- la velocità minima è troppo elevata per usarlo di notte.
- Non riesco a bilanciare le pale: anche alla velocità minima il dondolio
persiste (ci ho perso delle ore posizionando morsetti di plastica e
pesettini).
Per risolvere il primo problema ho pensato ad una sostituzione
dell'interruttore di corrente del lampadario (che ore è
ventilatore+lampadario) con uno dotato di variatore di tensione. Che ne
dite? Si trovano ad un prezzo onesto? Creano problemi di dissipazione del
calore? Per il secondo problema non so dove sbattere la testa, spero solo
che la diminuzione della velocità renda tollerabile il dondolio (ed il
conseguente cigolio). Qualche suggerimento?
Grazie
Ciao
ciao
il dondolio potrebbe essere provocato anche da una differenza di
inclinazione di una pala !
con relativa diferenza di portanza ...... piu che da una differenza di pesi
delle pale.
non credo sia dimmerabile .
cerca di risolvere il problema oscillazioni, un mio amico per poco non ci ha
rimesso un occhio (ma ci ha rimesso un profondo taglio alla guancia )
si sono staccate le pale, perche il mozzo motore o qualche fermo ha ceduto
:-/
e detto da lui aveva sempre un po oscillato (3 anni di utilizzo estivo ).
ciao
Non so aiutarti, ma il nome mi ha incuriosito.
Ho conosciuto una persona che davvero si chiamava
Castruccio Castracani, di Torino.
Ed era un discendente del famoso Castruccio Castracani.
Sei la stessa persona ?
ciao
> - Non riesco a bilanciare le pale: anche alla velocità minima il dondolio
> persiste (ci ho perso delle ore posizionando morsetti di plastica e
> pesettini).
>
a casa ho installato ben quattro ventilatori (3, 4, 5 pale) presi a prezzi
popolari, nessuno di questi pero' dondola. ti suggerisco di riprovare a
riposizionare i pesetti adesivi fin a quando non trovi il giusto assetto,
casomai fai presente la cosa al venditore e' probabile che sia un diffetto
di fabbrica o che altri come te abbiamo verificato lo stesso problema. Su un
ventialatore dopo anni di utilizzo e con le vibrazioni si sono svitate le
viti che tenevano la plafoniera di vetro, per fortuna quando e' caduta
nessuno ci si trovava sotto!
Ho misurato le distanze delle estremità delle pale dal soffitto: sono
quasi uguali (differiscono di tre o quattro millimetri). Ho anche notato
che il dondolio varia in modo non lineare al crescere della velocità di
rotazione: aumenta fino al raggiungimento della prima velocità (quella
minima), poi cala e diventa trascurabile quando la velocità è massima.
Questo mi spinge ad ipotizzare che il fenomeno non dipenda da uno
sbilanciamento delle masse (asse di rotazione diverso dall'asse
principale d'inerzia del ventilatore), bensì da una differente
"sagomatura" delle pale. Come risolvere il problema?
> non credo sia dimmerabile .
???
> cerca di risolvere il problema oscillazioni, un mio amico per poco non
> ci ha
> rimesso un occhio (ma ci ha rimesso un profondo taglio alla guancia )
> si sono staccate le pale, perche il mozzo motore o qualche fermo ha
> ceduto
> :-/
> e detto da lui aveva sempre un po oscillato (3 anni di utilizzo
> estivo ).
Mi sa che non dormirò sonni tranquilli.
Ciao
No, non sono io. Ho scelto questo nick solo perché č demenziale.
Ciao
strano
> - Non riesco a bilanciare le pale: anche alla velocità minima il dondolio
> persiste (ci ho perso delle ore posizionando morsetti di plastica e
> pesettini).
non c'e' nulla da bilancare, se oscilla significa che e' difettoso o e'
stato montato male
> Per risolvere il primo problema ho pensato ad una sostituzione
> dell'interruttore di corrente del lampadario (che ore è
> ventilatore+lampadario) con uno dotato di variatore di tensione. Che ne
> dite? Si trovano ad un prezzo onesto? Creano problemi di dissipazione del
non funzionera', e' un motore a induzione
> calore? Per il secondo problema non so dove sbattere la testa, spero solo
> che la diminuzione della velocità renda tollerabile il dondolio (ed il
> conseguente cigolio). Qualche suggerimento?
riportarlo dove l'hai comprato o controllare che sia montato correttamente.
Nella confezione non sono presenti i pesetti adesivi; sul foglietto delle
istruzioni c'è scritto solamente di fare attenzione a non piegare le pale
durante la fase di bilanciamento, ma non viene assolutamente spiegato
come procedere. Ci sto provando con mezzi di fortuna, ma senza ottenere
risultati soddisfacenti. Anche i tuoi ventilatori ruotano a velocità
pazzesche? Mi sembra di avere un elicottero sopra la testa!
>Su un ventialatore dopo anni di utilizzo e con le vibrazioni si sono
>svitate le viti che tenevano la plafoniera di vetro, per fortuna quando
>e' caduta nessuno ci si trovava sotto!
Sarebbe interessante fare una statistica su quanti incidenti del genere
capitano ogni anno in Italia.
Ciao
Se aumento la velocita' al max, le pale girano belle veloci, senza dondoli
pero'.
Per quello della camera da letto ho messo un telecomando con 3 velocita'
di notte lo tengo alla + bassa e di arietta ne fa, ormai e' su da 4 - 5 anni
senza problemi.
A dire il vero nessuno ha mai avuto dondoli evidenti.
>
> Sarebbe interessante fare una statistica su quanti incidenti del genere
> capitano ogni anno in Italia.
>
beh una controllatina alle viti che tengono su le pale sarebbe sempre bene
farla ogni anno :)
ciao
Come hai fatto a mettere il telecomando? Era già compreso nella
confezione?
Ciò che affermi contraddice quello che sto vedendo con i miei occhi: un
regolatore di tensione (autocostruito con un TRIAC e un DIAC), collegato
ad un ventilatore da tavolo, riduce in modo continuo la velocità di
rotazione delle pale fino a fermarle. Per quanto riguarda i motori
elettrici mi par di ricordare che funzionino in base al momento torcente
che una spira percorsa da corrente subisce quando è immersa in un campo
magnetico e quindi, in ultima analisi, alla forza di Lorentz. Niente a
che vedere con l'induzione elettromagnetica di Faraday-Neumann-Lenz.
Ma se l'hai gia' fatto e sembri saperne una piu' degli
altri perche' chiedi come fare ?
> Ciò che affermi contraddice quello che sto vedendo con i miei occhi: un
> regolatore di tensione (autocostruito con un TRIAC e un DIAC), collegato
> ad un ventilatore da tavolo, riduce in modo continuo la velocità di
> rotazione delle pale fino a fermarle.
Ciò che affermi contraddice quello che sto vedendo con i miei occhi
sui testi di elettrotecnica.
I motori ad induzione hanno una velocità di rotazione legata al numero
di poli ed alla frequenza, e non alla tensione (come i motori a collettore).
Che poi sottoalimentando fortemente in tensione un motore ad induzione
questo riduca la velocità sino a fermarsi può essere vero.
Ma, insistendo, si fermerà definitivamente :-)
Cordialità.
Paul
Vero, ma applicabile solo su piccoli motori ad induzione.
Per quanto riguarda i motori
> elettrici mi par di ricordare che funzionino in base al momento torcente
> che una spira percorsa da corrente subisce quando è immersa in un campo
> magnetico e quindi, in ultima analisi, alla forza di Lorentz. Niente a
> che vedere con l'induzione elettromagnetica di Faraday-Neumann-Lenz.
>
>
Ci sono 2 modi per creare il campo magnetico del rotore:
o facendo passare direttamente la corrente negli avvolgimenti del rotore
tramite spazzole e un collettore a lamelle (motori in dc-ac come quelli
in continua o dei piccoli elettrodomestici/elettroutensili), o mediante
collettori ad anello (continui) nei motori sincroni;
oppure sfruttando il principio dell'induzione mediante il quale,
appunto, l'avvolgimento statorico induce una corrente negli avvolgimenti
chiusi in corto circuito del rotore, corrente che a sua volta creerà il
campo magnetico rotorico. Il motore in questo caso non può che essere
asincrono, perchè se il rotore avesse la stessa velocità del campo
magnetico rotante non potrebbe esserci induzione, dato che le spire del
rotore "vedrebbero" un campo magnetico costante.
pier
>Come hai fatto a mettere il telecomando? Era già compreso nella
>confezione?
Nei vari castorama ec. trovi anche i telecomandi da applicare a
ventilatori che non ce l'hanno.
--
Byebye from Verona, Italy
Bernardo Rossi b.r...@tin.it
> Vero, ma applicabile solo su piccoli motori ad induzione.
Ora però dovresti provare a dirci dove, come, quando hai visto
un variatore di velocità per motori ad induzione basato sulla
parzializzazione del valore efficace della tensione a triac.
Cordialità.
Paul
http://en.wikipedia.org/wiki/Shaded-pole_motor
pier
Sono sicuro che conosci questi motori:
http://en.wikipedia.org/wiki/Shaded-pole_motor
pier
> E ti pareva che qualcuno non trovava la contraddizione alla
> contraddizione. Guardate con i vostri occhi:
>
> http://en.wikipedia.org/wiki/Shaded-pole_motor
Quello che mostri è uno specialissimo motore ad induzione,
chiamato "con spira di cortocircuito" (che si vede bene
sul pacco lamellare).
Sono motori di limitato impiego, praticamente spariti dalla circolazione.
Ricordo che venivano usati una volta sui giradischi di bassa qualità.
Comunque ti do ragione : sebbene una rarità, esiste un motorino
ad induzione che può essere regolate in tensione.
Fuori da questa eccezione, e parlando di motori generici, prova
a regolare un classico motore ad induzione a 2, 4, ecc. poli
con un semplice triac, cioè variando la tensione di alimentazione...
Se fosse così semplice, tutti i costruttori di ventilatori, di pompe
di circolazione, di fan-coils, ecc. avrebbero adottato questo
semplice ed economico sistema.
Invece non si è mai visto. Come mai ?
Cordialità.
Paul
>
> Quello che mostri è uno specialissimo motore ad induzione,
> chiamato "con spira di cortocircuito" (che si vede bene
> sul pacco lamellare).
> Sono motori di limitato impiego, praticamente spariti dalla circolazione.
Tutt'altro, sono ancora usatissimi specie sulle ventole (e ci giuro che
conosci anche questi):
http://www.elco-spa.com/etrade/offerte_agente/offerte_catalogo_gruppi.asp
> Ricordo che venivano usati una volta sui giradischi di bassa qualità.
No, ti confondi con un tipo di motore simile, usato su giradischi,
temporizzatori, ecc. che però è (va da sè, visto l'utilizzo) sincrono e
a magneti permanenti; quelli di cui parlo io sono asincroni e ad
induzione. Ecco quello a cui probabilmente ti riferisci:
http://en.wikipedia.org/wiki/Shaded-pole_synchronous_motor
> Comunque ti do ragione : sebbene una rarità, esiste un motorino
> ad induzione che può essere regolate in tensione.
> Fuori da questa eccezione, e parlando di motori generici, prova
> a regolare un classico motore ad induzione a 2, 4, ecc. poli
> con un semplice triac, cioè variando la tensione di alimentazione...
Non funziona, questo è assodato.
> Se fosse così semplice, tutti i costruttori di ventilatori, di pompe
> di circolazione, di fan-coils, ecc. avrebbero adottato questo
> semplice ed economico sistema.
> Invece non si è mai visto. Come mai ?
Alla luce di quanto sopra, rettifico la tua domanda: come mai non si
usano SOPRA QUALCHE DECINA DI WATT?
Qui però devo andare giù con le ipotesi: scarso rendimento e (viste le
spire in corto) pessimo cosfi?
> Cordialità.
>
> Paul
>
Ciao
pier
> Tutt'altro, sono ancora usatissimi specie sulle ventole (e ci giuro che
> conosci anche questi):
> http://www.elco-spa.com/etrade/offerte_agente/offerte_catalogo_gruppi.asp
No, non li conosco, e credo comunque siano di impiego marginale.
> Ecco quello a cui probabilmente ti riferisci:
> http://en.wikipedia.org/wiki/Shaded-pole_synchronous_motor
Si, sono loro.
> Alla luce di quanto sopra, rettifico la tua domanda: come mai non si
> usano SOPRA QUALCHE DECINA DI WATT?
>
> Qui però devo andare giù con le ipotesi: scarso rendimento e (viste le
> spire in corto) pessimo cosfi?
Concordo.
Cordialità.
Paul
...questi...
http://www.elco-spa.com/etrade/offerte_agente/offerte_catalogo_sottogruppi.asp?Sel_GPR_Codice=0001
...sono usati in praticamente tutti i frigoriferi domestici e industriali
che usano un qualche sistema di raffreddamento del condensatore o di
diffusione del freddo ...
... nessuno viene regolato in velocità, che io sappia ...
... ma forse non ce n'è solamente la necessità ... non so ...
> ...sono usati in praticamente tutti i frigoriferi domestici e industriali
> ... nessuno viene regolato in velocità, che io sappia ...
>
> ... ma forse non ce n'è solamente la necessità ... non so ...
Probabile.
Ma, torno a dire, la regolazione di velocità dei motori
ad induzione non si fa con la riduzione della tensione di
alimentazione, come nei motori a collettore.
Visto che sei del ramo, tu stesso puoi indirettamente
confermarlo, perchè hai ben presente che i costruttori di
lavabiancheria, nella necessità di modulare in un ampio range
la velocità del motore di questo elettrodomestico, sono dovuti
passare dal motore ad induzione al motore a collettore.
Per la verità, nei piccolissimi motori monofase non saprei
nemmeno com' è fatta esattamente la variazione di velocità.
Avevo tempo fa postato sul NG una domanda in merito,
ma nessuno aveva saputo rispondere.
Se si osserva un motorino a più velocità di tal genere (ventilatorini
di ventilconvettori, circolatori di riscaldamento, ecc), si nota che
allo stesso vanno più fili, uno comune e gli altri, (quasi sempre
in numero di 2 o 3), che fanno capo ad un commutatore
unipolare esterno.
Dal momento che non vi è una variazione di poli al motore (le
riduzioni di velocità non sono concatenate alla frequenza di rete),
cioè le velocità non sono 3.000, 1.500, 900 giri/min ecc., non
saprei come si ottengano più velocità..
Cordialità.
Paul
...non l'avevo ribadito perché ne parlammo ampiamente tempo fa (se non
ricordo male) ...
[e quoto il resto, ovviamente]
stiamo parlando di agitatori da soffitto, e' diverso.
> rotazione delle pale fino a fermarle. Per quanto riguarda i motori
> elettrici mi par di ricordare che funzionino in base al momento torcente
> che una spira percorsa da corrente subisce quando è immersa in un campo
> magnetico e quindi, in ultima analisi, alla forza di Lorentz. Niente a
> che vedere con l'induzione elettromagnetica di Faraday-Neumann-Lenz.
i motori elettrici piu' diffusi sono ormai:
asincroni (a induzione)
a corrente continua brushless
a corrente continua a spazzole (obsoleti)
per i dettagli tecnici c'e' internet :)
>
> Probabile.
> Ma, torno a dire, la regolazione di velocità dei motori
> ad induzione non si fa con la riduzione della tensione di
> alimentazione, come nei motori a collettore.
> Visto che sei del ramo, tu stesso puoi indirettamente
> confermarlo, perchè hai ben presente che i costruttori di
> lavabiancheria, nella necessità di modulare in un ampio range
> la velocità del motore di questo elettrodomestico, sono dovuti
> passare dal motore ad induzione al motore a collettore.
> Per la verità, nei piccolissimi motori monofase non saprei
> nemmeno com' è fatta esattamente la variazione di velocità.
> Avevo tempo fa postato sul NG una domanda in merito,
> ma nessuno aveva saputo rispondere.
> Se si osserva un motorino a più velocità di tal genere (ventilatorini
> di ventilconvettori, circolatori di riscaldamento, ecc), si nota che
> allo stesso vanno più fili, uno comune e gli altri, (quasi sempre
> in numero di 2 o 3), che fanno capo ad un commutatore
> unipolare esterno.
> Dal momento che non vi è una variazione di poli al motore (le
> riduzioni di velocità non sono concatenate alla frequenza di rete),
> cioè le velocità non sono 3.000, 1.500, 900 giri/min ecc., non
> saprei come si ottengano più velocità..
> Cordialità.
>
> Paul
>
>
La variazione di velocità a cui ti riferisci si effettua inserendo più o
meno spire sul medesimo avvolgimento, ed è quindi in tutto e per tutto
equivalente ad una variazione della tensione di alimentazione, detta
altrimenti è una regolazione di velocità basata sullo scorrimento.
Una delle caratteristiche negative salienti del motore a poli schermati
è la bassissima coppia di spunto, che lo rende inadatto, per restare
alla tua domanda, ad una lavatrice; viceversa è molto diffuso per
utilizzatori a coppia di spunto nulla come appunto piccoli
ventilatori/pompe centrifughe/ecc.; su tali utilizzatori è regolabile
variando la tensione di alimentazione dato che il diagramma coppia/giri
è sempre lo stesso (non sarebbe adatto, per esempio, ad un trapano).
Prova a cercare "motore a poli schermati" su un motore (!) di ricerca e
vedrai che motorizza (!!) se non l'universalità sicuramente la
maggioranza delle applicazioni del tipo che ho detto.
pier
Il mio "agitatore da soffitto" funziona con un dimmer formato Magic (ma non
e' Ticino) con cui riesco a variare la velocita' da pochi giri al minuto al
massimo. Pero' a velocita' inferiore alla massima emette un ronzio (di
frequenza costante, penso 50Hz) che e' massimo a circa meta' VMax. Per il
resto funziona benissimo. In passato avevo dei ventilatori da soffitto che
giravano troppo veloci e per ridurre la velocita' in maniera semplice ed
economica ho interposto sull'alimentazione un trasformatorino di quelli
usati per alimentare elettrodomestici a standard USA (115 V). Tutto questo
sembrerebbe confermare che la velocita' dei motori asincroni usati per i
ventilatori da soffitto puo' essere variata agendo sulla tensione di
alimentazione.
Saluti
Pat
Non sono un tecnico elettronico, le mie conoscenze sono puramente
astratte e teoriche. Il regolatore di tensione lo costruii in terza media
prendendo il progetto da una rivista di elettronica pratica. Ora mi
servirebbe un deviatore da parete dotato di regolatore di tensione per
sostituire quello che c'è attualmente, oppure un regolatore telecomandato
da appendere alla base del ventilatore da soffitto. Non ho nessuna
intenzione di autocostruirlo, preferisco comprarlo, ma vorrei prima
sapere se produce troppo calore, ronzii, disturbi elettrici di varia
natura ecc. Un link mi farebbe comodo.
Interessante! Come l'hai collegato?
Ti ringrazio per l'esauriente spiegazione.
Ciao
Al posto dell'interruttore nel cassettino a parete, in serie
all'alimentazione come se fosse una lampadina.
Saluti,
Pat
io invece ho usato il vecchio metodo (non troppo elegante) del condensatore
in serie.
Ma, ripeto, la velocita' dei motori a induzione non si controlla variando la
tensione di alimentazione, bensi' in altri modi (controlli elettronici,
variando i poli).
Altrimenti perche' credi che i ventilatori cinesi da 30 EUR abbiano le
catenelle per variare i poli? Bastava mettere un dimmer, no? :-P
> La variazione di velocità a cui ti riferisci si effettua inserendo più o
> meno spire sul medesimo avvolgimento, ed è quindi in tutto e per tutto
> equivalente ad una variazione della tensione di alimentazione,
Ho i miei dubbi.
Non vedo perchè i costruttori, alla ricerca del massimo risparmio,
dovrebbero, per diminuire la tensione, aggiungere delle spire.
Sprecando costoso filo di rame, lavoro di bobinatura, ecc.
Sarebbe più semplice un variazione a triac.
A questo proposito, e complice il nostro scambio di idee, ho cercato
di andare a fondo.
Guarda qui :
http://xs217.xs.to/xs217/07300/Regolatore-1.jpg
E' un regolatore/invertitore di velocità per il motorino di un piccolo
elettroaspiratore della Vortice.
L' ho aperto, controllato e provato.
Guarda la morsettiera interna :
http://xs217.xs.to/xs217/07300/regolatore2.jpg
A parte i morsetti di arrivo L ed N, ci sono 4 morsetti di alimentazione
al motore, marcati 1, 2, 3, 4.
Il circuito elettronico contenuto è un regolatore di tensione a triac.
Cosa ho scoperto leggendo le istruzioni e provandolo ?
Che il motore va alimentato a tensione fissa 220 volt tra i morsetti
1 e 4.
Inoltre va contemporaneamente alimentato tra i morsetti 1 e 2
(oppure tra i morsetti 1 e 3 nel caso di inversione di marcia
predisposta dal deviatore apposito), dal circuito elettronico a triac.
In poche parole il motore ha due avvolgimenti : uno alimentato
sempre a 220 volt, ed uno alimentato a tensione ridotta e variabile
secondo la voluta impostazione del potenziometro.
Cordialità.
Paul
Come ha gia' spiegato qualcuno si tratta di motori ad induzione un po'
particolari e con coppia di spunto molto bassa. Nei miei due ventilatori non
ho cambiato i poli: se con la catenella cambio il numero dei poli ottengo
semplicemente una VMax diversa, ma ad ogni posizione del commutatore
(catenella) si riesce ugualmente ad ottenere una velocita' molto bassa
(qualche decina di giri al minuto). Provare (con un dimmer) per credere.
Saluti,
Pat
Per un piccolo motore il materiale è un costo quasi trascurabile. Vedi
le foto che allego.
> Sarebbe più semplice un variazione a triac.
Potenza dell'elttronica dello stato solido... guarda se è per questo
penso che se dovessimo rifare tutto il sistema elettrico da zero oggi
penso che non avremmo nemmeno la corrente alternata, ma sarebbe tutto in
continua.
> A questo proposito, e complice il nostro scambio di idee, ho cercato
> di andare a fondo.
> Guarda qui :
> http://xs217.xs.to/xs217/07300/Regolatore-1.jpg
>
> E' un regolatore/invertitore di velocità per il motorino di un piccolo
> elettroaspiratore della Vortice.
> L' ho aperto, controllato e provato.
> Guarda la morsettiera interna :
> http://xs217.xs.to/xs217/07300/regolatore2.jpg
>
> A parte i morsetti di arrivo L ed N, ci sono 4 morsetti di alimentazione
> al motore, marcati 1, 2, 3, 4.
> Il circuito elettronico contenuto è un regolatore di tensione a triac.
> Cosa ho scoperto leggendo le istruzioni e provandolo ?
> Che il motore va alimentato a tensione fissa 220 volt tra i morsetti
> 1 e 4.
> Inoltre va contemporaneamente alimentato tra i morsetti 1 e 2
> (oppure tra i morsetti 1 e 3 nel caso di inversione di marcia
> predisposta dal deviatore apposito), dal circuito elettronico a triac.
> In poche parole il motore ha due avvolgimenti : uno alimentato
> sempre a 220 volt, ed uno alimentato a tensione ridotta e variabile
> secondo la voluta impostazione del potenziometro.
> Cordialità.
>
Mah... così su due piedi non saprei spiegare il funzionamento di questo
motore. Mi sarebbe chiaro se fosse a rotore avvolto, ma non credo.
In compenso guarda qui: ventilatore a 2 velocità che apparteneva ad un
vecchio condizionatore monoblocco, questo era associato allo scambiatore
alettato lato freddo (o evaporatore che dir si voglia).
Intanto si capisce che è del tipo a poli schermati (quelli a cui mi
riferivo) dalla cava con spira di rame grosso che spacca l'espansione
polare verso l'estremità.
3 fili in uscita, bianco-rosso marcia lenta, bianco-nero marcia veloce;
dal dettaglio degli avvolgimenti si vede che escono 3 fili da ogni
bobina, che debitamente collegati creano un avvolgimento a 313ohm
(bianco-rosso, lento) e uno a 230ohm (bianco-nero, veloce) di resistenza
complessiva ai morsetti di entrata.
Proviamo il motore e scopriamo che SENZA VENTOLA gira a 1440 giri/min in
alta velocità (quadra, è un motore asincrono a quattro poli), MA 1410
giri a bassa velocità... quasi uguale.
Qualcosa non va... e invece no! Mettiamogli il carico sull'asse e
vediamo che in alta velocità va a 1248 giri, in bassa velocità a 1092
giri, assorbendo rispettivamente 38W e 28W; anche il rumore della
ventola conferma le misure.
A vuoto assorbe rispettivamente 18 e 30W, ben scarso rendimento
confermato anche dalla temperatura che raggiunge rapidamente il ferro,
tale da non poterlo tenere in mano se non con uno straccio.
Le foto e le misure, secondo me, dimostrano la mia tesi: trattasi di
motore asincrono ad induzione, a poli schermati, ad avvolgimenti con
presa intermedia e a parzializzazione di velocità basata sullo
scorrimento tra il campo rotante dello statore ed il rotore.
Nel prossimo post cercherò di spiegare perchè la regolazione a
variazione di tensione in un motore asincrono sia DI MASSIMA
sconsigliabile ma che in realtà non si tratta di un dogma e ci possono
essere delle eccezioni.
ciao
pier
dimenticavo le foto:
http://xs217.xs.to/xs217/07311/motore.JPG
http://xs217.xs.to/xs217/07311/dettaglioavvolgimento1.JPG
pier
> - la velocità minima è troppo elevata per usarlo di notte.
> - Non riesco a bilanciare le pale: anche alla velocità minima il dondolio
> persiste (ci ho perso delle ore posizionando morsetti di plastica e
> pesettini).
Anche un mio vicino ha avuto problemi di queasto tipo.
A casa sua i ventilatori bisogna tenerli al minimo , altrimenti sembra
di avere un elicottero in casa ; altri due ventilatori, installati a
casa mia (stesso modello/marca) solo al massimo da un pò fasidio di
notte.
Non ho mai capito il perchè....
Ah...ricordo che anche a lui davano problemi di bilanciamento ed era
perchè aveva montato al contrario le pale .
Per curiosità ho provato anch'io a montarle al contrario ed il dondolio è
aumentato notevolmente. Ora ho temporaneamente risolto i due problemi
(velocità eccessiva e dondolio) agganciando alle pale dei "rallentatori
aerodinamici", ma resto in attesa di una soluzione migliore. Ho il
sospetto che molti non si accorgano del dondolio a causa di un montaggio
"ipervincolante" che non fa altro che nascondere il problema delle
sollecitazioni dinamiche su perni e giunti.