e stufa elettrica ad olio è migliore comunque?
a parte i 10-20 minuti oer entrare a regime, poi gli basta essere accesa
poco per mantenere la temperatura?
mi interessava un confronto tra stufe elettriche;
dal ng differenza alogena da quarzo
Alogena sono sottovuoto , mentre al quarzo sono in aria(dentro un tubo
di quarzo) , diciamo che
la alogena produce piu' infrarossi e meno aria calda quindi se imposti
come rapporto di efficenza infrarossi/ariacalda puoi considerare piu'
efficente l'alogena.
altra fonte
http://www.e-cology.it/2010/11/25/come-scegliere-la-stufa-elettrica/
invece:
Le stufe elettriche domestiche sono senza dubbio tra i dispositivi
maggiormente “affamati” di energia elettrica. D’altra parte il vantaggio di
tali stufe è quello di poterle spostare per la casa, a seconda delle
esigenze del momento. Alcuni esemplari sono dotati di timer per poter
programmare i consumi elettrici. Se proprio però non possiamo farne a meno
quali sono le stufe elettriche che possono assicurarci un minor consumo di
energia elettrica (e quindi una minora quota di CO2 rilasciata per il
nostro ambiente)?
Quelli che vediamo in vendita sul mercato sono principalmente 4 modelli:
stufe elettriche a resistenza, stufe elettriche alogene, stufe elettriche
al quarzo e stufe elettriche ad infrarossi. Con il primo modello si arriva
a consumare addirittura 2000 watt. Davvero non poco! Tale modello in
pratica è quello che funziona grazie a una ventola che diffonde nell’aria
il calore generato dal riscaldamento interno alla stufa. E’ il modello che
ha consumi elettrici maggiormente elevati.
Maggiormente economica risulta essere invece la stufa elettrica alogena che
utilizza appunto 2 lampade di tale tipo che collegate alla corrente si
riscaldano e emettono calore. Senza dubbio è da preferire rispetto al
modello precedente in quanto le lampade utilizzate sono ormai nella
totalità dei casi a risparmio energetico.
Per quanto riguarda il modello al quarzo è simile a quella alogena con la
differenza è che al posto di avere lampade alogene ha lampade al quarzo. Il
consumo medio delle lampade al quarzo è 800 Watt.
Ed infine la stufa elettrica ad infrarossi. Il calore emesso dalla stufa ha
un procedimento simile a quello del sole: il calore viene emesso sotto
forma di raggi infrarossi e riscalda l’aria. Queste sono le stufe che
garantiscono dei consumi bassi e che dovremo senza dubbio preferire.
> altra fonte
> http://www.e-cology.it/2010/11/25/come-scegliere-la-stufa-elettrica/
> stufe elettriche a resistenza ..... si arriva a consumare addirittura
> 2000 watt. Davvero non poco!
Nulla da aggiungere, se ci mettiamo un aresistenza da 2.000 Watt il consumo
sarà di 2.000 Watt.
> Maggiormente economica risulta essere invece la stufa elettrica alogena
> che
> utilizza appunto 2 lampade di tale tipo che collegate alla corrente si
> riscaldano e emettono calore. Senza dubbio è da preferire rispetto al
> modello precedente in quanto le lampade utilizzate sono ormai nella
> totalità dei casi a risparmio energetico.
Questa è da incorniciare.
--
Fabbrogiovanni
>chi ha ragione, articoli sotto;
>al quarzo e stufe elettriche ad infrarossi. Con il primo modello si arriva
>a consumare addirittura 2000 watt. Davvero non poco!
Se uno vuole 2000 watt di calore, deve consumare 2000 Watt di
corrente.
Se vuole meno calore, potra' consumare meno corrente.
>Per quanto riguarda il modello al quarzo č simile a quella alogena con la
>differenza č che al posto di avere lampade alogene ha lampade al quarzo. Il
>consumo medio delle lampade al quarzo č 800 Watt.
E producono 800 Watt di calore.
--
Byebye from Verona, Italy
Bernardo Rossi b.r...@tin.it
> al quarzo e stufe elettriche ad infrarossi. Con il primo modello si arriva
> a consumare addirittura 2000 watt.
La potenza non si "consuma".
> Maggiormente economica risulta essere invece la stufa elettrica alogena che
> utilizza appunto 2 lampade di tale tipo che collegate alla corrente si
> riscaldano e emettono calore. Senza dubbio è da preferire rispetto al
> modello precedente in quanto le lampade utilizzate sono ormai nella
> totalità dei casi a risparmio energetico.
Eccerto... ma ROTFL :-)
Questa in particolare è meravigliosa:
> Senza dubbio è da preferire rispetto al
> modello precedente in quanto le lampade utilizzate sono ormai nella
> totalità dei casi a risparmio energetico.
... quindi anche a risparmio di calore immesso nell'ambiente da
riscaldare.
In una stufa elettrica basta guardare la targhetta, quanto
consuma=quanto riscalda.
Quello che cambia tra le varie tipologie è COME il calore viene
immesso nell'ambiente.
>
> dal ng differenza alogena da quarzo
>
>
> Alogena sono sottovuoto , mentre al quarzo sono in aria(dentro un tubo
> di quarzo) , diciamo che
> la alogena produce piu' infrarossi e meno aria calda quindi se imposti
> come rapporto di efficenza infrarossi/ariacalda puoi considerare piu'
> efficente l'alogena.
Quoto totalmente (visto che la ho scritta io)!!!
Se hai ben chiaro quale parametro intendi confrontare (produzione di
infrarossi , produzione di aria calda per convezione forzata o libera,
inerzia termica ) poi ne possiamo discutere ....
Giulia
Le differenze sono in cosa succede nei primi minuti e nel modo con cui
tengono calda la stanza.
Quelle con il ventilatore scaldano e muovono l'aria ; sono le più veloci
(e spesso perchè anche se piccole hanno consumi elevati) a dare una
sensazione omogenea di caldo proprio perchè muovono l'aria; ma non
irraggiano quasi nulla come infrarossi.
Quelle che fanno luce (dei vari tipi che hai elencato) possono essere
comode perchè se ti ci metti davanti sembra di stare al sole anche se la
stanza è fredda. Attento che di notte la luce può dare fastidio.
Quelle ad olio a termosifone sono lente a partire ma scaldano con la
modalità dei normali termosifoni.
Molto poi sono gusti ed estetica , ricorda che a regime conta quanto
assorbono in energia elettrica e non come sono fatte e che tecnica
usano, non ti fare infinocchiare con termini tipo "risparmio energetico"
che sono della parole truffaldine quando si parla di stufe elettriche
ciao, dipende dall'uso che ne devi fare, mia idea.
se serve in camera da letto una da 400W-800W può andare bene, la tieni
accesa a 800W per 2 ore poi la lasci a 400W per la notte e inserisci un
orologio timer per trovare tiepido la sera se sei via.
per scaldare dove lavori, sicuramente una alogena a infrarossi, puoi
lavorare in ambiente freddo e nella tua postazione sentirai il caldo,
ovviamente consumerai di più
se serve in bagno una stufetta da 1000+1000W con ventola è utile, a
1000W sotto la doccia per riscaldare l'ambiente e a 2000W come esci per
asciugarti è piacevole.
se invece devi scaldare una casa intera con bambini forse un impianto
più complesso sarebbe utile almeno per le persone che conosco io
ciao primula
comunque, qualunque sia la tecnologia di riscaldamento elettrica, come
ti hanno indicato gli altri amici, da solo per quel che consuma
> chi ha ragione, articoli sotto;
Scusa, ma ti sei letto quelle 4 cose in croce che ho ricordato a proposito
della conducibilità termica ?
Se ancora non bastasse, la risposta che ti ha dato Grazia dovrebbe chiarti
una volta per tutte tutti i dubbi.
Come ti abbiamo già detto "quello che cambia tra le varie tipologie è come
il calore viene
immesso nell'ambiente".
L'aria poi ha una PESSIMA conducibilità termica.
Tu vuoi scaldare la massa d'aria dentro la stanza o scaldare te ?
> ovviamente consumerai di più
perchè ?
il consumo non dipende dalla tecnologia impiegata (cit. Grazia)
ciao
certo che capire, potevi almeno lasciare la frase,
> per scaldare dove lavori, sicuramente una alogena a infrarossi,
puoi lavorare in ambiente freddo e nella tua postazione sentirai il caldo,
ovviamente consumerai di più
é riferito al fatto che anche se gli infrarossi anno tra le proprietà di
scaldare la pelle e no l'aria ai il beneficio ma gli attrezzi sono freddi.
il riscaldamento in quanto tale è dato dalle calorie immesse
nell'ambiente e comunque era riferito alla frase precedente.
ciao primula
> Il 10/12/2010 18.54, Piero ha scritto:
>> "primula"<pri...@invalid.it> ha scritto nel messaggio
>> news:4d026350$0$6554$4faf...@reader4.news.tin.it...
>>
>>> ovviamente consumerai di più
>>
>> perchè ?
>> il consumo non dipende dalla tecnologia impiegata (cit. Grazia)
>>
>>
>
> ciao
> certo che capire, potevi almeno lasciare la frase,
>> per scaldare dove lavori, sicuramente una alogena a infrarossi,
> puoi lavorare in ambiente freddo e nella tua postazione sentirai il
> caldo,
> ovviamente consumerai di più
>
> é riferito al fatto che anche se gli infrarossi anno tra le proprietà di
> scaldare la pelle e no l'aria ai il beneficio ma gli attrezzi sono freddi.
ok, sono d'accordo
> il riscaldamento in quanto tale è dato dalle calorie immesse nell'ambiente
> e comunque era riferito alla frase precedente.
ok, sono d'accordo anche su questo
la mia obiezione verteva sul fatto che se hai due stufe diverse ma entrambe,
ad es. da 1000 W, immetteranno nell'ambiente la stessa quantità di calorie,
quindi il consumo sarà lo stesso.
cambierà di sicuro invece, perchè questo dipende dal tipo di stufa, come
l'oggetto riscaldato aumenterà di temperatura
ciao,
Piero
Ho detto le stesse cose nel precedente post di Alder.
Ma un certo Piero non era d'accordo.
ciao
Con una al quarzo posso scaldarmi anche all' aperto, senza scaldare l'
ambiente.
Ciao
esattamente.
Si e' arrampicato sui vetri con la conducibilita' dell'aria.
Sul resto entrano anche i gusti: a te piace sentirti "irradiato" quasi
come se ci fosse il sole in una giornata gelata, magari qualcun altro
preferisce "abbracciarsi" ad un termosifone ad olio in mezzo ad un prato
gelato.
I gusti non si discutono.
comunque come ho detto è importante capirsi sulle ipotesi di partenza;
se si impuntava tanto sulla conducibilità dell'aria, che è notoriamente
bassa, forse lui si riferiva ad una stanza da "riscaldare" partendo da
zero e quindi al transitorio e non alla questione a "regime" quando la
conduzione ha molta meno importanza e conta la potenza in gioco.
Se ci mettiamo una resistenza da 2,68 CV dubito fortemente che consuma
2,68 CV. Non e' carnivora (e neanche vegetariana) %-)
Per favore, in attesa che quelle carogne che continuano a volere usare
il Kwh passino al MJ, vogliamo cominciare ad imparare che i Watt si
"assorbono" o si "erogano", ma non si "consumano" ?
Lei voleva scrivere:
Una resistenza che assorbe una potenza elettrica di 2000W eroga una
potenza termica di 2000W.
Se e' lo troppo "dettagliato", puo' anche limitarsi a scrivere:
"una resistenza che eroga 2000 Watt assorbe 2000 Watt"
aiuta a ricordarsi che si tratta di potenze ... il consumo (tanto o poco
che sia, dipende invece da quanto tengo acceso il marchingegno).
Il fatto di dimenticarselo porta ripetutamente a farsi le domande di cui
a questo thread e quindi a subire imbrogli e truffe da un moltitudine di
personaggi, dai venditori di apparecchi ai venditori del gas, etc.
Ecco perche' definisco "cargone" quelli che insistono ad imporre il Kwh,
perche' lo fanno sapendo di creare confusione (e che non sia una
confusione da poco, basta vedere che cosa si legge sulla carta stampata
tra kW e Kwh ...).
>> Maggiormente economica risulta essere invece la stufa elettrica alogena
>> che
>> utilizza appunto 2 lampade di tale tipo che collegate alla corrente si
>> riscaldano e emettono calore. Senza dubbio è da preferire rispetto al
>> modello precedente in quanto le lampade utilizzate sono ormai nella
>> totalità dei casi a risparmio energetico.
>
> Questa è da incorniciare.
Certamente, messa cosi' e' una fesseria.
Ma se si dettaglia, ricordando appunto la differenza tra potenza ed
energia, forse si riesce anche a capire perche' nei grossi capannoni si
risparmia anche un 80% di energia utilizzando radiatori infrarossi
invece del sistema tradizionale di riscaldare tutto il capannone.
--
Roberto Deboni
[Messaggio Usenet via Tiscali su text.giganews.com. Se leggete via Web
il sottoscritto informa che non conosce o partecipa al sito/forum Web.]
> se serve in camera da letto una da 400W-800W può andare bene, la tieni
> accesa a 800W per 2 ore poi la lasci a 400W per la notte e inserisci un
> orologio timer per trovare tiepido la sera se sei via.
Ecco, qui abbiamo un'esempio interessante, ma che puo' creare
confusione, se non si dettaglia. Alcuni premesse:
a) una lampada infrarossi da 400W riscalda la stanza come una stufetta
ad olio da 400W ovvero poco ... ;-)
b) cerchiamo di ricordarci che il vero obbiettivo non e' sempre quello
di riscaldare quattro muri, un pavimento ed un soffitto ;-)
c) d'inverno e' piu' salutare dormire bene coperti in una stanza
"fresca" (10-15 gradi) che in una stanza "tiepida" (15-18 gradi) ma con
coperte leggere (non e' una opinione, percio' mi rifiuto di discuterla)
Ora, creiamo uno scenario "intelligente".
- lampada ad infrarossi posizionata e direzionata circa 2 metri sopra il
letto collegata ad un timer come da lei suggerito e magari dopo avere
fatto il letto al mattino, ci stendiamo sopra il pigiama
- circa un'ora prima dell'utilizzo previsto del letto, si attiva il timer
- quando andiamo a dormire, troviamo il pigiama "tiepido", come anche le
coperte ed il letto
Molte meglio della borsa dell'acqua calda :-)
Durante le notti molto rigide, possiamo accendere la lampada ad
infrarossi, che gia' con moderate potenze (400W potrebbero bastare) ci
crea una "zona tiepida" anche se il resto della stanza scende a zero
gradi, il che significa un notevole risparmio di energia.
Poi, per evitare uno "choc" a chi non apprezza molto le abitudini
finlandesi, si puo' pur sempre programmare il riscaldamento per
riportare in temperatura nelle due ore precedenti la sveglia.
Intendo dire, che anche chi vuole restare legato al tradizionale
riscaldamento a termosifoni, l'utilizzo giudizioso di una lampada ad
infrarossi (alogena o al quarzo, e' lo stesso) puo' permettere di
risparmiare anche centinaia di euro ad ogni stagione.
Aggiungo che solamente se avete l'impianto di riscaldamento
"sottodimensionato" e male disposto, con i termosifoni sotto le
finestre, muri assotigliati e senza riflettori tra muro e termosifone,
c'e' il rischio che consumiate di piu' nel fare una rampa termica da
zero gradi a 18 gradi nel giro 2 ore, piuttosto che a lasciare la stanza
a non meno di 10 gradi.
Tra l'altro, riscaldare ad infrarossi il letto e' un'ottimo modo per
sfruttare il fatto che durante il sonno siete sempre nello stesso posto
(sonnambuli a parte ...).
> per scaldare dove lavori, sicuramente una alogena a infrarossi, puoi
> lavorare in ambiente freddo e nella tua postazione sentirai il caldo,
vero
> ovviamente consumerai di più
di piu' rispetto a cosa ?
> se serve in bagno una stufetta da 1000+1000W con ventola è utile, a
> 1000W sotto la doccia per riscaldare l'ambiente e a 2000W come esci per
> asciugarti è piacevole.
A causa della sua bassa capacita' termica, e' facile e rapido riscaldare
brevemente un volume d'aria, specialmente se e' modesto come quello del
bagno. Quindi, ben venga l'utilizzo del termoconvettore acceso 10 minuti
prima dell'utilizzo e spento quando ci si comincia ad asciugare.
Naturalmente, questo significa che la temperatura "normale" in casa, sia
ad esempio 18 gradiC (ed ecco quindi la necessita' di una
"maggiorazione" della temperatura in bagno, visto che ci si spoglia).
> se invece devi scaldare una casa intera con bambini forse un impianto
> più complesso sarebbe utile almeno per le persone che conosco io
I bambini e' meglio abituarli a coprirsi bene, specie visto che in
futuro l'energia costera sempre di piu'. A proposito, lo sapete vero che
oggi il petrolio e' a $90 al barile ?
I bambini sono "resilienti" (salvo casi di malattie del metabolismo),
specie se abituati fin da piccoli a convivere con sbalzi di temperatura.
Non solo, ma durante i giochi hanno un metabolismo elevato, lo sanno
bene le mamme che lottano perche' si coprano. Il tenere l'ambiente
"caldo" (ovvero sopra i 18 gradi) per i bambini, in realta' li "rovina"
e gli abituera' ad un climatizzazione che da adulti "forse" non potranno
piu' permettersi ...
Ripeto: l'importante e' che siano bene coperti.
Chi ha bisogno del "caldo" sono le persone anziane, specie di quella
generazione abituata ai 26 gradi dei riscaldamenti centralizzata degli
anni d'oro dei socialisti ... , sfruttando la loro ridotta mobilita', la
lampada ad infrarossi puo' essere un ripiego economica agli sperperi a
cui erano abituati in gioventu'.
Falso.
> a parte i 10-20 minuti oer entrare a regime, poi gli basta essere accesa
> poco per mantenere la temperatura?
Balle.
> mi interessava un confronto tra stufe elettriche;
>
>
> dal ng differenza alogena da quarzo
Mi ero posto (ed avevo posto) la domanda anche un'anno fa.
Anche nel NG sull'energia americano.
Specialmente ero curioso se qualche centro normativo o associazione di
consumatori avesse fatto un studio sulle frequenze di emissione e le
loro "efficienze" riscaldanti tra le due (algenza e quarzo).
Ma praticamente non ci sono state risposte utili.
> Alogena sono sottovuoto , mentre al quarzo sono in aria(dentro un tubo
> di quarzo) ,
per la precisione, le lampade al quarzo non sono altro che le
tradizionali stufette elettriche, quelle di una volta con il filamento
che diventava rosso incandescente. L'unica differenza e', appunto, che
il filamento non e' piu' avvolto intorno ad un'isolatore ceramico,
bensi' inserito dentro un tubo al quarzo.
Questo "protegge" il filamento da contatti con oggetti esterni, e quindi
protegge dalle scosse elettriche (i bambini, per esempio, se trovano
coltelli, forchette, pinze, o altri oggetti metallici, hanno il vizio di
provare per curiosita' che cosa succede a toccare quella roba rossa che
scotta ... ed ovviamente si prendono una brutta scossa elettrica ...).
> diciamo che
> la alogena produce piu' infrarossi e meno aria calda
di cosa ? di una al quarzo ?
> quindi se imposti
> come rapporto di efficenza infrarossi/ariacalda puoi considerare piu'
> efficente l'alogena.
Corretto supporre che una maggiore energia radiante migliore
l'efficienza di riscaldamento puntuale. Ma non mi e' chiaro il confronto
tra cosa e' cosa ?
> altra fonte
> http://www.e-cology.it/2010/11/25/come-scegliere-la-stufa-elettrica/
> invece:
??? invece ?
> Le stufe elettriche domestiche sono senza dubbio tra i dispositivi
> maggiormente “affamati” di energia elettrica. D’altra parte il vantaggio di
> tali stufe è quello di poterle spostare per la casa, a seconda delle
> esigenze del momento. Alcuni esemplari sono dotati di timer per poter
> programmare i consumi elettrici.
Aggiungiamo ulteriormente che e' una caratteristica di tutti gli
apparecchi elettrici (incluso le piastre ed i fornelli elettrici) di
potere essere facilmente automatizzati, temporizzati, etc. Un timer
elettrico costa pochi euro e non serve altro. Il controllo invece di una
bruciatore a gas implica, una elettrovalvola gas, una fiamma pilota o
un'accenditore automatico, tutti articoli costosi e di non banale
manutenzione.
> Se proprio però non possiamo farne a meno
> quali sono le stufe elettriche che possono assicurarci un minor consumo di
> energia elettrica (e quindi una minora quota di CO2 rilasciata per il
> nostro ambiente)?
>
> Quelli che vediamo in vendita sul mercato sono principalmente 4 modelli:
> stufe elettriche a resistenza, stufe elettriche alogene, stufe elettriche
> al quarzo e stufe elettriche ad infrarossi.
Ribadisco: stufe elettriche a resistenza, se si intendono quelle
"tradizionali" a resistenza a vista, sono semplicemente la versione
antiquata delle stufette al quarzo.
Se invece per stufe elettriche a resistenza, si intedono i
termoconvettori, allora andiamo d'accordo (abbiamo un diverso mezzo di
utilizzo del calore = convettivo). Non capisco invece che cosa si
intende per "stufe elettriche ad infrarossi", le precedenti due, che
cosa sarebbero ?
, ovvero, l'elenco completo sarebbe:
- termoconvettori elettrici
- stufe elettriche ad olio
- stufe elettriche alogene
- stufe elettriche al quarzo
> Con il primo modello si arriva
> a consumare addirittura 2000 watt.
Si arriva ad "assorbire" anche 2000 Watt.
> Davvero non poco!
E danno "non poco".
> Tale modello in
> pratica è quello che funziona grazie a una ventola che diffonde nell’aria
> il calore generato dal riscaldamento interno alla stufa.
Ora e' chiaro, si tratta del termoconvettore.
> E’ il modello che
> ha consumi elettrici maggiormente elevati.
Balle! Vero che e' il modello che richiede la maggiore "potenza". Ma il
suo "consumo", ad esempio, nell'uso limitato nei bagni, per il tempo
occorrente a fare la doccia, puo' essere limitato.
> Maggiormente economica risulta essere invece la stufa elettrica alogena che
> utilizza appunto 2 lampade di tale tipo che collegate alla corrente si
> riscaldano e emettono calore.
L'unica cosa certa e' che assorbe una minore potenza (nei modelli a 3
lampade, che sono diffusi, quando quelli a 2, si arriva a 1200 Watt).
Ma una maggiore economia, e' tutto da vedere per l'uso che si fa.
Tra l'altro, i termoconvettori hanno spesso due selezioni, 1000 Watt e
2000 Watt, percio' anche per la potenza, non e' detto che creino piu'
prolemi ...
> Senza dubbio è da preferire rispetto al
> modello precedente in quanto le lampade utilizzate sono ormai nella
> totalità dei casi a risparmio energetico.
Magari fluorescente ?
Ha un link di queste lampade ad infrarossi a "risparmio energetico" ?
Sono veramente curioso.
> Per quanto riguarda il modello al quarzo è simile a quella alogena con la
> differenza è che al posto di avere lampade alogene ha lampade al quarzo.
La lampada alogena E' (sottolineo: E') una lampada al quarzo.
Infatti e' un bulbo di vetro al quarzo contenente una resistenza
elettrica in una atmosfera "protettiva" (e parzialmente rigenerante il
filamento). La "stufetta" al quarzo invece usa un tubo al quarzo in cui
e' ospitata la resistenza, a contatto con l'ambiente, non sigillato.
> Il
> consumo medio delle lampade al quarzo è 800 Watt.
La taglia piu' comune delle lampade al quarzo (o alogene) per
riscaldamento e' 400 Watt. Poi si possono avere stufette con 2 elementi
(400 Watt) o 3 elementi (1200 Watt).
> Ed infine la stufa elettrica ad infrarossi. Il calore emesso dalla stufa ha
> un procedimento simile a quello del sole: il calore viene emesso sotto
> forma di raggi infrarossi e riscalda l’aria. Queste sono le stufe che
> garantiscono dei consumi bassi e che dovremo senza dubbio preferire.
Ecco, sono veramente curioso di vedere questo mostro della tecnica ed in
cosa si differenzia dalle lampade o dai tubi al quarzo. Qualche immagine
o link?
> comunque come ho detto è importante capirsi sulle ipotesi di partenza; se
> si impuntava tanto sulla conducibilità dell'aria, che è notoriamente
> bassa, forse lui si riferiva ad una stanza da "riscaldare" partendo da
> zero e quindi al transitorio e non alla questione a "regime" quando la
> conduzione ha molta meno importanza e conta la potenza in gioco.
Ciao Grazia,
a me sembra di non aver mai detto che le stufette ad infrarossi consumassero
di meno rispetto ad un'altra di pari potenza.
Il tuo ragionamento non fa una grinza, non si può dire lo stesso di
quell'altro tizio a cui hai risposto e che nonostante tutto continua a darmi
addosso.
Mi sembra chiaro che quando l'ambiente e la persona si saranni riscaldati
fino a raggiungere la temperatura riscaldata gli scambi termici saranno
minimi e allora si che entra in gioco la potenza riscaldante per poter
mantenere quella temperatura.
Ma è all'inzio del riscaldamento che i vari sistemi mostrano le loro
differenze ed in questo, secondo me e per i motivi che ho già esposto, le
stufette a raggi infrarossi sono da preferire perchè con gli altri sistemi
finisce che prima si scalda l'aria e poi l'aria trasmette il calore
all'ambiente.
l'esempio è sempre un pò tirato..., nel qual caso c'è un po di esperienza,
invitato ai primi di gennaio in una casa al mare in liguria disabitata
già presagivo di dover patire il freddo, riscaldamento con stufette
elettriche a muro 400-800W per 6 stufette e impianto elettrici da 6 KW
subito faccio un inventario delle stufette (a resistenza schermata simil
caloriferi non a olio) e scopro che è installato per 7 KW + frigo e
lampadine... quindi sentenzio non al MAX di potenza pena il freddo, in
aggiunta un camino "moderno", leggi poco efficente.
invece scopro che con solo 3 stufette messe a 19 gradi e a 400W si
riesce a ottenere una temperatura accettabile con un rinforzo serale a
800W nelle camere. Sicuramente il clima secco e solare del mare in
confronto dell'umidità e nebbiosità della val padana mi faceva
sopportare i 2-3 gradi che mancavano al 20,5° che ho tuttora.
gli esempi forzavano sull'utilizzo (per me) migliore delle tecnologie
un saluto primula.
e mo mi so rotto.
Riporto il thread incrminato vediamo se mister piero sa leggere:
piero:
>non esattamente;
>quelle che scaldano l'aria ti riscalda anche l'ambiente; quelle che sfrutta
>infrarosso no, quindi cambia di molto l 'effetto;
fratello:
>>ma come no!!!!
>>dove vuoi che vada il calore che emettono.
>>Le infrarossi scaldano i mobili, te, le pareti
>>che a loro volta scaldano l'aria.
>>I radiatori fanno l'opposto scaldano l'aria
>>che scalda te le pareti e i mobili.
>>La resa e' identica, se con questo termine
>>intendiamo le calorie ottenute da 1 Kwh di energia elettrica.
>>Quello che e' diverso e' la sensazione che abbiamo
>>ed il tempo per ottenerla.
>>Con le infrarosse ti "sembra" di avere subito caldo.
>>
>> Nulla da aggiungere, se ci mettiamo un aresistenza da 2.000 Watt il
>> consumo
>> sarà di 2.000 Watt.
>
> Se e' lo troppo "dettagliato", puo' anche limitarsi a scrivere:
>
> "una resistenza che eroga 2000 Watt assorbe 2000 Watt"
>
Mi sembra una questione di lana caprina.
E' sottointeso che CONSUMA "istantaneamente" 2000 W o 2 kW
Potenza dissipata o consumata dalla resistenza, che differenza c'è?
Se poi vogliamo parlare di energia consumata moltiplichiamo la nostra bella
potenza istantanea per il tempo ed
ecco la nostra bella energia in kWh.
A me non sembra niente di particolare, ma lei ne sembra fare una questione
di stato.
saluti.
esatamene qual tipo di stufa?
ciao
> (a resistenza schermata simil caloriferi non a olio)
sono pannelli simili ai termosifoni in acciaio stretti con resistenze
NON visibili con presa d'aria sottostante 2 potenze con termostato
incorporato, comunque in una casa colabrodo o con elevata umidita come
ho specificato non danno la stessa resa.
esempio
> http://www.bartolini-system.com/stufe/caldo.php
comunque erano di 20 anni prima!
ciao primula
> Il tuo ragionamento non fa una grinza, non si può dire lo stesso di
> quell'altro tizio a cui hai risposto e che nonostante tutto continua a darmi
> addosso.
> CUT
> finisce che prima si scalda l'aria e poi l'aria trasmette il calore
> all'ambiente.
>
>
Neanche il tuo ragionamento fa una grinza; tieni solo presente che
diventa anche questione di gusti. L'irraggiamento da infrarossi in un
ambiente gelido da una sensazione diversa dall'aria calda; anche se
ovviamente in certi casi l'irraggiamento è l'unico ragionevole; basta
pensare ad un ambiente molto grande quasi impossibile da scaldare tutto.
Io però se l'ambiente è piccolo preferisco i ventilatori anche se so che
ci vuole più energia per raggiungere quello che io ritengo la soglia di
gradevolezza
> Vorrei solo dire che troppo spesso qugli NG vedo delle liti solo perchè
> non ci si è capiti.
> A volte capirsi non è facile, ma l'impegno messo è poco e purtroppo a
> volte penso che ci sia proprio una intenzione di base....di litigare,
> questo perchè anche lo NG viene percepito come un luogo di competizione
> tipo la strada quando si è sulla macchina.
Vi saranno dei casi in cui sicuramente è come dici te, però il grosso limite
di questo strumento è che manca completamente il feedback della
comunicazione non verbale.
Certo, si possono mettere le faccine (emoticons), ma non è la stessa cosa
che avere davanti a se il proprio interlocutore e poterlo guardare in faccia
mentre si parla.
> L'irraggiamento da infrarossi in un ambiente gelido da una sensazione
> diversa dall'aria calda; anche se ovviamente in certi casi l'irraggiamento
> è l'unico ragionevole; basta pensare ad un ambiente molto grande quasi
> impossibile da scaldare tutto.
> Io però se l'ambiente è piccolo preferisco i ventilatori anche se so che
> ci vuole più energia per raggiungere quello che io ritengo la soglia di
> gradevolezza
Sono d'accordo, in bagno ad esempio ho un piccolo termoventilatore mentre in
cantina mi trovo meglio con l'alogena al quarzo.
ciao,
Piero
> Sono d'accordo, in bagno ad esempio ho un piccolo termoventilatore mentre in
> cantina mi trovo meglio con l'alogena al quarzo.
>
>
Esatto mi riferivo proprio a cose come il bagno; mentre concordo con te
che in una grande cantina l'alogena è la soluzione più valida
Quanto scrive lei e' la prova provata del risultato di decenni di
confusione causati dal misurare l'elettricita' in Kwh.
Non riesco ad individuarla: ovvero se lei e' un'ignorante della scienza
e tecnica che sta dietro alle unita' di misura menzionate, oppure se lei
e' un tecnico, troppo facilone, quando si tratta di rapportarsi con
"laici del settore". Insomma, il classico "adepto" che vuole imporre le
"proprie scorciatoie mentali" su chi non ha un sufficiente retroterra
tecnico per evitare di cadere nelle numerose trappole che tali
scorciatoie mentali possono aprire.
Certo che per un'ingegnere e' piu' comodo (e sottolineo: e' una
"comodita'", ovvero un'evitare un rigore che ha nella "generalita'" ha
motivi ben precisi) saltare dai kW ai Kwh, ma la sua esperienza gli
permette continuamente di evitare di scivolare in gravi sviste, con
concrete conseguenza pratiche, come invece si leggono ripetutamente,
specialmente nel settore delle energia rinnovabili (piu' che altro
perche' e' un settore in cui e' maggior l'interesse di "laici" della
tecnologia e quindi che possono piu' facilmente arrivare a conclusioni
erronee).
Le faccio un paragone "dalla montagna".
Quando in comitiva, i camminatori si possono classificare in tre gruppi:
- quelli poco allenati, "i deboli", ai limiti delle proprie possibilita'
- quelli con un un certo allenamento, con una certa riserva di energia,
(e tra questi ci sono svariati che tendono a sopravalutarsi)
- quelli allenati
La comitiva dovrebbe tenere il passo dei primi, perche' altrimenti si
perdono. I secondi pero', tendono a "scalpitare", si sentono "in forma"
e vorrebbero tenere il loro passo ... anche perche' costa loro una certa
fatica tenere un passo piu' lento.
Gli ultimi invece non hanno nessun problema a tenere qualsiasi passo
necessario, anche quello lento e costante, necessario per tenere insieme
tutta la comitiva.
Ci mediti sopra, con le sue battute ...
Tornando alla misura delle energia, si domandi, quale e' il "ricevente
medio" della bolletta elettrica ? Un ingegnere ? un pseudo-esperto ?
Oppure statisticamente e' un laico, uno che non ne' sa' molto di energia
e potenza, lavoro e forza, etc. ?
Ed in tal caso, non si dovrebbe forse avere cura di scegliere unita' di
misura con causino ambiguita' ? Forse dovrebbe domandarsi perche' nel
settore scientifico hanno vinto i sostenitori del Sistema SI e non l'uso
della pletora di unita' di misure "specializzate" inventate (e che si
continuano ad inventare) per uso interno di ogni specifico settore (come
ad esempio, il Kwh nella industria termica e delle energia dal vapore) ?
Le pongo una domanda: secondo lei e' stato un'errore usare il MJ invece
del Kwh per l'indicazione del contenuto energetico contrattuale del gas?
Ed un'altra domanda: lei ritiene indifferente menzionare BTU/h nelle
offerte al pubblico ?
E cosa ne' penserebbe se i prezzi fossero indicati anche in lire (senza
l'equivalenza in euro) ? O perche' no, anche in dollari (dopotutto, ogni
giorno si sente al TG che il prezzo del barile di petrolio ha raggiunto
tanti dollari ...).
Infine l'ultima domanda: secondo lei, se non e' la somiglianza tra Kwh e
kW e causare vere e proprie castronate mediatiche (e purtroppo sono
quasi quotidiane), quale sarebbe il motivo ?
Caro DeBoni, lei scrive tante belle cose,
pero',
a noi del fai-da-te,
di tutte ste minchiate,
CI FREGA UNA SEGA.
Te lo vuoi mettere in testa una volta per tutte
ed andare a scrivere le tue puttanate
su i tuoi NG del cazzo?
:-))))
nonostante Deboni abbia pienamente ragione,
non riesco a smettere di ridere!
...dio mio, grazie FràTello!
:-)