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Regolazione pialletto a mano How To

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Pierluigi Zezza

unread,
Apr 13, 2003, 9:31:41 AM4/13/03
to
Rispondo qui ad una domanda di Antonio.

Sun, 13 Apr 2003 06:28:26 GMT, antonio scriveva:

>A suo tempo ho acquistato due pialle usate, non sò dirti quanto vecchie, e
>al momento di usarle ho avuto molte difficolta(scalini, impuntatute, ect).
>Credo dipenda dall'affilatura della lama e la sua uscita dalla pialla.
>Se tu potessi darmi qualche indicazione di come fare a sistemarle, appena
>possibile le vorrei usare.

Faccio una piccola premessa
Non pretendo assolutamente di sapere tutto (anzi non passa giorno che io
non abbia la mia quotidiana lezioni di umiltà) e quindi qui di seguito
espongo soltanto il mio metodo personale di fare le cose.
Non pretendo che sia il migliore. So solo che funziona.

Innanzitutto diamo per scontato che si tratti di pialle in legno.
Se sono molto usate il problema potrebbe essere anche la suola
consumata. Se la suola è concava longitudinalmente devi far sporgere
moltissimo il ferro per farlo lavorare, non c'è contatto nella zona
della bocca della pialla (il buco da cui sporge inferiormente il ferro)
e il pialletto lavora male.
Non è necessario avere un piano perfetto, ma almeno bisogna che,
appoggiando un righello sulla suola, si abbia un buon contatto davanti,
attorno alla bocca e dietro. Se negli altri punti passa un poco di luce,
pazienza.

Cosa fare se la suola è consumata:
I vecchi falegnami piallavano le pialle per spianare le suole, ma per
noi profani ci sono sistemi meno puliti ed elganti ma più semplici.
La cosa più semplice è levigarla su di una striscia di carta abrasiva
ben fissata ad una tavola perfettamente piana.
Per smollare il cuneo dai qualche colpo secco al retro della pialla,
tenendola saldamente in mano, poi ritrai cuneo e lama in maniera che non
sporgano, ma blocca la lama come faresti per lavorare (un paio di decisi
colpi di mazzuolo sul cuneo) perchè la tensione del cuneo curva tutta la
pialla e a te interessa che la suola sia piana nelle condizioni di
lavoro, non "a riposo".
Afferra saldamente la pialla con due mani e comincia a strisciare avanti
e indietro cercando di non farla mani oscillare.
Comincia con carta grossa (P60 o P80) controllando spesso con il
righello. Quando avrai stabilito un piano passa a carte più fini (P120)
in modo da avere una suola liscia, che fa meno attrito.
Alla fine puoi passare la suola con paraffina o cera solida.
Se vuoi approfittarne per dare una pulita alla pialla fallo pure e se
vuoi anche darle una protezione e una lucidatina passa pure una mano
leggera di olio di lino.

Se la suola non è consumata si tratta solo di affilare il ferro e
regolare il pialletto.

Come affilare il ferro:
Prima di tutto smonta il controferro, se c'é. Si tratta di quella "cosa"
che è avvitata sul ferro vero e prorpio e che ha la funzione di
irrigidire il ferro e (forse) rompere i trucioli.
Ora bisogna che il retro del ferro (la parte opposta allo smusso) sia
piano: il filo è l'incontro di due piani e devono essere tutti e due il
più precisi possibile. Anche qui puoi usare la carta vetrata sul banco,
se vuoi. Oppure una pietra per affilare. La mia è una modestissima
pietra sintetica da poche decine di euro. Volendo spenderne delle
centinaia ci sono le ceramiche, le naturali, quelle giapponesi ad acqua
e quelle al diamante. Quanto costa un foglio di carta abrasiva?
Io ho fatto questa preparazione per tutti i miei ferri di pialla e per
tutti gli scalpelli. Ho usato la carta abrasiva su un pezzo di
mediodenso e la ho usata a secco spolverandola spesso.
Si tratta di un lavoro noioso e sporchevole ma ne vale la pena.
Anche qui passa a grane sempre più fini, fino almeno alla P180.

Ora si tratta di affilare lo smusso.
Se il filo necessita di molto lavoro puoi anche prima passare alla mola,
ma se non hai un poco di mano rischi di toglier troppo materiale.
Del resto se non corri il rischio non ti farai mai la mano.
La cosa migliore è probabilmente fare esperienza sugli scalpelli, che
sono più facili perchè più piccoli.
In ogni caso è conveniente finire a mano e puoi usare ancora carta
vetrata oppure la pietra grossa e poi fina ad olio.
Io non uso supporti ma vado ad occhio, cercando di mantenere una
inclinazione costante durante tutto il movimento. Un angolo di una
trentina di gradi va bene per la maggior parte dei legni.
Importante è anche cercare di ottenere un filo il più perpendicolare
possibile al lato lungo del ferro.
Però, per evitare di fare troppi gradini e di impuntare, conviene che il
filo non sia rettilineo ma un arco (di un cerchio con un raggio molto
grande però). Senza starsi a scervellare questo è facile da ottenere se
nel movimento di va e vieni si spinge un poco più forte,
alternativamente, a destra e sinistra.
Quando avrai finito controlla con un righello e vedrai che il filo è
leggermente arcuato. Mi raccomando: non più di qualche decimo di mm.
Purtroppo in questa fase non so come aiutarti, a parole. Si tratta solo
di farci la mano. Un consiglio però te lo do: lavora seduto se puoi.
Una volta finito lo smusso passa ancora un paio di volte il retro con la
pietra fine, poi ancora lo smusso, poi ancora il retro.
Perché? Per eliminare la bavetta o "filo morto" che si sarà formata con
la affilatura.

Come regolare il pialletto.
Ti serve un mazzuolo di legno o sintetico. Il martello rischia di
rovinare il pialletto e il mazzuolo di gommma decisamente non va.
Rimonta l'eventuale controferro, tenendolo il più possibile vicino al
filo della lama. Un millimetro è una buona misura.
Rimetti ferro (controferro) e cuneo dentro il pialletto e bloccali con
il mazzuolo. Non bloccare a morte, ma fissa saldamente in maniera che
non possano cadere.
Ora tieni la pialla con la mano sinistra, con la parte anteriore verso
di te e la suola verso l'alto. La mano sotto, non sopra.
Traguardando lungo la suola quarda quanto sporge il ferro: l'obiettivo è
che sporga molto poco (mezzo mm circa) e in maniera uniforme da destra a
sinistra.
Se sporge troppo gira la pialla e dai qualche colpetto secco sul retro e
il ferro saliraà, se sporge poco colpisci il ferro in maniera da
spingerlo verso il basso. Anche per l'allineamento usa il mazzuolo,
colpendo il ferro di lato.
Rimetti la pialla sottosopra e traguarda ancora: come va?
Ripeti ad libitum finchè non sei soddisfatto. All'inizio può esser
frustrante ma con la pratica diventerà una cosa intuitiva da mezzo
minuto al più.
Quando sei soddisfatto del risultato colpisci il cuneo (e solo quello)
col mazzuolo e fissa bene tutto.

Ora fai qualche passata di prova, ambientati e cerca di capire qual'é il
verso giusto per piallare. Vedi se la regolazione che hai fatto è
efficace e nel caso sia necessario sii preparato a ripartire da capo con
la regolazione. Per smollare il cuneo dai qualche colpo secco al retro
della pialla, tenendola saldamente in mano.

Non so se sono stato sufficientemente chiaro: spero di si.
In ogni caso fammi (fatemi) tutte le domande che volete così miglioriamo
insieme questa miniguida.


--
Ciao.
Pierluigi

Vitt

unread,
Apr 13, 2003, 5:42:01 PM4/13/03
to
Pierluigi Zezza ha scritto:

>ma blocca la lama come faresti per lavorare (un paio di decisi
>colpi di mazzuolo sul cuneo) perchè la tensione del cuneo curva tutta la
>pialla e a te interessa che la suola sia piana nelle condizioni di
>lavoro, non "a riposo".

A questo non avevo mai pensato: grazie!

Posso aggiungere un suggerimento per l'affilatura del ferro?
(vale anche per scalpelli ecc.):

Usate
http://www.stanleytools.com/default.asp?CATEGORY=HT+CUTTING+ACCESSORIES&TYPE=PRODUCT&PARTNUMBER=14-050

Sono una ventina d'anni che lo posseggo ed affilare i ferri (con carta
abrasiva ed un piano qualsiasi) è un gioco!
--
Bye
Vitt

antonio

unread,
Apr 14, 2003, 5:02:23 AM4/14/03
to
Il 13 Apr 2003, 15:31, Pierluigi Zezza <zez...@tin.it> ha scritto:
> Rispondo qui ad una domanda di Antonio.
>
Grazie Pierluigi

Ho letto è copiato tutto!
Appena posso metto in pratica quello che hai scritto.
E ti farò sapere

ciao e di nuovo grazie
Antonio

--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

Pierluigi Zezza

unread,
Apr 14, 2003, 2:06:56 PM4/14/03
to
Sun, 13 Apr 2003 23:42:01 +0200, Vitt scriveva:

>A questo non avevo mai pensato: grazie!

Prego.
Io lo ho imparato nella maniera peggiore: per esperienza diretta.
La cosa peggiore non è dover carteggiare ancora (la variazione è minima
e facile da correggere) ma i momenti di sconforto che passi finché non
capisci dove hai sbagliato.

>Posso aggiungere un suggerimento per l'affilatura del ferro?

Non solo puoi, ma devi.

Lo conoscevo ma lo avevo sempre snobbato, a causa della marca e
dell'aspetto. Ora che mi dici che funziona bene lo proverò.
Grazie della segnalazione e della recensione.


--
Ciao.
Pierluigi

GTi

unread,
Apr 14, 2003, 2:38:05 PM4/14/03
to
Pierluigi Zezza <zez...@tin.it> says...

> Lo conoscevo ma lo avevo sempre snobbato, a causa della marca e

> dell'aspetto. Ora che mi dici che funziona bene lo proverň.

La Stanley č una cattiva marca?

--
La Liguria di traverso...
http://www.controsterzo.com

Pierluigi Zezza

unread,
Apr 15, 2003, 7:11:58 AM4/15/03
to
Mon, 14 Apr 2003 18:38:05 GMT, GTi scriveva:

>Pierluigi Zezza <zez...@tin.it> says...
>
>> Lo conoscevo ma lo avevo sempre snobbato, a causa della marca e

>> dell'aspetto. Ora che mi dici che funziona bene lo proverò.
>
>La Stanley è una cattiva marca?

Non in assoluto, però oltre alle cose serie produce anche qualche gadget
e pugnettine inutili da centro hobby.
La guida segnalata da Vitt mi aveva fatto questa impressione.
Ora che posso profittare della sua ventennale esperienza mi sono
ovviamente ricreduto e la proverò io stesso quanto prima.


--
Ciao.
Pierluigi

Vitt

unread,
Apr 15, 2003, 3:45:16 PM4/15/03
to
Pierluigi Zezza ha scritto:

>Ora che posso profittare della sua ventennale esperienza mi sono
>ovviamente ricreduto e la proverò io stesso quanto prima.

Cosa ha permesso a Pierluigi di far coincidere la da lui citata
esperienza con gli anni di possesso dello instrumento?

Ventennale esperienza?

Dovrò quindi proteggere la mia reputazione da questo inconsulta e
sforbiciante diminuzione?

Dovrò forse sottoporre a lor signori rispose che documentino
inequivocabilmente ben maggiore pratica?

Dovrò d'ora in poi firmarmi Vittantico?

--
Bye
Vitt

Vitt

unread,
Apr 15, 2003, 3:45:17 PM4/15/03
to
Pierluigi Zezza ha scritto:

>la proverò io stesso quanto prima.

Attenzione:
- il prezzo visto oggi in negozio (25€) mi sembra esagerato.
- il difetto maggiore dell'attrezzo è nel fatto che, se per caso
dovessero bloccarsi i due rulli in plastica, l'abrasivo avrebbe buon
gioco a spianarne la superficie ed a renderli inutilizzabili!
A me è capitato ed ho dovuto lavorare di fino e di lima per ricostiture
una certa rotondità.

Preciso:
a-i rulli non sono smontabili se non con metodi violenti
b-non posseggo tornio se non da legno, a differenza di paoPaura.

--
Bye
Vitt

Pierluigi Zezza

unread,
Apr 16, 2003, 6:23:02 AM4/16/03
to
Tue, 15 Apr 2003 21:45:16 +0200, Vitt scriveva:

>Cosa ha permesso a Pierluigi di far coincidere la da lui citata
>esperienza con gli anni di possesso dello instrumento?

Io intendevo esperienza di uso dell'accessorio per affilatura, non
esperienza di bricoleur! non volevo certo sminuire.

>Dovrò forse sottoporre a lor signori rispose che documentino
>inequivocabilmente ben maggiore pratica?
>
>Dovrò d'ora in poi firmarmi Vittantico?

No, non disturbarti: lo sappiamo tutti che sei decrepito ;-)


--
Ciao.
Pierluigi

Pierluigi Zezza

unread,
Apr 16, 2003, 6:23:04 AM4/16/03
to
Tue, 15 Apr 2003 21:45:17 +0200, Vitt scriveva:

>Attenzione:
>- il prezzo visto oggi in negozio (25€) mi sembra esagerato.

E sembra anche a me. Io mi ricordavo di averlo visto, prima dell' Euro,
a una decina di klire (spero di aver scritto correttamente l'unità di
misura) e quello mi pareva il prezzo corretto.
A questo punto me lo faccio da me in legno e se voglio più angoli di
affilatura mi faccio più guide.


>- il difetto maggiore dell'attrezzo è nel fatto che, se per caso
>dovessero bloccarsi i due rulli in plastica, l'abrasivo avrebbe buon
>gioco a spianarne la superficie ed a renderli inutilizzabili!
>A me è capitato ed ho dovuto lavorare di fino e di lima per ricostiture
>una certa rotondità.

Io pensavo di farmene uno abbastanza largo che le guide (slitte o
ruotine) stiano a lato della striscia di carta abrasiva e poggino sul
mediodenso.

>b-non posseggo tornio se non da legno, a differenza di paoPaura.

Si potrebbe conoscere quello che ci fai? io sono un appassionato.


--
Ciao.
Pierluigi

Vitt

unread,
Apr 16, 2003, 1:22:21 PM4/16/03
to
Pierluigi Zezza ha scritto:

>A questo punto me lo faccio da me in legno e se voglio più angoli di
>affilatura mi faccio più guide.

Anche perché, controllando da Borzelli a Roma, chiedono 35.75 €!!

Per il tornio, il mio è una specie di schifezza composto da trapano con
una punta a doppio caccavite, un sostegno per lo stesso con slitta
bloccabile, un poggia utensili regolabile e una contropunta, il tutto
tenuto insieme da un tubo da 40 - Dicono niente alla memoria le serie
Metabo e Bosch, quando non c'erano ancora integrati a poco prezzo, che
applicavano seghe, smerigliatori, alternativi ecc. al trapano base?

Bene, con questo catorcio ho rifatto parti di mobili vecchi (sembra che
ormai nei mobili attuali il legno rotondo sia scomparso) quali puntali
di sedie, pomelli, barre di portasalviette ecc. Inoltre pestelli da
mortaio, manici di utensili (solo rotondi, non ho l'attrezzatura per
martelli e simili).

Diciamo che mi ci sono divertito e persino un Valex mi sembrerebbe un
attrezzo meraviglioso, visto il fatto di poer tornire di fronte e
l'altezza della punta! Ma finora tra lo spazio e la moglie ho scelto di
tenermi quest'ultima.

Certo che il vedere le pagine Web di "woodturning" fa venire certe
voglie...

--
Bye
Vitt

Vitt

unread,
Apr 16, 2003, 1:22:22 PM4/16/03
to
Pierluigi Zezza ha scritto:

>No, non disturbarti: lo sappiamo tutti che sei decrepito ;-)

Vittdecrepito? Troppo lungo, ci vuole una pausa per riprender fiato.
Vittantico mi sembra meglio!

Da un altra risposta mi sembra di capire che l'arrotondamento
all'estremità della lama del pialletto serva ad evitare spigoli di
taglio. È così? In effetti non mi sono mai cimentato a piallare qualcosa
di più largo delle lame e quindi il problema non mi si era mai posto.

--
Bye
Vitt

Pierluigi Zezza

unread,
Apr 17, 2003, 7:49:53 AM4/17/03
to
Wed, 16 Apr 2003 19:22:22 +0200, Vitt scriveva:

>Da un altra risposta mi sembra di capire che l'arrotondamento
>all'estremità della lama del pialletto serva ad evitare spigoli di
>taglio. È così?

è così. Evita o meglio rende più facile evitare, di "arare" la
superficie con gli spigoli del ferro e quindi facilita la piallatura di
superfici più larghe del ferro visto che è più facile raccordare le
varie passate. Beninteso: nulla di magico, ma bisogna approfittare
anche di questi piccoli vantaggi.

> In effetti non mi sono mai cimentato a piallare qualcosa
>di più largo delle lame e quindi il problema non mi si era mai posto.

Per la piallatura di coste non è indispensabile, anche se viene comodo
per raggiungere la perpendicolarità con la faccia contigua perchè
coll'affilatura curva è più facile fare interventi localizzati nei punti
dove la costa è più "alta": basta tenerli al centro del ferro durante la
passata.


--
Ciao.
Pierluigi

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