dr.Lizard ha scritto:
Esiste una soluzione con un "Idler Motor"
Riporto uno stralcio di un post del De Boni del 25.09.2014, 20:48, mi
perdoni l'autore, ma potrebbe essere uno spunto interessante e in sicuro
stile fai da te !
Conversione rotante) l'ho proposta varie volte, ma mentre e' molto usata
negli Stati Uniti, in Italia non pare riscuotere interesse. Che sia
chiaro, per un artigiano o un utilizzatore professionale non ha alcun
senso utilizzare un convertitore rotante (e le soluzioni precedenti)
perche' e' molto piu' semplice chiedere la trifase, che non costa nulla
(3 kW monofase o 3 kW trifase costano uguale, e possono essere chiesti
anche da un utilizzatore domestico). Probabilmente negli Stati Uniti sono
piu' frequenti localita' alimentate solo dal monofase (la classica fila
di pali di legno con due soli fili aerei ed ogni tanto quei cilindri
fissati al palo - i trasformatori - da cui scendono i cavi alle case) e
quindi uno deve arrangiarsi.
Di cosa si tratta ?
Di un motore ad induzione di potenza almeno un quarto superiore al
vostro piu' grosso motore elettrico che volete fare funzionare.
Questo motore viene semplicemente fatto girare a vuoto, ma nel fare
cosi' fa da trasformatore e generatore elettrico trifase insieme.
Questa soluzione e' la migliore per semplicita' e robustezza (non c'e'
nulla da tarare e programmare e prima che un fulmine o una scarica rovini
qualcosa ci vuole qualcosa di veramente potente).
Svantaggi: e' pesante (non e' certamente comodo da portare in giro,
meglio l'inverter) e non genera un trifase "perfetto", ma sbilanciata
(ma normalmente per i motori elettrici non e' un problema). Maggiore
attenzione e' richiesta se e' una macchina a controllo numerico,
perche' la sua elettronica potrebbe danneggiarsi.
Vantaggi: se non e' possibile (o e' troppo costoso) ottenere il trifase
oppure non si trova il motore di ricambio monofase, e' sempre possibile
trovare a basso prezzo un vecchio motore trifase dismesso. Anzi, se uno
e' fortunato, forse riesce anche a trovarlo in regalo (saltano fuori
in abbondanza proprio perche' vengono smontati per essere sostituiti
con uno monofase).
Il modo base di collegarlo e' facile: su due poli ci collego il monofase.
Dai tre poli tiro fuori tre cavi: questo e' il mio trifase a triangolo
da collegare a tutti i motori trifase che ho in officina.
Per chiarire, se i tre poli sono indentificati con le lettere R, S e T.
Ad R ci attacco una fase del cavo che vai ai miei apparecchi e ci attacco
anche la fase dalla rete elettrica. Ad S ci attacco una seconda fase del
cavo agli utilizzatori ed anche il neutro dalla rete elettrica. A T ci
attacco solo la terza fase del cavo che va agli utilizzatori.
A questo punto, quando voglio lavorare, devo prima alimentare il
convertitore rotante. Solo che quello, ricevendo solo due fasi, non si
mette a girare da solo. Occorre dargli lo slancio (ad esempio con una
cordicella avvolta intorno al perno), poi gira da solo.
Come spiegato la soluzione base pero' da un trifase sporco, e poi girare
il perno per lanciare il motore all'accensione non e' privo di rischi
(oltre al fatto che se qualcuno, ignaro, da corrente, senza poi muovere
il perno, nel giro di una decina di minuti il convertitore rotante si
cuoce). Percio' occorre fare al convertitore rotante le modifiche
simili a quelle della conversione statica. Si inserisce un condensatore
di avviamento (da inserire tramite un pulsante che, nel mentre collega
il condensatore di spunto, chiude un rele', collegato in modo da
autoalimentarsi, che poi da la corrente al convertitore rotante.
Complicato da spiegare, ma facile da usare: per avviare tenete premuto
il pulsante, sentirete lo scatto del rele', il convertitore iniziare
a ruotare e quando in pochi secondi e' al massimo, alzate il dito.
Se manca la corrente (o spegnete), il rele' si pare, ed il convertitore
si stacca dalla rete elettrica, evitando problemi in caso di spegnimenti
imprevisti (non ci sarebbe nessuno li' a premere il pulsante di avvio
al ritorno della corrente).
Poi si aggiunge un rele' di rifasamento che serve ad equilibrare la
trifase generata.
Il risultato e' che potete fare funzionare i vostri motori trifase
senza perdere quel 30% di potenza (che puo' essere critico nel caso
dei compressori trifase, nel senso che proprio non riescono a partire),
quasi come se aveste la trifase a casa vostra.
Se la potenza del motore piu' grosso supera i 10 kW, ed avete
macchine con elettronica sensibile, ecco lo schema di una soluzione "top":
Nello schema vedete che e' stato aggiunto un motore da 1 CV
(sullo stesso asse oppure collegato con una cinghia al perno del
grosso convertitore rotante). Questo motore "pony" (nel senso di
piccolo cavallo) ha solo la funzione di mettere in rotazione
l'enorme convertitore rotante PRIMA di alimentarlo, onde evitare
la mostruosa corrente di spunto che si avrebbe altrimenti (e che
fare saltare i magnetotermici di un impianto da 15 kW).
Sono stati aggiunti vari condensatori (i valori sono quelli per
l'esempio di un motore da 20 CV) per bilanciare finemente le fasi
ed i fattori di potenza.
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Saluti
Quando i ricchi si fanno la guerra, sono i poveri che muoiono.
Jan-Paul Sartre