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Saldatura a castolin

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Antonio

unread,
Nov 18, 2002, 9:08:57 PM11/18/02
to
Vi chiedo info su questo tipo di saldatura..
L'unica cosa che so' per certo è che in base alla presenza di argento si
puo' ottenere una saldatura ad una temperatura diversa(piu argento fusione
piu bassa).
Per il resto è tabu'..
tipo ...in quali casi si usa..se è necessario usare disossidanti....e quale
differza la privilegia e quale la sconsiglia..
Grazie se sono stato prolifico.
Approposito è la solita cosa "saldatura autogena"

Antonio


paulhass

unread,
Nov 19, 2002, 6:54:16 AM11/19/02
to

Antonio <anto...@nomail.it> wrote in message
Z2hC9.35247$Yw.17...@news2.tin.it...

> Vi chiedo info su questo tipo di saldatura..

Castolin è un produttore di articoli per saldatura, ed in gergo per
"saldatura a castolin" si intende una saldatura a fusione eseguita
con elettrodi o bacchette d' apporto speciali.
Probabilmente invece tu ti riferisci a quel tipo di saldatura chiamata
" brasatura forte".
Questa saldatura consiste nell' unione di due materiali metallici
tramite un metallo d' apporto che ha una temperatura di fusione
inferiore a quella del metallo base, e che quindi è il solo ad essere fuso.
Quindi i pezzi da saldare non vengono mai scaldati ad una temperatura
superiore al loro punto di fusione.

> L'unica cosa che so' per certo è che in base alla presenza di argento si
> puo' ottenere una saldatura ad una temperatura diversa(piu argento fusione
> piu bassa).

E' vero. Le temperature di fusione del materiale d' apporto vanno da circa
1.000 °C per l' ottone sino a circa 500 ° C per le leghe ad alto tenore
d' argento, passando tra una vasta gamma intermedia.
Convenzionalmente si parla di "brasatura forte" per unioni eseguite con
materiali fondenti a temperature superiori a 450 °C. Per temperature
inferiori, si entra nel campo delle "brasature dolci", delle quali la più
conosciuta e praticata da noi hobbisti è la saldatura a stagno.

> ...in quali casi si usa..se è necessario usare disossidanti....e quale
> differza la privilegia e quale la sconsiglia..

La brasatura forte è usata principalmente dove non è richiesta una grande
resistenza meccanica del giunto, o dove non è possibile fornire ai pezzi
una grande quantità di calore per arrivare sino a fusione degli stessi.
Tipici impieghi sono nella costruzione di componenti elettrici, impianti
di riscaldamento (tubi di rame), macchinario di precisione, oreficeria
e bigiotteria.
Il disossidante è sempre necessario. Può essere già inglobato con il
materiale di riporto (bacchette rivestite), oppure si può usare sfuso
sui pezzi, ed in tal caso si utilizza del semplice borace in polvere
oppure sciolto in acqua e quindi pennellato sul giunto

> Grazie se sono stato prolifico.

Fai bene, con il modesto tasso di natalità che c' è in Italia...!!!

> Approposito è la solita cosa "saldatura autogena"

Se era una domanda riferita alla brasatura, la risposta è nò.
Per "saldatura autogena" si intende un tipo di saldatura a fusione
nel quale non viene aggiunto materiale diverso da quello costituente
i pezzi. Perciò il giunto di fusione è solo tra i lembi dei pezzi stessi
oppure si usa una bacchetta dello stesso materiale.
Tipiche saldature autogene sono quelle alla fiamma ossiacetilenica
oppure le saldature ad arco sommerso TIG.
Cordialità.

Paul


Francesco Mancuso

unread,
Nov 19, 2002, 11:40:37 AM11/19/02
to
"paulhass" <paul...@tiscalinet.it> wrote in message news:<ard8jf$1pi$1...@lacerta.tiscalinet.it>...

> Tipiche saldature autogene sono quelle alla fiamma ossiacetilenica
> oppure le saldature ad arco sommerso TIG.
> Cordialità.

Paul, mi permetti di aggiungere la bollitura?
Non che abbia altro interesse oltre quello storico, ovviamente.
Ti ringrazio.
Francesco Mancuso

FabbroGiovanni

unread,
Nov 19, 2002, 11:59:10 AM11/19/02
to

"Francesco Mancuso" <frankm...@email.com> ha scritto nel messaggio
news:de133945.02111...@posting.google.com...

> Paul, mi permetti di aggiungere la bollitura?
> Non che abbia altro interesse oltre quello storico, ovviamente.
> Ti ringrazio.
> Francesco Mancuso

Prima che qualcuno provi a mettere in pentola due pezzi di ferro e ci
ritenga responsabili perchč dopo ore di cottura sono ancora al dente:
Dicesi BOLLITURA "L'intima unione di due o piů pezzi di metallo riscaldati
allo stato pastoso e compressi fortemente"

Se capita di vedere da vicino quelle barre a sezione rettangolare messe come
tirante alle volte delle chiese o dei portici nei centri storici si possono
notare dei leggeri ingrossamenti ogni tot metri.
Quella č una giunzione bollita.

Fabbrogiovanni

ps: ho rispolverato il mio vecchio manuale del saldatore per trovare la
definizione esatta.

blindonet

unread,
Nov 19, 2002, 5:59:51 PM11/19/02
to

> Fabbrogiovanni
>
> ps: ho rispolverato il mio vecchio manuale del saldatore per trovare la
> definizione esatta.

te ne siamo tutti molto grati

stavo già calando le barrette di saldatura in ottone nella pentola
borbottante..... :-))


Francesco Mancuso

unread,
Nov 20, 2002, 3:27:31 AM11/20/02
to
"FabbroGiovanni" <fabbrog...@tiscali.it> wrote in message news:<y5uC9.50264$8E3.1...@twister2.libero.it>...

> ps: ho rispolverato il mio vecchio manuale del saldatore per trovare la
> definizione esatta.

Non buttarti gių per questo.
Sono passati molti anni da quando, bambino, vidi un vecchio fabbro di
un paesino del Sud unire con tale metodo gli elementi di una sorta di
ancora destinata al recupero di secchi finiti in fondo al pozzo.
Anche al tempo, sarebbe costato meno comprare un nuovo secchio.
In ogni caso, ci deve essere ancora qualcuno che ha rispolverato il
metodo, anche se solo per fini prevalentemente artistici, per esempio
per realizzare, al giorno d'oggi, lame in (vero) damasco.
Francesco Mancuso

FabbroGiovanni

unread,
Nov 20, 2002, 3:37:49 AM11/20/02
to

"Francesco Mancuso" <frankm...@email.com> ha scritto nel messaggio
> per realizzare, al giorno d'oggi, lame in (vero) damasco.
> Francesco Mancuso

Mi incuriosisci, non ne ho mai sentito parlare.
Puoi darmi qualche indicazione su cosa sono?
Fabbrogiovanni.

ps: qui in pianura padana l' attrezzo di cui hai parlato si chiamava "Lupo".

paulhass

unread,
Nov 20, 2002, 9:22:38 AM11/20/02
to

Francesco Mancuso <frankm...@email.com> wrote in message
de133945.02111...@posting.google.com...

> Non che abbia altro interesse oltre quello storico, ovviamente.

Vero. Infatti per secoli e secoli la bollitura è stata l' unico sistema
possibile per la saldatura dei materiali ferrosi.
Cordialità.

Paul


Francesco Mancuso

unread,
Nov 20, 2002, 12:54:02 PM11/20/02
to
"FabbroGiovanni" <fabbrog...@tiscali.it> wrote in message news:<xRHC9.19519$Ka3.5...@twister1.libero.it>...

Spero che nessuno si inquieti perchè stravolgo tutte le regole di
netiquette in tema di "quoting" per rispondere prima al tuo PS,
ovvero:


> ps: qui in pianura padana l' attrezzo di cui hai parlato si chiamava "Lupo".

Nel paese (non lontano dal mare) del fabbro lo strumento lo chiamavano
"polipo" (intendendo riferirsi, presumibilmente, al polpo).
Interessante: in ambedue i casi si tratta di un animale che non lascia
scampo, almeno nell'immaginario. Peggio di "Chi l'ha visto". Povero
secchio!

> Mi incuriosisci, non ne ho mai sentito parlare.
> Puoi darmi qualche indicazione su cosa sono?

Sei il benvenuto.
Cercando foto di lame in damasco ho avuto l'opportunità di trovare
questo sito, che segnalo (di primo acchitto mi sembra interessante,
più tardi indagherò):
http://www.kniveshome.it/default.asp

Nel rettangolino del "cerca" ho inserito la parola "damasco" ed ho
selezionato, in base alla chiarezza della foto, i link più
interessanti:
http://www.kniveshome.it/viewscheda.asp?IDFoto=172
http://www.kniveshome.it/viewscheda.asp?IDFoto=175
http://www.kniveshome.it/viewscheda.asp?IDFoto=207
http://www.kniveshome.it/viewscheda.asp?IDFoto=209
http://www.kniveshome.it/viewscheda.asp?IDFoto=210

Le marezzature visibili sulle lame non sono ottenute chimicamente
(farlo sarebbe anche possibile, ma in tal caso si parlerebbe di
"damascatura", e non di "damasco"), derivano dalla smerigliatura di un
forgiato ottenuto dalla unione mediante bollitura di materiali ferrosi
aventi diversa composizione.

In prima approssimazione si parte da verghe di materiale differente,
le porti al calor bianco, sovrapponi e giù mazzate.
Riscaldi di nuovo per ripiegare su sè stessa la verga così ottenuta,
poi riporti al calor bianco e ripeti l'unione per bollitura.

Più è alto il numero di ripiegature/bolliture, più sono numerosi gli
strati del damasco e più esso è pregiato (a pari qualità di esecuzione
delle operazioni).

Dopo la realizzazione della lama, un attacco acido (omogeneo) mette in
risalto le venature.

Oggi per semplificare si possono unire insieme varie lamine di
materiale diverso, alternandole (si risparmia sul costo delle
ripiegature).

In origine lo scopo era probabilmente quello di realizzare lame (ma
anche canne di armi da fuoco) di composizione più omogenea che
possibile, disponendo di materiali di base eterogenei, anche se molto
delicate.

Oggi il tutto ha solo uno scopo estetico, ma permette di appendere
alla lama un cartellino con su scritto un prezzo proibitivo.

L'esecuzione delle varie bolliture può essere facilitata dando alle
due superfici da unire una forma convessa, come due parentesi che si
dànno il dorso una con l'altra, così: )(
Spargendo su di una di esse, prima di poggiarvi sopra la seconda,
dell'argilla in polvere (almeno credo di ricordare così), si forma un
eutettico (e del materiale liquido!) sulla superficie, il che facilita
l'operazione di bollitura (in seguito ai colpi di martello l'eutettico
schizza via insieme ad impurità varie).
Anche la composizione dei materiale all'interfacie cambia, ma prima di
giurare che avvenga una decarburazione (ed un interessante processo di
trasformazione della ghisa in acciaio) vado a ripassare (dove avrò
messo "La meccanica industriale" di Salvatore Dinaro, ed. Hoepli,
1916?).

Ciao.

Francesco Mancuso

FabbroGiovanni

unread,
Nov 20, 2002, 3:47:46 PM11/20/02
to

"Francesco Mancuso" <frankm...@email.com> ha scritto nel messaggio
news:de133945.0211...@posting.google.com...

> Nel paese (non lontano dal mare) del fabbro lo strumento lo chiamavano
> "polipo" (intendendo riferirsi, presumibilmente, al polpo).

Diciamo che sia per la forma che per lo scopo POLIPO mi sembra molto più
azzeccato di LUPO.

> Anche la composizione dei materiale all'interfacie cambia, ma prima di
> giurare che avvenga una decarburazione (ed un interessante processo di
> trasformazione della ghisa in acciaio) vado a ripassare

Parecchio tempo da avevo letto qualcosa sulla storia dei metalli e mi sembra
di ricordare che il processo non servisse a trasformare la ghisa in acciaio
ma all' operazione quasi contraria: aggiungere carbonio al ferro dolce per
indurirlo.
Chissà se fra i miei antenati qualcuno era di Toledo?
E, sempre se non faccio confusioni, il carbonio veniva man mano assorbito
dal metallo continuando a scaldarlo e martellarlo.

> (dove avrò messo "La meccanica industriale" di Salvatore Dinaro, ed.
Hoepli,
> 1916?).

> Francesco Mancuso

1916? Sembra ieri.
Senti cosa scrive l' Ing. Umberto Quintavalle in un manuale stampato nel
1915, capitolo sulla Radiotelefonia:
"Ora però si sta occupando del problema Guglielmo Marconi ed il suo nome è
una garanzia per l' avvenire. Infatti pare che egli sia riuscito a
comunicare radiotelefonicamente per mezz' ora attraverso l' Atlantico"

Chissà che scheda aveva, Wind, Omnitel, Tim?

Fabbrogiovanni

ps:dimenticavo di ringraziarti per le foto, sono molto belli, quando
capiterà l' occasione di vederli dal vero potrò guardarli con cognizione di
causa.


Francesco Mancuso

unread,
Nov 22, 2002, 5:08:35 AM11/22/02
to
"FabbroGiovanni" <fabbrog...@tiscali.it> wrote in message news:<SxSC9.2178$3l.4...@twister1.libero.it>...

> E, sempre se non faccio confusioni, il carbonio veniva man mano assorbito
> dal metallo continuando a scaldarlo e martellarlo.
Purtroppo non ritrovo l'articolo, e peggio ancora non mi ricordo se si
trattava di un articolo serio (leggi: riviste scientifiche del settore
metallurgico) oppure estratto da una delle tante riviste che parlano
di armi e/o coltelli.

> > 1916
Rettifico: la mia copia è del 1909.
E, per fare ammenda delle citazioni imprecise, da essa traggo:

"La bollitura dell'acciaio si effettua generalmente coll'impiego di
miscele polverizzate, fatte a base di sale borace; esse vengono
disposte per lo più sulle superficie da congiungere, già aggiustate
per bene, e collegate fra loro anche con qualche pernotto ribadito. In
questi casi, il borace interposto, e l'ossido metallico che si produce
sui pezzi, formano un borato di ferro fusibile, il quale concentra il
calore sulle parti da congiungere; le mantiene deterse e ne facilita
la bollitura."

E, soprattutto, si limita il rischio di "bruciare" il metallo.

Evito di citare i vantaggi che derivano dall'interporre tra le parti
da saldare "un pezzetto della nota piastra Laffitte" (qualcuno sà cosa
fosse?).

> "... [Guglielmo Marconi] pare che sia riuscito a


> comunicare radiotelefonicamente per mezz' ora attraverso l' Atlantico"
>
> Chissà che scheda aveva, Wind, Omnitel, Tim?

Di sicuro fu agevolato dal poco traffico!

> ps:dimenticavo di ringraziarti per le foto, sono molto belli, quando
> capiterà l' occasione di vederli dal vero potrò guardarli con cognizione di
> causa.

Di nulla. Cercando cercando per rispondere a te ho trovato un paio di
cosette utili anche a me, quindi confermo: sei il benvenuto!

Francesco Mancuso

elle...@gmail.com

unread,
Mar 12, 2018, 11:58:55 AM3/12/18
to
Egr. Paul, stiamo ricercando un saldatore CASTOLIN da assumere con condizioni estremamante vantaggiose in una azienda nelle vicinanze di Crema (CR). Cè qualcuno interessato? Lucchini Studio L-GEST "elle...@gmail.com"

El_Ciula

unread,
Mar 12, 2018, 12:06:45 PM3/12/18
to
elle...@gmail.com ha scritto:


> Egr. Paul, stiamo ricercando un saldatore CASTOLIN da assumere con
> condizioni estremamante vantaggiose in una azienda nelle vicinanze di
> Crema (CR). Cè qualcuno interessato? Lucchini Studio L-GEST
> "elle...@gmail.com"

Questa le batte tutte e da tutti i punti di vista...


Bernardo Rossi

unread,
Mar 12, 2018, 12:08:32 PM3/12/18
to
Che vita noiosa che sarebbe, senza google groups.

--

Byebye from Verona, Italy

Bernardo Rossi

nn

unread,
Mar 12, 2018, 12:17:45 PM3/12/18
to
Il 12/03/2018 16:58, elle...@gmail.com ha scritto:

> Egr. Paul, stiamo ricercando un saldatore CASTOLIN da assumere con condizioni estremamante vantaggiose in una azienda nelle vicinanze di Crema (CR). Cè qualcuno interessato? Lucchini Studio L-GEST "elle...@gmail.com"
>

Paulass no di sicuro... ci ha lasciato qualche anno fa, ahime`

saluti

Fabbrogiovanni

unread,
Mar 12, 2018, 3:18:18 PM3/12/18
to
Sembra che nn abbia detto :
Sarebbe interessante conoscere le "condizioni estremamente
vantaggiose".
A volte mi viene voglia di risentire il profumo di una vera officina.

--
Fabbrogiovanni

nn

unread,
Mar 13, 2018, 4:22:01 AM3/13/18
to
Il 12/03/2018 20:21, Fabbrogiovanni ha scritto:
> Sarebbe interessante conoscere le "condizioni estremamente vantaggiose".
> A volte mi viene voglia di risentire il profumo di una vera officina.

di la verita`... la nostalgia attanaglia il cuore :-)

spero di andare in pensione per provare anche io nostalgia... :-)

bye

Fabbrogiovanni

unread,
Mar 13, 2018, 4:31:29 AM3/13/18
to
Il 13/03/2018, nn ha detto :
Posso anticiparti: nei momenti di nostalgia basta pensare bene a tutti
i contorni e ti passa subito:-)

--
Fabbrogiovanni

Apteryx

unread,
Mar 13, 2018, 8:01:08 AM3/13/18
to
Il 13/03/2018 09:34, Fabbrogiovanni ha scritto:
>
> Posso anticiparti: nei momenti di nostalgia basta pensare bene a tutti i
> contorni e ti passa subito:-)

però

(perdona l'invasione nel tuo privato)

un lavoro come il tuo sicuramente ti ha portato ad un contatto continuo
con le persone (dipendenti, clienti, fornitori, rappresentanti ecc) con
le quali sicuramente c'era un bel rapporto cordiale ecc, scambiavi
opinioni su tutto e di tutto si è sempre informati ecc

non ti manca questa cosa?

Fabbrogiovanni

unread,
Mar 13, 2018, 8:40:10 AM3/13/18
to
Apteryx scriveva il 13/03/2018 :
> Il 13/03/2018 09:34, Fabbrogiovanni ha scritto:
>>
>> Posso anticiparti: nei momenti di nostalgia basta pensare bene a tutti i
>> contorni e ti passa subito:-)

> però

> (perdona l'invasione nel tuo privato)

Nessun problema, a me piace essere invaso:-)


> un lavoro come il tuo sicuramente ti ha portato ad un contatto continuo con
> le persone (dipendenti, clienti, fornitori, rappresentanti ecc) con le quali
> sicuramente c'era un bel rapporto cordiale ecc, scambiavi opinioni su tutto e
> di tutto si è sempre informati ecc

Confermo che erano ancora i bei tempi in cui contava molto il contatto
umano.
A volte si comprava perchè il rappresentante era bravo e simpatico e
non per il prezzo più basso.
Con i clienti c'era un rapporto di fiducia, magari il mio non era il
preventivo più basso ma apprezzavano altri vantaggi.

> non ti manca questa cosa?

Si, mi manca, ma non sudare, non stancarsi, non dover lavorare al gelo
o sotto il solleone, non avere le mani sempre sporche, ecc. ecc. non ha
prezzo:-)

--
Fabbrogiovanni

Giacobino da Tradate

unread,
Mar 13, 2018, 9:47:18 AM3/13/18
to
Il 13/03/2018 09:34, Fabbrogiovanni ha scritto:

>>> A volte mi viene voglia di risentire il profumo di una vera officina.

>> nostalgia
>> pensione

> Posso anticiparti

posso chiederti sfacciatamente a che anni sei andato in pensione?


--
la cricca dei giacobini (C) M.G.

Fabbrogiovanni

unread,
Mar 13, 2018, 10:18:56 AM3/13/18
to
>>> nostalgia pensione

>> Posso anticiparti

> posso chiederti sfacciatamente a che anni sei andato in pensione?

Basta che non mi chiedi a che anno ho perso la verginità, dovrei barare
per non fare brutta figura:-)

A 54 anni ho smesso di lavorare, perchè mi ero rotto le balle di farlo.
Per due anni sono andato avanti a pagare i contriubuti volontari e
finalmente, appena compiti anni 56 ho cominciato a vivere di rendita.

--
Fabbrogiovanni

L'Infante di Spagna

unread,
Mar 13, 2018, 11:01:51 AM3/13/18
to
Il giorno martedì 13 marzo 2018 15:18:56 UTC+1, Fabbrogiovanni ha scritto:

> A 54 anni ho smesso di lavorare, perchè mi ero rotto le balle di farlo.
> Per due anni sono andato avanti a pagare i contriubuti volontari e
> finalmente, appena compiti anni 56 ho cominciato a vivere di rendita.

Una chimera ormai... Sono contento per te.
Io ne ho 48, lavoro da quando ne avevo 21 e, ad oggi, ne ho ancora 18 prima di guadagnare l'agognato riposo. Salvo ulteriori modifiche.

--
L'Infante di Spagna
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