Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Alta cucina: dall'artigianato al design

0 views
Skip to first unread message

Giovanni Lagnese

unread,
Jan 1, 2010, 11:14:57 AM1/1/10
to
Concezione/progettazione, esecuzione: nel quanto nettamente siano
distinte/distinguibili tali fasi, risiede la differenza tra artigianato
e design.
Negli anni passati si ᅵ sempre pensato all'alta cucina come ad una
pratica assolutamente artigianale. Ma oggi si possono osservare le prime
manifestazioni chiare di una tendenza che sembra portare l'alta cucina
dall'artigianato verso il design.
Le ricette dei grandi chef d'avanguardia consistono sempre piᅵ di
sequenze articolate di operazioni relativamente semplici. Un lavoro
esecutivo sempre piᅵ parcellizabile e descrivibile formalmente con
sempre maggiore efficacia. Appare sempre piᅵ concreta la possibilitᅵ di
una piᅵ netta separazione tra concezione/progettazione ed esecuzione.
ᅵ ovvio che ci siano i nostagici, quelli che "non ci sono piᅵ le sedie
di una volta", quelli che "cosᅵ diventa tutto uguale". In realtᅵ, con i
cambiamenti, col progresso si perde sᅵ sempre qualcosa, ma si guadagna
spesso, e in una certa misura anche inaspettatamente, direi
preterintenzionalmente, molto altro. Io non darei indietro le sedie di
design per quelle artigianali del Settecento. Presumibilmente sarᅵ cosᅵ
anche per l'alta cucina di design del futuro.
Forse si perderᅵ della ricchezza, della cultura, ma le nuove
possibilitᅵ, i nuovi panorami che possono aprirsi all'orizzonte sono
avvincenti.
Attenzione: uno chef come Ducasse, ad esempio, puᅵ sembrare faccia
qualcosa del genere. Non ᅵ vero. Ducasse ᅵ piᅵ vicino a un maestro di
bottega, con botteghe sparse in tutto il mondo. E, nel caso dei suoi
ristoranti, quelle che sono determinati sono le capacitᅵ dei singoli
chef che assumono localmente il comando. Il design invece presuppone la
banalizzazione dell'esecuzione, almeno dal punto di vista dell'abilitᅵ
artigianale richiesta individualmente. La pratica esecutiva diviene
quindi completamente formalizzata e condensata nel progetto.
Si dirᅵ: ᅵ quello che giᅵ fanno i fast food. Sᅵ, ma perchᅵ non estendere
questa potente metodologia anche alla qualitᅵ, anche all'alta cucina?
Potrebbe non essere piᅵ un sogno, fra qualche anno, poter avere i piatti
del Bulli di Roses eseguiti perfettissimamente, e nello stesso momento,
a Tokyo, a Roma, a New York o a Los Angeles.
Che ne pensate?


Giovanni Lagnese

lsd

unread,
Jan 1, 2010, 2:22:10 PM1/1/10
to

"Giovanni Lagnese" <inv...@invalid.ldbc> ha scritto nel messaggio
news:hhl71v$uvb$1...@nnrp.ngi.it...


> Che ne pensate?
>

Per la prima volta nella mia vita sono d'accordo con te.
Non e' un caso che il sistema si stia ponendo il problema della
brevettabilita' dei piatti.

L'unica perplessita' deriva dal fatto che andare ristorante non
semplicemente un'esperienza gusto/olfattiva.

ciao
lsd


Giovanni Lagnese

unread,
Jan 1, 2010, 5:04:42 PM1/1/10
to
"lsd" <lsd...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:hhli14$pv9$1...@tdi.cu.mi.it...

> L'unica perplessita' deriva dal fatto che andare ristorante non
> semplicemente un'esperienza gusto/olfattiva.


Anche col passaggio dalla sedia artigianale alla sedia di design si
temeva la perdita di contenuti culturali. E infatti della cultura �
andata persa. Per� si sono aperte possibilit� per nuova cultura.

Giovanni

anx

unread,
Jan 2, 2010, 8:52:06 AM1/2/10
to
Giovanni Lagnese a ᅵcrit :

> Anche col passaggio dalla sedia artigianale alla sedia di design si temeva la

> perdita di contenuti culturali. E infatti della cultura ᅵ andata persa. Perᅵ
> si sono aperte possibilitᅵ per nuova cultura.

piᅵ precisamente parlerei di possibilitᅵ CULturale, sia per la sedia
che per la serializzazione dell'alta cucina.
Se la si vuole considerare arte, arte sia, con le riproduzioni, sia pur
perfettamente quasi identiche all'originale, non comparabili nᅵ
fisicamente, nᅵ come prezzo. Utili alla diffusione della fama
dell'autore, capaci di far partecipe del bello (e buono) una platea piᅵ
vasta, ma pur sempre non l'originale.
Tornando al tuo esempio, l'impagliatura robotizzata della seduta di una
friulana classica non avrᅵ mai il calore di un'impagliata a mano, dove
un occhio esperto poteva riconoscere anche la 'firma' dell'autrice.


Giovanni Lagnese

unread,
Jan 2, 2010, 4:57:20 PM1/2/10
to
"anx" <a...@xna.invalid> ha scritto nel messaggio
news:acI%m.116752$9f6.1...@twister1.libero.it...

> Tornando al tuo esempio, l'impagliatura robotizzata della seduta di
> una friulana classica non avrᅵ mai il calore di un'impagliata a mano,
> dove un occhio esperto poteva riconoscere anche la 'firma'
> dell'autrice.


Non ho mai detto che non si perda nulla. Ma con le nuove tecnologie si ᅵ
anche guadagnato molto, non solo perso: le sedia di oggi non erano
realizzabili una volta.

Giovanni

fiore_pll

unread,
Jan 3, 2010, 12:00:54 PM1/3/10
to
"Giovanni Lagnese" <inv...@invalid.ldbc> wrote in message
news:hhl71v$uvb$1...@nnrp.ngi.it...

un Lagnese originale a inaugurare questa decade!
your welcome

p.s. i cambiamenti non si pianificano, avvengono.
solo dopo, chi non ha avuto il cuore, ha il dubbio onore di analizzarli

as

unread,
Jan 3, 2010, 4:46:18 PM1/3/10
to
On 1 Gen, 17:14, "Giovanni Lagnese" <inva...@invalid.ldbc> wrote:

> Potrebbe non essere più un sogno, fra qualche anno, poter avere i piatti


> del Bulli di Roses eseguiti perfettissimamente, e nello stesso momento,
> a Tokyo, a Roma, a New York o a Los Angeles.
> Che ne pensate?

crollerebbero i prezzi.

ale

JFSebastian

unread,
Jan 4, 2010, 2:14:42 PM1/4/10
to
Giovanni Lagnese <inv...@invalid.ldbc> wrote:

> Che ne pensate?

Che � un argomento molto pi� di attualit� di quanto tu possa
immaginare... ci sono, per�, molti passaggi che devono essere fatti, per
passare dallo chef artigiano all'imprenditoria.
Ma verranno fatti, questo � ci� che credo, mentre rimarranno appannaggio
dell'atelier la progettazione e l'esecuzione "originale".

>
>
> Giovanni Lagnese

Toh chi si rivede.
Ciao e buon anno!
Saluti,
JFSebastian

lcr_pll

unread,
Jan 5, 2010, 4:18:49 AM1/5/10
to
Giovanni Lagnese wrote:
> Concezione/progettazione, esecuzione: nel quanto nettamente siano
> distinte/distinguibili tali fasi, risiede la differenza tra artigianato
> e design.
> Negli anni passati si è sempre pensato all'alta cucina come ad una

> pratica assolutamente artigianale. Ma oggi si possono osservare le prime
> manifestazioni chiare di una tendenza che sembra portare l'alta cucina
> dall'artigianato verso il design.
> Le ricette dei grandi chef d'avanguardia consistono sempre più di

> sequenze articolate di operazioni relativamente semplici. Un lavoro
> esecutivo sempre più parcellizabile e descrivibile formalmente con
> sempre maggiore efficacia. Appare sempre più concreta la possibilità di
> una più netta separazione tra concezione/progettazione ed esecuzione.
> È ovvio che ci siano i nostagici, quelli che "non ci sono più le sedie
> di una volta", quelli che "così diventa tutto uguale". In realtà, con i
> cambiamenti, col progresso si perde sì sempre qualcosa, ma si guadagna

> spesso, e in una certa misura anche inaspettatamente, direi
> preterintenzionalmente, molto altro. Io non darei indietro le sedie di
> design per quelle artigianali del Settecento. Presumibilmente sarà così

> anche per l'alta cucina di design del futuro.
> Forse si perderà della ricchezza, della cultura, ma le nuove
> possibilità, i nuovi panorami che possono aprirsi all'orizzonte sono
> avvincenti.
> Attenzione: uno chef come Ducasse, ad esempio, può sembrare faccia
> qualcosa del genere. Non è vero. Ducasse è più vicino a un maestro di

> bottega, con botteghe sparse in tutto il mondo. E, nel caso dei suoi
> ristoranti, quelle che sono determinati sono le capacità dei singoli

> chef che assumono localmente il comando. Il design invece presuppone la
> banalizzazione dell'esecuzione, almeno dal punto di vista dell'abilità

> artigianale richiesta individualmente. La pratica esecutiva diviene
> quindi completamente formalizzata e condensata nel progetto.
> Si dirà: è quello che già fanno i fast food. Sì, ma perché non estendere
> questa potente metodologia anche alla qualità, anche all'alta cucina?
> Potrebbe non essere più un sogno, fra qualche anno, poter avere i piatti

> del Bulli di Roses eseguiti perfettissimamente, e nello stesso momento,
> a Tokyo, a Roma, a New York o a Los Angeles.
> Che ne pensate?


Perché no? Comunque lo potranno/vorranno fare in pochi, se non
pochissimi, e gli altri rimarranno a fare quello che tu dici essere
assimilabile all'artigianato.
Nobu non potrebbe già essere un esempio?


marcinkus

unread,
Jan 5, 2010, 10:55:14 AM1/5/10
to

"lcr_pll" <corteT...@virgilio.it> wrote in message
news:4b4303fa$0$1124$4faf...@reader3.news.tin.it...

> Nobu non potrebbe gi� essere un esempio?

In effetti forse no, perch� non vengono replicati gli stessi piatti nelle
varie unit� in giro per il mondo.
Sembra pi� uno sfruttamento del brand che il voler replicare il format delle
preparazioni.

M.

Gillo # 1

unread,
Jan 5, 2010, 11:21:51 AM1/5/10
to

Non necessariamente.
Si parla di standardizzare i processi produttivi, mica di utilizzare
altre materie prime, tanto per dirne una. Anche una Ferrari è un
prodotto progettato, ingegnerizzato e poi costruito in serie...

--
G.

0 new messages