Scusate se è troppo banale, ma sono nuovo.
Luca
In realta' devi considerare che per comporre un numero, es. il 4, hai
diverse possibilita': 0-4, 1-3, 2-2, 3-1, 4-1
se calcoli la probabilita' in questo modo viene uguale. In sostanza il
vantaggio di avere un numero "pari" in piu', cioe' lo 0, e' pareggiata dal
fatto che 0 e 10 possono uscire solo con 1 combinazione ciascuno. Spero di
essermi fatto capire.
Saluti
Roberto M.
>In realta' devi considerare che per comporre un numero, es.
il 4, hai
>diverse possibilita': 0-4, 1-3, 2-2, 3-1, 4-1
Si puo' spiegare ancora piu' semplicemente, se consideri che
la somma NON e' casuale; dal momento che scegli quante dita
giocare, il risultato dipende esclusivamente da cosa gioca
l'avversario.
Per esempio, se giochi 1, verra' dispari se l'altro gioca
0,2,4, verra' pari se gioca 1,3,5.
ciao
paolo
Dimentichi che l'avversario può anche lui giocare zero. E con ciò
siete pari.
> Ovviamente vale per poche giocate o se l'avversario ha circa una
trentina
> d'anni di meno ;-))
Questa non l'ho capita :-?
Ciao
Gianni
> Io penso esattamente l'opposto!
> Scelgo il dispari e gioco zero. A questo punto, ovviamente, se
l'avversario
> gioca 1,3,5 ho vinto, col 2 e il 4 ho perso. Dunque 3 possibilita' contro
> due di vincere, non male.
A parte il grossolano errore di calimero, vorrei aprire una parentesi
appassionata, OT ma neanche troppo, che forse da un po' di ragione alla sua
tesi:
Pari e Dispari e' un gioco di abilita', se giocato nella maniera corretta,
ed e' BELLISSIMO.
Ho passato ore ed ore in interminabili tornei di PeD con i miei amici.
Premetto che il gioco e' bello solo se in ogni partita uno dei due *chiama*
la parita' (niente "bim-bum-bam" o amenita' varie, un semplce e secco "pari"
da parte del giocatore di turno, che accompagna il gesto che deve essere
rapido e senza finte, tipo i rigori), e questa e' prefissata: ad esmpio io
decido di chiamare il pari e tu lo sai, ma ho sempre il vantaggio di dettare
il ritmo, ci sono giocatori di ritmo che si esaltano con le sequenze veloci,
altri che invece hanno bisogno di pause; quando conosci l'avversario puoi
giocare anche contro la sua natura, forzandolo a giocare veloce oppure
facendolo giocare sopraritmo.
Io per esempio sono un giocatore *pari* (nel senso che quando tocca a me
chiamo il pari e mi trovo a mio agio contro chi chiama dispari), e di
sequenza. Il fatto che io sia pari ed il mio avversario dispari, porta a
sequenze di partite regolari, alternate con alcune nelle quali uno dei due,
solitamente chi sta perdendo, decide per il gioco contromano, e li' puo'
capitare che tutti e due esultiamo per lo stesso esito, salvo poi amaramente
ricredersi quando l'avversario fa notare che si sta giocando contromano. I
match tra due pari o due dispari sono invece piu' irregolari e difficili da
interpretare, perche' alternativamente uno dei due gioca contronatura. E'
difficile essere ambidestri, prima o poi ci si specializza. Altri dettagli:
tutto il gioco e' basato sul concetto di "cambio" e di anticipo. Ad esempio:
se io gioco tre volte di seguito 1, l'avversario probabilmente pensa che io
cambi alla quarta, e se tengo duro posso batterlo. Sembrera' strano, ma
quando si azzecca una sequenza vincente si domina l'avversario
psicologicamente (e' proprio una sensazione di potenza e di dominio, non
esagero), e puo' capitere che il poverino perda 3-4 partite di seguito per 3
a 0 secco senza poterci fare niente: se cambia sempre l'avversario fa lo
stesso, se tiene per 3-4 volte e poi decide di cambiare si trova di fronte
all'avversario che - sguardo fiero e faccia strafottente - ha completamente
"letto" la strategia in anticipo. Ovviamente ci sono anche i trucchi per
uscire dalla situazione di dominazione: variare il ritmo, buttarla sulla
rissa ("non ero pronto, quanto siamo?, sto chiamando io, decido io il tempo
e via imbrogliando), decidere la sequenza prima della partita (gioco PPDP
comunque vada...), affidarsi a "figure" strane (pollice-indice-anulare,
tirare 5 quando normalmente si gioca sempre 0 od 1), usare il *falso cambio*
(solitamente 0-2, destabilizza l'avversario che pensa di aver vinto perche'
magari ha cambiato anche lui giocando d'anticipo). La cosa divertente sono i
commenti che accompagnano il colpo, soprattutto sul punto finale quando si
puo' umiliare l'avversario accompagnando l'ultimo colpo con una frase
sarcastica che denoti sicurezza. Io per esempio gioco spesso l'utimo turno
con il mignolo, che poi a vittoria conseguita bacio. Non ci crederete ma
quasi sempre quando si ha la certezza della vittoria questa arriva, il
rischio e' che ad una sbruffonata andata male segue quasi sempre la perdita
della situazione di superiorita'.
Tutti quelli che si sono avvicinati al PeD scientifico ne sono rimasti
entusiasti. Se giocate contro un giocatore esperto, inizialmente potete
anche vincere qualche partita, ma come lui riesce ad inquadrarvi state certi
che per un lungo periodo non vi fara' toccare palla.
Ogni partita si vince a 3, con due punti di scarto, tipo tennis, con
l'eventuale prolungamento ai vantaggi. I match di solito sono al meglio
delle 5 partite. I tornei si possono giocare all'italiana o ad eliminazione
diretta.
Si puo' giocare in piedi o seduti: nel primo caso meglio all'aperto, o in
una casa senza nessuno che protesti al piano di sotto per i pestoni sul
pavimento, inevitabili, nel secondo caso occhio ai lividi sulla coscia, dopo
centinaia di pugni puo' capitare.
Provate!
Ciao, Silv:o)
>Io penso esattamente l'opposto!
>Scelgo il dispari e gioco zero. A questo punto, ovviamente, se l'avversario
>gioca 1,3,5 ho vinto, col 2 e il 4 ho perso. Dunque 3 possibilita' contro
>due di vincere, non male.
o calimero
e se l'avversario gioca 0 ?
3 a 3
saluti egomego
>Ovviamente vale per poche giocate o se l'avversario ha circa una trentina
>> Scusate se è troppo banale, ma sono nuovo.
>> Luca
>>
>>
>>
>>
>
>calimero dice
>
>> Io penso esattamente l'opposto!
>> Scelgo il dispari e gioco zero. A questo punto, ovviamente, se
>l'avversario
>> gioca 1,3,5 ho vinto, col 2 e il 4 ho perso. Dunque 3 possibilita' contro
>> due di vincere, non male.
>
>A parte il grossolano errore di calimero, vorrei aprire una parentesi
>appassionata, OT ma neanche troppo, che forse da un po' di ragione alla sua
>tesi:
>
>Pari e Dispari e' un gioco di abilita', se giocato nella maniera corretta,
>ed e' BELLISSIMO.
>
>Ho passato ore ed ore in interminabili tornei di PeD con i miei amici.
>Premetto che il gioco e' bello solo se in ogni partita uno dei due *chiama*
>la parita' (niente "bim-bum-bam" o amenita' varie, un semplce e secco "pari"
>da parte del giocatore di turno, che accompagna il gesto che deve essere
>rapido ...........
E qui continua il bellissimo mex ma da profano non si e' chiarita la
questione dello ZERO. Dai messaggi precedenti ho capito che lo zero e'
pari !!!! Ma questo non mi risulta e poi sbilancerebbe le
probabilita'.. E' possibile avere chiarimenti in merito ?
Grazie e ciao
La questione è aperta, ma lo zero è convenzionalmente considerato numero
pari, almeno secondo la definizione per cui è pari ogni numero n per cui
n mod 2 = 0 . Inoltre nessuna probabilità è sbilanciata: a pari e
dispari hai 5 somme pari (0,2,4,6,8) e cinque dispari (1,3,5,7,9) e
sommando le probabilità di uscita (le varie combinazioni possibili che
danno ogni somma) dei pari e dei dispari si ottiene sempre 0.5 (il 50%).
Giulio