento ordinario
si mette in conto di proteggersi.
A macchie di natura "oleosa" una pittura plasticheggiante
non resiste mica tanto meglio della normale calce (che in
teoria la puoi sempre lavare con acetone e tamponare con
carta ed "eluire" via la macchia). Una plasticheggiante non
la puoi sgrassare con un solvente, rischi una catastrofe.
Poi un ultimo aspetto è la manualità e i trucchi (tipo la
marcitura, la digestione a lungo in acqua pre-impasto, e la
corretta diluizione e preparazione del fondo). Le pitture
sono decisamente più facili da stendere e a prova di
inesperto, sono preformulate in modo prudente. Con la calce
sta un po' a te non fare errori.
L'errore di troppa diluizione è rimediabile : richiede però
di stendere più mani (e siccome l'asciugatura è lenta, sono
tempi biblici in totale, diciamo, a meno che non sia la
classica mano singola di rinfresco annuale).
La mano troppo spessa porta facilmente a bruciatura (quindi
poi sfarina malamente) e tessitura sgradevole (si sentono le
righe delle setole e si vedono persino gli incroci delle mani).
Insomma è difficile regolarsi bene con l'acqua.
Altra differenza : lavaggio pennelli. Per le pitture
superlavabili è come un rito religioso, con filo di acqua
calda, decine e decine di spurgamenti delle tracce più
minute, e anche così le setole è come diventassero più corte
a ogni mano, perché alla base resta cmq un sedimento duro.
Con la calce puoi usare pure acqua fredda e subito a getto e
il lavaggio non è un problema se è sommario tra uan mano e
l'altra, facendo bene giusto quello quando metti via i
pennelli per il riposo a lungo termine. Prende lenta lenta e
cmq non è meccanicamente così forte.
Ci sono mille sfumature intermedie, stavo confrontando
proprio i due casi estremi : calce nuda e cruda con una
superlavabile pesantemente infarcita di polimeri. Una
pittura così se a fine mano ti distrai e cacci il pennello
sporco in un secchio di acqua fredda, il polimero
impazzisce, salta fuori di colpo dalla dispersione /
emulsione e la pennellessa è da buttare via.
--
NoliMihiMentulamFrangere
(non mi scassate il cazzo)