Il 03/12/2011 17:47, Fabbrogiovanni ha scritto:
> perchè ci sono due tipi di alimentatori e quando si usa uno o
> l'altro?
In generale gli alimentatori hanno il compito di trasformare un tipo di
energia elettrica in un altro: di solito, e molto a spanne, dalla
corrente di rete, alternata 230V 50Hz, ad una continua a bassa tensione,
oppure da una continua (es. 12V di una batteria) a una alternata piu'
alta (230V per es.).
Quando le donne avevano la coda ed esistevano solo certi tipi di
componenti, gli alimentatori erano:
a) elettro-meccanici (Ward-leonard, Dynamotor): un motore alimentato con
la corrente disponibile solidale con un alternatore/dinamo che genera la
opportuna tensione richiesta in uscita.
b) a trasformatore+rettificatore: partendo da una tensione alternata (es
rete di distribuzione) il trasformatore riduce (o aumenta, nei casi
degli ali delle apparecchiature a valvole) la tensione a "quello che
serve", ed eventualmente dei rettificatori che permettevano di ottenere
una corrente in uscita "abbastanza" continua.
Con l' avvento dell' epoca del bronzo dell' elettronica, qualcuno ha
voluto lavorare su quell' "abbastanza" della frase precedente, e sono
nati i primi alimentatori con regolatore lineare.
Si chiamano lineari, in quanto il dispositivo che controlla la corrente
per ottenere una uscita il piu' vicina possibile alle caratteristiche
che il progettista si e' imposto, lavora in modo, appunto, lineare: si
comporta, grossomodo, come una resistenza variabile, comandata da un
cinesino che riceve dei comandi da un tizio che controlla la situazione,
e che gli dice "vai di piu'", "vai di meno", ecc... in funzione del
carico assorbito, delle fluttuazioni della tensione di rete, ecc...
Questo e' (stato) un limite tecnologico, non esisteva un circuito in
grado di trasformare direttamente l' energia e che avesse una risposta
ai "disturbi" (fluttuazioni di rete, variazioni di carico, ecc...) veloce.
Questa "resistenza" deve, proprio per come e' impostato l' ambaradan,
dissipare una parte dell' energia che entra (praticamente tutta quella
che entra meno quella che va al carico).
Da cui, dimensioni, peso (trasformatore e dissipatori di calore),
calore, rendimenti (rapporto tra potenza in ingresso e in uscita) bassi.
Poi, durante l' eta' dell' oro, divennero disponibili classi di
componenti tecologicamente avanzati e si resero possibili nuovi
circuiti, fino ad allora rimasti solo sulla carta dei progettisti,
disegnati mentre si ubriacavano di 7UP al bar della ditta.
"I Circuiti switching": praticamente, e a grandissime, anzi enormi
linee, si basano su un paio di trucchi, in alternativa:
1) prendere la tensione di rete, rettificarla tal-quale (324V),
interromperla velocissimamente (10-50-100KHz) e infilarla in un
trasformatore per ottenere dall' altra parte i (es.) 12V richiesti.
Il vantaggio? Aumentando la frequenza diminuiscono le dimensioni dei
trasformatori (mi pare addirittura in modo quasi proporzionale), e
lavorando in questo modo (a commutazione, switching, appunto) i circuiti
che "controllano" la corrente, non sono costretti a dissipare i surplus
di potenza, come prima, ma semplicemente la ignorano.
Risultato: rendimenti altissimi (80-90-95%), meno peso, zero o quasi
calore.
Svantaggi: il progettista deve lottare contro i disturbi di frequenza
paragonabile alle onde radio AM e corte.
Successivamente, nell' eta' del platino, con l' evoluzione delle cose,
per molte tipologia di alimentatori da continua a continua, si e' potuto
fare a meno anche del trasformatore, utilizzando acconci circuiti
oscillanti, ma qua entriamo nello specialistico.
Riassumendo: se vuoi una alimentazione stabile e regolata hai due
possibilita', lineare e switching.
Lineare: relativamente semplice, trasformatore grosso (in funzione delle
potenze in gioco), produzione di calore, pesante, bassi rendimenti.
Switching: piu' complicato da calcolare e costruire, trasformatori piu'
piccoli, o addirittura assenza di trasformatori, rendimenti alti,
produzione di disturbi a radiofrequenza.
Se non ti serve una alimentazione regolata e stabilizzata (es le vecchie
saldatrici ad arco domestiche), allora, per semplicita' un (grosso)
trasformatore, ed eventualmente un rettificatore, e basta.
Considerazione finale: oggi come oggi, gli alimentatori switching sono
diventati praticamente ubiquitari.
Spero di essere stato utile.