Si tratta di un ombrello di infimo valore, ma per la bambina
rappresenta un caro ricordo, per cui mi sono impegnato a ripararlo, se
possibile.
I raggi dell'ombrello (quelli che sorreggono il tessuto) sono fissati
all'estremita' della canna, quella opposta al manico.
I raggi sono liberi di ruotare per 90 gradi circa attorno a questo
punto, in modo da aprire e chiudere l'ombrello.
Fino qui, tutto ok.
In un ombrello normale da ogni raggio parte un'asta fissata ad un
cilindro cavo libero di scorrere su e giu' lungo la canna.
Questo e' il cilindro che viene allontanato dal manico quando si vuole
aprire l'ombrello.
Se si trattasse si un ombrello normale, la descrizione finirebbe qui.
Purtroppo l'ombrello in questione e' ad apertura automatica.
In questo caso da ogni raggio partono ben due aste che terminano in
due diversi cilindri cavi.
I due cilindri sono messi in tensione da una molla (anch'essa libera
di scorrere lungo la canna) che tende ad allontanarli.
(Che fatica spiegare senza poter fare uno straccio di disegno).
Ora quello che si e' rotto e' il filo di ferro che univa uno dei due
gruppi di aste attorno al cilindro piu' vicino al manico.
Pensavo che sostituire quello filo di ferro sarebbe stata una
passeggiata, ma non e' cosi': per avvicinare le aste al cilindro in
questione (e poterle poi legarle) devo vincere la tensione della
molla, che non e' affatto piccola.
C'e' qualche esperto ombrellaio nel NG ?
Grazie
Duilio Foschi
teoricamente, si'.
In pratica, pero' la molla e' molto potente e si rifiuta di essere
compressa con forza umana.
Occorre una sorta di piccolo argano.
Ciao
Duilio
... la molla e' molto potente e si rifiuta di essere
> compressa con forza umana.
>
> Occorre una sorta di piccolo argano.
>
cielo, ma č un ombrello o un saltapicchio a molla ?
non so se ti ci passa fra le stecche, proverei ad es. con due liste di legno
duro, con un intaglio a U, per fare una sorta di schiaccianoci -
schiacciamolla da tenere chiuso con due morsetti a C. Oppure due piastrine
di ferro, con l'intaglio a U centrale (da inserire sull'asta dell'ombrello,
sopra e sotto la molla) e due fori ai lati, da stringere con due bulloni
lunghi.
(Spero di aver reso l'idea, se non ci sono riuscito dimmelo e ti mando uno
schizzo.)
(ma chi li fa questi ombrelli... Frankenstein ?)
anch'io sono rimasto sorpreso dalla potenza della molla
>una sorta di schiaccianoci -
lo spazio fra i raggi (all'altezza dell'asta) e' di 3-4 mm.
>due piastrine di ferro
avevo pensato a qualcosa del genere.
Purtroppo i cilindri cavi che scorrono lungo l'asta dell'ombrello (e
che dovrebbero essere accostati meccanicamente dall'argano) sono di
plastica.
Impossibile pensare di applicare una pressione in un piccolo punto dei
cilindri senza romperli.
La mia speranza era trovare qualcuno che avesse gia' riparato un tale
ombrello e fosse disposto a partecipare segreti tali che rendessero
l'operazione semplice.
Se la cosa rimane cosi' complicata, ci rinuncio.
In fondo il fine di tutte le cose e' perire... :)
Grazie
Duilio
Duilio Foschi wrote:
> La mia speranza era trovare qualcuno che avesse gia' riparato un tale
> ombrello e fosse disposto a partecipare segreti tali che rendessero
> l'operazione semplice.
>
> Se la cosa rimane cosi' complicata, ci rinuncio.
Forse c'e` un'altra disperata soluzione..... quella di cercare ed
acquistare un ombrello nuovo con meccanica simile, al quale puo` essere
montata la calotta ed il manico di quello vecchio...
se po' fa? :-))
ciao max