In questi giorni ho inaugurato la pietra refrattaria per la pizza ottenendo
dgli ottimi risultati sia in termini di critiche che di pubblico; mio marito
infatti, preso dall'entusiasmo, ha creduto di aver aperto una pizzeria e ha
invitato un sacco di gente.
Devo dire che i complimenti non sono certo mancati, complimenti che giro a
tutto il NG dove ho trovato sia la ricetta della pasta (Rodante in
particolare) che il metodo di cottura con la pietra refrattaria (Gennarino).
L'unico dubbio che ho è sul come pulire la pietra dalle macchie che
inevitabilmente si vengono a creare.
Voi che fate?
Marta
Tuttavia rimangono, anche se si sbiadiscono di molti, delle macchie ....ma
non ti devono preoccupare hanno solo un impatto estetico....una volta che è
ben pulita non ci sono problemi...
Ciao
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> Buongiorno e buon 25 Aprile a tutti!
> L'unico dubbio che ho è sul come pulire la pietra dalle macchie che
> inevitabilmente si vengono a creare.
> Voi che fate?
Niente, la pietra refrattaria NON VA lavata. Gratto via i residui quando
e' fredda e strofino poi con un panno per togliere la polvere di
"bruciato". Del resto, tu laveresti mai un forno a legna? :-)
--
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Meglio muri' sazio 'ca campa' a dijuno
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> Ma non sono smaltate le vostre?
>
No, semplice mattone refrattario, perchè la tua è smaltata??
Saluti
Marta
No, infatti anche io ho fatto cosi ma avevo letto da qualche parte di
mettere un filo d'olio o qualcosa di simile anche se credo che verrebbe
assorbito e alla prox cottura potrebbe fare un effetto "strano"
Saluti
Marta
Magari dopo un uso prolungato e poi credo che a legna si sporchino parecchio
di +
Ciao
Marta
> No, infatti anche io ho fatto cosi ma avevo letto da qualche parte di
> mettere un filo d'olio o qualcosa di simile anche se credo che verrebbe
> assorbito e alla prox cottura potrebbe fare un effetto "strano"
Lascia stare l'olio, che poi brucia e puzza. Basta una paglietta a secco o
una spazzola di metallo: togli i residui e sei a posto. Ma NON lavare. Ti
accorgerai che il gusto della pizza migliora col tempo, persino. :-)
> Boh, io vedo che il piazzaiolo ogni tanto bagna uno spazzolone e con
> quello pulisce il forno. I residui carbonizzati posso trasmettere un
> pessimo sapore alla pizza.
>
Procedura d'uso del forno a legna a casa della suocera:
1. Spazzare il forno *prima* di mettere la legna
2. Mettere la legna, accendere, aspettare che i mattoni diventino
bianchi, ecc. (OK nulla a che fare con la pulizia).
3. *Prima* di infornare: bagnare uno straccio, avvolgerlo su uno
spazzolone o pala, passare ben bene l'area dove si appggera' la pizza o
il pane (eventualmente ri-bagnare lo straccio).
4. Cucinare (evitando di far cadere il formaggio).
5. Il giorno dopo, *pulire* per bene tutta la cenere.
In sostanza, acqua si' (secondo me serve solo per rimuovere la cenere
che "si appiccica"), strofinamento si', detergenti no. Direi che si puo'
applicare la stessa regola alla refrattaria, ma forse per questa l'acqua
non serve perche' di cenere in forno non ce n'e'. Dalla mia refrattaria
io elimino i residui con una paglietta. Non ho mai passato uno straccio
tra un'infornata e l'altra, ma e' anche vero che non ho mai fatto piu'
di 10 pizze di fila e non ho mai aggiunto legna (la qual cosa potrebbe
far sollevare cenere nel forno).
--
"One cannot think well, love well, sleep well, if one has not dined well."
(Virginia Woolf)
> In sostanza, acqua si' (secondo me serve solo per rimuovere la cenere
> che "si appiccica"), strofinamento si', detergenti no. Direi che si puo'
> applicare la stessa regola alla refrattaria, ma forse per questa l'acqua
> non serve perche' di cenere in forno non ce n'e'. Dalla mia refrattaria
> io elimino i residui con una paglietta. Non ho mai passato uno straccio
> tra un'infornata e l'altra, ma e' anche vero che non ho mai fatto piu'
> di 10 pizze di fila e non ho mai aggiunto legna (la qual cosa potrebbe
> far sollevare cenere nel forno).
Io sono anche per l'acqua "no" (parlo della refrattaria): serve solo ad
impastare lo sporco.E lo straccio lo passo a secco: porta via lo sporco
polverizzato dalla pagliuzza. E non tra un'infornata e l'altra: a che
servirebbe? :-?
Intendi lavare con acqua il giorno dopo, quando il forno e' freddo, o
magari prima di accendere? 'azz che domande difficili che mi fai. Ora mi
arrampico sui vetri e vedo di trovare una giustificazione per non lavare
con acqua (a forno freddo). uhm... ah ecco ci sono: se lavi con acqua a
forno freddo l'acqua potrebbe non asciugare bene (non e' che un forno
sia un posto molto ventilato, la bocca e' stretta rispetto al volume).
In questo modo potrebbe formarsi della muffa. Invece, se lavi con lo
straccio a caldo, l'acqua evapora subito. Che ne dici?
Lavare con acqua prima di accendere? Voto no anche per questo, il forno
rimarrebbe umido e la legna non si accenderebbe bene, facendo fumo.
Sono supposizioni, a me hanno detto "si fa cosi'", e io ho ubbidito (ho
fatto il militare, io).
> E non tra un'infornata e l'altra: a che
> servirebbe? :-?
Parlo di forno a legna, per quel poco che ne so:
Se devi aggiungere legna al forno e' altamente probabile che tu faccia
svolazzare della cenere dal mucchio di brace dove vai ad appoggiare la
legna appena messa. Quindi, se devi aggiungere legna, aspetti che non ci
siano pizze/pane nel forno, e l'aggiungi. Se e' volata della cenere
(probabile), come la togli dal piano dove appoggerai la pizza? Se ci
provi con una scopa rischi di farla volare ancora di piu' (cfr con
quello che succede a forno freddo...), e poi ti si brucia pure la scopa.
Quindi, lo straccio bagnato mi sembra l'unica soluzione per togliere la
cenere (altrimenti ti si attaccherebbe sotto la pizza / pane).
In ogni caso, io faccio in tempo a cuocere 10 pizze senza aggiungere
legna, percio' io il forno a meta' non l'ho mai pulito. Ma se hai il
forno acceso e in temperatura per 5 ore suppongo che l'operazione sia
necessaria.
Ma scusa se è smaltato non perde la caratteristica di essere poroso e quindi
in fondo l'effetto desiderato??
Saluti
> gennarino wrote:
> > E non tra un'infornata e l'altra: a che
> > servirebbe? :-?
> Parlo di forno a legna, per quel poco che ne so:
> Se devi aggiungere legna al forno e' altamente probabile che tu faccia
> svolazzare della cenere dal mucchio di brace dove vai ad appoggiare la
> legna appena messa.
Pardon. Io mi riferivo alla pietra casalinga. Ma mi ricordero' di te non
appena avro' un forno a legna (spero quest'estate :-)): ho giusto bisogno
di aiuto per imparare ad usarlo... ;-))
comunque solo chi potrà fare una prova comparativa a parità delle altre
condizioni ci saprà dire....
>L'effetto desiderato e' quello di trattenere il calore, non di
>assorbire. E' smaltata solo la parte superiore, quella che va a
certo, la smaltatura ha uno spessore sottilissimo che risultera'
totalmente trascurabile ai fini della conduzione.
>ma a sensazione dovrebbe anche assorbire l'umidità che emana la base della
>pizza consentendo alla stessa di diventare più asciutta (ed un tantinello
>croccante).....in questo caso un materiale poroso dovrebbe funzionare
>meglio.....
mmmh dovremmo chiedere a Marina una foto del culo delle sue pizze per
stabilire se sono identiche o no :-))
Gia'. Non e' un dettaglio da poco.:-)
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Meglio muri' sazio 'ca campa' a dijuno
icq 325215944
Testo per piadina: poroso.
Testo per crescentina (alias tigella): poroso.
Testo per piadina: poroso.
Fondo del forno ferrari: poroso.
Pietre della tigelliera ferrari: porose.
Pietra del forno di Crick (nato cosi', non aggiunto dalla suddetta): poroso.
Qualcosa vorra' pur dire tutto questo... :-))
>Dite a gennarino che la piastra sua e' piu' bella della mia, altrimenti
>ci resta male :-))
LoL, questa era carina :-D
Pardon: pensavo alla torta al testo e ho riscritto piadina. :-(
Sara', a me sembra la solita risposta di chi non ha argomenti e si nasconde
dietro la facile ironia. :-)
Umorismi vari a parte, che mi dici del discorso di Pippo sulla porosita'?
Secondo me, resta fondamentale. Non ti convince?
Mi piacerebbe poi che ci fosse il prof: non so - ma sottolineo la mia
ignoranza in materia - se una pietra smaltata possa essere di tipo
refrattario. E mi piacerebbe approfondire.
>Umorismi vari a parte, che mi dici del discorso di Pippo sulla porosita'?
>Secondo me, resta fondamentale. Non ti convince?
>Mi piacerebbe poi che ci fosse il prof: non so - ma sottolineo la mia
>ignoranza in materia - se una pietra smaltata possa essere di tipo
>refrattario. E mi piacerebbe approfondire.
sentiamo anche cosa dice TT; sul discorso conduzione siamo, credo,
tutti d'accordo, le differenze si presumono lievi, ma sono comunque
anche convinta che la cottura su smalto risulti un poco differente,
vedendola come la bottiglia mezza vuota e mezza piena il punto
centrale sta nell'impermeabilizzazione creata dallo smalto, che fara'
entrare il vapore acqueo nel trasporto di calore, mentre
ipoteticamente nel caso senza smalto si ha una evaporazione in tempi
piccoli, trascurabili.
Come questo, poi vada ad interagire, faccio piu' fatica a dirlo, non
ci sono dati per quantificare nessuna grandezza, ma una buona
approssimazione si puo' ottenere provando a cuocere una pizza sul
refrattario con interposta carta forno o meglio stagnola, il risultato
dovrebbe essere analogo
a me era venuto in mente una sola cosa: con quali materiali e' smaltata la
pietra?
Che io sappia entrambe sono adatte alle alte temperature, ma so che i
prodotto usati per verniciare/smaltare le superfici del cotto sono
classificate tra i metalli pesanti.
credo che personalmente continuero' con l'onesto mattoncino poroso. ogni
tanto lo spazzolero', nulla di piu'
Paolo
Ciao e beata te che hai una buona pizzeria sotto casa; anche se, la pizza
come il gelato ha il vizio di costare molto rispetto alle materie prime
(mano d'opera forse?? bah??)
> Che io sappia entrambe sono adatte alle alte temperature, ma so che i
> prodotto usati per verniciare/smaltare le superfici del cotto sono
> classificate tra i metalli pesanti.
> credo che personalmente continuero' con l'onesto mattoncino poroso. ogni
> tanto lo spazzolero', nulla di piu'
Un'altro dettaglio, a mio avviso non trascurabile. Con una pietra "usata"
- e pulita regolarmente a spazzola e non con acqua - il gusto della pizza
migliora con il passare del tempo: acquista infatti un vago sentore di
bruciaticcio, con tanto di residui miscroscopici neri sul fondo, che
l'avvicina al gusto di quella cotta nel forno a legna, che quelle cotte su
pietre nuove non hanno. Che ne dici, Prof? :-)
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Perdonami, ma commetti un errore di metodo. Tu ti limiti a pensare alla
conduzione e al tempo di cottura. E, su questo, siamo tutti d'accordo. Io,
invece, dico un'altra cosa: che e' diverso il sapore. Un esempio
parallelo: le crescentine, o tigelle come dir si voglia. Anche se cuociono
in uguale tempo nella piastra e nei testi, hanno un sapore diverso. Ecco,
qualcosa del genere succede pure alla pizza. E pure le tigelle (testi, in
questo caso) migliorano con l'uso. Grazie alla loro porosita', assorbono
sapore che finiscono per restituire alla pizza attraverso la cottura.
Sono stata spiegata, mo'? :-)
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CUT
> Considera che con i soldi della tua pizza bisogna pagare l'affitto del
> locale, i dipendenti e deve restarci pure qualcosa per vivere.
>
>
[MODE POLEMICO ON]
Anche prima dell'Euro ci dovevano pagare tutto questo, ora francamente mi
sembra stiano esagerando un po. Dalle mie parti la differenza di prezzo tra
un agriturirsmo di quelli che si e una pizzeria č veramente ridotto e almeno
non mi fanno pagare come coperto un pezzo di carta sponsorizzato con
stampato sopra il menů.
[MODE POLEMICO OFF]
Cmq VIVA LA PIZZA
:)
Salut
Marta
>invece, dico un'altra cosa: che e' diverso il sapore. Un esempio
>parallelo: le crescentine, o tigelle come dir si voglia. Anche se cuociono
>in uguale tempo nella piastra e nei testi, hanno un sapore diverso. Ecco,
>qualcosa del genere succede pure alla pizza. E pure le tigelle (testi, in
>questo caso) migliorano con l'uso. Grazie alla loro porosita', assorbono
>sapore che finiscono per restituire alla pizza attraverso la cottura.
>Sono stata spiegata, mo'? :-)
ahh mo' si... io invece mi ero concentrata sulla differenza delle due
cotture, che poi non ho sottolineato, riteievo alla fine essere una
differenza di cottura a livello superficiale, mentre la cottura
dell'impasto intero, come processo fisico molto simile nei due casi...
il fatto che le pietre porose non si puliscano e che resti quel po' di
bruciaticcio aromatico e' anche questa una cosa vera, in effetti.
si quello a gas.....
> Con il mio sistema cuoce perfettamente in due minuti e mezzo, come nel
> forno di pizzeria.
> Cmq se trovo in giro una pietra che sia adatta al mio fornetto la
> prendo e faccio la prova comparata.
> Ora il risultato e' simile alla pizzeria, non certo la stessa cosa...
> manca il profumo della legna e soprattutto l'esperienza del pizzaiolo
> perche' io non ne faccio tante e la mia tecnica e' migliorabile.
certo siamo sempre dei dilettanti rispetto a chi lo fa per mestiere. Ma
almeno io non bado a spese sulle materie prime e così rimedio ad altri
difetti.
>
> Considera che con i soldi della tua pizza bisogna pagare l'affitto del
> locale, i dipendenti e deve restarci pure qualcosa per vivere.
>
certamente non ho detto che è facile.
Se però hai notato in un periodo economico difficile dove altri "chiudono"
....pizzerie e gelaterie prolificano....un motivo ci sarà...ed essendo il
nostro un mondo ad economia di mercato questo in genere vuol dire che
pizzerie e gelaterie hanno buoni margini.
Ciao
soloq uella di alluminio, la classica moka bialetti, essendo l'alluminio un
metallo dotato di uan certa porosita'.
quelle in acciaio conservano ben poco
Paolo
un attimo,
quando si scalda il forno a legna ( e stiamo parlando di un tempo che varia
tra le due e le tre ore) la legna (appunto) non viene messa ai bordi della
camera
come si vede in pizzeria durante la cottura, ma viene messa in centro.
Questo perche' scaldare l'aria del forno e' facile, scaldare la base di
meno...
Teniamo presente che il calore sale, quindi non e' come la pietra
refrattaria del forno
convenzionale che si becca il grill da una parte e la resistenza/fiamma
dall'altra.
Quindi, dicevo, si fa bruciare la legna in centro, si genera brace che viene
spalmata
su tutta la superficie di cottura, si aspetta che il soffitto diventi
bianco, si aspetta ancora un po'
perche' il soffitto bianco non basta (ci sono rimasto fregato 2 volte, poi
ho imparato),
si sposta tutta la brace ai lati e finalmente il forno e' pronto per le
pizze, o quasi...
in realta' abbiamo tutta la base con un dito di cenere, poco piacevole da
mangiare.
Per pulire la base io uso uno spazzolone con intorno uno straccio bagnato,
l'acqua
serve a non far bruciare lo straccio, nel senso che uno straccio bagnato
resiste un
pochettino di piu' ad un ambiente sui 350 gradi...
il discorso della cenere sollevata dalla legna e' marginale, forse incide di
piu' la farina
usata per non far attaccare la pasta alla pala, ma anche io non ho mai fatto
molte
pizze tutte in una volta, quindi non ho mai avuto l'esigenza di pulire il
forno tra una
pizza e l'altra.
spero di aver aggiunto un briciolo di chiarezza
ciao
davide
> Testo per piadina: poroso.
> Testo per crescentina (alias tigella): poroso.
> Testo per piadina: poroso.
> Fondo del forno ferrari: poroso.
> Pietre della tigelliera ferrari: porose.
> Pietra del forno di Crick (nato cosi', non aggiunto dalla suddetta):
> poroso.
>
> Qualcosa vorra' pur dire tutto questo... :-))
che volevano risparmiare sulla vernice? :-P
ciao Crock!
--
ciao, Bruna
ICQ 48577068
chi ha buon senso ne usi
per incontri mangerecci milano e dintorni:
> un attimo,
> quando si scalda il forno a legna ( e stiamo parlando di un tempo che varia
> tra le due e le tre ore) la legna (appunto) non viene messa ai bordi della
> camera
> come si vede in pizzeria durante la cottura, ma viene messa in centro.
Argh hai perfettamente ragione! Si' dopo la fase di scaldatura si fa un
sacco di cenere quando sposti la brace di lato. A casa della suocera
c'e' un aggeggio apposta per spostare la brace e la cenere, praticamente
un manico con attaccato in fondo (a 90 gradi) un semicerchio di metallo,
con cui si riesce a tirare/spingere la brace e la cenere (io di solito
mi scotto quando maneggio questo affare). _Dopo_ aver pulito il piu'
possibile con questo aggeggio e prima di infornare, io passo lo straccio
umido.
> Quindi, dicevo, si fa bruciare la legna in centro, si genera brace che viene
> il discorso della cenere sollevata dalla legna e' marginale, forse incide di
> piu' la farina
Probabilmente e' cosi'. Bisognerebbe chiedere al pizzaiolo perche'
passasse lo straccio...
Ciao,
F
--
"One cannot think well, love well, sleep well, if one has not dined well."
(Virginia Woolf)
ciao
davide