On 22/09/18 10:13, Unilì wrote:
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http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2018/09/20/news/fuga-di-gas-all-archivio-di-stato-morti-due-dipendenti-1.17268184
Grazie per la fonte.
a) L'argon non e' in alcun modo tossico. Punto. I giornalisti
e dipendenti interessati (autori, redattori, correttori di
bozze, etc.) hanno solo dimostrato la loro becera ignoranza
sul significato di "gas inerte" o forse neanche sanno che
l'argon e' un gas inerte.
b) qualsiasi gas piu' pesante dell'aria, a prescindere dalla
sua eventuale tossicita', e' quello che si definisce un
"gas asfissiante", perche' andando a rimuovere l'aria,
e quindi anche l'ossigeno ivi presente, dalla zona bassa
dei locali, se arriva ad una altezza sufficiente (che
per chi e' seduta ad una scrivania puo' essere di
100-120 cm), priva di ossigeno chi respira.
Quindi "intossicato" e' sbagliato.
Andava scritto "asfissiati". Punto.
La differenza tra "intossicati" e "asfissiati" e'
fondamentale in caso di intervento di soccorso.
Ma poi andiamo sul farneticante quando leggiamo:
"Le due persone", scese per verificare cosa avesse fatto
scattare l'allarme nel locale-ripostiglio, "si sono trovate
in un ambiente saturo di argon rimanendo intossicati:
il gas non provoca scoppi ma brucia l'ossigeno"
L'ambiente "saturo" ?
Idiozia! La saturazione e' un condizione di massima
concentrazione di un elemento disciolto e quindi
prefigura in ogni caso una situazione di miscelazione.
L'argon invece occupa invece al 100% ed in modo
escludente i volumi bassi di qualsiasi ambiente
in cui in origine ci fosse stata aria.
"rimanendo intossicati"
Meglio ripetersi: rimanendo asfissiati e sapendo la
differenza, si sa cosa fare in primo soccorso.
Ad esempio, se uno crede che e' una questione di
"intossicazione" potrebbe avere paura di intervenire
per timore di venire "avvelenato" anche lui.
Invece in condizioni di asfissia, si puo' intervenire
indenni, sapendo cosa e' accaduto.
Ad esempio, se in una piscina vedete un corpo sul
fondo, non i piu' non paura a tuffarsi, "immergersi
nel liquodo asfissiante" per tirarlo fuori.
"il gas ... *brucia* l'ossigeno"
Ma siamo alla follia pura ?!!! Terrorismo mediatico
verso l'argon ?
Ecco la verita': se so che un ambiente e' coperto da
una "coperta" di argon e vedo dei corpi sul pavimento
(chiaramente sara' una condizione in cui mi trovo
ovviamente in posizione elevata, altrimenti anch'io
sarei asfissiato), posso fare quello che faccio
in acqua: inspirare a pieni polmoni, trattenere
l'aria e poi scendere la scala, prendere i corpi
e trascinarli verso l'alto. Ovviamente, al contrario
che in acqua, devo considerare il peso morto dei
corpi, e quindi se riesco a fare lo sforzo
"in apnea". Soluzione alternativa potrebbe essere
quella di avere una corda, trattenere il respiro,
scendere per legarla intorno al torso delle
vittime, risalire in fretta e poi usando la corda,
dalla posizione sicuro con presenza di ossigeno
(magari aprendo le finestre e porte) tirare su
i corpi.
Il vero problema, al contrario dell'acqua, e che
non vediamo la "superficie" dello strato di argon
e quindi:
a) non sappiamo se sta salendo (ma aprendo le
finestre, potete difendervi da tale eventualita')
b) non sapete dove potete tornare ad inspirare
aria, salvo immaginare che dove c'e' accesso
all'ambiente esterno, sia possibile farlo
Il che porta alla domanda pregnante:
"scese per verificare cosa avesse fatto
scattare l'allarme nel locale-ripostiglio"
per quale dannata ragione l'indicazione di allarme
non e' stata specifica a segnalare il pericolo
mortale in essere ?
1) mancata corretta indicazione del tipo di allarme ?
2) mancato addestramento del personale ? (il solito
ottuso approccio che ci sono degli "addetti" e
tutti gli altri vanno tenuti all'oscuro, cosi' si
risparmia sulle ore formazione ?
3) la mancanza di un sistema di chiusura
automatica che impedisca l'accesso "semplice"
in locali in cui e' scattato l'intervento di
impianti ad argon ? Cioe' non un blocco totale,
ma la necessita' di usare un qualche comando,
sopra il quale c'e' scritto chiaramente cosa
rischia di utilizza l'apertura della porta.
Ricordate che in caso di asfissia, la morte
cerebrale avviene nel giro di minuti, non di
secondi, ovvero, se non sapete da quanto sono
senza aria, vale sempre la pena di un tentativo.
Se sentite il polso, vale provare le tecniche
di rianimazione per asfissiati.
Se invece aspettate pigramente l'arrivo dei
soccorsi la morte e' certa.