Nel suo scritto precedente, Andrea Frigo ha sostenuto :
>> Secondo me, l'uso di elettrodi particolari, come i cellulosici e i
>> basici, va riservato a casi in cui servono veramente, e non come
>> "rifugio" per ovviare alla tua inesperienza nella nobile arte del la
>> saldatura.
> Non mi sono spiegato. Li userei come le rotelle attaccate alla bici di
> un bambino che sta imparando.
> Ovvio che se grazie a questi riuscissi a capire causa-effetto della
> corrente, lunghezza d'arco, inclinazione, velocità perché vedo la
> differenza tra metallo e scoria più chiaramente, userei elettrodi in
> base alla reale necessità.
Il tuo ragionamento sembrerebbe valido ma dubito che ti possa essere
utile.
Vado a vaga memoria perchè è da una vita che non uso elettrodi
cellulosici: il modo di fondere e il bagno fuso è troppo diverso, molto
più agitato e disordinato, e la scoria è quasi inesistente.
>> Sempre secondo me, se ora già riesci a fare bene i cordoni inutili
>> einvece quelli che uniscono due pezzi non vengono bene, manca pochissimo
>> per imparare a fare bene anche i secondi.
> Tu quando lavoravi nella tua officina saldavi prevalentemente a
> elettrodo, a filo o a tig?
Quando ho cominciato a lavorare le saldatrici a filo non erano ancora
in uso nelle normali officine, quindi ho imparato con gli elettrodi
rivestiti.
In seguito noi fabbri ci siamo evoluti e in officina usavamo, salvo
casi particolari, il filo.
Produttività raddoppiata, $$$$$ :-)
Mai imparato a TIG, attrezzatura inutile per fabbri di campagna.
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Fabbrogiovanni