a parte che bisognerebbe vedere l'indice di bicarbonati per
capire se l'acqua sia corrosiva o protettiva (molte acque di
falda hanno più bicarbonato che CO2 e sono "protettive" nel
senso che depositano calcare) ... guardiamo la pagliuzza e
non vediamo la trave ?
L'ambiente aggressivo non è lato acqua, ma lato fuoco !
Specie in avvio (*) si formano rugiade acide parecchio più
fetenti.
Tra l'altro, se in una stufaccia a tiraggio naturale con
combustione grassa (che sì, butta fuori CO e formaldeide),
con atmosfera interna poco ossidante se non addirittura
riducente, cosa che mantiene il ferro passivo per carenza di
ossigeno, in una caldaia idronica che deve rispettare meglio
le emissioni, a tiraggio forzato, la combustione è parecchio
smagrita e superstechiometrica, per ridurre anche
l'incraciamento con peci untuose, e in camera normalmente
c'è dell'ossigeno in eccesso, cosa che non garantisce più
l'immunità del ferro. Questo e le rugiade acide (fenoli,
acidi carbossilici vari dalla pirolisi della lignina)
tendono ad aggredire il lato fuoco MOLTO più rapidamente del
lato acqua (che imho è probabilmente immune salvo usare
acque davvero dolcissime o vulcaniche ricche di silice).
(*) dipende anche da com'è il circuito idronico e se ha o
non ha la protezione antirugiada.
La protezione antirugiada si fa dirottando una parte della
mandata a 90-95, anche GRAN PARTE, e cortocircuitandola a
breve giro col ritorno freddo dei termosifoni, in modo che
la caldaia scaldi sé stessa e solo con l'eccesso tiri
l'impianto (per questo si sfrutta meno la stufa,
ovviamente). Così facendo il ritorno reale che entra nello
scambiatore non è freddo come il ritorno dei termosifoni, ma
si può impostare a T sufficienti (es. 60-65 persino 70° !)
tali da non consentire la condensa se non proprio in avvio a
caldaia fredda quando non c'è un cazzo da fare.
Per una stufa perennemente accesa e modulante, la protezione
da rugiada allunga la vita delle parti tiepide dello
scambiatore anche di anni e anni.
Però questo comporta di estrarre meno "produzione" utile per
l'impianto e un po' scazza.
Non è nemmeno detto che sia in dotazione in tutti gli
impianti. Io ad es in quello che mi finirò non so quando, ho
rinunciato per la maggiore complessità della componentistica
e ho scelto un approccio passivo del tipo di usare la parete
lato fuoco dello scambiatore di 2 o 3 mm più spessa di
quella lato isolante, sperando che consenta una durata lunga
per lo spessore elevato.