On 14/12/2022 14:49, e7o7@o.o wrote:
>
>> Ed ancora una volta lei mistifica. Nessuno ha detto che le regole
>> non bastano. Cio' che e' stato affermato e' che non vengono
>> imposte, cosa ben diversa. Quindi la risposta logica e' APPLICARLE.
>
> quali regole? quelle sui cartelli che non ci sono?
Ma ci fa' o ci e' ?
Legge n.287/1990 del 10 ottobre 1990
"Norme per la tutela della concorrenza e del mercato"
Legge che richiama in apertura l'art.41 della Costituzione!
c.1 L'iniziativa economica privata e' libera.
c.2 Non puo' svolgersi in contrasto con l'utilita' sociale o in modo da
recare danno alla sicurezza, alla liberta', alla dignita' umana.
c.3 La legge determina i programmi e i controlli opportuni perche'
l'attivita' economica pubblica e privata possa essere indirizzata e
coordinata a fini sociali.
E il primo articolo dopo quello descritto l'ambito e lo scopo,
parte proprio contro i cartelli:
Art. 2 - Intese restrittive della liberta' di concorrenza
1. Sono considerati intese gli accordi e/o le pratiche concordati
tra imprese nonche' le deliberazioni, anche se adottate ai sensi di
disposizioni statutarie o regolamentari, di consorzi, associazioni di
imprese ed altri organismi similari.
2. Sono vietate le intese tra imprese che abbiano per oggetto o per
effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il
gioco della concorrenza all'interno del mercato nazionale o in una
sua parte rilevante, anche attraverso attivita' consistenti nel:
a) fissare direttamente o indirettamente i prezzi d'acquisto o di
vendita ovvero altre condizioni contrattuali;
b) impedire o limitare la produzione, gli sbocchi o gli accessi
al mercato, gli investimenti, lo sviluppo tecnico o il progresso
tecnologico;
c) ripartire i mercati o le fonti di approvvigionamento;
d) applicare, nei rapporti commerciali con altri contraenti,
condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti, cosi
da determinare per essi ingiustificati svantaggi nella concorrenza;
e) subordinare la conclusione di contratti all'accettazione da
parte degli altri contraenti di prestazioni supplementari che, per
loro natura o secondo gli usi commerciali, non abbiano alcun rapporto
con l'oggetto dei contratti stessi.
3. Le intese vietate sono nulle ad ogni effetto.
E non mi risulta che l'AGCM (Autorita' garante della concorrenza e del
mercato, da non confondersi con l'AGCOM) abbia autorizzato deroghe per
il settore elettrico (ex-art.4).
Per informarsi bastava una facile ricerca per "incappare" qui:
<
https://www.agcm.it/competenze/tutela-della-concorrenza/intese-e-abusi/>
"Quando le imprese, invece di competere tra loro, si accordano al fine
di coordinare i propri comportamenti sul mercato, violano la normativa
sulla concorrenza. La cooperazione tra imprese può avere per oggetto o
per effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il
gioco della concorrenza. Ciò accade, ad esempio, quando più imprese
fissano congiuntamente i prezzi o si spartiscono i mercati oppure quando
più imprese, che rappresentano una consistente parte del mercato,
sottoscrivono una pluralità di accordi distributivi in esclusiva, tali
da pregiudicare la capacità di accesso al mercato dei propri concorrenti
attuali o potenziali. Un’intesa tra imprese è vietata quando comporta,
anche solo potenzialmente, una consistente restrizione della concorrenza
all’interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante (articolo
2 della legge n. 287/90). Se le intese sono idonee a pregiudicare il
commercio tra gli Stati membri, l’Autorità antitrust è tenuta ad
applicare la normativa comunitaria (articolo 101 del Trattato sul
funzionamento dell’Unione Europea)."
Neanche tanto stranamente, in Italia c'e' una "voglia universale"
(l'adesione massiccia al Servzio di tutela per tanto tempo ne e'
testimone) di (ri-)nazionalizzare l'energia elettrica. Ed e'
quindi scattato un classico giochino (che ci dice anche "chi sono"
ideologicamente questi amanti del servizio pubblico) del
"la legge si applica sui nemici e si interpreta con gli amici".
Di fatto, l'intero gruppo dei rivenditori di energia elettrica al
minuto sembra "assembrato" in una specie di "corporazione elettrica"
dove qualcuno (ENEL ?) da' il "tono" e' il "coro" segue.
Esiste, e' chiaro un gravissimo problema del settore: NON sanno come
gestire l'altissimo prezzo del gas (tre volte l'equivalente energetico
della tipica energia rinnovabile) per non fare affogare il settore gas.
E forse c'e' anche paura da parte dei produttori rinnovabili su cio'
che potrebbe accadere, se male gestita, con l'uscita del gas metano dal
mercato. In realta' si tratta di quantificare i costi come voce di
dispacciamento inclusa nelle voce dei trasporti e lasciare che la
produzione elettrica da gas in funzione "non equilibrante" vada a finire
nel suo destino di fonte decotta. Ma la soluzione non puo' essere,
invece quella scelta, di violare la legge.
Il peggio e' che lo "Stato" si e' fatto complice, faccendosi comperare,
perche' gli evidenti extra-utili (CHE SONO ESATTAMENTE IL RISULTATO DI
UNA INTESA D'IMPRESE !!!) sono spartiti con lo Stato, in una specie di
tassazione occulta a danno dei consumatori elettrici (e questo gioca
molto a favore di chi vuole frenare in tutti i modi l'elettrificazione
del settore energetico primario), tassazione usata per poi comperare
consenso elettorale tramite la distribuzione di bonus energetici,
che ora e' stata ampliata, in automatico, agli ISEE con 15'000 euro
(e quanti elettori sono coinvolti ?).
Ovvero, il contrasto scelto dal precedento governi di fascisti
(per me anche il PD e' fascista, se volete, un "fascismo dal voto
umano", ma le pratiche e le scelte sono di stampo fascista) e accolto
con gioia dall'attuale governo, degli aumenti tariffari, non e'
quello di bloccare la pratica che permette gli extra-utili, ma
bensi' di "sequestrare" parte degli extra-utili per "pagare i bonus".
E notare che si tratta di un indirizzo del Consiglio di Europa, una
conseguenza dell'infettivita' delle logiche fascista italiane:
<
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32022R1854>
Il "male" e' particolarmente evidente nell'articolo 10, dove vediamo
che fine fanno gli extra-utili. Ora, pensate a come funzionano le
tasse: "si preleva da cio' che pagano i consumatori" e si usano
i "ricavi" per scopi del governo (o dei governi in successione).
E non e' la stessa cosa, anzi, una "tassa occulta" ?
Cioe', per chi non capisce: invece di dire alle imprese cattive
"non potete applicare piu' di 0,18 €/kW·h, salvo a fronte di costi
giustificati - vedi quelli che consumano gas metano" e cosi' il
consumatore paga al massimo 0,18 €/kW·h (tranne i clienti tonti
di ENEL che va a gas metano). Invece al consumatore si fa pagare,
ad esempio, 0,40 €/kW·h e lo Stato si prende dai rivenditori
elettrici la differenza tra 0,40 e 0,18 cioe' 0,22 €/kW·h.
E non di fatto una tassa sull'elettricita' ?!!!
E cosi' leggiamo:
<
https://www.camera.it/leg19/126?tab=2&leg=19&idDocumento=643-BIS&sede=&tipo=>
leggere l'articolo 9.
8>< ---- (negazionista allo sbaraglio ...)