"carletto" <
sp...@stogaz.it> ha scritto nel messaggio
news:n3lavf$dpf$1...@speranza.aioe.org...
più o meno 40 anni fa mio padre aveva deciso di "mettere via" sardine sotto
sale e amarene sotto spirito.
Ma come sempre faceva, in quantità esagerate... Dopo i primi 2 o 3 vasetti
di sarde, buonissime, le altre sono rimaste in cantina prevalentemente al
buio, ma si sono macerate nel sale, sfaldandosi e creando un liquidino
sanguigno sul fondo. Erano bruttissime. Nessuno si è fidato e sono state
buttate.
Le amarene invece, sotto alcool e zucchero, erano buonissime le prime, anche
se molto alcoliche, e sono state mangiate con gusto.
Da stancarsi il secondo vaso, e abbandonate al loro destino negli altri 3 o
4 vasi.
Dopo un paio d'anni, sono rispuntate fuori, il primo vaso era acidissimo
(forte odore di fermentazione) e fu buttato, e nuovamente dimenticati i vasi
superstiti.
Quando ormai si era sui 5 anni dall'invasamento, rispuntando in occasione di
un riordino, prima di buttare tutto, ho aperto un vaso per recuperare almeno
il contenitore, e non faceva più l'odore che ricordavo... l'ho assaggiato:
un nettare degli dei. La polpa si era separata dal nocciolo e ho filtrato
tutto il contenuto, ottenendo un liquorino di cui ho sentito la mancanza al
termine.
Per cui, a meno che l'alcool non sia evaporato completamente,
compromenttendo la conservazione (ma anche lo zucchero si trasforma e
diventa alcool) il sedimento è la parte estratta dalla frutta mescolata
insieme allo zucchero, e il tutto è depositato. Credo sia sufficiente una
filtratura e un assaggio per stabilire se è buona o no.
Diceva un noto notrizionista in merito alla data di scadenza, che l'uomo ha
la vista (un bel colore rosa scuro limpidissimo) l'olfatto (un buon odore) e
il gusto per stabilire se una cosa è commestibile.
A te manca di assaggiarlo...