è una soluzione tendenzialmente rischiosa, in particolare
quando è acceso il forno a legna, NON sta funzionando la
caldaia a gas, e la prima tira poco e magari il vento
picchia sfavorevolmente contro la falda col comignolo.
In questi casi è pacifico che almeno una parte del fumo da
legna possa percorrere a ritroso lo scarico dell'utenza a
gas al momento inattiva, e entrare in casa.
Se poi questa si accende, prima di spurgare l'aria viziata e
cominciare a tirare bene e spurgarsi, brucerebbe pure male
essa stessa.
Il contesto non è identico, ma dai miei avevano installato
male un piccolo termoconvettore a gas, con carico e scarico
coassiali, semplicemente facendo il tubo interno (carico) un
po' corto, tale che a certi regimi, specie in avvio (era a
fiamma pilota, altra aggravante) aspirava aria già un po'
viziata. Partiva male, in modo ritardato rispetto
all'apertura del gas, e spesso faceva dei botti o grandi
fiammate giallognole.
Il punto era che in certi momenti si alimentava con aria
viziata, e quindi anche una combustione molto facile come
quella del gas zoppicava.
Nel caso della canna comune, probabilmente sarebbe critico
decidere chi debba attaccarsi più in alto e chi più in basso.
A naso attaccherei la legna più in alto di almeno un paio di
metri, ma non sono affatto sicuro che sia davvero la scelta
più prudente in realtà. L'unica cosa sicura sarebbe
incamiciare almeno la legna sino quasi in cima.
Poi va un po' anche "a culo", nel senso che dipende da com'è
orientato il tetto, che pendenza ha la falda, se il
comignolo sbalza il giusto o meno, e da come tira vento. Non
è bello affidarsi a variabili congiunturali per uno scarico
fumi sicuro.
Io ho avuto per un certo tempo questa situazione :
scaldabagno a GPL e stufa a legna nella stessa canna, e non
ho avuto problemi, ma non c'è nessuna garanzia che vada bene
in qualsiasi caso, dipende dai mmHg di depressurizzazione
che si creano nei vari percorsi e da come batte il vento, se
riesce a vincerli o meno.
Tu hai cmq un percorso aperto e inusato a tratti che fa
comunicare la canna fumaria piena di fumi di legna con
l'interno, e l'unica protezione è la naturale
depressurizzazione.
Altra cosa : è un sistema anche un po' sprecoso nel senso
che se la stufa a legna tira molto bene, oltre alla SUA aria
di combustione, per trascinamento (un po' come in un tubo
venturi) aspira anche un po' dall'alimentazione della
caldaia a gas, cioè prende aria calda dell'ambiente e la
butta fuori assieme ai fumi.
Nel complesso il sistema doppio si comporta come una stufa
che a parità di calore generato aspira più aria interna di
quella che le serve e usa, e la butta via fuori, per cui più
aria esterna verrà poi aspirata nell'ambiente abitativo.
Quindi non è proprio l'optimum anche senza avere il problema
del "RIFLUSSO".
Se hai problemi di ricambio d'aria, ovviamente questo
effetto collaterale non è negativo. Cmq bisogna tenerne conto.
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1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)