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Diamo per scontato (ed auguriamoci) che la copertina sia
fornita dalla Casa Editrice unitamente ai fascicoli, ora il problema
maggiore e' costituito dall'assemblaggio dei medesimi.
I fascicoli generalmente sono confezionati con copertina e
punti metallici sul dorso, a fermare il tutto. Nella totalita' dei
casi le copertine si tolgono, previa estrazione dei punti metallici.
Se non possiedi lo strumento apposito, usa la punta di un
coltello, facendo leva internamente sulle linguette metalliche
ribattute, poi esternamente le estrai, evitando in tal modo di
strappare il dorso del fascicolo. Tiene presente che il coltello
si puo' rovinare, quindi usane di vecchi o in disuso.
Ora metti in sequenza i fascicoli, naturalmente partendo dalla
pagg.1 sopra ed a seguire in ordine crescente sotto.
Li pareggi bene e tenedoli ben appoggiati su di un tavolo col
dorso leggermente sporgente, pratichi delle incisioni di circa
1/2 mm. (a seconda dello spessore dei fascicoli) con un
seghetto a mano, sul dorso.
Seguendo lo schema sotto, pratichi 8 incisioni. Ti procuri
quindi un ago da materassaio ed un filo refe sottile ma robusto,
poi una fettuccia che metterai doppia alle posizioni 7-6, 5-4,
3-2. Partendo ora dall'ultimo fascicolo sotto, dove in genere
si trova l'indice, (oppure finito di stampare ecc.ecc.) lo apri al
centro ed entri con l'ago al n.1 lasciando sporgere un po' di
filo refe, poi esci in 2 e prima di entrare in 3 metti la fettuccia.
che sara' tenuta ferma dal filo stesso, poi esci in 4 e prima di
entrare in 5 metti la fettuccia, poi esci in 6 e prima di entrare in
7 metti la fettuccia, poi esci in 8. Prendi ora il penultimo fascicolo
e lo appoggi sopra l'ultimo gia' cucito, lo apri al centro ed entri
con l'ago al 8 poi esci al 7 ed entri al 6 e via a ritroso.... all'1 devi
fermare il filo refe facendo un cappio o un nodo col pezzetto che
hai lasciato sporgere. Poi prendi il terzultimo quinterno , lo metti
sopra ai due gia' cuciti e prosegui, quando arrivi all'8 devi di nuovo
fermare il filo agganciandoti ai fascicoli sotto, gia' cuciti...
8 7 6 5 4 3 2
1
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A cucitura ultimata devi procurarti colla vinavilica, un pennello
ed una garza robusta, e procedi ad incollare il dorso.
Su questo applichi la garza e se vuoi anche un foglio di carta
robusta per rinforzare il tutto.
Lascia asciugare almeno una notte.
Ora dovresti rifilare sui tre lati il volume, ma occorre una
taglierina da tipografia, se puoi trovarla in zona....
L'operazione deve essere eseguita, tenedo presente che la
copertina a lavoro ultimato deve avere un margine di 5mm.
di esubero rispetto al blocco libro, sui 3 lati.
All'interno della
copertina che mi auguro ti sia gia' fornita dall'Editore, troverai
due fogli bianchi o colorati, piegati a meta', le sguardie.
Li incollerai uno sopra, a filo del dorso sulla pagina iniziale del
volume, l'altro sotto, all'ultima pagina del vol. incollando il lato
piegato della sguardia per circa 5mm. Lascia asciugare bene.
Ora prendi la copertina ed all'interno vi posizioni il volume,
centrandolo bene su tutti i lati. Tenendo ben fermi il tutto, incolli
tutta la pagina superiore della sguardia e vi chiudi sopra la plancia
della copertina, poi giri il volume ed incolli la facciata superiore
della seconda sguardia . Chiudi anche l'altra plancia e premi bene
affinche' aderisca. Ora il volume e' da mettere sotto pressa dove
dovra' trascorre tutta la notte.
Il problema e' trovarla :-))) , dovresti recarti in una legatoria, e
forse, forse, dal momento che sei li'... ti potrebbe venire pure la
tentazione di lasciare fare tutto a loro :-)
saluti cari Claudia
> Li pareggi bene e tenedoli ben appoggiati su di un tavolo col
> dorso leggermente sporgente, pratichi delle incisioni di circa
> 1/2 mm. (a seconda dello spessore dei fascicoli) con un
> seghetto a mano, sul dorso.
Dubito che si riesca così a fare un lavoro decente.(Una mano
a premere sui quinterni, una mano sul seghetto....)
Consiglio di realizzare uno strettoio, utilizzando due correntini
di legno duro o meglio due spezzoni di tubolare in ferro di
recupero della lunghezza di circa 35 cm., praticando vicino
alle estremità di ciascun spezzone 2 fori da 8 mm.in cui
inserire una vite con dado esagonale per stringerli assieme
con l' aiuto di una chiave.
Serrando i quinterni tra i due correntini (e facendo sporgere
dagli stessi i dorsi da tagliare nella misura esatta), il tutto
diventa molto più facile.
Utilizzare per il taglio un seghetto a mano con lama per ferro.
> Seguendo lo schema sotto, pratichi 8 incisioni. Ti procuri
> quindi un ago da materassaio ed un filo refe sottile ma robusto,
> poi una fettuccia che metterai doppia alle posizioni 7-6, 5-4,
> 3-2>
Anche qui, mi permetto di consigliare a chi vuole iniziare a
rilegare qualche fascicolo o ricuperare qualche libro squinternato
di realizzare un piccolo legatoio, che si può fare in pochi minuti
di lavoro. Senza di esso, la legatura con le fettucce o gli spaghi
diventa alquanto difficile.
Il legatoio consiste in una tavoletta di circa 40 cm per 30,
ricavata da un foglio di multistrato, listellare o paniforte.
Agli angoli di uno dei due lati maggiori, fissate per incollaggio
rinforzato con un paio di viti a legno due listelli lunghi circa
25 cm. ad angolo retto con la tavoletta.(Cioè, se la tavoletta
è appoggiata su di un tavolo, i due listelli sporgeranno verso
l' alto. Collegate le estremità superiori dei due listelli con una
traversa, fatta anche questa con un listello incollato ed avvitato.
Ecco fatto un legatoio di fortuna, ma bastevolmente efficiente.
Se sulla traversa superiore e rispettivamente sul bordo della
tavoletta sulla quale appoggerete i fascicoli da rilegare piantere
dei chiodini in corrispondenza delle incisioni fatte con il seghetto,
legando le fettuccie o gli spaghi dal chiodino inferiore al chiodino
superiore corrispondente a ciascuna incisione fatta sul dorso,
sarà molto più facile operare.
Consiglio, per normali libri o fascicoli da rilegare, di utilizzare
spago e non fettuccia, unendo il tutto con del buon filo da cucito
di colore bianco.
Questo per semplicità, soprattutto per chi è alle prime armi.
Eventualmente copiate da libri che avete già in casa.
Vi assicuro comunque che farete meglio voi che le legatorie
industriali.
>A cucitura ultimata devi procurarti colla vinavilica, un pennello
> ed una garza robusta, e procedi ad incollare il dorso.
> Su questo applichi la garza e se vuoi anche un foglio di carta
> robusta per rinforzare il tutto.
> Lascia asciugare almeno una notte.
Ecco che torna buono lo strettoio di cui sopra !
Stringere con esso il dorso dei fascicoli ormai rilegati, prima di
incollare, in maniera che la colla non penetri tra quinterno e
quinterno.
Utilizzare colla non troppo fluida.
Lo strettoio và bene anche per realizzare i "morsi" del dorso ,
da farsi dopo l' incollatura e la formatura del dorso curvo.
Dà un tocco di eleganza e facilita l' apertura delle pagine,
ma per semplicità non ne faccio menzione.
>Ora il volume e' da mettere sotto pressa dove
> dovra' trascorre tutta la notte.
> Il problema e' trovarla :-)))
Se non si dispone di altro, si può utilizzare ancora lo strettoio
realizzato (soprattutto se fatto con i tubolari di ferro), stringendo
il volume in esso con l' interposizione di due tavolette di legno
della stessa misura del libro e di buon spessore.
(Se lo spessore del dorso è notevole, sostituire le viti
dello strettoio con due pezzi di barra filettata e 4 dadi).
Spero di non essere stato pedante.
Paul
> Questo per semplicità, soprattutto per chi è alle prime armi.
Ed e' proprio sulla semplicita' che ho cercato di indirizzare
l'esecuzione di una legatura, proprio pensando a chi e' alle
prime armi. Innanzitutto immagina per un attimo chi, come
me non e' provvisto di alcuna attrezzatura per il fai da te, e,
particolare non meno importante, non e' in grado di usarla ..:-)
Pensa inoltre, con quale entusiasmo ci si appresta alla legatura
di un volume sapendo che per eseguirla si devono sostenere spese
del tipo seghetti alternativi o altri strumenti, per poi proseguire
con la preparazione di telai per la cucitura manuale o torchietti
per presse, oppure dover trattare con falegnami che , se non sono
propriamente amici di famiglia, manco ti ascoltano...
Questo si fara' col tempo, quando, a seguito dei primi risultati,
si scoprira' che la tecnica "legatòria" attrae e soddisfa.
Il * primo approccio* con una nuova esperienza, a mio avviso
deve essere piacevole e rilassante, mai troppo elaborato e
machiavellico. E questo vale in generale.
Ma tutto questo non in odor di polemica, anzi, tanto di cappello
per i tuoi azzeccatissimi suggerimenti.
> Dubito che si riesca così a fare un lavoro decente.(Una mano
> a premere sui quinterni, una mano sul seghetto....)
Garantisco sul risultato, ma se davvero si hanno problemi si
puo' tranquillamente procedere su ogni singolo quinterno, dopo
avere marcato il riferimento per l'incisione.
>Senza di esso, la legatura con le fettucce o gli spaghi
> diventa alquanto difficile.
Non sono d'accordo, e mi ripeto, ma a mio avviso ci si deve
organizzare al meglio soltanto dopo aver appurato che la cosa
puo' piacere. Nelle fasi iniziali, anche l'improvvisazione e gli
espedienti posso risultare gradevoli tanto piu' se il tutto si puo'
realizzare con un costo quasi "zero".
> Consiglio, per normali libri o fascicoli da rilegare, di utilizzare
> spago e non fettuccia,
Appurato che la fettuccia evita l'uso del telaio, si impone una
scelta. Se vogliamo seguire i dettami delle antiche
scuole Salesiane allora parliamo di legature artigianali su riviste e
quotidiani, la prassi e' : fettuccia ad oltranza !
Per libri antichi o normali edizioni, concordo con te sulla
scelta del "cordino".
Il tutto ha una spiegazione logica, ed e' una conseguenza diretta
della struttura stessa della rivista o del quotidiano rispetto ad un
normalissimo libro. Le riviste sono costituite nella quasi totalita'
dei casi da fascicoli molto spessi, da carte patinate e pesanti,ad alta
grammatura/mq. e devono supportare copertine cartonate con
plance di spessore oltre i 3mm. E, ultimo ma non per importanza,
considera come si conservano i volumi nelle librerie: tutti in bella
sequenza ed irrimediabilmente "in piedi", una rovina per il dorso
del libro, soprattutto se in copertina cartonata, come le enciclopedie
appunto ! Una buona manutenzione/ conservazione prevede i
volumi stesi in orizzontale e stivati uno sopra l'altro.
A questo punto ne convieni con me che tre fettucce applicate doppie,
irrobustite da una mano di colla, costituiscono il "gesso portante"
di una buona e robusta legatura .?
>unendo il tutto con del buon filo da cucito di colore bianco.
Assolutamente da evitare, si tratta di enciclopedie, non di normali
libri o edizioni. Considera che una legatoria attrezzata con
macchine per cucire automatiche, munite di tagliafilo separatore,
usa per le riviste almeno un filo dello 0.50 (quasi un filo per
calzolai, o forse piu') 0.60 oppure 0.75 se fascicoli sottilissimi.
Ma il buon filo bianco "da cucito" citato da te, dello 0.120 per
intenderci, lo si usa appunto per le edizioni, e soltanto per quelle .
> > Su questo applichi la garza e se vuoi anche un foglio di carta
> > robusta per rinforzare il tutto.
> > Lascia asciugare almeno una notte.
> Ecco che torna buono lo strettoio di cui sopra !
> Stringere con esso il dorso dei fascicoli ormai rilegati, prima di
> incollare,
Puoi eseguire questa operazione su libri composti da fogli
singoli (vedi le Tesi, ad es.) , ma sconsigliatissimo sui quinterni
piegati.
Spiego, una volta fatta presa la colla e liberando il libro dal
pressino, ti ritrovi il dorso piu' stretto del volume stesso, infatti
molti tipi di carta hanno effetto spugna, sono elastiche e
voluminose. Ed ancora, un dorso tanto compatto e' praticamente
impossibile da rotondare. E' sufficiente porre un altro volume
sopra quello da incollare per evitare che la colla penetri.
> Spero di non essere stato pedante.
Bhe', e' un argomento che praticamente vive di manualita' e
di esperienze dirette sul campo, non e' facile quindi teorizzarne
l'esecuzione pratica. Pertanto, senza problema, anche da parte
mia le scuse per essermi dilungata a dismisura :-))
un saluto caro Claudia
p.s.
Lo schema che, con tanta diligenza ho preparato, :-))) lo vedo
completamente sballato. Chiedo scusa , e a questo punto si
dovra' lavorare di immaginazione, com'e' giusto che sia su
questo NG... ;o)))
>Lo schema che, con tanta diligenza ho preparato, :-))) lo vedo
>completamente sballato.
Fai gli schemi dopo aver settato il carattere NON proporzionale.
Scrivilo davanti allo schema (di settar eil NON proporzionale) e così
avrai degli schemi sempre a posto con qualunque tipo di carettere
usato dai lettori ...
marco
Manutengolo di Http://welcome.to/ihc
e di Http://welcome.to/ihv
Tenuta di Costaprà - M. Zabot -Clavesana (CN) _____
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> A questo punto ne convieni con me che tre fettucce applicate doppie,
> irrobustite da una mano di colla, costituiscono il "gesso portante"
> di una buona e robusta legatura .?
Beh, io non ho una esperienza professionale sulla rilegatura, sono
un semplice fai-da-te. Mi piacciono i libri (forse per questo odio
il PC), e tanto tempo fa ho incominciato a rilegare per restaurare
i miei vecchi testi ed i fascicoli delle enciclopedie
tematica di moda allora. Comprai un volumetto che insegnava
a rilegare e devo dire che i risultati, a paragone con quelli
dei legatori artigiani, non erano per nulla male. Naturalmente
per i semplici lavori di mio interesse.
> >unendo il tutto con del buon filo da cucito di colore bianco.
> Assolutamente da evitare, si tratta di enciclopedie, non di normali
> libri o edizioni.
Io utilizzo filo in cotone liscio extra strong da 0,25 per tutte le
applicazioni, e refe comune (spago) per i passanti.
Ho sempre pensato che le fettuccie fossero adatte per i libri
antichi e gli atlanti di grandi dimensioni.
> > Stringere con esso il dorso dei fascicoli ormai rilegati, prima di
> > incollare,
> Puoi eseguire questa operazione su libri composti da fogli
> singoli (vedi le Tesi, ad es.) , ma sconsigliatissimo sui quinterni
> piegati.
> Spiego, una volta fatta presa la colla e liberando il libro dal
> pressino, ti ritrovi il dorso piu' stretto del volume stesso
> Ed ancora, un dorso tanto compatto e' praticamente
> impossibile da rotondare. E' sufficiente porre un altro volume
> sopra quello da incollare per evitare che la colla penetri.
Non č necessario stringere " a ferro" il pressino.
Io adopero il morsetto per essere sicuro che la colla non penetri
tra i quinterni. Per quanto riguarda i passi successivi, la
procedura che seguo č questa:
-incollato il dorso, porto il volume alla tranciatura
- passo il dorso incollato con vinavil con un po' d' acqua,
per allentare appena la coesione del collante, e operando
con un mazzuolo di plastica sul bordo di un tavolo incurvo
il dorso.
- stringo nuovamente il dorso (ormai curvo) nello strettoio,
lasciando fuoriescere alcuni millimetri. Con un martello a penna
piatta ricavo i morsi, battendo sul dorso.
- incollo sia i nastrini dei capitelli e la fettuccia del segnalibro
ed applico una seconda mano di vinavil con
interposta una garza a trama larga, che faccio sporgere
dalle due facciate da 4 a 8 cm secondo la misura del volume.
- incollo sguardie e copertina (con interposto un foglio di carta
siliconata per evitare sbavature) e metto tutto sotto pressa.
Devo dire che il libro cosě rilegato si presenta di bell' aspetto
e robustissimo.
Il lavoro č facile, si fa con pochi attrezzi, ed č divertente.
Vogliate bene ai vostri libri !
E se non ne avete, provvedete. Una casa senza libri non č degna
di essere vissuta.(Una senza PC....forse sě).
Ciao
Paul
P S : Mi sai dire per caso perchč i titoli stampati sul dorso dei libri
sono un po' destri ed un po' sinistri ?
E una cosa che mi manda in bestia.
Quando nelle biblioteche cerco di leggere i titoli sugli scaffali,
per la legge del fil di ferro temo mi caschi la testa dal collo,
a piegarla una volta a desta, una a sinistra.