Il 07/10/2017 09:15, Doc ha scritto:
> Soviet_Mario ha usato la sua tastiera per scrivere :
>>
>
> Aggiornamento: ho passato in rassegna i brico e centri edili
> della mia zona, nessuno ha l'Ultraplan della Mapei oppure
> il Keratech ECO R-10.
> Solo un centro edile mi ha detto che aveva R-10, ma al
> momento del ritiro di è rivelato essere l'R-30.
che è migliore per le zeppe più grosse senza ritiro, ma non
riempie sicuramente altrettanto gli interstizi.
L'R-10 ha inerte 0,66 mm, quindi sensibilmente più fino
> Mi hanno detto che va bene lo stesso ma se voglio posso fare
> il reso.
>
> Ho guardato la scheda tecnica dell'R-30:
>
https://tinyurl.com/yd94vdpg
> L'Intervallo granulometrico è 0 – 1,5 mm.
onestamente, farei un reso.
Circa la marca non ti focalizzare sul punto, non stavo
sponsorizzando né ultraplan né l'altro, semplicemente mi era
saltata all'occhio la dimensione molto piccola.
E avevo constatato con mano (avevo dovuto fare dei getti di
riempimento DIETRO piastre di acciaio, infiltrandomi negli
interstizi, e ho dovuto sputare sangue per far tenere a
tenuta stagna i casseri, infilando carta, plastica, e
schegge di legno per tappare fessure inferiori al mm : per
questo so che quei prodotti sottili come polvere e ben
colabili hanno una capacità infiltrante nei forellini
veramente elevata. Ho sputato sangue per colare dietro quel
piastrone e tenerla lì. Ci ho anche tappato un buco
circolare fatto con lo stampo di una scatola di pelati
(quindi a profilo ondulato) sul fondo della canna fumaria, e
non perde nemmeno più la condensa, quindi il prodotto si è
compattato a tenuta praticamente stagna.
>
> Cosa faccio? Utilizzo l'R-30 oppure mi rimetto alla ricerca
> dell'R-10?
> Potrei allargare le crepe più sottili con il flessibile.
naaa ... solo la parte a VISTA, ma in profondità quelle
crepe seguono un andamento tortuoso. Non serve a molto
tappare solo lo strato superficiale imho.
Alla mala mala parata, puoi anche tentare una versione del
mio mix leggermente modificata.
Polvere di cemento setacciata col filtro da farina.
Aggiungi dispersione acrilica in acqua (è un lattice bianco
spesso sotto il nome di turapori o fissativo isolante
acrilico) e agiti bene con la frusta del trapano sino a non
avere grumi, e aggiungi lattice sino ad una scorrevolezza
elevata. Serve un mestolo e un imbuto con un tubetto in
gomma come erogatore.
Proverei anche ad aggiungere un mezzo bicchiere di detersivo
per piatti per ogni secchio di miscela (ma da lì in poi,
solo agitazione manuale o a bassa velocità di rotazione, se
no lo tramuti in schiuma). Dovrebbe ridurre ulteriormente la
tensione superficiale e aumentare il potere bagnante.
Però questa non l'ho provata, fa l'esperimento al limite con
un solo bicchiere di mistura e un cucchiaino raso di
detersivo per piatti.
Importantissimo : la miscela (sia con detersivo che non,
quella "classica" che uso come vernice) ha una notevole
tendenza a sedimentare, tanto più alta quanto più la fai
fluida (anche la tendenza al RITIRO aumenta, anche se non è
altissima perché cmq il polimero aumenta coesione e
plasticità), sicché ti consiglio per versarla omogenea, di
rimescolare un po' il fondo per bene con un legno o altro e
ridisperdere la parte più cementizia prima di ogni prelievo,
e di versare rapidamente nell'imbuto. L'adesione a tutto è
fortissima. Incolla persino teli di plastica alle
piastrelle, attacca su legno, metallo e quant'altro, e una
volta dura è praticamente pietra : traduzione (se sporchi in
giro e non lavi subito, preparati a usare carta a vetro,
scalpello o lama e tanto olio di gomito). Resta cmq
lavorabile per parecchie ore se la tieni agitata (e questo è
un enorme pregio per un cementizio : il turapori rallenta
molto l'idratazione dei granuli di clinker, li "soffoca").
Ovviamente però non potrà mai diventare commerciale : è
sostanzialmente un prodotto bicomponente alla buona ma a
tutti gli effetti. Come mescoli lattice e polvere di
cemento, il cemento comincia a assorbire acqua e a indurire,
e l'acrilico venendo asciugato, si plastifica
contemporaneamente pure lui. Diventa fluida con meno acqua
di sola acqua e cemento, da cui anche il ritiro inferiore e
la tendenza ridotta a crepare. Però non penso sia adatta a
fare enormi zeppe, nella versione molto brodosa. Se serve
rappezzare, no problem : aggiungi un po' di sabbia al mix e
la dai a cazzuola. Ci ho riparato persino i gradini rotti
della scala, anche lì, diventa dura come pietra.
Ovviamente il lattice acrilico è un prodotto CARO, molto
caro, ma non è che i livellanti te li regalino anzi.
Benché costi meno, non ha la stessa scorrevolezza degli
autolivellanti : è solo molto facilmente colabile e tirabile
a pennello e scorre bene sin quando non tende a fermarsi
(*). Però su fondo assorbente, si pianta prima. I livellanti
hanno una capacità di continuare a scorrere anche a velocità
molto basse, è proprio la loro peculiarità "reologica" che
una normale mistura colabile non deve necessariamente avere,
visto che la puoi compattare anche vibrando o altro.
Non so che altri nomi farti, ho usato solo quelle due.
L'R-30 non credo sia ideale per riempire fessure minute e
interstizi, onestamente. 1,5 mm è più grossa della sabbia
vagliata (che è circa 1 mm) per raffronto.
(*) la frase sopra può sembrare ambigua, e se suona chiara
forse viene fraintesa, ma ha un senso preciso nell'ambito
della cosiddetta "reologia" dei sistemi viscosi.
Ci sono fluidi viscosi cosiddetti Newtoniani che hanno una
scorrevolezza (viscosità) grossomodo costante, che non
dipende molto dalla velocità con cui cerchi di pomparli o
lasciarli scorrere per scolamento.
Nelle formulazioni di calcestruzzi colabili, o persino di
autolivellanti, e dal lato diametralmente opposto nella
formulazione di vernici e malte TISSOTROPICHE, invece si
ricercano espressamente comportamenti "non newtoniani", in
cui la viscosità varia in modo non lineare con la velocità
di pompamento.
Un sistema viene detto tissotropico quando la viscosità
diminuisce fortemente al crescere della velocità di
deformazione (o pompaggio, o colaggio, vibrazione etc). Il
cemento di suo è abbastanza tissotropico, la calce lo è
molto (oltre a essere più viscosa tout court), un altro caso
famosissimo è il gel di ossido ferrico idrato, aka Sangue di
San Gennaro.
Questa roba, se la lasci rallentare, si pianta, si blocca
subito e resta ferma, e è utile nelle stesure in verticale
dove vuoi che NON coli.
Esiste il comportamento opposto di certe misture
autolivellanti che tendono ad apparire PIU' viscose quando
cerchi di sforzarle a scorrere rapide, ma poi la viscosità
si riduce quando possono scorrere lente.
Artigianalmente, a parte un po' di esperienza empirica che
spesso basta, è impossibile immaginare esattamente che
comportamento avrà una mistura inventata, con granulometrie
a caso. Chi fa i livellanti progetta proprio la
distribuzione di inerti ideale per avere questi parametri di
viscosità ottimizzati per la scorrevolezza a bassa velocità,
così come chi fa le vernici che non colano persegue il
risultato praticamente opposto.
La mia mix è (volendo) molto fluida e scorrevole, quasi come
pittura normale, e ha uno slump molto basso, ma ho notato
solo lievi capacità di autolivellamento in senso stretto,
per cui onestamente ti consiglio di trovare un
autolivellante vero e proprio. Da qualche parte l'avranno
pure uno fino ...