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Come viene creato un rebus?

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DisKre Panza

unread,
Jul 31, 2005, 1:45:17 AM7/31/05
to
E` una domanda che mi pongo da diverso tempo.

Facendo riferimento, per esempio, ai rebus presenti sulla Settimana
Enigmistica, e` possibile notare che gli stili diversi di disegno sono
al massimo tre o quattro... Ho quindi dedotto che il disegno di un
rebus viene demandato, perlomeno in alcuni casi, ad altri che non sia
l'autore del rebus stesso.

Ma allora, come funziona la faccenda?

Perche' spesso e volentieri resto affascinato da come tutti
gli elementi del rebus siano ambientati in un contesto coerente,
nonostante gli oggetti e/o le situazioni necessarie alla soluzione,
presi singolarmente, non avrebbero nessun legame fra di loro.

La domanda e`: ma l'autore del rebus descrive al disegnatore
anche la scena da rappresentare, oppure si limita a fornire i
soli dati necessarii, e il disegnatore cerca di armonizzarli?

Me lo sono chiesto perche' a volte mi pare piu` difficile immaginare
la scena complessiva, che non la mera composizione del rebus in se'...
anche se forse, dopo un po', diventa solo "mestiere"... mah...

Qualcuno puo` darmi lumi?

--
Cio` che ho scritto, ho scritto.

margravio

unread,
Jul 31, 2005, 3:29:53 AM7/31/05
to
On 31 Jul 2005 07:45:17 +0200, DisKre Panza
<demo...@demokrito.org.asm> wrote:

> E` una domanda che mi pongo da diverso tempo.

Io non ho particolari competenze per rispondere compiutamente a questa
domanda, o meglio a queste domande, però ho frequentato persone che ne
hanno, ho letto discussioni che ne parlano, ed una volta mio cuggino
ha visto uno che abitava nello stesso quartiere di uno che aveva fatto
un rebus :-)


>
> Facendo riferimento, per esempio, ai rebus presenti sulla Settimana
>Enigmistica, e` possibile notare che gli stili diversi di disegno sono
>al massimo tre o quattro... Ho quindi dedotto che il disegno di un
>rebus viene demandato, perlomeno in alcuni casi, ad altri che non sia
>l'autore del rebus stesso.

Credo che il disegnatore del rebus sia nella maggioranza dei casi
diverso dall'ideatore.

> Ma allora, come funziona la faccenda?
>
> Perche' spesso e volentieri resto affascinato da come tutti
>gli elementi del rebus siano ambientati in un contesto coerente,
>nonostante gli oggetti e/o le situazioni necessarie alla soluzione,
>presi singolarmente, non avrebbero nessun legame fra di loro.

Non capisco come possano amalgamarsi in un contesto coerente elementi
che non avrebbero nessun legame tra loro presi singolarmente, ma credo
che una delle chiavi di valutazione e quindi di pubblicabilità del
rebus sia la coerenza, la credibilità della scena rappresentata. Poi
ci sarebbe da dire sulle numerose eccezioni a questa "regola", che
hanno addirittura creato una tipologia di situazioni che possono venir
considerate "da rebus": indù che striano paletti, ecc, ma è troppo
caldo per approfondire.

> La domanda e`: ma l'autore del rebus descrive al disegnatore
>anche la scena da rappresentare, oppure si limita a fornire i
>soli dati necessarii, e il disegnatore cerca di armonizzarli?

La risposta è: sì, ma poi ci sono tutte le gradazioni intermedie (a
parte il caso di chi si fa tutto da solo): c'è il grande autore, come
Snoopy, che non ha bisogno di aiuti e sa benissimo come deve essere
rappresentato il suo rebus, e c'è il grande disegnatore, come la
Brighella, che nobilita un rebus anche mediocre e credo abbia tutta
l'esperienza e la capacità necessarie per suggerire, indirizzare,
correggere, ecc. In mezzo c'è un interscambio, più o meno mediato e
profondo a seconda della rispettiva frequentazione, tra autore e
disegnatore, a cui credo si aggiungano anche i redattori della
rivista, ecc.

Mi è stato pubblicato un rebus che io avevo immaginato in altro modo
rispetto a come è stato poi disegnato, forse perché il modo che avevo
"visto" io era meno accettabile per una rivista di enigmistica
classica, magari più complesso, se ne può parlare nello specifico, se
si desidera. Mentre altre volte non è stato toccato nulla, perché il
rebus era praticamente scritto. Altre volte ancora la stessa frase
risolutiva, con diversa frammentazione, l'ho sfruttata con immagini
totalmente diverse, che ho "visto" io ma che hanno necessitato di
spiegazioni molto precise e circostanziate per la realizzazione, che
era difficile da vedere in quel modo, altrimenti il rebus non sarebbe
stato immediatamente percepito.

ciao,
margravio

Paolo Licheri

unread,
Jul 31, 2005, 5:07:12 PM7/31/05
to
On Sun, 31 Jul 2005 07:29:53 GMT, margravio
<chiedime...@nospam.invalid> wrote:

>La risposta è: sì, ma poi ci sono tutte le gradazioni intermedie (a
>parte il caso di chi si fa tutto da solo): c'è il grande autore, come
>Snoopy, che non ha bisogno di aiuti e sa benissimo come deve essere
>rappresentato il suo rebus, e c'è il grande disegnatore, come la
>Brighella, che nobilita un rebus anche mediocre e credo abbia tutta
>l'esperienza e la capacità necessarie per suggerire, indirizzare,
>correggere, ecc. In mezzo c'è un interscambio, più o meno mediato e
>profondo a seconda della rispettiva frequentazione, tra autore e
>disegnatore, a cui credo si aggiungano anche i redattori della
>rivista, ecc.

Proprio ieri, leggendo "Lezioni di enigmistica" di Stefano Bartezzaghi
ho appreso che Brighella (Maria Ghezzi) è la moglie del grande autore
di rebus Briga (Gianfranco Brighenti). Ottima soluzione.

ciao
paolo

Luca

unread,
Aug 4, 2005, 3:57:47 AM8/4/05
to
Il 31 Lug 2005, 23:07, Paolo Licheri <paolo....@tin.it> ha scritto:

> Briga (Gianfranco Brighenti).

Giancarlo :-)

Ciao,
Luca

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

DisKre Panza

unread,
Aug 24, 2005, 1:06:25 PM8/24/05
to
Causa down del server, e` rimasto negli anfratti del mio disco duro
sino a oggi :((( :

Domenica 31 Luglio 2005 Paolo Licheri ha scritto:

> Proprio ieri, leggendo "Lezioni di enigmistica" di Stefano
> Bartezzaghi ho appreso che Brighella (Maria Ghezzi) è la moglie
> del grande autore di rebus Briga (Gianfranco Brighenti). Ottima
> soluzione.

E hai detto niente!

Certo, sarebbe interessante sapere come comunicano fra di loro,
magari nell'intimita`... ;)))

DisKre Panza

unread,
Aug 24, 2005, 1:06:30 PM8/24/05
to
Causa down del server, e` rimasto negli anfratti del mio disco duro
sino a oggi :((( :

Domenica 31 Luglio 2005 margravio ha scritto:

> ed una volta mio cuggino ha visto uno che abitava nello stesso
> quartiere di uno che aveva fatto un rebus :-)

Maddai! Non mi dire che era il fratello del cognato dell'amante del
portinajo dell'amico mio! :DDD

> Mi è stato pubblicato un rebus che io avevo immaginato in altro modo
> rispetto a come è stato poi disegnato, forse perché il modo che
> avevo "visto" io era meno accettabile per una rivista di enigmistica
> classica, magari più complesso, se ne può parlare nello specifico,
> se si desidera.

Oddio, non so se sia il caso. Pero` mi hai confermato la "sostanza"
del mio dubbio, e cioe` a dire che il "disegno" e` parte "essenziale"
di un rebus. E che e` un "lavoraccio" che andrebbe riconosciuto,
almeno una volta ogni tanto, e non soltanto per gli "addetti ai
lavori".

Sotto P; RO dotto; D e L prole; T aria; to I; N fame.

Mi piacerebbe tanto vederlo disegnato... ;)

--
«Sottoprodotto del proletariato infame. Scarto, sfrido di lavorazione
di questa società che produce uomini "veri".»
(Cio` che ho scritto, ho scritto.)

DisKre Panza

unread,
Aug 25, 2005, 12:11:53 PM8/25/05
to
mercoledě 24 agosto 2005 DisKre Panza ha scritto:

> Sotto P; RO dotto; D e L prole; T aria; to I; N fame.

Ripensandoci, sarebbe meglio:

Sotto P: RO "dotto", D e L "prole"; etcaetera...

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