E nessuno a dare il link, cosa utile visto che avete sbagliato
a scrivere il nome:
<
https://www.oetzi-sev.it/it/>
La Ö (lettera "o" con umlaut, cioe' una specie di dieresi), in caso
di mancanza del carattere sulla tastiera oppure se vi rompe usarlo,
si scrivono aggiungendo una e subito dopo la vocale. Quindi
oe al posto di ö
ae al posto di ä
ue al posto di ü
quindi se non volete scrivere Ötzi abbiate la decenza di scrivere
Oetzi, altrimenti uno fa fatica a trovare l'azienda.
Del resto il link stesso, volendo evitare di usare con il dominio
un carattere speciale, e' al dominio "oetzi".
Sperando che vi aiuti in futuro con nomi altoadesini (e germanici).
Ma passiamo all'offerta: "La mia offerta privati".
Anzi, una premessa: la vergognosa partita di sponda tra aziende
o rivenditori elettrici e governi (sia il precedente che
l'attuale) sulla tariffazione dell'energia ha creato una situazione
cosi' assurda, che un impianto fotovoltaico a casa propria
si ripaga in un solo anno. Poi gli altri 20-30 anni sono tutto
grasso che cola. C'e' pero' il problema che (a causa di questo) e'
scomparso la scambio sul posto, ovvero l'elettricita' dovete
usarla voi oppure ve la prendono a molto meno di quello che voi
paghereste, ad esempio, al Servizio di tutela. E quindi o
installate un (poco conveniente) sistema di accumulo
trovate modo di fare societa' con i vicini per scambiarvi
energia e consumi.
L'assurdo sta nel fatto che solo l'energia elettrica prodotta a
partire dal gas naturale e' aumentato di costo, non l'energia
elettrica prodotta dalle fonti alternative (rinnovabili, e per
le importazioni, il nucleare). E, tra parentesi, la guerra in
Ucraina c'entra molto poco con la salita dei prezzi del gas,
semmai ha contribuito a scatenarla, per motivi che qui non sto
a spiegare - vedi tassonomia verde).
Per questo ragione occorre guardare con molta attenzione alle
offerte di questi autoproduttori. Se anni fa, li avrei scrollati
con una spallata, oggi invece vanno guardati con attenzione,
perche' di fatto vi stanno offrendo di scavalcare tutta la
manfrina messa in piedi di aziende e governi a prezzare
tutta l'energia elettrica al costo delle vendite marginale,
che sono principalmente quelle di energia prodotta dal gas naturale
in cicolo semplice con le turbogas (e' l'energia fossile piu'
costosa in assoluto, perche' oltre a lavorare con solo il 30% di
efficienza reale, ha da ammortizzare il costo d'impianto su
poche ore giornaliere). Insomma, non solo le rinnovabili, ma
anche le aziende che usano il gas naturale in centrali a
ciclo combinato in cogenerazione, stanno faccendo affari d'oro.
Quindi, esiste una plausibilita' di fondo alla proposta di vendere
energia "a buon mercato". Cio' che queste cooperative offrono e'
di superare lo scoglio dell'accumulo dell'energia (che non e'
solo costoso, ma un pelino piu' complicato di gestire di un
impianto fotovoltaico - se volete che duri almeno 8 anni).
Nel caso di una cooperativa che abbia un misto di solare e
idroelettrico, questo servizio di "continuita' elettrica" e'
anche fornibile facilmente (e quindi a costi minori) delle
soluzioni a batteria, perche' l'idroelettrico (in Alto Adige
e' tipicamente "a serbatoio/bacino") si modula agevolmente
per integrarsi con il fotovoltaico e l'eolico.
Si tratta ora di capire quanto del risparmio i soci sono
disposti a passare alla sua clientela "esterna".
Per cominciare, la quota associativa e' modesta: 25 euro.
Avevo valutato (non mi ricordo dove si era discusso) una
comunita' energetica svariati mesi fa, e li la quota
associativa era di un piu' logico 5000 euro. In cambio si
era veramente soci di una parte della produzione e quindi
la corrente la si pagava al mero costo di gestione (oltre
al costo di impianto ci sono sempre dei costi di gestione,
che nel fai-da-te dell'impianto di casa vostra non
considerate, ma in una cooperativa vanno contabilizzati)
in altre parole, qualcosa come 2-3 centesimi al chilowattora.
L'unico dubbio era se, uscendo, i 5000 euro vi sarebbero
stati realmente restituiti (ovvero non fosse strutturato
come uno schema piramidale).
Cioe', 25 euro, mi sembrano un po' pochini. Quindi non
resta che vedere l'offerta economica.
E vedo PUN + 0,010 €/kW·h
Come immaginavo, non siete veramente soci, perche' quello
e' il prezzo migliore offerto anche da svariati rivenditori
commerciali di energia elettrica. Ecco il tecnicese:
"... corrispettivo di contributo per lo sviluppo e la gestione
della OETZI Società Cooperativa “C” pari a 0,01102 €/kWh
comprensivo delle perdite di rete. Il PUN viene corretto dal
fattore λ come fattore di correzione per tener conto delle
perdite di rete così come annualmente definito da ARERA.
Il prezzo energia “P” è formulato secondo la seguente
formula P = PUN *(1+λ) + C."
Che poi sarebbe P = PUN · (1,102) + 0,01102 €/kW·h
Insomma, e' una fregatura, dal mio punto di vista, visto che
ritengo il PUN una tariffa "PUNitiva".
Apprezzo pero' l'onesta' altoadesina, perche' vi danno un
"assaggio" di cosa significa "PUN", indicando i valori del
mese peggiore (e un vago valore di qualche mese prima):
"Il valore unitario massimo raggiunto dal corrispettivo nel
corso degli ultimi 12 mesi applicato nel mese di Agosto 2022
è stato pari a: 0,55396 €/kWh in F1 e 0,60278 €/kWh in
F2 e 0,50355 in F3."
Cioe' fino a 60 centesimi al chilowattora, che non e'
esattamente un affare, neanche per chi non paga 7 centesimi
come il sottoscritto.
E attenzione, anche questi vogliono aggiungere il PD:
"... componente PD relativa al prezzo dispacciamento, così come
indicata nel TIV (Allegato A alla delibera dell’ARERA 24
novembre 2020, n.491/2020/R/eel e s.m.i.), applicata nella
misura definita dall’ARERA e dalla stessa di volta in volta
aggiornata."
E la quota fissa ? Vogliono anche 18 euro in piu' della tariffa
ARERA:
"Fa inoltre parte della spesa per la materia energia la
componente “Commercializzazione e Vendita” pari alla PCV
aumentata di 18 €/punto di prelievo/anno, a remunerazione
delle attività commerciali svolte dalla OETZI Società Cooperativa.
La PCV è definita come indicato nel TIV (Allegato A alla delibera
dell’ARERA 24 novembre 2020, n. 491/2020/R/eel e s.m.i.),
applicata nella misura definita dall’ARERA e dalla stessa di
volta in volta aggiornata."
E hanno anche previsto una scala mobile del PCV:
"Nel caso di cessazione di calcolo e pubblicazione di tale
componente da parte di ARERA, il valore della componente PCV
sarà aggiornato ogni inizio anno e sarà pari al valore
dell’anno precedente aumentato del 2%."
Per fare un paragone, l'offerta "variabile" di Engie ha
queste condizioni:
P = PUN · (1,102) + 0,002 €/kW·h
a cui si aggiunge il PD come per l'offerta Oetzi.
Chiaramente 0,002 <<< 0,01102 ovvero lo "spread"
di Engie e' 5 volte piu' piccolo.
Pero' questa offerta "di una azienda commerciale" e'
punitiva sulla quota fissa: ben 156 €/anno.
E' una evidente politica commerciale per sfoltire i
ranghi dell'offerte variabili dai clienti piccoli.
Per dare una idea, per "smaltire i circa
80 euro in piu' che costa la quota fissa cliente Engie
dovreste consumare piu' di 8'800 kW·h/anno.
Quindi la proposta Oetzi, nonostante la maggiorazione del
PCV di 18 euro, e' piu' conveniente di quella commerciale
variabile di Engie. In realta' il punto di forza di Engie
e' sulle tariffe bloccate (che pare Engie quest'anno
limiti a solo 12 mesi). Ad oggi il confronto e' complesso,
perche' occorre "estrapolare" il PUN anche per l'inverno
prossimo, ma forse tra 2-3 mesi non avremo dubbi.
In ogni caso, non e' una vera associazione ad una
cooperativa energetica, come invece sono quelli che Oetzi
denomina come "socio cooperatore". Ovvero, sono i soci
cooperatori a vedere il vero risparmio.