Un cavo di 2,5 mm2 attraversato continuamente da 16A e' CALDO. Provare
per credere. Forse avrete letto su qualche bobina di NON usare la portata
massima nominale (appunto 16A per un 2,5 mm2, 10A per un 1,5 mm2)
con la bobina avvolta. Il motivo e' proprio perche' avvolto il cavo
non e' in grado di dissipare il calore prodotto.
Informo che nel calcolo delle portate dei cavi il dimensionamento
tiene conto anche del costo del rame. Ovvero, si accetta una dispersione
di energia, qualora il suo costo per il periodo di vita medio ipotetico
stimato del cavo, e' inferiore al valore del rame risparmiato con una
sezione minore. In altre parole il valore di 16A per 2,5 mm2 e di 10A
per 1,5 mm2 non sono valori assoluti di "completa" trasmissione
dell'energia, ma si perde qualcosa che potrebbe anche essere di alcuni
punti percentuali alla massima portata nominale.
Il corollario di questo approccio economico e' che i cavi in funzionamento
massimo "producono" calore per alcuni punti percentuali della potenza
massima (se le lunghezze sono importanti). In numeri, sono alcune decine
di Watt per ogni 1 kW di potenza nominale. Naturalmente sono distributi
lungo tutto il cavo. Facciamo, alla carlona, su 100 metri 60W fanno circa
mezzo Watt per un metro di cavo. Poca roba. Ma se ottimamente isolato,
anche mezzo Watt puo' portare a temperature superiori a quelle estive
e lentamente "cuocere" i materiali che compongono la presa. In quanto
alla guaina, il PVC al massimo si secca, ma questo e' un problema solo
quando si "apre" la scatola per maneggiare la presa. Invece i materiali
della presa sono continuamente sollecitati ad ogni inserimento ed
estrazione od urto di una spina. Se il materiale e' degenerato, prima o
poi salta una scheggia, si allenta il serraggio, si crea gioco sulle viti
ed abbiamo la ricetta per un contatto incerto. E' poi il contatto incerto
che porta a correnti anomale importanti e le alte temperature che sciolgono
le plastiche termo-plastiche delle spine o degli adattatori.