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Io ne ho uno, prestato (per ripararlo) da un collega molto pi� anziano.
Se � quello che penso io, parli di una scatoletta resinata da cui
fuoriescono dei cavi che vanno saldati al resto della circuiteria a vista.
All'interno di quella scatoletta ci sono solo un paio di resistenze di
potenza e un altro paio di componenti. Il tutto credo abbia il solo scopo di
permettere la misurazione della corrente catodica per l'apposito indicatore
a scala di led. La scatoletta la puoi mettere in una morsa e distruggere il
tutto senza piet� facendo in modo di non danneggiare i componenti resinati
all'interno.
Al 90% ottieni quello che ho detto, che credo sia comunque inutile.
Un pulitore di catodi ha bisogno di 2 sole cose: una alimentazione per il
filamento e una alimentazione per i catodi che crei delle scariche adatte a
bruciare le scorie sui catodi. Il resto � contorno a cui l'esperienza
sopperisce tranquillamente.
Ciao! :-)
Fulcro
Scusa, non ho capito bene, hai proprio uno Stelvio modello 1301, oppure un
altro modello di rigeneratore? Perch� il modello di cui parlo ha, tra le altre
cose, un indicatore digitale della tensione di filamento e, se non sbaglio, la
possibilit� di controllare preventivamente una non meglio identificata
"emissione" (o qualcosa del genere)...
Tra l'altro questa apparecchiatura mi sembra che circoli, quasi identica, sia
con il logo della "Stelvio" che quello della "Giorgi"!...
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Non so che modello sia (ce l'ho nel vecchio lab ormai inutilizzato), ma
funzionano tutti con lo stesso principio, a quello che so...
>Perch� il modello di cui parlo ha, tra le altre
> cose, un indicatore digitale della tensione di filamento e, se non
> sbaglio, la
> possibilit� di controllare preventivamente una non meglio identificata
> "emissione" (o qualcosa del genere)...
Se ha un indicatore della tensione di filamento, allora ha anche una
manopola per la regolazione della tensione, immagino. Il mio no.
Quello che chiami "controllo di emissione" credo che sia uno strumento di
misurazione della corrente di catodo (insomma, un amperometro) ma molto
grossolano. Il principio � che maggiore � la corrente che il catodo assorbe,
minore � la sua efficienza e maggiore sar� la dominante di colore relativa a
quel catodo nell'immagine, comprese le fastidiose righe di ritraccia. Per
questo una misura della corrente pu� essere utile.
Ho notato che quando compaiono le righe di ritraccia di un colore, in certi
casi significa che quel catodo � usurato, sta assorbendo maggiore corrente
rispetto alla norma e la tensione di alimentazione (o meglio l'offset del
segnale e la sua ampiezza) scende rispetto ad un catodo nuovo.
Lo immagino come una dispersione verso massa causata dalle scorie che si
avvicinano alla griglia a massa: scaldando il filamento e alimentando il
catodo con una certa corrente, in questi spazi si verificano dei piccoli
archi che "frantumano" le scorie. Per evitare che questi archi diventino
pericolosi e dannosi, si usa una lampadina al neon in serie che si occupa di
assorbire la corrente eccessiva al momento della scarica. Mi capita spesso
che la pulizia di un catodo provochi il movimento di scorie da un catodo
all'altro, creando inconvenienti anche ai catodi pi� "sani": si risolve
effettuando una pulizia continua a rotazione fino ad eliminare le scorie
rompiscatole. Occhio: devi rispettare tempi di raffreddamento dei catodi e
del filamento e avere un minimo di "fiuto" per capire quando potresti
rovinare il tubo!
Io ho usato spesso un alimentatore variabile per il filamento, aumentando da
0 fino a 7-9Vdc in maniera graduale (in circa 10secondi). A filamento ben
caldo, connetto tra catodo e griglia la tensione di rete (meglio se passa
per un trasformatore di isolamento) mettendo in serie una piccola lampadina
al neon. Lascio la tensione per periodi di 30secondi analizzando la presenza
di scariche dalla variazione di luminosit� della lampadina, e inizio a
decrementare la tensione di filamento fino a 0.
Lascio raffreddare e passo all'altro catodo. Dopo un ciclo completo testo il
tubo riattaccando la schedina e accendendo il TV per vedere gli effetti
sull'immagine, controllando i livelli del segnale video sui catodi e vedendo
eventuali sbilanciamenti.
Se la rigenereazione non � andata come volevo, lascio raffreddare un p� e
poi riinizio un altro ciclo, avendo cura di scaricare l'alta tensione prima
di rieffettuare la pulizia!
Una volta mi si � aperto un catodo, e ovviamente ho buttato il tubo, mentre
altre volte non ho ottenuto grossi cambiamenti.
La maggior parte delle volte, invece, ho ottenuto un certa differenza o
addirittura eliminato il problema del cutoff che affligge molti moderni TV
quando i catodi non funzionano pi� a dovere.
Mi � capitato di insistere anche per un'ora (male che fosse andato, avrei
buttato il tubo e ciccia) e ho recuperato un tubo Philips da 29" che mi �
sembrato andare in corto durante la rigenerazione: l'immagine non compariva
pi�, ma solo un raster vuoto fatto di un colore unico. Ho perseverato finch�
il tubo non si � risvegliato. :-D
Occhio: io azzardo queste procedure SOLO quando ho una certa riserva di tubi
per riparare, altrimenti evito.
Se una rigenerazione va male, sai anche tu che il tubo diventa inservibile.
In definitiva: la misurazione della corrente di catodo e quella della
tensione di filamento, presenti nel tuo rigeneratore, sono "elementi in
pi�". La rigenerazione si fa strettamente con un catodo bello caldo e una
corrente adeguata a far saltare le scorie che si depositano sul catodo.
Quindi generalmente: 6,3Vac per il filamento e 200-250V sul catodo.
Sono mezzo cotto dal sonno, ho un opcchio gi� mezzo chiuso, e vedr� di fare
il conto delle fesserie che ho scritto domattina.
Non me ne vogliate, sto quasi sognando... 8-S