Il 10/01/2013 10.36, El_Ciula ha scritto:
> Gente, a fronte dei consigli che mi avete dato per le fioriere che
> costruiro', vi chiedo un'altra cosa, ho una struttura in legno, che prende
> l'acqua solo quando piove con vento, è stata fatta la scorsa estate, siccome
> ne dal lato estico mi frega piu' di tanto ed essendo all'aperto in zona poco
> frequentata, mi chiedevo per risparmiare se posso trattarla con un altro
> olio (l'olio di lino costa, e li ne servirebbero litri) se usassi un olio di
> altro seme tipo girasole o soia o altro e diluito in acquaragia,
> proteggerebbe comunque o è una stupidaggine?
io volevo fare una piccola dissertazione sul trattamento ad olio che
fini a qui` non mi sembra sia stata fatta.
L'olio di lino (crudo o cotto) appartiene alla categoria dell
oleoresine, ovvero degli oli che polimerizzano piu` o meno rapidamente e
si trasformano in resine.
tra le altre oleoresine si possono annoverare l'olio di noci (usato sia
per far risaltare meglio le venature del legno, sia nella pittura ad
olio con i colori chiari, perche non ingiallisce come il lino
l'olio di thung noto anche come olio di legno, ottenuto dalle noci di
una pianta tropicale dell'estremo oriente e quindi appannaggio per molto
tempo dei paesi che in quei posto avevano le colonie.
Peculiarita di quest'ultimo e` quella di avere elevate temperature di
polimerizzazione (occhio agli stracci usati) ed essere quindi piu`
rapido del lino, oltre ad avere una miglior resistenza al calore
rispetto al lino, tanto che fu impiegato per il trattamento delle
calciature del Garand M1, fucile ben noto a molti dei nwgouppers che
hanno svolto il servizio militare.
Olio crudo ... olio cotto
Dato che l'olio di lino e` piuottosto lento a polimerizzare, sono stati
escogitati sistemi per velocizzarne la reazione, un di questi e` la
"bollitura" che causa l'inizio della reazione con produzione di catene
corte di polimero.
Il punto fondamentale e` capire a cosa e per quanto deve resistere,
l'uso del crudo permette delle penetrazioni elevate nelle fibre del
legno, ma necessita di ripetute passate (la prima diluita al 50% con
trementina/acquaragia) con pause intermedie di una settimana......
mentre l'uso del cotto e` piu` sbrigativo ma impregna poco il legno e
tende a formare una coppola (che si stacchera` in seguito), se dato in
maniera troppo abbondante.
Ad esempio le vecchie pialle professionali erano tirate ad olio di lino
per saturazione..... tutti gli interstizi tra le fibre sono saturi e
questo conferiva una notevole resistenza alla deformazione.
l'olio di lino migliore e` quello purissimo.... difficile da trovare in
ferramenta meglio quello per belle arti (se il pezzo da trattare non e`
eccessivamente grande) in alternativa in rete si trovano venditori
specializzati e forniti come la GASID
http://www.gasid.it
Cordialita